NOTIZIE 2008

 

SCHEDE DI 15 CRIMINALI DI GUERRA ISRAELIANI

 

(Traduzione a cura Italiasociale.org)

 

31-1-2009

 

Dovrebbero essere giudicati per crimini di guerra contro l’umanità. Nomi e foto degli assassini israeliani.

Wanted.org

 

In attesa che i tribunali nazionali o internazionali aprano i processi ai criminali genocidi dello stato di Israele (seguendo, magari, quanto fatto dalla Audiencia Nacional spagnola) pubblichiamo la lista dei dirigenti e dei militari sionisti che dovrebbero essere ricondotti di fronte al Tribunale dell’Aia. E’ buono,  è necessario ed è giusto che le vittime abbiano un nome e una faccia; allo stesso modo è buono, è necessario ed è giusto che anche i loro carnefici ce l’abbiano. Questi ordini di arresto “fittizi” ci danno la misura della posta in gioco.

 

 

ORDINE DI CATTURA: EHUD BARAK

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Ehud Barak

 

Nel giugno 2007, il sospettato tenne sotto assedio 1.500.000 di persone, i residente di Gaza. L’assedio, che continua ancora nel 2009, è considerato una “punizione collettiva” secondo il Diritto Internazionale. Nell’anno e mezzo di assedio si è creata una seria scarsità di alimenti e di combustibile, una somministrazione ad intermittenza di acqua potabile e di energia elettrica, il blocco del trattamento delle acque fognarie e una scarsità di medicinali indispensabili e di medici che colpisce la vita di 1.500.000 persone e che costituisce una violazione della Quarta Convenzione di Ginevra e dello Statuto di Roma.

Il 27 dicembre del 2008, il sospettato ordinò il bombardamento aereo dei centri abitati di Gaza. Durante questi attacchi, ai quali parteciparono centinaia di cacciabombardieri, furono gettate centinaia di tonnellate di bombe sopra i quartieri di Gaza. Almeno 1.300 persone, uomini, donne e bambini, furono assassinati e risultano ferite almeno 5.300 persone. Scuole, ospedali e installazioni delle Nazioni Unite furono oggetto di attacchi così come il personale medico, colpito per impedire il soccorso ai feriti.

 Il 10 dicembre del 2008, alcuni avvocati libanesi presentarono una domanda formale di fronte alla Corte Penale Internazionale dell’Aia, Paesi Bassi, contro Ehud Barak e altri quattro israeliani: Ehud Olmert, Matan Vilnai, Avi Dichter e Gabi Ashkenazi con l’accusa di aver commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità per ordinare e per mantenere lo stato di assedio in Gaza.

 

Descrizione del sospettato: uomo bianco, di circa 65 anni, statura inferiore alla media, capelli brizzolati, occhi marroni, occhiali.

 

 

ORDINE DI CATTURA: AMIR PERETZ

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Amir Peretz

 

Il 12 luglio del 2006, il sospettato ordinò il bombardamento aereo di città e di villaggi in Libano, con obiettivo infrastrutture di base come i centri di somministrazione di acqua, di alimenti, di combustibile e di elettricità. Il bombardamento causò danni anche ad ospedali, cliniche e scuole, tutti posti protetti dal Diritto Internazionale. Come risultato dei bombardamenti, degli attacchi terrestri e del fuoco di artiglieria più di 1.200 persone furono assassinate, tra le quali centinaia di bambini e di anziani.

L’8 novembre del 2006, il sospettato ordinò il bombardamento di Beit Hanun, un quartiere di Gaza, come risposta ai razzi sparati verso Israele. Per 15 minuti quartieri residenziali furono bombardati, e questo originò la morte di 19 persone tra le quali 9 bambini. Almeno 40 furono i feriti. Sparare deliberatamente e indiscriminatamente proiettili in una zona civile costituisce un crimine di guerra.

 

Nell’agosto del 2006, fu presentata una domanda ufficiale di fronte al Tribunale Superiore del Marocco con l’accusa che Peretz avesse commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Il sospetto ha nazionalità marocchina. La denuncia fu presentata da 3 giudici marocchini, tutti già noti per il loro lavoro a favore dei diritti umani.

 

Descrizione del sospettato: uomo con la pelle olivastra, di ca. 60 anni, capelli neri, occhi marroni, con baffi.

 

 

ORDINE DI CATTURA: BINYAMIN BEN ELIEZER

 

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Binyamin Ben Eliezer

 

Alla fine della guerra del 1967, il sospettato era capo dell’Unità Sayeret Shaked dell’esercito israeliano. Secondo la testimonianza di alcuni soldati israeliani ed egiziani, il sospettato ordinò l’assassinio di 250 combattenti palestinesi ed egiziani (la nazionalità esatta non è chiara) poco dopo il termine della guerra. Le prove dicono che gli assassini si alzarono in volo con elicotteri sorvolando il deserto del Sinai e catturando i soldati, alcuni dei quali erano disarmati.

Altri testimoni oculari affermano che il sospettato assassinò personalmente alcuni prigionieri di guerra che non obbedivano agli ordini. L’assassinio dei soldati dopo la fine delle ostilità come l’esecuzione dei prigionieri di guerra sono crimini espressamente proibiti dal Diritto Internazionale e vengono considerati crimini di guerra.

