ALZO ZERO 2009


La storia di due mondi divergenti.

di F.William Engdahl


Traduzione a cura di Stella Bianchi

Da :Mondilisation.ca

In seno all’economia mondiale , si fa sempre più strada una profonda divisione , il cui significato diverrà più profondo nel futuro per la stabilità economica e politica dei paesi del G7.
La frattura si è creata tra i paesi già integrati nel sistema del dollaro, le cui nazioni appartenenti alla zona euro sono già considerate economie emergenti.
Stiamo parlando delle economie BRIC,Brasile,Russia,India,Cina,in cui i nuovi mercati economici regionali stanno sganciando la loro stretta dipendenza dagli Stati Uniti allentando la loro dipendenza dagli Usa che li hanno sempre finanziati ma che li hanno tanto sfruttati.
La conseguenza a lungo termine sarà l’aggravamento della tendenza al mortale declino degli Stati Uniti, come superpotenza economica e politica, mentre nuovi blocchi economici e dinamici,inizialmente soprattutto di importanza regionale,si presenteranno.

Il grande vantaggio dei paesi come Cina,Indonesia, India e Brasile che conducono al- l’emergenza della frattura, è il più grande deficit economico o handicap permanente nel vecchio mondo industrializzato presente negli Stati Uniti , nel Regno Unito,in Germania e nella UE in generale: il loro vantaggio è quello della crescita demografica.

Eccetto la Russia, tutte le economie in rialzo hanno una popolazione giovane, dinamica e in crescita.E’ interessante ricordare che la storia nascosta del “miracolo economico” tedesco dal 1914 si è stabilizzata sull’aumento “segreto” rapido e dinamico della popolazione giovanile , nel momento in cui quella della Gran Bretagna e della Francia erano in stagnazione o in declino, a seguito della Grande Depressione del 1873 che aveva provocato l’emigrazione di gran parte della popolazione verso gli Stati Uniti.

Non è un caso che il fior fiore dei dirigenti politici dei paesi del G7 stima che la più grande minaccia mondiale sia la rapidità del ritmo di natalità nei paesi in via di sviluppo.Una volta decodificati questi eufemismi ,esprimono veramente che la crescita demografica nelle economie emergenti è la più grande minaccia alla continuazione della loro predominanza negli affari mondiali, poiché nuovi sfidanti si presentano inevitabilmente.

La nuova crescita delle regioni emergenti.

Quasi in maniera naturale,negli ultimi diciotto mesi, da quando il primo impatto del peggiore terremoto finanziario ed economico dagli anni 30 ha iniziato a sfumare,la Cina e i suoi soci commerciali, così come altre economie emergenti in forte crescita, hanno iniziato a cercare nuove soluzioni di ricarica al sistema dollaro che stava agonizzando.

L’attuale crisi, non è il breve epifenomeno che Ben Bernanke, Segretario al Tesoro ,
Tim Geithner o Barak Obama si auguravano.E’ il riflesso di più di 65 anni di politica economica statunitense traballante , un’anomalia che ha raggiunto proporzioni dantesche dopo la decisione di abbandonare il sistema monetario internazionale a cambio aureo nel 1971.Cerchiamo di essere chiari: il sistema monetario e i suoi predecessori non erano una panacea economica magica.Ma la rottura di Nixon nell’agosto 1971 ha permesso a Washington di invischiarsi di fatto in una politica finanziaria imperialista,che ha rovinato gran parte dell’economia mondiale con i suoi danni negli ultimi trent’anni.

Oggi, il contrasto tra le economie in declino del G7 e quelle emergenti, dinamiche e a crescita demografica non potrà più essere evidente.I paesi del G7, dagli Stati Uniti
alla Germania, all’Italia stanno soffocando sotto il debito pubblico, che và dall’ 80% del PIL negli Stati Uniti a più del 100% in Italia e ad un enorme 199% in Giappone.
Solo lo Zimbabwe li sorpassa con un debito pubblico al 218% del PIL.La proporzione in Germania è del 77%.

