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Autorizzazione Tribunale di Verona N°1497/07

 

 Edizione di Venerdì     31 Luglio 2015   

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Clandestini, Prefetti e Governo alleati contro la Nazione italiana

 

Li abbiamo sentiti lamentarsi con il governo del duo Renzi-Alfano”, i poveri Prefetti, anime belle, che “non ci stanno “ e si “sentono soli” contro la marea montante di proteste, che sia pur nella censura dei media di regime si sta levando in varie parti d’Italia, eppure fino ad oggi si sono dimostrati solo zelanti servitori di uno dei peggiori governi del secondo dopoguerra, un esecutivo che sta letteralmente consegnando l’Italia oltre che alla finanza internazionale e alle multinazionali, a torme di clandestini provenienti da ogni dove.

Questi ultimi, basterebbe dare un’occhiata un po’ più attenta alla cronaca quotidiana edulcorata dai media mainstream del politicamente corretto, dopo essere stati accolti, poveri bamboccioni, con i guanti bianchi, coccolati, viziati e dotati di ogni confort…, alla fine spesso e volentieri delinquono... (Federico Dal Cortivo in Alzo Zero)

 

 

Il debito pubblico italiano al massimo storico e le profezie del ministro Padoan

Annualmente, in primavera c’è la riunione del Fondo Monetario Internazionale. Quest’anno si è svolta a Washington dal 16 al 18 aprile. Nel corso di questi lavori è intervenuto per l’Italia il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che come riportato da tutti i media (1) ha dichiarato: “Non è vero che il debito italiano sale… il debito pubblico quest'anno si stabilizzerà e dall'anno prossimo scenderà in maniera sostenuta, rispettando le regole".
Il 18/06/2015, Padoan in una conferenza stampa, rispondendo a chi gli chiedeva se un default greco comportasse dei rischi per l’Italia asseriva: “L'ho già detto e lo ripeto: l'Italia è assolutamente solida, l'euro è assolutamente solido, non siamo sicuramente nel 2012" (2). (Attilio Folliero in Economia)

 

 

 

Iran nucleare: L’accordo è storico? Forse, ma non è definitivo

 

É bene non illudersi; l’accordo di Vienna sul nucleare iraniano raggiunto il 14 luglio non rappresenta un testo con una valenza giuridica e vincolante per le parti (UE, Germania, Francia, Regno Unito, Russia, Cina, USA, Iran).

 

Ora, “Joint Comprehensive Plan of Action” alla mano – così è stato denominato l’accordo formalmente – possiamo solo dare delle valutazioni momentanee, in attesa che il documento venga ratificato dai parlamenti nazionali, cosa non del tutto scontata visto che nel Congresso americano i repubblicani, vicini al governo israeliano, fortemente critici con l’approccio morbido di Obama nei confronti del nuovo Iran di Rohani, sono la forza di maggioranza e potrebbe esserci in extremis la bocciatura del JCPOA, facendo così naufragare gli sforzi della diplomazia di mezzo mondo. (Ali Reza Jalali in Alzo Zero)

 
 

La Cina aumenta le riserve auree del 57%

 

La Cina ha comunicato i dati relativi alle Riserve Internazionali ed alle riserve auree dell’ultimo trimestre (Aprile – Giugno 2015). Dai dati del mese di giugno risulta un aumento del 57% nelle proprie riserve auree, ovvero un aumento di 604 tonnellate. Le riserve internazionali al 30 giugno ammontano a 3.693 miliardi di dollari, più o meno in linea con i precedenti dati di marzo, ma in discesa di circa 300 miliardi rispetto al massimo storico di un anno fa, giugno 2014, quando erano 3.993 miliardi (Attilio Folliero in Economia)

 
 

 

Intervista di S.E. J. Mozaffari, Ambasciatore in Italia della Repubblica Islamica dell’Iran in occasione della giornata di Quds (Gerusalemme)

10 Luglio 2015

1) Come ogni anno l'ultimo venerdì del mese di Ramadan si celebra la Giornata Mondiale di Quds (la giornata di al-Quds è stata creata in Iran nel 1979 dal capo della rivoluzione islamica iraniana, Ruhollah Khomeini (NdR). Qual è il senso di questa giornata per i mussulmani?

Mentre il regime israeliano insiste nel mistificare la realtà storica, rendere normalmente accettabili occupazione e aggressione, distrarre l'opinione pubblica dalla causa palestinese e dalla questione di Al-Quds, seminare orrore e disperazione, contrastare le forme di resistenza… (In Interviste)

 

 

Alla luce della vittoria del NO in Grecia riportiamo alcune considerazioni del giornalista Paolo Barnard sul mito del cosiddetto “debito pubblico”

 

É tutto falso, e ci stanno ammazzando.

 

Faccio appello ai pochi che ancora usano la loro testa, vi prego, osservate.