Tra marzo 2001 e novembre 2002 il sospettato, in qualità di ministro della Difesa, attuò una politica di esecuzioni extragiudiziali, punizioni collettive e bombardamenti nelle zone residenziali tanto in Cisgiordania come nella Striscia di Gaza.Tutte queste azioni sono proibite dal Diritto Internazionale e costituiscono crimini di guerra e crimini contro l’Umanità, e dal luglio 2002 sono perseguibili dalla Corte Penale Internazionale dell’Aia.

Nel marzo 2007, il sospettato, a quel tempo ministro del Governo israeliano, cancellò un viaggio in Egitto a causa della minaccia di arresto per il suo comportamento nella guerra del 1967.

 

Descrizione del sospettato: uomo di carnagione olivastra, di ca. 70 anni, capelli neri, corporatura più robusta della media.

 

 

 

ORDINE DI CATTURA: AVI DICHTER

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Avi Dichter

 

Dal 1 luglio 2002, giorno nel quale si installò la Corte Penale Internazionale, fino al maggio del 2005, il sospettato fu capo del Shabak, il servizio di intelligence israeliano (SSG). Come capo del Shabak, ordinò torture ai detenuti palestinesi, cosa espressamente proibita della Convenzione di Ginevra, dallo Statuto di Roma e dalla Convenzione Internazionale contro la Tortura. La tortura è un crimine contro l’Umanità.

 

Nel luglio 2002, il sospettato fece parte di un gruppo che ordinò l’assassinio di Salah Shehadeh, comandante dell’ala militare di Hamas. L’assassinio fu compiuto lanciando una tonnellata di bombe sopra la casa di Shehadeh, causando la morte di 15 persone fra le quali 9 bambini e causando decine di feriti. Le esecuzioni extragiudiziali sono crimini di guerra secondo il Diritto Internazionale. Il bombardamento di quartieri residenziali viene considerato un attacco collettivo.

 

Il 10 dicembre del 2008, venne presentata domanda alla Corte Penale Internazionale dell’Aia, Paesi Bassi, contro il sospettato e contro altre 4 persone, con l’accusa di aver commesso crimini di guerra ordinando l’assedio di Gaza. In quel momento il sospettato ricopriva l’incarico di ministro della Pubblica Sicurezza. Prima di questo, nel luglio 2008, fu presentato una denuncia al Tribunale Superiore di Spagna sotto l’accusa di aver commesso crimini di guerra ordinando l’esecuzione di Salah Shehadeh. Il tribunale spagnolo ha emesso un ordine di arresto.

 

Descrizione del sospettato: uomo bianco, di ca. 55 anni, più alto della media, capelli bianchi. Parla ebraico, inglese ed arabo.

 

 

ORDINE DI CATTURA: CARMI GILON

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Carmi Gilon

 

Dal 1995 al 1996, il sospettato fu il capo del servizio della sicurezza interna di Israele, conosciuto anche come Shabak (Servizio Generale di Sicurezza). Durante il suo mandato ordinò torture a detenuti palestinesi, attività proibita dal Diritto Internazionale e considerata un crimine contro l’Umanità.

 

La tortura include: far stare una persona in una posizione dolorosa per ore in maniera continuata, a volte per giorni, incapucciare una persona con cappucci che sprigionano odori nocivi causando vomito, privare una persona del sonno e degli alimenti, esporla a temperature molto basse o molto alte, incatenarla ad uno sgabello in modo da causarle dolore, esporla a rumori molto forti e isolarla dal mondo esterno a volte per mesi.

 

Secondo interviste concesse dallo stesso a diversi mezzi di comunicazione dopo la fine del suo servizio, il sospettato fu personalmente implicato in circa un centinaio di casi di tortura a prigionieri palestinesi, alcuni dei quali furono poi posti in libertà senza essere stati giudicati. In queste interviste il sospettato dichiara che approva la tortura e che raccomandò al governo israeliano e al Tribunale Supremo di continuare con questa politica. Questo è proibito.

 

Varie organizzazioni per i diritti umani sia in Israele che all’estero, tra le quali Amnesty International, hanno testimonianza che centinaia di palestinesi furono torturati duramente (migliaia furono torturati ma non ne diedero testimonianza). Le torture si svolsero durante tutto il tempo che il sospettato fu capo dello Shabak.

 

Nell’agosto del 2001, un gruppo di avvocati per i diritti umani e un gruppo di palestinesi che avevano ottenuto asilo, presentarono una denuncia in Danimarca a proposito della partecipazione del sospettato ad atti di tortura. La denuncia fu rigettata in quanto il sospettato in quel momento era coperto dall’immunità diplomatica, visto che aveva la carica di ambasciatore di Israele in Danimarca.

 

Descrizione del sospettato: uomo bianco, età attorno ai 60 anni, porta occhiali.

 

 

 

ORDINE DI CATTURA: DAN HALUTZ

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra.

 

Dan Halutz

 

Il 12 luglio del 2006, il sospettato, come capo dello Stato Maggiore, ordinò attacchi aerei contro i villaggi e le città del Libano, seminando morte e distruzione per 34 giorni. Questo è proibito dal Diritto Internazionale.

In seguito agli attacchi aerei, che provocarono la distruzione di infrastrutture e di beni necessari per la sopravvivenza umana, quasi 900.000 persone furono obbligate ad abbandonare le loro case o a restare per settimane all’addiaccio. Dopo di questo il sospettato ordinò ai suoi piloti di proseguire con i bombardamenti nel Libano al fine di completare la distruzione.

