NOTIZIE 2008


La Cia e il laboratorio iraniano da Mossadegh ad Ahmadinejad

Di Thierry Meyssan


( traduzione a cura di Stella Bianchi da mondialisation.ca)

La notizia di una possibile frode elettorale si è diffusa a Teheran con la rapidità di un fulmine e ha spinto per le strade i partigiani dell’ayatollah Rafsanjani contro quelli dell’ayatollah Khamenei.Questo caos è provocato sottobanco dalla Cia che semina confusione innondando gli Iraniani di messaggi Sms contradditori.Thierry Meyssan riferisce questa esperienza di guerra psicologica.


Nel marzo del 2000,il segretario di stato Madeleine Albright ha ammesso che l’amministrazione Eisenhower aveva organizzato un cambio di regime, nel 1953, in Iran e che questo evento storico spiega l’attuale ostilità degli Iraniani nei confronti degli Stati Uniti.La settimana scorsa,in occasione del suo discorso al Cairo indirizzato ai Mussulmani,il presidente Obama ha ufficialmente riconosciuto che ”in piena Guerra Fredda ,gli Stati Uniti hanno giocato il loro ruolo nel rovesciamento di un governo iraniano democraticamente eletto”.

All’epoca, l’Iran era controllato da una monarchia da operetta diretta dallo scià Mohammad Reza Pahlavi.Era stato messo sul trono dagli Inglesi, che avevano forzato suo padre,ufficiale cosacco pro nazi Reza Pahlavi, a dimissionare..Tuttavia, lo scià doveva condividere il governo con il Primo ministro nazionalista Mohammad Mossadegh.Questo, con l’aiuto dell’ayatollah Abou al-Qassem Kachani, nazionalizzò le risorse petrolifere.Furiosi gli Inglesi convinsero gli Stati Uniti che bisognava stoppare la deriva iraniana prima che il paese non sprofondasse nel comunismo.
La Cia mise allora in atto l’Operazione Ajax, che mirava al rovesciamento di Mossadegh con l’aiuto dello scià , e a sostituirlo con il generale nazi Fazlollah Zahedi,fino a quel momento detenuto dagli Inglesi.Così fu instaurato il più feroce regime del terrore dell’epoca, mentre lo scià serviva da copertura alle sue atrocità posando per le riviste occidentali a larga diffusione.


L’Operazione Ajax fu diretta dall’archeologo Donald Wilber, dallo storico Kermit Roosvelt (il nipote del presidente Theodore Roosvelt) e dal generale Norman Swartzkopf Senior(il cui omonimo figlio ha diretto l’operazione Tempesta del deserto).
Questa operazione resta un modello di sovversione.La Cia immaginava uno scenario che dasse l’impressione di una sommossa popolare mentre si trattava di un’operazione segreta.
Il fulcro dello spettacolo era una manifestazione a Teheran con 8.000 figuranti pagati dai Servizi Segreti per fornire fotografie convincenti alla stampa occidentale.

E’ la storia che si ripete? Washington ha rinunciato ad attaccare militarmente l’Iran e a dissuadere Israele a prendere una tale iniziativa.Per arrivare a “cambiare regime” l’amministrazione Obama preferisce giocare la carta-meno pericolosa,ma più aleatoria-dell’azione segreta.
All’uscita dei risultati dell’elezione presidenziale iraniana,vaste manifestazioni opposero per le vie di Teheran i partigiani del presidente Mahmoud Ahmadinejad e della guida Ali Khamenei da un lato, ai partigiani dello sfortunato Mir-Hossein Mousavi e dell’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani dall’altra.Queste riflettono una profonda scissione nella società iraniana tra il proletariato nazionalista e la borghesia che deplora di essere tenuta ai margini della globalizzazione economica per rovesciare il presidente eletto.

Ancora una volta,l’Iran diventa un campo di sperimentazione dei metodi innovativi della sovversione.La Cia si appoggia nel 2009 su una nuova arma: il controllo dei telefoni cellulari.

Dalla massima diffusione dei cellulari, i servizi segreti anglosassoni hanno moltiplicato le loro capacita di intercettazione.Considerato che per l’ascolto dei telefoni fissi necessita la posa di cavi di deviazione e anche di agenti sul posto , l’ascolto intercettato dei cellulari può invece avvenire a distanza grazie alla rete Echelon.Tuttavia questo sistema non permette di intercettare comunicazioni telefoniche via Skype, da cui deriva il successo dei telefoni Skype nelle zone dei conflitti.
La National Security Agency (NSA)ha dunque appena ridotto i fornitori di accesso internet di tutto il mondo per ottenere i concorsi.Coloro che hanno accettato sono stati ampiamente retribuiti.