L’Europa dell’euro sta esplodendo, e i prossimi a finire sotto le macerie saremo noi italiani, i portoghesi e gli spagnoli. Poi verranno i francesi e i tedeschi. Perché? Perché abbiamo tutti adottato una moneta, l’euro, che è sospesa nel nulla, non ha cioè uno Stato sovrano che la regoli, non si sa di chi sia, e soprattutto noi Stati europei la possiamo solo USARE, non possedere. E’ tutto qui il disastro, e vi spiego.

Ho già scritto che se la Grecia fosse ancora uno Stato che emette moneta sovrana non avrebbe nessun problema, perché potrebbe fare quello che fecero gli USA con un indebitamento assai peggiore (deficit di bilancio al 25% del PIL) 60 anni fa: emettere moneta, pagare parti del debito e rilanciare l’economia senza quasi limite. (Paolo Barnard in Economia)

 
 
 

 

Il Venezuela può andare in default?

 

Il Venezuela non andrà in default. Questa è la mia opinione. É vero che l'inflazione in Venezuela per l’anno in corso si aggira attorno al 150-200%, cosi come pure è evidente una contrazione del PIL e soprattutto delle riserve internazionali, che un tempo erano il punto di forza dell'economia venezuelana; è vero che i prezzi del petrolio continuano ad essere bassi e la situazione economica generale del paese è difficile.

Gli analisti finanziari, di cui si parla nelle lettera ricevuta che prefigurano il fallimento, il default del Venezuela perché secondo loro non riuscirà a pagare gli interessi sul debito, non prendono in considerazione alcuni elementi. Ovviamente le loro analisi sono interessate, miranti a diffondere nell’opinione pubblica internazionale proprio l’idea che il Venezuela stia andando incontro ad un default, cosa della quale io francamente dubito per i motivi che espongo a continuazione (Attlio Folliero In Economia - da Caracas)
 
 

 

Palestina: l’apartheid che la storia ignora

 

In relazione alla situazione in Palestina o, più specificamente, ai rapporti tra palestinesi ed israeliani non è azzardato parlare di Apartheid. Negli anni Israele è riuscita a costruire un regime di segregazione razziale molto simile a quello sudafricano. Questo attraverso una serie di barriere tra le quali anche una fisica, tra la Cisgiordania e Israele, al fine per d’isolare e discriminare i palestinesi nei territori occupati.

Queste barriere discriminano la popolazione palestinese per quanto riguarda le tutele legali, la libertà di movimento, l’accesso al lavoro e alle risorse.

Oggi i palestinesi non solo devono sopportare il peso di essere stati cacciati dalla propria terra, devono anche continuare a vivere come profughi, accontentarsi di vivere a Gaza in costante stato di guerra e assedio. Devono accettare l’erezione di un muro di discriminazione dove dall’altra parte vi sono i “più civili”, i “più democratici” israeliani. Ogni giorno vengo arrestate decine e decine di palestinesi giovani, adulti e bambini e spesso senza nemmeno una precisa accusa. (Amani Sadat in Alzo Zero)

 
 

Jobs Act: Via al demansionamento

 

Il vergognoso governo banco-finanziario di Renzi si appresta a colpire ancora una volta i lavoratori italiani. La parola d’ordine è: Demansionare! Punto finale di un disegno iniziato anni fa con la Legge Treu e che ha poi raggiunto la sua apoteosi con quella Biagi, ora si vuole colpire di fino i dipendenti delle aziende dando in mano ai padroni uno strumento in più.

Ciò sarà possibile, è quello che vuole attuare il governo, in modo diretto dal datore di lavoro nei casi di: riorganizzazione o ristrutturazione aziendale, ove siamo in presenza ragioni tecniche – oggettive (e chi le stabilisce giacché nessun rappresentante dei lavoratori siede nei CdA?), o per una inidoneità sorta durante la vita lavorativa a svolgere la mansione superiore, (Federico Dal Cortivo in Economia)

 
 

ADDIO A GIANANTONIO VALLI

 

Ci ha lasciato Gianantonio Valli, studioso e ricercatore, redattore della rivista l’Uomo Libero, ”Uomo con la schiena diritta”. L’intervistai nel 2013, era di ritorno da un viaggio in Siria e ne venne fuori un buon lavoro grazie alle conoscenze storiche e geopolitiche dell’uomo, da sempre contro il pensiero dominante che divide il mondo in stati buoni e stati canaglia a seconda della convenienza.

Ma Valli era anche un valente ricercatore revisionista, di quelli che non si accontentano della versione della Storia come ci viene raccontata dal 1945 ad oggi, imperniata più su dogmi sostenuti da leggi repressive, che su fatti reali e per tutto questo venne attaccato in una diffamatoria campagna di stampa partita dal quotidiano Repubblica . La cosa ebbe solo l’effetto di farlo uscire vincitore e più saldo nei convincimenti. Decine le sue opere e gli articoli pubblicati sulla rivisita l’Uomo Libero. Egli ora lascia il testimone ad altri che ne seguiranno l’esempio e l’impegno, sicuramente ci ha regalato dei veri momenti di libertà di pensiero.