 

Quattro anni prima, nel giugno 2002, il sospettato ordinò il lancio di una tonnellata di bombe che caddero sopra una casa di Rafah, a Gaza, causando la morte di 15 persone, fra le quali 9 bambini, e ferendone molte decine.

 

Nel luglio 2008, in seguito alla raccolta di prove, testimonianze e documenti, fu presentata una denuncia al Tribunale Superiore di Spagna che si basava sul sospetto che Halutz avesse commesso crimini di guerra nell’ordinare il lancio di una tonnellata di bombe che caddero sopra una casa di Gaza. Il tribunale ha emesso un ordine di cattura.

 

Descrizione del sospettato: uomo con la pelle olivastra, di circa 60 anni, statura media, capelli    brizzolati, porta occhiali.

 

 

 

ORDINE DI CATTURA: DONON ALMONG

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Donon Almong

 

Il 10 gennaio 2002, come capo del Comando del Sud, il sospetto ordinò la demolizione di 59 case a Rafah, nella parte occupata di Gaza, atto considerato dal Diritto Internazionale un delitto contro la collettività e per tanto proibito.

 

Il 22 luglio 2002, il sospetto faceva parte di un gruppo che ordinò il lancio di una tonnellata di bombe che colpirono una casa a Gaza allo scopo di eliminare il palestinese Salah Shehadeh. L’esplosione uccise 15 persone, tra le quali 9 bambini. Decine di persone rimasero ferite.

 

La demolizione di case, l’espulsione dei residenti, il bombardamento di zone abitate, l’uccisione di civili innocenti come politica di occupazione sono considerate violazioni del Diritto Internazionale e sono classificati come crimini di guerra.

 

Nel 2005, un tribunale inglese emise un ordine di arresto per il sospettato, che ovviamente è sfuggito alla cattura. Nel luglio 2008 il Tribunale Supremo di Spagna emise un secondo ordine di arresto nei confronti del sospettato per la sua partecipazione nel bombardamento della casa di Gaza. La Spagna ha trattati di estradizione con tutti i Paesi membri dell’Unione Europea.

 

Descrizione del sospettato: uomo bianco, di ca. 65 anni, più alto della media, capelli corti brizzolati, occhi azzurri. Conosciuto anche con il suo nome precedente di Doron Avrutzki. E’ stato visto recentemente in un’azienda che investe nell’industria bellica israeliana - Athlone Seguridad Global.

 

 

ORDINE DI CATTURA: EHUD OLMERT

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

 

Ehud Olmert

 

Il 12 luglio il sospettato ordinò il bombardamento delle città e dei territori adiacenti nel Libano. I 34 giorni di bombardamento nelle zone residenziali costituiscono una violazione del Diritto Internazionale. Il bombardamento aereo e l’assalto terrestre comandati dal sospettato causarono la morte di ca. 1.200 persone e ne ferirono ca. 4.400. Durante l’attacco il sospettato ordinò il lancio di varie migliaia di bombe a grappolo che caddero vicino alle zone residenziali del Libano, atto proibito dalle Convenzioni Internazionali. In totale ca. un milione di piccole bombe furono lanciate e causa loro morirono 30 persone e 215 furono i feriti, compresi 90 bambini.

 

Nell’estate del 2007 il sospettato ordinò l’assedio di 1.500.000 persone a Gaza, impedendo loro di ricevere alimenti adeguati, acqua, elettricità e medicine, tutto questo è esplicitamente proibito dal Diritto Internazionale. Nel dicembre 2008 il sospettato ordinò un attacco via terra, aria e mare contro i residenti di Gaza provocando una veloce distruzione di zone residenziali e la morte di 1.300 persone, tra le quali centinaia di bambini.

 

Il 10 dicembre 2008, alcuni avvocati libanesi presentarono una domanda formale contro il sospettato e altri accusati presso la Corte Penale Internazionale dell’Aia, Paesi Bassi, con l’accusa di crimini di guerra e di crimini contro l’Umanità per la partecipazione all’assedio di Gaza. Nel marzo 2009 il sospettato perderà la sua immunità diplomatica.

 

Descrizione del sospettato: uomo bianco, ca. 60 anni, più alto della media, calvo, occhi azzurri, fuma il sigaro.

 

ORDINE DI CATTURA: ELIEZER SHKEDY

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Eliezer Shkedy

 

Il 12 luglio 2006 il sospettato era capo dell’esercito dell’aereonautica di Israele, quindi responsabile di un numero enorme di incursioni di aerei a reazione, che bombardarono zone residenziali del Libano. I bombardieri, con centinaia di tonnellate di esplosivo, distrussero più di 100.000 abitazioni. L’aereonautica, sotto i suoi ordini, attaccò deliberatamente gli acquedotti e le centrali di energia elettrica e distrusse scuole, ospedali e cliniche. Gli attacchi aerei uccisero centinaia di persone e dettero origine a centinaia di senza tetto, trasformatisi in rifugiati senza rifugio.

 

Il bombardamento deliberato dei quartieri residenziali, così come la distruzione di abitazioni, depositi di acqua e di elettricità e di infrastrutture civili essenziali, è strettamente proibita dal Diritto Internazionale. Chi viola queste leggi è considerato un criminale di guerra ed è colpevole di crimini contro l’Umanità.

 

Le punizioni collettive e le esecuzioni extragiudiziali sono azioni proibite dalla Quarta Convenzione di Ginevra e sono violazioni che possono portare davanti alla Corte Penale Internazionale dell’Aia, Paesi Bassi.

