ALZO ZERO 2009


Benetton Spa

Leggendo i giornali locali, senza avventurarsi sulla stampa nazionale,cogliamo segnali a dir poco inquietanti. In questo ricco Nord Est sito per antonomasia dove, basta tirarsi su le maniche e di lavoro ce n’è per tutti…parliamo del Gruppo Benetton .
In un recente quotidiano locale leggiamo che la crisi c’è e coinvolge il mondo intero , ma che tuttavia in Italia se ne potrà uscire meglio di altre nazioni.E a sostenere questa tesi è Alessandro Benetton, vicepresidente dell’omonimo gruppo di Ponzano Veneto, durante una recente visita a Venezia per la consegna dei master in strategie per il business dello sport.
Alessandro Benetton prosegue nella sua analisi e sostiene che “Ci sono tre milioni di giovani che avranno difficoltà a vedersi rinnovare i propri contratti temporanei di lavoro”.E poi si pone la domanda:”Come assorbire il contraccolpo di un simile esercito di disoccupati?” prosegue:”Abbiamo fortunatamente reti di ‘protezione’ come il sistema famiglia e una dote di risparmio, singolare e collettivo, abbastanza alto”.
E già dalle prime battute si evince che il vicepresidente parla per ossimori e noi ci chiediamo: come può una schiera di giovani disoccupati trovare la propria sistemazione restando in seno alla famiglia che vive di pensione e di risparmi che presto o tardi finiranno?E’ questa la rete sociale protettiva sulla quale i nostri industriali fanno affidamento per la rapida uscita dalla crisi nel nostro territorio? Sembrano veramente conclusioni semplicistiche se non le avesse pronunciate un signore dell’economia come Alessandro Benetton,vicepresidente di un colosso dell’industria e
Benetton prosegue spiegando che le difficoltà devono essere affrontate con un ‘cambiamento strutturale’ di cui si avverte indiscutibilmente il bisogno e che occorre investire ed essere più agguerriti sui mercati.Ma noi ci chiediamo: agguerriti contro CHI? Le eventuali proposte di come uscire dalla crisi o di come tentare di risolvere il gravissimo problema dell’occupazione giovanile non viene minimamente sfiorato dal giovane imprenditore che evidentemente non è stato invitato per parlare di questo .Ma allora: perché all’inizio della sua prolusione ha parlato di crisi e di occupazione snocciolando la futura disoccupazione per 3 milioni di giovani?
Evidentemente perché in un momento drammatico come questo, non poteva proprio esimersi dal farlo.Tuttavia, Benetton ha proseguito il suo intervento parlando di sponsor e di costi di gestione pubblicitaria e dei vari settori sportivi nei quali il suo gruppo è inserito a pieno titolo.
Però non è vero che Benetton non faccia nulla per i giovani, anzi, verso la fine del suo intervento, il vicepresidente dichiara con orgoglio che”Davanti a tutto mettiamo i progetti destinati ai giovani come la Ghirada(centro polisportivo fuori Treviso costruito e sponsorizzato dai Benetton),e il risvolto nel futuro sociale del territorio che essi( i giovani) possono rappresentare”…
Ma noi testardi,continuiamo a chiederci: e il lavoro per i giovani? Al di là dei grandi proclami che tutti conosciamo…perché tutti abbiamo ben presente che cosa sia la crisi che ogni giorno viviamo…ma per i giovani... cosa stanno facendo i nostri industriali che si sgolano tanto a far proclami?
Per puntualizzare bene di CHI stiamo parlando è utile effettuare una breve esposizione sulla storia e sulle attività del colosso industriale Benetton.
Il Gruppo Benetton fu fondato nel 1965 dall’omonima famiglia.
Il primo negozio estero fu aperto a Parigi nel 1969.
Attualmente i Benetton controllano il 67% del Gruppo tramite la loro finanziaria Edizione Holding e le rimanenti azioni cioè il flottante,sono pubblicamente trattate presso la Borsa di Milano.