Per contro, tra i paesi emergenti dinamici a forte crescita demografica, solo l’India ha un debito pubblico, un’eredità del periodo coloniale britannico , del 58% del PIL.
Il Brasile, malgrado una grave crisi di indebitamento negli anni ottanta ,ha oggi un tasso di debito pubblico molto gestibile al 45% del PIL,mentre l’Indonesia , una delle economie emergenti a crescita rapida è al 34%.
La Corea del Sud con una forte tendenza al risparmio interno, ha solo un tasso di indebitamento del 28% e la Cina ha un tasso di indebitamento di appena il 18% del PIL.
La Russia che si è servita dell’ultimo successo dovuto alle rendite del gas e del petrolio per rimborsare i suoi debiti all’estero al FMI(Fondo Monetario Internazionale) per quanto il paese avesse dei gravi problemi demografici, ha un debito pubblico al 6% del PIL secondo i dati del 2008.Dopo la crisi dell’anno scorso ha anche ricostituito lentamente le sue riserve di cambio ad un livello di 404 miliardi di dollari in questo mese,facendo dei suoi accantonamenti i terzi depositi più grandi al mondo.

Così, con le economie degli Stati Uniti e della UE, prese tra le ganasce di una doppia crisi come in una cesoia tra il debito pubblico in aumento e il declino del tasso di crescita demografica per assicurare il debito a lungo termine , le economie emergenti dell’Asia e dell’Eurasia e del Brasile in America del Sud sono in pieno sviluppo, e questo è dovuto al fatto che queste hanno la doppia possibilità di un debole indebitamento pubblico in rapporto al PIL combinato alla crescita della popolazione.
In Cina,India,Indonesia,Brasile,la crescita economica continua a progredire in maniera significativa.I governi non sono sepolti sotto una montagna di debiti e i cittadini restano ottimisti sul loro avvenire.Questa divergenza,tra ricchi di un tempo e poveri di una volta segnerà il cambiamento dell’asse geopolitico nella storia del mondo, quando questa verrà esaminata retrospettivamente dagli economisti storici futuri.

Impegolati in un doppio marasma.

L’aspetto più sorprendente della crisi, è il discredito degli economisti universitari occidentali, in particolare di quei vincitori di premio Nobel per l’economia.
Le loro grandiose teorie che legittimano il lasciar fare del “mercato libero”e la giustificazione del loro modello economico di mondializzazione, in realtà non reggono più poichè queste teorie sono destinate a dimostrare un processo di globalizzazione iniquo e si sono avverate mortalmente nocive.
Le dottrine sopra esposte sono state utilizzate per illustrare la frase di uno dei miei racconti infantili preferiti , quello dello scrittore danese H. C. Andersen,ne I vestiti nuovi dell’Imperatore come dire l’imperatore senza vestiti.

Il sistema dollaro che fa parte del processo stabilito dalla Bretton Woods nel 1944 è ormai agonizzante.
Ogni misura preconizzata fino ad oggi dalle amministrazioni degli Stati Uniti , prima con Bush e ora con Obama, così come dai governi degli altri paesi del G7 , ritornano a dare forti e a volte fortissime dosi di chemioterapia finanziaria ad un paziente in grave sofferenza.
Le dosi sempre più forti di salvataggio del contribuente , per mantenere in vita artificiale un modello finanziario e bancario ,aggravano solo la salute soggiacente dell’economia statunitense.

Dal settembre 2008, su un periodo di appena 10 mesi il salvataggio finanziario record ,ha portato i 60% del debito federale degli Stati Uniti ad un enorme 80% del PIL.
Il debito privato dei nuclei familiari statunitensi è ormai al disotto del record al 100% del PIL , nettamente peggio che nel disastroso anno di recessione del 1974, anno in cui raggiunse appena i 40%.

Più inquietante per la prospettiva del superamento del declino economico statunitense , il fenomeno tanto atteso delle statistiche demografiche ha iniziato lentamente ad avere un impatto.
Nei prossimi anni (da 1 a 3 anni), si vedrà l’impatto del numero record di pensioni della generazione dei baby boom.
Questi saranno costretti a prosciugare la loro pensione nella Previdenza Sociale pubblica del governo, così come costretti a vendere i loro 401 k privati(piani di pensionamento risparmio) e le azioni e obbligazioni di investimenti simili per poter vivere in pensione.
In termini economici , questi diventeranno una rete di drenaggio delle finanze pubbliche ,mentre il rialzo della disoccupazione dei lavoratori giovani , i cui redditi imponibili sono necessari per pagare la cassa di Previdenza Sociale, andrà rapidamente ad aumentare il tasso d’indebitamento pubblico degli Stati Uniti a livello dell’Italia o anche del Giappone o dello Zimbabwe negli anni futuri.