 

Descrizione del sospettato: uomo bianco, età attorno ai 50 anni, più alto della media, capelli rossi, porta occhiali.

 

 

ORDINE DI CATTURA GABI ASHKENAZI

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Gabi Ashkenazi

 

Il 27 dicembre 2008 il sospettato, come Capo di Stato Maggiore, ordinò all’esercito israeliano l’attacco nelle zone densamente popolate della Striscia di Gaza. Per tre settimane, 1.500 tonnellate di bombe furono lanciate sui quartieri residenziali di Gaza e decine di migliaia di proiettili di artiglieria furono sparati dai tank. Per tre settimane l’esercito danneggiò e distrusse case, scuole, ospedali, infrastrutture, serbatoi di acqua e riserve di energia elettrica, uccidendo più di 1.300 persone, tra le quali centinaia di bambini, e ferì all’incirca 5.300 persone. Bombardarono migliaia di case e 50.000 abitanti si trovarono senza alloggio e senza rifugio.

 

Prima di questo, il sospettato fece parte di un gruppo che strette in un assedio 1.500.000 di persone nella Striscia di Gaza, negando loro la somministrazione regolare di alimenti, di acqua, di medicinali, di combustibile e di elettricità per 18 mesi.

 

Secondo il Diritto Internazionale, è assolutamente proibito bombardare zone residenziali in modo da interrompere la vita dei civili, portare a termine esecuzioni extragiudiziali, mettere in atto punizioni collettive, distruggere o danneggiare ospedali, scuole e abitazioni. La proibizione delle punizioni collettive è considerata nella Convenzione di Ginevra dopo il comportamento dei nazisti in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale, quando si distrussero interi paesi per punire i residenti che davano rifugio ai membri della resistenza. 194 Paesi hanno firmato questo divieto contenuto nella Quarta Convenzione di Ginevra.

 

Nel dicembre 2008 il sospetto fu denunciato alla Corte dell’Aia con l’accusa di aver commesso crimini di guerra e crimini di lesa umanità per aver ordinato l’assedio di Gaza.

 

Descrizione del sospettato: uomo di circa 55 anni, capelli neri, pelle olivastra e statura più alta della media. Il sospettato gira armato e potrebbe essere pericoloso.

 

ORDINE DI CATTURA: GIORA EILAND

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Giora Eiland

 

Nel luglio 2008 venne presentata una denuncia contro il sospettato presso il Tribunale Superiore di Giustizia di Spagna, con l’accusa di aver ordinato il lancio di una bomba di una tonnellata che cadde su una casa di Gaza e che causò la morte di 15 persone tra cui 9 bambini (luglio 2002). Il bombardamento di zone residenziali è una punizione collettiva e costituisce un crimine di guerra. Le esecuzioni extragiudiziarie sono proibite dal Diritto Internazionale e dal luglio 2002 sono perseguibili dalla Corte Penale Internazionale dell’Aia, Paesi Bassi.

 

Descrizione del sospettato: uomo bianco, di 55 anni, statura media, capelli bianchi.

 

 

ORDINE DI CATTURA: MATAN VILNAI

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Matan Vilnai

 

Nel luglio 2007 il sospettato, insieme ai suoi complici, ordinò un assedio contro 1.500.000 persone a Gaza. L’assedio causò grosse difficoltà nel reperire regolarmente alimentari, acqua, gas, elettricità e medicine da parte dei residenti che vivevano lì. L’assedio durò 18 mesi e continua ancora, e include anche il blocco navale, aereo e terrestre.

 

Nel febbraio 2008, il sospettato disse alla radio dell’esercito israeliano che “quanto più intensificheranno il lancio di razzi Qassam e quanto più i razzi avranno una portata maggiore, tanto più (i palestinesi) rischieranno un olocausto”.

 

Di fatto, il 27 dicembre del 2008, il sospettato, in qualità di vice ministro della Difesa, partecipò alla deciisone del gabinetto che ordinò gli attacchi aerei, navali e terrestri nelle zone densamente popolate di Gaza, attacchi che durarono circa 3 settimane. Come risultato di questi attentati, interi edifici crollarono sopra gli abitanti e si trovarono cadaveri di neonati vicini a quelli dei genitori. I feriti restarono sotterrati dalle macerie per diversi giorni perché i soldati dell’esercito israeliano impedirono ai medici di arrivare da loro. (Questo secondo il rapporto della Croce Rossa).

 

Circa 1.300 persone furono assassinate, centinaia fra loro i bambini, e 5.300 risultano ferite. Le bombe e i proiettili caddero sugli ospedali, sulle cliniche, sulle scuole, sulle infrastrutture e sugli edifici delle Nazioni Unite, sulle riserve di elettricità e di acqua, lasciando centinaia di migliaia di persone senza il necessario per la sopravvivenza.

 

Nel dicembre 2008, venne presentata una denuncia contro il sospettato presso la Corte Penale Internazionale dell’Aia con l’accusa di aver violato con l’assedio di Gaza il Diritto Internazionale e, quindi, aver commesso un crimine di guerra e un crimine contro l’Umanità.

 

Descrizione del sospettato: uomo bianco, di circa 65 anni, testa rasata, più alto della media.

