ALZO ZERO 2009


AHMADINEJAD


di Dagoberto Husayn Bellucci


"L'Occidente è la democrazia e la democrazia è anarchia. Non vogliamo saperne
niente dell'Occidente e della sua anarchia"

(Ayatollah Sayyed al Musawi al Khomeini - Fondatore della Repubblica Islamica
dell'Iran e Guida Suprema della Rivoluzione Islamica)


Il voto iraniano, svoltosi regolarmente a
Teheran e nelle altre città del paese, ha confermato una schiacciante vittoria
del presidente in carica Mahmoud Ahmadinejad e del fronte conservatore al
potere dall'estate 2005.

Con una prova di forza assoluta il Presidente ha trionfato sugli altri
candidati aggiudicandosi , secondo quanto riportato dal Ministero degli
Interni, un totale di 19.761.433 voti pari al 62.6% dei consensi tra gli
elettori chiamati alle urne.

Un voto storico che ha visto una massiccia partecipazione popolare pari a
circa l'85% degli aventi diritto; la più alta dall'instaurazione della
Repubblica Islamica dell'Iran - forma 'scolpita' di totalità organica perfetta
e sublime 'apparizione' ierofanica di "Stato Tradizionale" nel XXmo secolo - ,
nata trent'anni fa per volere del popolo iraniano e sotto la guida dell'Imam
Khomeini (che Dio lo abbia in gloria).

Agli altri candidati 'briciole' o, per essere esatti, i restanti voti: il
33,7% a Mir Hossein Mousavi , rappresentante e candidato del fronte cosiddetto
'riformista', il 2% all'ex comandante dei Basij-Pasdaran (i Guardiani della
Rivoluzione) , dr. Mohsen Rezai e ancor più staccato l'ex presidente della
Camera (Majlis) Mehdi Karroubi che ha totalizzato lo 0,9% delle preferenze.

Una vittoria attesa e ampiamente pronosticata quella di Mahmoud Ahmadinejad
secondo il quale il voto ha confermato la validità e solidità delle istituzioni
iraniane, l'alto livello di responsabile 'disciplina' politica del popolo e
l'insindacabile esattezza del percorso fino ad oggi perseguito dal suo Governo
contro tutto e tutti, nemici interni ed esterni, pressioni internazionali e
minacce americane e sioniste. Ahmadinejad ha definito l'esito del voto iraniano
come l'ennesima prova di maturità del popolo iraniano: "quasi quaranta milioni
di persone hanno partecipato a libere elezioni, hanno superato un grande test
democratico di fronte al mondo e hanno scelto il cammino del risveglio ,
l'orgoglio e la dignità" rifiutando i diktat della comunità internazionale, le
provocazioni degli agenti contro-rivoluzionari (...siano sunniti, wahabiti,
curdi, azeri, baluchi o rinnegati sciiti ...) ed il ricatto del terrorismo che
ha colpito, duramente, anche questa consultazione elettorale provocando venti
giorni fa la strage di Zahedan ai confini con il Pakistan.

