Alzo Zero 2009

 

“Quello che sta facendo l'Hamas è copiare il sistema vietnamita” - Intervista con Ilich Ramírez Sánchez


di Fausto Giudice a cura Eurasia

Dalla Centrale di Poissy, nella regione parigina, dove sconta il quattordicesimo anno dell'ergastolo al quale è stato condannato dalla giustizia francese dopo essere stato sequestrato dai servizi francesi nel Sudan nel 1994, Carlos, combattente attivo della resistenza palestinese per più di due decenni, segue con attenzione l'evoluzione della situazione a Gaza. Ho avuto modo di raccogliere la sua visione dei fatti in un'intervista realizzata il 1° gennaio, cioè due giorni prima dell'inizio dell'offensiva terrestre israeliana.


Fausto Giudice. - Sai che Ahmed Saadat è stato appena condannato a 30 anni di carcere?

Ilich Ramírez Sánchez. - Sì.

F.G. - Qual è stata la tua prima reazione?

I.R.S. - È stato un abuso di potere. Innanzitutto è il risultato della situazione in cui si è messo il Fronte popolare di liberazione della Palestina abbandonando la lotta armata all'estero. Ahmed Saadat fa parte della resistenza interna, non lo conosco, ma ho sentito dire che è una persona magnifica e soprattutto un rivoluzionario, questo è quello che ho sentito. Ed è per questo che la repressione contro di lui è stata tanto dura, mentre altri del FPLP sono tranquilli, viaggiano e fanno quello che vogliono, e continuano a vivere in Palestina, no? Perciò deve esserci una buona ragione. In ogni caso quel signore stava lì, prima è stato Arafat a imprigionarlo, poi è finoto sotto la sorveglianza dei britannici e degli statunitensi, che si sono poi ritirati, e infine sono arrivati gli israeliani che l'hanno arrestato nel carcere di Gerico, in Palestina. Dunque, accidenti, una totale mancanza di rispetto della parola data da parte dei governi britannico e statunitense, e dagli israeliani non ci si può aspettare che rispettino qualcosa, non hanno né onore né parola, sono dei criminali fascisti.

F.G. - Senti, la mia prima reazione è stata quella di fare un parallelismo con il tuo caso.

I.R.S. - Si, ci sono degli aspetti paragonabili. Ma è diverso. Nel mio caso è stato una faccenda di soldi. Si sono semplicemente rivolti a un capo di Stato, a un responsabile di lì [il Sudan, N.d.R.], e gli hanno dato dei soldi, non si è trattato di una questione politica, solo di soldi, di soldi. I sudanesi ci hanno venduti tutti, me, Osama Bin Laden, tutti.

F.G. - E non pensi che sia successo anche con la Moqata?

I.R.S. - No, no, no. I piccoli accordi che fanno non li rispettano mai. Quella gente là non capisce che il linguaggio della forza, tutto qui. E il Fronte popolare si era obiettivamente ritirato dalla lotta armata, sotto l'influenza dei compagni sovietici e su consiglio del Partito comunista francese e di altri partiti comunisti ma soprattutto del PCF, hanno abbandonato la lotta internazionale. E la lotta internazionale era la sola che avesse importanza per un'organizzazione come il FPLP, che aveva un buon appoggio delle masse, che non aveva le capacità del Fatah, per esempio, in termini numerici, ma qualitativamente sì, le aveva.
Dunque potevamo colpire forte, all'interno e all'esterno, e così... Ne parlai molti anni fa con Arafat, e lui riconobbe che non poteva più fare niente all'interno e che l'unica cosa che potevamo fare qualcosa, eravamo il FPLP e gli alleati del FPLP. Dunque... questa cosa [la cattura di Ahmed Saadat, N.d.R.), è stata il risultato di una buona operazione, l'esecuzione di quel criminale che era ministro del Turismo, un generale in congedo che molti anni prima aveva assassinato – adesso ti dico perché l'hanno giustiziato – dei compagni palestinesi che avevano preso degli ostaggi in un autobus. Questi compagni alla fine si erano arresi ed erano stati giustiziati per ordine diretto di quel generale. Così avevano ammazzato quei ragazzi del commando. È per questo che vent'anni dopo è stato giustiziato a Gerusalemme. Molto tempo dopo.
Non dimenticare che il FPLP è stato il primo a iniziare la lotta armata. Non è stato nessun altro. Bene, la prima operazione armata in nome della resistenza palestinese è stata condotta dal FPLP-Comando generale di Ahmed Jibril. Sono stati i primi, sotto un altro nome, prima del Fatah. E poi c'è un'altra cosa: la politica di abbandono dei prigionieri. Il FPLP non ha solo abbandonato la lotta armata, ha anche abbandonato i prigionieri, nel senso di liberarli con la forza. Il FPLP-CG, la gente di Ahmed Jibril, scambiava ostaggi con prigionieri politici, e così ha potuto liberare migliaia di prigionieri. E adesso l'Hezbollah ha adottato la stessa linea, l'Hezbollah. Ma purtroppo il FPLP, per farsi invitare al congresso dei partiti comunisti in Europa occidentale, in epoca sovietica, ha abbandonato la questione della lotta armata.
Adesso possono dunque permettersi di colpire il Fronte popolare, di commettere azioni illegali contro Ahmed Saadat, ma nessuno fa niente contro gli israeliani. Il principale responsabile è la dirigenza del Fronte popolare.