 

 

ORDINE DI CATTURA: MOSHE BOGIE YAALON

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Mosche Bogie Yaalon

 

Il 18 aprile 1996 le truppe dell’esercito israeliano spararono 38 proiettili di artiglieria contro installazioni delle Nazioni Unite nei villaggi vicini a Qana, in Libano, dove erano ospitati 800 rifugiati che avevano perso le loro case in seguito all’Operazione “Grappoli di Collera”. L’attacco dell’esercito israeliano era la risposta al lancio di razzi da parte dei combattenti di Hezbollà. Nel bombardamento l’esercito israeliano uccise 106 persone e provocò decine di feriti. In questo periodo il sospettato era capo dell’intelligenzia dell’esercito israeliano e, insieme ad altre persone, fu responsabile dei bombardamenti. Sparare contro un recinto dove si rifugiano dei civili è considerato un crimine di guerra secondo il Diritto Internazionale.

 

Il 22 luglio 2002, come capo dell’esercito israeliano, il sospettato ordinò il lancio di una tonnellata di bombe che caddero sopra una casa di Rafah, a Gaza, al fine di assassinare Salah Shehadeh. La bomba causò la morte di 15 persone, tra le quali 9 bambini, e il ferimento di alcune decine. Il bombardamento di quartieri dove vivono civili è proibito dal Diritto Internazionale e si considera un crimine di guerra.

 

Nel novembre 2005, i familiari dei morti di Kafr Qana presentarono un’accusa civile contro il sospettato presso il tribunale di Washington DC. Al sospettato fu consegnata una citazione mentre si trovava a Washington, però rifiutò di riceverla e lasciò la città rapidamente.

 

Nel dicembre 2006, mentre il sospettato era in visita privata in Nuova Zelanda, venne presentata un’accusa presso il tribunale della Nuova Zelanda in relazione alla partecipazione del sospettato nell’assassinio di Shehadeh. Un giudice del distretto di Aukland ordinò il suo arresto. Ci furono pressioni da parte del Ministero di Giustizia alla Procura Generale per annullare l’ordine.

 

Nel luglio 2008, il nome del sospettato venne incluso in una lista presentata presso un tribunale spagnolo per indagini su crimini di guerra. Il tribunale ha emesso un ordine di arresto. La Spagna ha accordi di estradizione con tutti i paesi dell’Unione Europea.

 

Descrizione del sospettato: uomo bianco, di circa 60 anni, corporatura robusta, statura superiore alla media, capelli castani, occhiali.

 

 

ORDINE DI CATTURA: SHAUL MOFAZ

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Shaul Mofaz

 

Tra l’ottobre 2000 e il giugno 2002, il sospettato ordinò una serie di azioni contro il popolo palestinese, che riguardavano assassinii, torture, distruzione di case e deportazione di civili. All’inizio del 2001 il sospettato, come capo dello Stato Maggiore dell’esercito israeliano, ordinò la morte di 70 combattenti palestinesi al giorno.

 

Il 29 marzo 2002 e, in seguito,  per 6 settimane, il sospettato era a capo di una operazione militare denominata “Operazione Muro Difensivo” nella quale, secondo fonti della Mezzaluna Rossa, l’esercito provocò la morte di 216 palestinesi e ferì altre 416 persone. L’operazione implicò la distruzione generalizzata di abitazioni e la negazione delle cure mediche ai feriti, specialmente in due città palestinesi, Yenin e Nabius. Questi fatti sono classificati come crimini di guerra e come crimini contro l’Umanità.

 

Il sospettato continuò con queste attività anche dopo essere stato nominato ministro della Difesa di Israele, fino al 2006. Nel 2002 un avvocato britannico presentò un dossier alla Procura del Regno Unito chiedendo che il sospettato venisse giudicato per aver compiuto crimini di guerra come l’assassinio indiscriminato e la demolizione di abitazioni civili palestinesi. Il sospettato se ne andò rapidamente dal Regno Unito non appena venne a conoscenza della presentazione del dossier.

 

Descrizione del sospettato: uomo dalla pelle olivastra, di circa 60 anni, statura inferiore alla media, rasato. Io sospettato è armato e può essere pericoloso.

 

 

ORDINE DI CATTURA: TZIPI LIVNI

 

 

Per violazione dello Statuto di Roma e della Quarta Convenzione di Ginevra

 

Tzipi Livni

 

Il 12 luglio 2006, la sospettata con i suoi complici, ordinò il bombardamento aereo e via terra delle zone residenziali del Libano. Per 34 giorni si ordinarono 12.000 incursioni aeree, 100.000 proiettili di artiglieria, distruggendo 350 scuole e 15.000 case nel Libano. 130.000 abitazioni risultarono parzialmente distrutte. Gli attacchi distrussero acquedotti, ospedali, centrali elettriche e altre infrastrutture essenziali per la vita. 900.000 persone si furono obbligate ad abbandonare le proprie case e restarono all’addiaccio per molti giorni. Circa 1.200 persone morirono e circa 4.400 furono i feriti: approssimativamente il 30% dei morti, circa 360, erano bambini minori di 13 anni.

Il 27 dicembre 2008, la sospettata e i suoi complici, ordinarono attacchi aerei, terrestri e navali contro zone densamente popolate della Striscia di Gaza. Questi ulteriori attacchi distrussero ancora abitazioni, ospedali, scuole e infrastrutture ed uccisero più di 1.300 persone, inclusi centinaia di bambini. 20.000 case furono distrutte parzialmente e 50.000 persone restarono senza alloggio come conseguenza degli ordini dei sospettati.