I disoccupati non pagano le tasse.Essi attingono piuttosto alle prestazioni dello Stato.
In aprile,in India,le vendite delle vetture sono state il 4,2% più forti dell’anno precedente..Le vendite al dettaglio sono aumentate del 15% in Cina nel primo trimestre del 2009.Quest’anno,la crescita in Cina è suscettibile di un aumento dal 7 all’8 % , del 6% in India e del 4% in Indonesia.

Per contro,anche con i dati ufficiali gravemente difettosi ,l’economia statunitense è diminuita al tasso annuale del 6,1% nell’ultimo trimestre , del 9,6% in Europa e di uno spaventoso 155% in Giappone, qualcosa che compete con gli anni 30.

In Occidente,tra i membri del G7 più il Giappone, le banche hanno un’influenza esagerata e nociva, i governi sono paralizzati dal debito pubblico e i consumatori ricostituiscono l’enorme fardello del loro indebitamento.
Gli Stati Uniti hanno difficoltà a vendere il loro debito pubblico ad un prezzo accattivante.Le tre ultime aste del Tesoro sono andate male.Lo stato più grande, la California sta facendo rotta verso un tracollo fiscale totale.
Il disavanzo di bilancio dell’anno fiscale in corso per gli Stati Uniti sta per superare il 13% del PIL, un livello riscontrato solo dopo la seconda guerra mondiale.

Di converso, le banche dei mercati emergenti sono molto sane e redditive.Ogni banca indiana, governativa e privata , ha presentato degli utili nell’ultimo trimestre del 2008.
La linea fiscale dei governi è buona.La Cina detiene le più grandi riserve in divise straniere : 2 bilioni di dollari di accantonamento e un disavanzo di bilancio inferiore al 3% del PIL.
Il Brasile presenta ormai un avanzo nella bilancia dei pagamenti correnti.
L’Indonesia negli ultimi nove anni,ha ridotto il suo debito da 100% del PIL a 34 %.

Contrariamente all’Occidente, in cui i governi non hanno più denaro né nuove idee inventive e pregano ormai che il loro rimedio agisca presto,questi paesi hanno ancora alcune opzioni.
Solo da un anno a questa parte, la loro principale preoccupazione era il surriscaldamento dell’economia e dell’inflazione.
Il Brasile ha ridotto sensibilmente il suo tasso , ma solo al 10,25%, il che significa che può scendere di più se le cose si deteriorano ulteriormente.

In parecchi di questi paesi , l’umore rimane incredibilmente ottimista.
Le loro valute acquistano valore in base al dollaro perché i mercati le concepiscono come appartenenti ad una migliore disciplina fiscale e legate a migliori prospettive di crescita a lungo termine rispetto agli Stati Uniti.
Le loro obbligazioni sono in rialzo.Questa combinazione di indicatori , tutte nello stesso senso, è senza precedenti.

Gli Stati Uniti restano il paese più ricco e più potente del globo.Il suo esercito è stanziato in tutto il mondo.Anche se i suoi governanti preferiscono non definirlo così essi rappresentano al giorno d’oggi il più potente impero informale della storia.
Ma come tutti gli imperi precedentemente caduti in un declino irreversibile, come l’impero spagnolo nel 16’ secolo e come l’Impero Britannico nel 20’ secolo ,ogni grande potenza mondiale sprofonda in una decadenza irreversibile dal momento in cui viene sovraccaricata da debiti ed inghiottita in una crescita indebolita..


1. F.William Engdahl è l’autore di Pétrole,une guerre d’un siècle:L’ordre mondial anglo-americain, e di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation.
Il suo sito:www.endahl.oilgeopolitics.net
 

30/06/2009


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