NOTIZIE 2008

 

Brioches, panem et circenses


Di Ugo Gaudenzi


Ricapitoliamo.
In epoche di decadenza, il potere, con degli ultimi colpi di coda, cerca di evitare che le frustrazioni del popolo possano determinare una rivolta e il repentino crollo del regime che opprime la libertà e la giustizia sociale.
La ricetta classica del potere in decadenza, per sopravvivere alla propria crisi, è stata ed è quella di iniettare nelle masse bisogni leggeri, quindi soddisfarli così da mantenere ogni energia di base nel letargo più assoluto.
Questa fu la formula del “panem et circenses”, della distribuzione gratuita del pane e dell’organizzazione dei giochi di Circo, descritta con indignazione dal poeta latino Giovenale e usata dagli imperatori di Roma a custodia della loro già incrinata autocrazia.
La stessa – ma, oltre che vuota, inutile: i tempi erano già maturi – formula attribuita a Maria Antonietta di Francia con il suo “Dategli le brioches” indirizzata al primo ministro mentre la avvisava sulla scarsità del pane per il popolo, prossimo a scatenare la Rivoluzione.
L’identica formula indicata fin dal 1995, a cinquecento potenti della Terra raccolti a San Francisco, dallo stratega della globalizzazione, Zbignew Brzezinki, inventore dell’angloneologismo “tittytainment” (un cocktail soporifero di divertimento, spettacolo e alimentazione sufficiente a “distrarre” i popoli dagli effetti nefasti della globalizzazione: la disoccupazione e la povertà).
E veniamo a noi.
In questi anni siamo stati tutti invitati ad assumere tale droga gentilmente offerta all’umanità dall’ideologo neoliberista polacco di stanza, finché la sua morte non sopraggiunga, sui cieli di Washington.
L’obiettivo dell’attuale potere unipolare – che vorrebbe insediarsi su tutto il pianeta per esorcizzare la sua stessa crisi ormai irreversibile – è appunto quello di distrarre e far addormentare i popoli, con un mix di censure e di spettacolarizzazioni, di esclusioni e di scelte.
Ecco spiegato il vuoto politico, il sonnambulismo dei popoli oggetto della cura atlantica.
Le guerre coloniali diventano “serial televisivi”; i massacri, incidenti; la realtà viene manipolata ed edulcorata dalla propaganda; le censure sull’informazione diventano “democraticamente corrette” se l’obiettivo è quello di indebolire i segnali di ribellione al pensiero unico dominante; la “politica” – il più alto impegno sociale dei popoli che vogliono costruire dignitosamente e sovranamente il proprio avvenire – ridotto a ricerca dello scandalo e del cosiddetto gossip; gli Stati e le Nazioni sostituiti con i più anodini termini di Paesi e Società; l’identità dei popoli soffocata dalla propaganda multiculturale; i detentori del potere, la grande finanza internazionale dedica alle rapine del profitto e dell’usura, infilati nelle maschere di empiree entità sovrannazionali come la Borsa di New York o la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea.
E per annullare ogni possibile sussulto di coscienza, ecco il bombardamento senza fine su eventi da postribolo, su miti costruiti in vitro, anzi: in video, su “eroi del nostro tempo”, sul nulla spacciato per il tutto. Sui cosiddetti gay-pride e sui trans e sulle escort scoperti in intimità con il potente – si fa per dire – di turno. Su concerti “per la pace” e “per l’Africa”. Su fondamentali competizioni tra misses, tra misters e tra veline varie. Su un'orgia di pettegolezzi, di foto, di rivelazioni, di obiettivi puntati su droghe chimiche, fisiche e psichiche. O sul mondo nel pallone. E giù, giù, fino alle telenovele: ieri su Lady D e i suoi “tragici” amori, oggi sulla scomparsa dello sbianchettato Michael Jackson.

Alla prima fermata è necessario scendere dal treno.


01/08/2009


pagina di alzo zero

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