Attaccare persone innocenti sparando in modo indiscriminato in zone residenziali, causando lesioni, distruzioni di infrastrutture essenziali come la somministrazione di acqua, impianti elettrici e ospedali è proibito dal Diritto Internazionale e sono considerati Crimini di Guerra e Crimini contro l’Umanità.

 

Descrizione della sospettata: donna bianca, 50 anni, più alta della media, capelli biondi

 

 

 

FICHAS DE 15 CRIMINALES DE GUERRA ISRAELIES

 

Deberían ser juzgados por crímenes de guerra y crímenes contra la humanidad

Nombres y fotos de los asesinos israelíes

 

Wanted.org

Traducido por Nadia Hasan y revisado por Caty R.

 

A la espera de que tribunales nacionales o internacionales abran procesos a los criminales genocidas del estado de Israel (siguiendo quizás los pasos de la Audiencia Nacional española) publicamos la lilsta de los dirigentes y militares sionistas que deberían ser conducidos ante el Tribunal Internacional de la Haya. Es bueno, es necesario, es justo que las víctimas tengan cara y nombre; es bueno, es necesario, es justo, que sus verdugos también los tengan. Estas órdenes de detención "ficticias" dan toda la medida de lo que está en juego.

Orden de detención: Ehud Barak

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

Ehud Barak

En junio de 2007, el sospechoso impuso un sitio sobre 1 .500.000 personas, los residentes de Gaza. El sitio, que continúa en 2009, está considerado un «castigo colectivo» según el Derecho Internacional. El año y medio largo de asedio ha originado una severa escasez de alimentos y combustible, suministros intermitentes de agua potable y energía eléctrica, la interrupción de las plantas de tratamiento de aguas residuales y la escasez de medicinas y equipo médico esencial, que afecta a las vidas de 1.500.000 de personas y constituye una violación de la Cuarta Convención de Ginebra y del Estatuto de Roma.

El 27 de diciembre de 2008, el sospechoso ordenó el bombardeo aéreo de los centros de población de Gaza. Los ataques, en los que participaron cientos de cazabombarderos, arrojaron cientos de toneladas de bombas sobre los barrios de Gaza. Al menos 1.300 personas, hombres, mujeres y niños, fueron asesinadas, y 5.300 más resultaron heridas. Escuelas, hospitales e instalaciones de las Naciones Unidas fueron blancos de los ataques, así como disparos a personal médico que impidieron la evacuación de los heridos.

El 10 de diciembre de 2008, los abogados de Líbano presentaron una demanda formal ante la Corte Penal Internacional en La Haya, Países Bajos, contra Ehud Barak y otros cuatro israelíes: Ehud Olmert, Matan Vilnai, Avi Dichter y Gabi Ashkenazi, sobre la sospecha de que habían cometido crímenes de guerra y crímenes contra la humanidad por ordenar y mantener el estado de sitio en Gaza.

Descripción del sospechoso: hombre blanco, de unos 65 años, estatura inferior al promedio, pelo canoso, ojos marrones, con gafas.

 

Orden de detención: Amir Peretz

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

Amir Peretz

El 12 de julio de 2006, el sospechoso ordenó el bombardeo aéreo de ciudades y aldeas en Líbano, dirigidos a la infraestructura básica como suministro de agua, alimentos, combustible y electricidad. El bombardeo también causó daños en hospitales, clínicas y escuelas, todos estos lugares expresamente prohibidos de ataque por el Derecho Internacional. Como resultado de los bombardeos, ataques terrestres y fuego de artillería, más de 1.200 personas fueron asesinadas, entre ellas cientos de niños y ancianos.

El 8 de noviembre de 2006, el sospechoso ordenó el bombardeo de Beit Hanun, un barrio de Gaza, en respuesta a los cohetes disparados hacia Israel. Durante 15 minutos, barrios residenciales fueron bombardeados, lo que originó la muerte de 19 personas, entre ellas 9 niños. Al menos 40 personas resultaron heridas. Disparar proyectiles deliberada e indiscriminadamente en zonas civiles constituye un crimen de guerra.

En agosto de 2006, se presentó una demanda oficial ante el Tribunal Superior de Marruecos sobre la sospecha de que Peretz ha cometido crímenes de guerra y crímenes contra la humanidad. El sospechoso tiene la nacionalidad marroquí. La denuncia fue presentada por 3 judíos marroquíes, todos conocidos por su trabajo en derechos humanos.

Descripción del sospechoso: hombre de piel color oliva, de unos 60 años, cabello negro, ojos marrones, con bigote.

 

 

Orden de detención: Binyamin Ben Eliezer

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

Binyamin Ben Eliezer

 

A finales de la guerra de 1967, el sospechoso era el jefe de la Unidad Sayeret Shaked del ejército israelí. Según testimonios de soldados israelíes y egipcios, el sospechoso ordenó el asesinato de 250 combatientes palestinos y egipcios (nacionalidad exacta no clara) poco después de terminada la guerra. Las pruebas indican que los asesinatos se llevaron a cabo utilizando helicópteros que sobrevolaban el desierto del Sinaí capturando a los soldados, algunos de los cuales estaban desarmados.

Otros testimonios de testigos oculares afirman que el sospechoso , personalmente, ejecutó a prisioneros de guerra que no obedecieron órdenes. El asesinato de los soldados después de haberse puesto fin a las hostilidades, así como la ejecución de los prisioneros de guerra están expresamente prohibidas por el Derecho Internacional y se consideran crímenes de guerra.