F.G. - Ma spiegami una cosa: hanno abbandonato la lotta armata a causa della scomparsa del'Unione Sovietica?

I.R.S. - No, no, no, no. Prima. C'era Ponomarev, che dava sempre consigli, soprattutto ad Abu Ali Mustafa, che era un tipo magnifico, un dirigente – lo conoscevo bene – una persona rispettabile, no? Ma non aveva la profondità di Wali Haddad, che si proiettava, con quel genio strategico che aveva, e questa abilità per le situazioni tattiche, avevamo dei bravi consiglieri arabi, ne conosco alcuni – e non voglio parlarne, perché alcuni sono ancora vivi – non erano necessariamente palestinesi, c'erano dei militari di carriera, brave persone, e c'erano anche persone di grande qualità che si incaricavano dei commando, tra cui mi misi in luce anch'io. Capisci? E quando queste posizioni sono state abbandonate, be', c'erano le posizioni politiche di Wali Haddad, che a volte, be', erano un po'... Wali Haddad era uno di destra, ma la sua linea strategica era corretta: bisogna colpire il nemico in modo che non si senta sicuro in nessun posto. Nessun dirigente, nessun responsabile [sionista, N.d.R.] deve sentirsi al sicuro in alcuna parte del mondo. Ovunque si trovino, devono avere paura. E quando è stata abbandonata la lotta armata si è perduta l'arma principale di cui disponeva la resistenza palestinese.

F.G. - Senti, andiamo all situazione attuale a Gaza. Ho parlato con un militante dell'Hezbollah che mi ha detto che la situazione non è poi così negativa per l'Hamas, che il movimento non è stato colpito militarmente e le sue forze sono intatte, ma non so cosa potrebbero fare, perché non hanno lo spazio minimo di cui almeno disponeva l'Hezbollah nel sud del Libano, no?

I.R.S. - Senti, io credo che quello che l'Hamas sta facendo è copiare il sistema vietnamita. L'Hamas non ha inventato niente. Quello che ha fatto è stato sviluppare la questione vietnamita, con i mezzi che le hanno dato i fratelli, i compagni iraniani. Dunque, quando l'ultima volta [gli israeliani, N.d.R.] hanno invaso [il Libano, N.d.R.], hanno ricevuto un colpo molto duro perché non erano preparati a questo tipo di lotte sotterranee nel sud del Libano, bombardavano di qua, attaccavano di là ma gli altri uscivano dall'altra parte e li colpivano, li colpivano. È questo che sta per avvenire a Gaza. E sono sicuro che si sono preparati... In realtà in questo caso c'è stata una provocazione dei palestinesi contro gli israeliani. In che senso? Li stanno colpendo, cioè sfidando, con armi leggere.
Perché una compagnia di guardie di frontiera israeliane ha più armi di tutta la resistenza palestinese di Gaza. E perché questa provocazione permanente? […] Non è una cosa gratuita. Non sono pazzi. I Fratelli musulmani sono persone molto serie. A parte la questione ideologica... Ma la confraternita dei Fratelli musulmani, fondata negli anni Venti da Hassan El Banna al Cairo, è un'organizzazione dalla struttura, non l'ideologia, leninista – perché dal punto di vista sociale è un'organizzazione piccolo-borghese che rappresenta gli interessi del suk, non sono dei rivoluzionari ma dei riformisti – ma con una struttura leninista.
E questo ha consentito loro di sopravvivere alla peggiore repressione che si possa immaginare. Nessuno è stato più oggetto di repressione nel mondo arabo dei Fratelli musulmani, neanche i comunisti. Né i palestinesi né nessun altro. E questa gente è sopravvissuta, è cresciuta e si è consolidata ed è stata la base, proprio come il FPLP, da cui sono usciti tanti altri movimenti e organizzazioni in tutto il mondo, che si sono sviluppati nella lotta armata con questa base di esperienza palestinese; tutti i jihadisti che lottano oggi, fino all'Afghanistan, hanno le loro origini nei Fratelli musulmani. Il fatto che io non sia d'accordo con Al Qaeda, con quel tipo di strategia e di tattiche definite “terroristiche” di Al Qaeda non significa che non ci sia un legame storico: il Dottor Al Zawahiri è un dirigente importante dei Fratelli musulmani, il Jihad islamico viene dai Fratelli musulmani. Yasser Arafat era dei Fratelli musulmani. Yasser Arafat era responsabile dei Fratelli musulmani nella direzione del Cairo, all'inizio degli anni Cinquanta. Questo va riconosciuto. La lotta dei Fratelli musulmani in Siria è stata terribile, terribile: non ci fu solo una repressione brutale da parte del regime siriano che riuscì quasi a sterminarli, ci furono centinaia e centinaia di fratelli siriani assassinati. Questa gente sa quello che fa. Io credo che il loro obiettivo sia quello di provocare un intervento terrestre degli israeliani, perché a Gaza, a parte la strada principale, dalla parte della spiaggia, della zona costiera, non ci sono altre vie d'ingresso, cioè c'è una linea diretta, la strada principale...