Edizione ha sviluppato una rete di società in tutto il mondo e in vari settori:abbigliamento,ristorazione,autostradale e nel settore urbano con infrastrutture e servizi per la mobilità e le comunicazioni.
Nel settore retail questa finanziaria è presente con partecipazioni in Benetton Group e Autogrill, mentre attraverso la controllata Sintonia SA opera nel settore delle infrastrutture e dei servizi per la mobilità,con partecipazioni in Atlantia-Autostrade per l’Italia,Infrastrutture (Gemina-Aeroporti di Roma),Eurostazioni-Grandi Stazioni,SAGAT e Telco-Telecom Italia.
Edizione è presente anche nel settore private equità con 21 Investimenti(fondo 21 Partners),nei settori:immobiliare,agricolo,alberghiero,sportivo,oltre a detenere partecipazioni di portafoglio,tra le altre ,in Mediobanca,Assicurazioni Generali,RCS e Pirelli.
In totale, il fatturato aggregato è di 8 miliardi di euro
Benetton è attualmente presente in120 Nazioni al mondo.
Il suo core business comunque resta il settore della moda.
Questo Gruppo ha una consolidata identità italiana di stile e qualità che si realizza nei marchi United Color of Benetton,casual Sisley maggiormente orientato al glamour,Playlife per il tempo libero(stile american college)e Killer loop(street wear)
Il Gruppo ha una produzione totale di oltre 150 milioni di capi all’anno.
Ha una rete commerciale di 6.000 negozi in tutto il mondo caratterizzata da una posizione privilegiata nei centri storici e commerciali e offre servizi che generano un fatturato totale che supera i 2 miliardi di Euro limitatamente al settore tessile.
L’86% dei ricavi totali è rappresentato dall’Europa,il 10,5% dall’Asia e il 2,4% dalle Americhe. Il rimanente 0,5% è generato dal resto del mondo.
In Benetton lavorano più di 8.500 dipendenti .Altre 30.000 persone lavorano in tutto il mondo.
L’età media si stanzia sui 35 anni, il 53% sono donne.
Nel sito internet ufficiale dell’Azienda sono segnalate più di 10.000 domande di lavoro ricevute all’anno.
Il Gruppo Benetton ha un codice di condotta,chiamato Codice Etico ex D.Lgs 213/2001 che contiene l’insieme dei principi cui il Gruppo stesso conforma la propria attività e quella dei soggetti che operano per suo conto.
Alla fine di questa disamina ci si aspetterebbe una politica delle assunzioni e soprattutto del mantenimento dei posti di lavoro che seguisse una certa logica e una certa etica.
Invece, si assiste ad assunzioni di giovani che vengono poi licenziati qualche giorno prima che finiscano il periodo di prova..senza alcuna motivazione scritta e senza alcun valido ed oggettivo motivo. Se si và ad esaminare bene le singole posizioni ci si accorge che il trucco c’è..ma non si vede.
Questi giovani, oltre a non effettuare i corsi di formazione in aula obbligatori per quei contratti che la prevedono, vengono licenziati prima che raggiungano i primi 30 giorni di lavoro perché una certa legge recita che per coloro che hanno meno di 29 anni e non raggiungono il mese di attività lavorativa, è prevista per il datore di lavoro una congrua riduzione dei versamenti previdenziali all’Inps.
Così in questo modo, si vanno ad ingrossare le fila dei giovani disoccupati..precari a vita.
Fortuna che, come dice Alessandro Benetton , ci pensano le famiglie a mantenerli…
Ci consola il fatto che i Benetton fanno tanta beneficenza per il terzo mondo:infatti con ‘Operation smile Giovani’ unitamente ad altri partners, il Gruppo di Ponzano si sta attivando seriamente per aiutare i bimbi poveri del Sud Africa con gravi malformazioni….

Stella Bianchi
 

30/06/2009


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