Entre marzo de 2001 y noviembre de 2002, el sospechoso, en calidad de ministro de Defensa, ejerció una política de ejecuciones extrajudiciales, castigo colectivo y bombardeo de zonas residenciales tanto en Cisjordania como en la Franja de Gaza. Todas estas acciones están prohibidas por el Derecho Internacional, constituyen crímenes de guerra y crímenes de lesa humanidad, y desde julio de 2002 son perseguibles por la Corte Penal Internacional de La Haya, Países Bajos.

En marzo de 2007, el sospechoso, al tiempo ministro del gobierno israelí, canceló un viaje a Egipto debido a la amenaza de detención por sus actividades en la guerra del 67.

Descripción del sospechoso: hombre de piel color de oliva, unos 70 años, pelo negro, de contextura más gruesa que el promedio.

 

Orden de detención: Avi Dichter

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

Avi Dichter

Desde el 1 de julio de 2002, día en que se estableció la Corte Penal Internacional, hasta mayo de 2005, el sospechoso fue jefe del Shabak, el servicio de inteligencia israelí (SSG). Como jefe del Shabak, ordenó las torturas de los detenidos palestinos, una actividad expresamente prohibida por los Convenios de Ginebra, el Estatuto de Roma y la Convención Internacional contra la Tortura. La tortura es un crimen contra la humanidad.

En julio de 2002, el sospechoso formó parte de un grupo que ordenó el asesinato de Salah Shehadeh, comandante del ala militar de Hamás. El asesinato se llevó a cabo lanzando una tonelada de bombas sobre la casa de Shehadeh, que causaron la muerte de 15 personas, entre ellas 9 niños, e hiriendo a decenas más. Las ejecuciones extrajudiciales son crímenes de guerra según el Derecho Internacional. El bombardeo de barrios residenciales se considera un castigo colectivo.

El 10 de diciembre de 2008, se presentó una demanda en la Corte Penal Internacional de La Haya, Países Bajos, contra el sospechoso y 4 personas más, sobre la sospecha de que han cometido crímenes de guerra por ordenar el asedio de Gaza. En aquel momento, el sospechoso ostentaba el cargo de ministro de Seguridad Pública. Antes de esto, en julio de 2008, se presentó una denuncia en el Tribunal Superior de España bajo la sospecha de que había cometido un crimen de guerra por ordenar la ejecución de Salah Shehadeh. El tribunal español ha dictado una orden de detención del sospechoso.

Descripción del sospechoso: hombre blanco, de unos 55 años, más alto que la media, pelo blanco. El sospechoso habla hebreo, inglés y árabe.

 

 

Orden de detención: Carmi Gilon

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

 

Carmi Gilon

 

Desde 1995 hasta 1996, el sospechoso fue el jefe de los servicios de seguridad interna de Israel, también conocido como el Shabak (Servicio General de Seguridad). Durante su cargo ordenó la tortura de los detenidos palestinos, actividad prohibida por el Derecho Internacional y considerada un crimen contra la humanidad.

La tortura suele incluir: atar a una persona en posturas dolorosas de manera continuada durante horas, a veces días; atar capuchas con olor nocivo sobre la cabeza de la persona "mareando" al afectado; privar a la persona de sueño y alimentos; exponerla a bajas o muy altas temperaturas; encadenarla a una pequeña silla como medio destinado a inducir el dolor; someterla a ruido fuerte durante horas y el aislamiento de la persona del mundo exterior, a veces durante meses.

Según entrevistas concedidas por él mismo a diversos medios de comunicación después de finalizar su servicio, el sospechoso estuvo implicado personalmente en unos 100 casos de torturas a presos palestinos, algunos de los cuales fueron puestos en libertad sin juicio. En esas entrevistas, el sospechoso señala que apoya la tortura e incluso llamó al gobierno israelí y al Tribunal Supremo a continuar la política de la tortura. Esto está prohibido.

Varias organizaciones de derechos humanos en Israel y en el extranjero, entre ellas Amnistía Internacional, cuentan con testimonios de cientos de palestinos que fueron torturados duramente (de los mil que fueron torturados, pero no han dado testimonios). Las torturas se llevaron a cabo durante el tiempo en que el sospechoso fue jefe del Shabak.

En agosto de 2001, se presentó una demanda en Dinamarca sobre la participación del sospechoso en actos de tortura, por un grupo de abogados de derechos humanos y un grupo de palestinos que habían recibido asilo. La demanda se rechazó debido a que el sospechoso contaba con inmunidad diplomática en el momento, ya que estaba ejerciendo el cargo de embajador de Israel en Dinamarca.

Descripción del sospechoso: hombre blanco, alrededor de 60 años, usa gafas.

 

 

Orden de detención: Dan Halutz

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

 Dan Halutz

El 12 de juli o de 2006, el sospechoso, como jefe del Estado Mayor, ordenó ataques aéreos contra las aldeas y ciudades de Líbano, sembrando destrucción y muerte durante 34 días. Esto está prohibido por el Derecho Internacional.

A raíz de los ataques aéreos, que provocaron la destrucción de la infraestructura y bienes necesarios para la supervivencia humana, casi 900.000 personas se vieron obligadas a abandonar sus hogares o a permanecer durante semanas sin refugio. A pesar de ello, el sospechoso siguió ordenando a sus pilotos que bombardearan Líbano varias veces, acabando con todo el barrio.