F.G. - ... È un viale...

I.R.S. - Sì, sì, è un viale. Non puoi entrarci con un carro armato a meno di distruggere tutte le case, capisci. E là li massacreranno. Non dimenticare che si tratta in realtà di una lezione dell'esperienza vetnamita. Questa tecnica di scendere sottoterra, sono stati i tedeschi dell'est a trasmetterla. Per esempio è così che sono sopravvissuti all'attacco delle Forze libanesi a Tell Al Zaatar, nel 1976, ricordi?

F.G. - Sì...

I.R.S. - A Chatila, i sotterranei non furono scoperti dalle Forze libanesi e i combattenti del FPLP di Chatila sopravvissero al massacro.

F.G. - Ah sì?

I.R.S. - Erano a Chatila, sotto terra. A Sabra non c'erano sotterranei e furono uccisi. È un'esperienza vietnamita che è stata trasmessa dai tedeschi dell'est. E credo che quelli dell'Hamas, e anche del Jihad islamico, del Fronte popolare, ma anche del Fatah, perché la maggior parte di quelli del Fatah non sono agenti della CIA né corrotti né ladri. La maggior parte del Fatah sono palestinesi puri. L'Hamas ha vinto le elezioni. Chi l'ha votato? Quelli del Fatah! I cristiani hanno votato l'Hamas! La maggioranza non era gente dell'Hamas, ma voleva un buon governo onesto. Dunque tutti i combattenti di Gaza, le brave persone, perché c'è stata una piccola guerra civile che ha liquidato i corrotti, compresa la gente delle tribù, sono di certo armati, anche loro combatteranno. Loro [gli israeliani, N.d.R.] stanno colpendo per schiacciare la popolazione civile, ma la gente è abituata a soffrire, purtroppo. E dove potrebbero andare? L'importante è che ci saranno ripercussioni internazionali, non per Israele – perché loro con noialtri ci si puliscono il culo, Israele è un paese fondato sulla menzogna, sulla falsificazione storica...
Il fatto è questo: la seconda guerra mondiale, la persecuzione degli ebrei è una delle pagine nere della storia contemporanea e non si sa ancora il numero di vittime, ma sono scomparse centinaia di migliaia di persone, non si sa ancora esattamente come, perché non permettono che si facciano delle ricerche, che si faccia l'elenco dei nomi delle vittime delle persecuzioni naziste. E questa gente, questi sionisti che stanno in Israele sono complici di quella persecuzione [...], sono razzisti, sono razzisti contro gli altri ebrei, gli ebrei che vengono dall'Iran, dal Marocco e che sono malvisti dai bianchi, gli ashkenazi, che non hanno neanche una goccia di sangue semita […]
Il solo modo di agire è quello di Saddam. Non bisogna dimenticare che fu Saddam a mantenere i palestinesi di Gaza, soprattutto di Gaza. L'aggressione contro l'Iraq aveva a che fare con Gaza. Manteneva Gaza, tutti i soldi arrivavano a Gaza. E anche dall'Iran. Durante la prima Intifada il primi soldi che arrivarono in Palestina venivano dall'Iran, era stato l'Iran a mandarli all'organizzazione di Abu Nidal. E anche Saddam ha donato molti soldi alla resistenza. In ogni caso i palestinesi adesso verranno certamente colpiti, ma non schiacciati. E in fin dei conti è una questione internazionale. Se migliaia di persone scendono nelle strade di Parigi e Londra per protestare, significa che la gente vuol dire che, accidenti, è un problema gravissimo, un crimine contro l'umanità, dei crimini di guerra permanenti, quotidiani, ininterrotti, e lo dice davanti alle telecamere di tutto il mondo, della CNN e di Al Jazeera...
Dunque vanno a colpire i responsabili della resistenza palestinese a Gaza, soprattutto quelli dell'Hamas, ma non solo quelli dell'Hamas, però per farlo avranno bisogno di entrare a Gaza e di combattere corpo a corpo e in quel momento gli israeliani saranno in una posizione di debolezza, accadrà quello che è successo nel sud del Libano, ma naturalmente ci saranno migliaia di morti tra i civili palestinesi. Vedremo. C'è di buono, per i palestinesi e per la resistenza araba, che i popoli arabi sono solidali. E il governo egiziano traditore apparirà per quello che è. Perché chiude la frontiera? Perché?

F.G. - Sai che hanno chiamato Dahlan al Cairo, vero?

I.R.S. - Be', si sa bene chi è Mohamed Dahlan, no? Mohamed Dahlan è l'uomo degli Stati Uniti e della CIA: Apertamente, non si nasconde.

[…]


Articolo originale pubblicato il 5/1/2009.


Traduzione di Manuela Vittorelli, membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica.
Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

 


06/01/2009


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