Nei paesi occupati -Irak,Afghanistan e Pakistan-gli Anglosassoni intercettano la totalità delle conversazioni telefoniche sia che provengano da cellulari sia che provengano da telefoni fissi.
Lo scopo non è quello di ritrascrivere questa o quella conversazione, ma quello di identificare le”reti sociali”.In altre parole, i telefoni sono gli spioni che permettono di sapere con chi è in relazione una data persona.Partendo da qui,si può sperare di identificare le reti della resistenza.
In un secondo tempo, i telefoni permettono di localizzare i bersagli identificati e di “neutralizzarli”.

Per questo motivo nel febbraio 2008 gli insorti afghani hanno ordinato ai diversi operatori di stoppare la loro attività ogni giorno dalle h.17.00 alle h.03.00 in modo di impedire agli Anglosassoni di seguire i loro spostamenti .Le antenne dei ripetitori di coloro che hanno contravvenuto a tale ordine,sono state distrutte.

Al contrario-tranne una centrale telefonica toccata per errore-le forze israeliane si sono ben guardate di bombardare i ripetitori telefonici a Gaza quando l’operazione Piombo si fece più dura, nel dicembre 2008-gennaio 2009.Si tratta di un cambiamento completo di strategia da parte degli Occidentali.Dalla guerra del Golfo prevaleva la”teoria dei cinque cerchi” del colonnello John A.Warden:il bombardamento delle infrastrutture telefoniche era considerato come un obiettivo strategico e al tempo stesso serviva per gettare la popolazione nella confusione e per tagliare le comunicazioni tra i grossi centri di comando e i combattenti.Ormai avviene il contrario ,bisogna proteggere le infrastrutture e le telecomunicazioni.Durante i bombardamenti di Gaza,l’operatore Jawwal a offerto un credito ai suoi abbonati,ufficialmente per aiutarli ,de facto nell’interesse degli Israeliani.

Segnando questa svolta,i servizi segreti anglosassoni e israeliani hanno sviluppato metodi di guerra psicologica basati sull’uso estensivo dei cellulari.Nel luglio 2008 ,dopo lo scambio di prigionieri e del bottino di guerra tra Israele ed Hezbollah, alcuni robot hanno lanciato decine di migliaia di appelli versi i cellulari libanesi.Una voce in arabo metteva in guardia contro ogni partecipazione alla Resistenza e denigrava gli Hezbollah.Il ministro libanese della telecom Jibran Bassil aveva sporto denuncia all’ONU contro questa manifesta violazione della sovranità del paese.

Sullo stesso modello alcune decine di migliaia di Libanesi e di Siriani hanno ricevuto una chiamata automatica nell’ottobre 2008 che proponeva loro10 milioni di dollari in cambio di qualsiasi informazione che permettesse di localizzare e di scoprire soldati israeliani prigionieri.Le persone interessate a collaborare erano invitate a comporre un numero del Regno Unito.
Questo metodo è appena stato impiegato in Iran per intossicare la popolazione diffondendo notizie scioccanti e per canalizzare il malcontento che esser suscitano.

In primo luogo, si è trattato di diffondere per SMS durante la notte dello spoglio la notizia secondo la quale il Consiglio dei guardiani della Costituzione(equivalente della Corte costituzionale) aveva informato Mir-Houssein Mousavi della sua vittoria.Da quel momento, l’annuncio parecchie ore più tardi dei risultati ufficiali-la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad con il 64% di suffragi espressi-è parso come un grande broglio.Tuttavia, tre giorni prima , Mousavi e i suoi amici avevano considerato la vittoria massiva di M.Ahmadinejad come certa e si sfozavano di spiegarla con degli squilibri avvenuti durante la campagna elettorale.Così l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani dettagliava le sue rimostranze in una lettera aperta.Gli istituti di sondaggio US in Iran avevano pronosticato un’avanzata di Ahmadinejad di 20 punti su Mousavi. In nessun momento la vittoria di Mousavi era parsa possibile,anche se era probabile che i brogli avessero accentuato il margine tra i due candidati.