Ahmadinejad sfidando ripetutamente la cosiddetta "comunità internazionale"
sull'affaire nucleare ha dimostrato al mondo che Teheran non arretrerà di un
millimetro per quanto concerne i propri interessi nazionali. Anche
immediatamente dopo l'esito del voto di venerdì Ahmadinejad ha ribadito che la
questione del nucleare iraniano "appartiene al passato" confermando così che
non ci sarà alcun cambiamento di rotta nella politica nucleare iraniana durante
il suo secondo mandato nè, onestamente, si capirebbe cosa ci sia o ci debba
essere da 'cambiare' considerando che Teheran ha sempre sostenuto il carattere
pacifico delle sue installazioni e degli esperimenti sinora effettuati nella
ricerca nucleare collaborando a più riprese con l'AIEA , l'Agenzia
Internazionale per l'Energia Atomica, in tutte le sedi e forme ritenute
opportune, aprendo i suoi stabilimenti agli ispettori inviati da Vienna e dando
il massimo delle garanzie per ciò che concerne l'uso pacifico.
Andassero a Dimona, nel deserto del Neghev occupato dai sionisti, a
'ispezionare'....
In merito alla questione delle reiterate e fondate, legittime e opportune
dichiarazioni del Presidente iraniano sulla farsa olocaustica, alias il mito
del preteso sterminio di sei milioni di soggetti giudei durante la seconda
guerra mondiale, Ahmadinejad ha sempre confermato la necessità di un processo
di revisione storica al fine di giungere ad un accertamento della verità e
perciò si è andato attirandosi le ire del Sistema giudaico-mondialista e quelle
dei mass media filo-sionisti - tutti, nel cuore dell'Occidente plutocratico,
controllati dalle centrali di propaganda e disinformazione di Washington e Tel
Aviv - ; 'garantendosi' l'appellativo "sistemico" e "diffamante" di "nuovo
Hitler" del Vicino Oriente.
Premesso che il Presidente ha le idee chiare e ha dimostrato sovente di
disinteressarsi delle critiche provenienti dai giullari giornalistico-
opinionistici della grande stampa mondiale e dei netwoork televisivi ;
riteniamo assolutamente insindacabile quanto fino ad oggi sostenuto in merito
alla "leggenda" olocaustica e irrilevanti e sostanzialmente inutili le
'petulanti' lamentazioni falso-scandalizzate e finto-piagnone delle pecore
matte della contemporaneità rovesciata e contorta.
Il Presidente non si discute! Il Presidente è il Presidente! Il 'resto' sono
'ciance' sioniste.
Nel frattempo , mentre la Guida della Rivoluzione Islamica - Grande Ayatollah
e Marjà et Taqlid Sayyed Alì al Khamine'ì - dichiarava che "la vittoria di
Ahmadinejad costituisce una benedizione divina" approvando i risultati usciti
dalle urne, scoppiava la protesta organizzata da bande mercenarie filo-
americane e filo-sioniste, contro-rivoluzionari di ogni risma e colore, agit-
prop al servizio della reazione e cani sciolti di ogni colore politico,
ideologico e religioso camuffati da sostenitori del candidato riformista Mir
Hossein Mussavi.
Riprendendo slogans tipicamente occidentali e 'sbraitando' di improbabili
'brogli elettorali' i facinorosi ed i teppisti contro-rivoluzionari hanno preso
d'assalto le strade e le piazze della capitale Teheran , occupando alcuni
uffici governativi e rapinando banche e negozi. Una protesta teppistico-mafiosa
eterodiretta dai nemici della Rivoluzione Islamica e sostenuta dagli ambienti
del Sionismo e dell'Imperialismo internazionali subito servilmente pronti a
'disegnare' mass-mediaticamente una situazione da guerriglia urbana in una
quanto mai 'agognata' "rivoluzione pacifica" contro il regime.
Una situazione di disordini e caos della quale si sono immediatamente
'felicitati' i giudei ed i giudaizzanti dei quattro angoli del pianeta, i
ruffiani massmediatici di Sion, l'amministrazione statunitense e i dirigenti
dell'emporio criminale sionista...'tutti' - Europa compresa - 'sbavanti' su
improbabili "cambiamenti" e "rivolte" popolari in terra d'Iran. Non esiste!
Il Presidente Ahmadinejad , parlando degli incidenti e delle agitazioni
contro-rivoluzionarie in corso in queste prime quarantott'ore dalle elezioni,
ha sostenuto che le proteste di quanti hanno messo in dubbio la correttezza del
voto iraniano "non sono importanti" e che "non provocheranno alcun problema".
"In Iran - ha sottolineato Ahmadinejad - c'è assoluta libertà e le elezioni
sono state pienamente corrette."
A Teheran l'ordine verrà ripristinato e la situazione normalizzata dai
Guardiani della Rivoluzione e dalla polizia in azione fin dalle prime
avvisaglie di disordini: non esiste, non esisterà mai nè potrà mai esistere
alcuna "rivoluzione pacifica" nella Repubblica Islamica dell'Iran.
La Repubblica Islamica rappresenta la forma spartana insindacabile e
inarrivabile di un archetipo di società tradizionale ispirata direttamente
dalla 'visione' repubblicano-platonica di "stato perfetto"; quintessenza dei
valori rivoluzionari ed espressione massima della volontà popolare e della
tenuta razziale di un intera nazione nonchè ierofanica presenza delineata dalle
coordinate coraniche e lucida ed inenarrabile 'concezione' proveniente dalla
dimensione spiritual-religiosa della dottrina shi'ita nella codificazione
esemplare delineata dal compianto Imam Khomeini nel suo "Governo Islamico".
Stato Tradizionale, Organizzazione rivoluzionaria popolare, Sovranità
Nazionale e Politica, Entità ierofanica, radicale espressione dei valori e
degli insegnamenti più sublimi dell'Islam nella sua versione shi'ita
duodecimana la Repubblica Islamica dell'Iran non si 'discute'....il paese degli
Ariya = ariani , culla della civiltà persiana, è la nostra Berlino... Se
qualcuno, chiunque, 'intendesse' delegittimare le autorità della Repubblica
Islamica dovrebbe lanciare contro l'Iran una riedizione della guerra totale (...
il mondo 'contro'...) scatenata dalle demoplutocrazie occidentali e dal giudeo-
bolscevismo contro la Germania Nazionalsocialista nel settembre 1939.
Ma oggi, a settant'anni di distanza dall'inizio della guerra totale lanciata
dall'Internazionale Ebraica contro l'Europa nazionalsocialista e fascista, chi
'seriamente' intende mettere in discussione la geometrica, lineare, esemplare
forma di Stato-Ideale rappresentata dalla Repubblica Islamica dell'Iran? Quali
nemici, quanti 'sodali', e chi - soprattutto - 'pensa' una simile follia che,
oltre a scaraventare l'intero Vicino Oriente nel baratro infernale di un
conflitto che potrebbe assumere dimensioni extra-regionali, risulterebbe in
primo luogo controproducente, inutile e eventualmente dannosa e negativa solo
per gli eventuali 'attaccanti' (...francamente non se ne vede nemmeno
l'"ombra"...)?
"Chi osa attaccarci se ne pentirà profondamente!" ha ribadito nella giornata
di ieri, domenica 14 giugno, il rieletto Presidente Ahmadinejad secondo il
quale non esiste all'orizzonte alcun pericolo: "Chi osa attaccare l'Iran? Chi
osa pensarci?" ha infine domandato affatto provocatoriamente rispondendo ad un
giornalista nel corso di una conferenza stampa....
Teheran non è Kabul! Teheran non è Baghdad! Teheran non è Belgrado!
'Provateci' se ne siete 'capaci'...noi ...diciamo di no!
Con Ahmadinejad fino alla Vittoria!
Hasta siempre Presidente!

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
Direttore Responsabile Agenzia di Stampa "Islam Italia"
 

01/07/2009


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