NOTIZIE 2008


Non cessa la continua intromissione negli affari interni italiani da parte del Vaticano

Si danno il cambio in questi giorni sui media nazionali i pezzi da novanta del vaticano, nel dare lezioni su temi come l’immigrazione, il lavoro, le elezioni, non disdegnando neppure d’intrufolarsi sotto le lenzuola di Berlusconi. Una frenesia da onnipotenza si è impossessata degli uomini vaticani, un vero e proprio delirio da “verbo rivelato”, che li fa spaziare in terreni che non competono certo a una chiesa ( quella cattolica è una delle tante in giro per il mondo), ma sono di esclusiva pertinenza di uno Stato .Tra questi soloni primeggia certamente il Cardinale Bagnasco, presidente dell’onnipresente Conferenza Episcopale,che invece di occuparsi delle anime dei peccatori pensa alla politica. Già , in Italia la questione dell’intromissione negli affari interni del vaticano non è mai stata effettivamente risolta alla radice, appena raggiunta l’unità nazionale, né durante il fascismo, né tantomeno nel secondo dopoguerra . Oggi oltre ad essere colonia Usa, ci si ritrova a dover fare i conti quotidianamente con le esternazioni di questo o quel prelato, a cui nessuno osa rispondere a tono.
E mentre lancia l’allarme su un presunto complotto mondiale contro la cosiddetta dottrina sociale della chiesa, Bagnasco ha pensato bene allora di attaccare questo governo sul tema dell’immigrazione, dove poco di concreto è stato fatto fino ad oggi a tutela della nostra collettività nazionale e dei nostri confini territoriali, ma anche quel poco non va bene per coloro che predicano l’accoglienza tout court, senza regole, indiscriminata e destabilizzante per il tessuto sociale della nazione.
L’alto prelato boccia in pieno il DDL Sicurezza affermando che” è un errore attuare i respingimenti”, e che manca “una visione complessiva del problema, una strategia..ampia e diversificata..”, ricordando con la solita retorica buonista i “principi della vita e della dignità umana”, frase inflazionata e tesa a scardinare e criminalizzare ogni sia pur tenue tentativo di creare un argine alla marea dilagante che arriva ai nostri confini e che si somma ai quattro milioni di immigrati già presenti sul territorio.
Per Bagnasco, che non ha nulla da temere dalla criminalità d’importazione perché non abita o frequenta i quartieri degradati di tante nostre città,… “una risposta fondata solo sull’ordine pubblico non può essere accettata sul tema immigrazione”,… ma presuppone” un posto di lavoro e un’abitazione dignitosa”,… quelle cose che tanti nostri connazionali non hanno da tempo, ma che dovremmo invece mettere a disposizione per i nuovi arrivati perché graditi alla Santa Sede e a tutte le organizzazioni che ruotano intorno al business dell’accoglienza, Caritas in primis. Il limite alla decenza è superato quando il porporato tocca la questione della crisi economica che ci dice, “si fa sentire soprattutto tra chi è precario”, puntualizzando inoltre che gli “ammortizzatori sociali sono scarsi e inefficaci”. E bravo Bagnasco, che si accorge della disgregazione dello Stato Sociale, con la società italiana lentamente depredata di giorno in giorno di tutte le conquiste sociali dell’ultimo secolo, dove il lavoro è oramai diventato solo una merce come tante altre, dove la flessibilità che fa rima con precariato detta legge,dove infine la disoccupazione cresce mentre le norme sulla sicurezza di chi lavora sono aggirate e gli organismi ispettivi depotenziati, ma non c’era certo bisogno che si scomodasse un uomo del Vaticano. Così dicendo fa solo autogol, perché se certe situazioni sono oramai sistemiche è anche colpa dell’arrivo di manodopera a basso costo da sfruttare, e chi se non gli immigrati sono la miglior fonte per questo?Se proprio un attacco doveva essere fatto, andava diretto verso la Confindustria, certi sindacati, l’inerzia volontaria dei vari governi,che favoriscono in tutti i modi l’extracomunitario a scapito del lavoratore italiano,con la benedizione della finanza apolide e di chi predica il “mercato globale” e la scomparsa dei confini nazionali e con essi delle garanzie legislative per i lavoratori autoctoni.
Sul tema sicurezza ci siamo già espressi su queste pagine, ma vale la pena di ricordare che la situazione è già sfuggita di mano ai vari governi che si sono succeduti fino ad ora, capaci solo di abbozzare dei blandi tentativi di risposta da parte dello Stato,con finanziarie che tagliano i fondi alle Forze dell’Ordine e nel contempo impiegando l’Esercito alla spicciolata. Gli stessi governi che però sono sempre più attenti ai voleri d’oltre Tevere, che alle reali esigenze degli italiani, questi ultimi stufi di vedere le proprie città ridotte a bordelli multicolori, con le periferie invivibili, gli alloggi popolari assegnati a chi è arrivato appena ieri…, con carceri stipate di extracomunitari e il commercio di droga e prostituzione in mano alle nuove mafie nigeriane e albanesi, come se già non bastassero le nostre di associazioni criminali.
Un’Italia quella attuale, non più sovrana dal 1945, costretta anche a subire queste continue intrusioni nei propri affari interni da uno Stato, quello della chiesa cattolica, che ha fatto della sistematica distruzione di ogni tentativo per creare un’entità statale coesa , laica ed etnicamente unita,una sua ragione d’essere, del resto proprio il messaggio universalistico del cristianesimo si contrappone a ogni visione nazionale dello Stato, ma anche a una visione socialista della società perché verrebbero prontamente a mancare le munizioni su cui si regge gran parte dell’ impalcatura messianica: i diseredati, i poveri, gli esclusi… i nuovi arrivati.


Federico Dal Cortivo
 

01/06/2009


pagina di alzo zero

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