In un secondo tempo,alcuni cittadini sono stato selezionati o si sono fatti conoscere in Internet per conversare su Facebook o si sono abbonati ai dispacci diffusi da Twitter.Questi hanno allora ricevuto ,sempre tramite SMS alcune informazioni-vere o false-sull’evoluzione della crisi politica e sulle manifestazioni in corso.Si tratta di notizie anonime che hanno diffuso comunicati relativi a sparatorie con numerosi morti;notizie a tutt’oggi non confermate.
Per un malaugurato caso del calendario,la società Twitter ha dovuto sospendere il servizio per una notte , il tempo necessario alla manutenzione delle installazioni.Ma il dipartimento di Stato degli Stati Uniti è intervenuto per chiedergli di soprassedere a questa operazione .Secondo il New York Times,queste operazioni contribuirono a seminare diffidenza tra la popolazione.
Alcuni messaggi accennavano a minacce di morte, di irruzioni di forze dell’ordine a domicilio e così via trasmessi da autori impossibili da identificare o da localizzare.
Nello stesso tempo,in un nuovo sforzo la CIA mobilizzava i militanti anti-iraniani negli USA e nel Regno Unito per fomentare il disordine.Una Guida pratica della rivoluzione in Iran è stata distribuita e comprendeva diversi consigli pratici tra i quali:

- regolare l’account di Twitter sul fuso orario di Teheran
- centralizzare i messaggi sugli accounts Twitter@stopAhmadi, #iranelection et #gr88
- non attaccare i siti internet ufficiali dello Stato iraniano.”Lasciate fare questo all’esercito” US(sic).
Messi in pratica questi consigli ,impediscono ogni autenticazione dei messaggi Twitter.
Non si riesce più a capire se sono stati inviati dai testimoni delle manifestazioni a Teheran o da agenti della CIA a Langley e non si può più distinguere il vero dal falso.Lo scopo è quello di creare sempre più confusione e di spingere gli Iraniani a battersi tra loro.

Gli stati maggiori ovunque nel mondo, seguono con attenzione gli avvenimenti di Teheran.Ognuno cerca di valutare l’efficacia di questo nuovo metodo di sovversione nel laboratorio iraniano. Evidentemente ,il processo di destabilizzazione ha funzionato.
Ma non è certo che la CIA possa canalizzare i manifestanti perché facciano essi stessi quello che il Pentagono ha rinunciato di fare e che non ha alcuna voglia di fare e cioè cambiare il regime e chiudere la rivoluzione islamica.

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Notes
[1] « Discours à l’université du Caire », par Barack Obama, Réseau Voltaire, 4 juin 2009.
[2] « BP-Amoco, coalition pétrolière anglo-saxonne », par Arthur Lepic, Réseau Voltaire, 10 juin 2004.
[3] Sur le coup de 1953, l’ouvrage de référence est All the Shah’s Men : An American Coup and the Roots of Middle East Terror, par Stephen Kinzer, John Wiley & Sons éd (2003), 272 pp. Pour les lecteurs francophones, signalons le dernier chapitre du récent livre de Gilles Munier, Les espions de l’or noir, Koutoubia éd (2009), 318 pp.
[4] « La société iranienne paralysée », par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 5 février 2004.
[5] « Taliban using Skype phones to dodge MI6 », par Glen Owen, Mail Online, 13 septembre 2008.
[6] « NSA offering ’billions’ for Skype eavesdrop solution », par Lewis Page, The Register, 12 février 2009.
[7] « Taliban Threatens Cell Towers », par Noah Shachtman, Wired, 25 février 2008.
[8] Jawwal est la marque de PalTel, la société du milliardaire palestinien Munib Al-Masri.
[9] Jibran Bassil est un des principaux leaders du Courant patriotique libre, le parti nationaliste de Michel Aoun.
[10] « Freed Lebanese say they will keep fighting Israel », Associated Press, 17 juillet 2008.
[11] L’auteur de cet article a été témoin de ces appels. On pourra aussi consulter « Strange Israeli phone calls alarm Syrians. Israeli intelligence services accused of making phone calls to Syrians in bid to recruit agents », Syria News Briefing, 4 décembre 2008.
[12] Cité dans « Ahmadinejad won. Get over it », par Flynt Leverett et Hillary Mann Leverett, Politico, 15 juin 2009.
[13] « U.S. State Department speaks to Twitter over Iran », Reuters, 16 juin 2009.
[14] « Social Networks Spread Defiance Online », par Brad Stone et Noam Cohen, The New York Times, 15 juin 2009.
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Thierry Meyssan analyste politique, fondateur du Réseau Voltaire. Dernier ouvrage paru : L’Effroyable imposture 2 (le remodelage du Proche-Orient et la guerre israélienne contre le Liban)

Thierry Meyssan est un collaborateur régulier de Mondialisation.ca. Articles de Thierry Meyssan publiés par Mondialisation.ca

 

Nella seconda foto: Langley, Virginia Usa: La sede della Cia
 

30/06/2009


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