Federico Dal Cortivo

 

 Intervista e breve biografia

 

 

  

 

 

"Io vengo dall’Iran,

dalla terra della

bellezza e

dell’imponenza, dalla

 terra della scienza e

della cultura, la terra

della saggezza e delle

virtù, dalla culla della

filosofia e dello

gnosticismo, dalla

patria del sole e della

luce, la terra degli

 scienziati, dei saggi,

dei filosofi, degli

gnostici, dei letterati,

la terra di Avicenna,

Ferdowsi, Rumi,

Hafez, Attar, Khayyam

e Shahriar; sono quì

in veste di

rappresentante di un

popolo grande e

 dignitoso, tra i

fondatori della cultura

umana e tra gli eredi

di essa; sono il

rappresentante di

gente saggia,

innamorata della

libertà e della pace,

affettuosa, che ha

assaggiato il sapore

amaro delle guerre

e delle aggressioni e

che ama la pace e la

serenità".

(M. Ahmadinejad)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella sezione Interviste

 

A 26 anni dalla morte dell’Iman Khomeini, IRNA intervista il Direttore di ItaliaSociale Federico Dal Cortivo

 

 

"Reddito di Cittadinanza" - Giovanna Canzano intervista ENRICA MALATESTA  

 

 

"Mafia Capitale": Antonella Ricciardi intervista l'Avvocato Giosuè Bruno  Naso legale di Carminati

 

 

 

L'incredibile storia di William Klinger (Giovanna Canzano intervista Ivan Buttignon)  

 

  Post Quirinale - Giovanna Canzano intervista Carlo Gambescia    
Situazione in Siria e piano USA di aggessione: IRNA intervista il Direttore Federico Dal Cortivo  

 

 

Altre notizie

 

Famiglia: Un milione in piazza il 20 giugno a Roma, per la legge naturale, per la ragione e contro il Disegno di Legge Cirinnà (in Notizie)

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Comunicato Stampa dell’associazione ProVita Onlus in merito alla consegna al Presidente Mattarella delle raccolta firme per la petizione sull'educazione affettiva e sessuale nelle scuole (In Notizie)

Conferenza Asia-Africa di Jakarta: Discorso del Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Hassan Rohani (In Notizie)

Avanti per una Lega Nazionale (In Eventi)

"Gennaro D'Aria racconta le tradizioni sempre vive di una Napoli senza tempo" (Intervista a cura di Antonella Ricciardi - in Cultura)

 

Filmati

 

 

   

Ecuador: Il Presidente Rafael Correa alza l'attenzione del popolo per un possibile tentativo di destabilizzazione della Nazione. L'Ecuador con le sue riforme anti liberiste è nella lista nera di Washington e dei suoi sodali

In Spagna trenta comuni dicono no al TTIP, il Trattato Transatlantico che gli Stati Uniti vogliono imporre all'Europa e che comporterebbe un ulteriore perdita di Sovranità degli Stati a favore delle grandi Corporation Nord americane, omologando, ad esempio, in  peggio, le regole sanitarie e  gli standard di qualità

Diario del saccheggio: "L'Italia come l'Argentina"

 

Storia in Rete

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Nel caso di riproduzione degli articoli di ItaliaSociale, o di parte di essi, è obbligatorio citare la fonte

   

Storia in Rete, presenta un ricco catalogo di titoli di importanti DOCUMENTARI STORICI (anche già prodotti per RAI 2 e La 7), quasi tutti dedicati alla storia e all'arte italiane con un'attenzione particolare al nostro Medioevo e al Rinascimento, i periodi fondamentali per la nostra storia nazionale.

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I documentari sono a pagamento, al costo di € 3.50, pagabili in vari modi e sono visionabili in streaming per 48 ore.

   

 

     

La Grande guerra e la rivoluzione proletaria

 

Autore: Stefano Fabei

Edizioni: Edibus
Prezzo: Euro 18,00

ISBN 979-88-97221-35-7

www.edibus.it

 

 

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Il prezzo della disfatta

 

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in edicola

 

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Il Male Americano

 

Autori: Alain De Benoist e Giorgio Locchi

Editore: Ed. Settimo Sigillo-Libreria Editrice Europa
Prezzo: Euro 18,00

 

 

In Libri


 

 

 

     

Dossario – L’Eurasia aggredita su più fronti

 

 

 

In geopolitica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.eurasia-rivista.org/luoghi-santi-e-stato-islamico-3/22069/

   
 

 

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Ultimo aggiornamento: venerdì 31 luglio 2015

 

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