4 años antes, en julio de 2002, el sospechoso ordenó el lanzamiento de una tonelada de bombas que cayeron sobre una casa en Rafah, en Gaza, causando la muerte de 15 personas, entre ellas 9 niños, e hiriendo a decenas más.

En julio de 2008, después de la recolección de pruebas, testimonios y documentos, se presentó una denuncia ante el Tribunal Superior de España bajo la sospecha de que Halutz había cometido un crimen de guerra por ordenar el lanzamiento de una tonelada de bombas que cayeron sobre una casa en Gaza. El tribunal ha emitido una orden para su detención.

Descripción del sospechoso: hombre de piel color de oliva, de unos 60 años, altura media, pelo canoso, con gafas.

 

Orden de detención: Doron Almog

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

Doron Almog

El 10 de enero de 2002, como jefe del Comando Sur, el sospechoso ordenó la demolición de 59 casas en Rafah, en Gaza ocupada, un acto que se considera un castigo colectivo según el Derecho Internacional y, por lo tanto, prohibido.

El 22 de julio de 2002, el sospechoso formó parte de un grupo que ordenó el lanzamiento de una tonelada de bombas que cayeron sobre una casa en Gaza para eliminar el palestino Salah Shehadeh. La explosión mató a 15 personas, entre ellos 9 niños. Docenas de personas resultaron heridas.

La demolición de viviendas, la expulsión de los residentes, el bombardeo de zonas residenciales, la matanza de civiles inocentes como política de ocupación se consideran violaciones del Derecho Internacional y están clasificados como crímenes de guerra.

En 2005, un tribunal británico emitió una orden para detener al sospechoso, sin embargo él eludido la captura. En julio de 2008, el Tribunal Supremo de España emitió una segunda orden para detener al sospechoso por su participación en el bombardeo de la casa en Gaza. España tiene tratados de extradición con todos los países de la UE.

Descripción del sospechoso: hombre blanco, de unos 65 años, por encima de la altura media, pelo corto canoso, ojos azules. También conocido por su nombre anterior Doron Avrutzki. Se le ha visto recientemente en una empresa que invierte dinero en la industria de armas de Israel - Athlone Seguridad Global.

 

 

Orden de detención: Ehud Olmert

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

Ehud Olmert

El 12 de julio de 2006, el sospechoso ordenó el bombardeo de ciudades y aldeas en Líbano. Los 34 días de bombardeo de zonas residenciales constituyeron una violación del Derecho Internacional. El bombardeo aéreo y el asalto terrestre ordenado por el sospechoso causó la muerte de aproximadamente 1.200 personas e hirieron a alrededor de 4.400. Durante el ataque, el sospechoso ordenó el lanzamiento de varios miles de bombas de racimo que cayeron cerca de zonas residenciales en Líbano, acto prohibido por los Convenios internacionales. En total, alrededor de un millón de pequeñas bombas fueron lanzadas, lo que condujo a la muerte de 30 personas e hirieron a 215, incluidos 90 niños.

En el verano de 2007, el sospechoso ordenó el asedio de 1.500.000 personas en Gaza, lo que les impide recibir una alimentación adecuada, agua, electricidad y medicamentos, todo esto explícitamente prohibido por el Derecho Internacional. En diciembre de 2008, el sospechoso ordenó un ataque por aire, tierra y mar contra los residentes de Gaza, provocando la rápida destrucción de zonas residenciales y la muerte de 1.300 personas, cientos de ellas niños.

El 10 de diciembre de 2008, abogados de Líbano presentaron una demanda formal contra el sospechoso y otros en la Corte Penal Internacional de La Haya, Países Bajos, por sospechas de crímenes de guerra y crímenes contra la humanidad por su participación en el asedio de Gaza. En marzo de 2009, el sospechoso perderá su inmunidad diplomática.

Descripción del sospechoso: hombre blanco, alrededor de 60 años, por encima de la altura media, calvo, con ojos azules y aficionado a los cigarros.

 

Orden de detención: Eliezer Shkedy

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

Eliezer Shkedy

El 12 de julio de 2006, el sospechoso era jefe del ejército del aire de Israel y, por lo tanto, responsable de miles de incursiones de cazas a reacción, que bombardearon zonas residenciales en Líbano. Los bombardeos, con cientos de toneladas de explosivos, dañaron más de 100.000 hogares. El ejército del aire, bajo su mando, atacó deliberadamente las estaciones de suministro de agua y energía eléctrica y destruyó escuelas, hospitales y clínicas. Los ataques aéreos mataron a centenares de personas y originaron que cientos de miles tuvieran que huir de sus hogares, convirtiéndose en refugiados sin refugio.

El bombardeo deliberado de barrios residenciales, así como la destrucción deliberada de viviendas, plantas de agua y electricidad e infraestructuras civiles esenciales, está estrictamente prohibido por el Derecho Internacional. Quien viola estas leyes se considera un criminal de guerra y culpable de crímenes de lesa humanidad.

Los c astigos colectivos y las ejecuciones extrajudiciales son acciones prohibidas por la Cuarta Convención de Ginebra y violaciones que pueden ser presentadas ante la Corte Penal Internacional de La Haya, Países Bajos.

Descripción del sospechoso: hombre blanco, alrededor de 50 años, por encima de la altura media, pelirrojo, usa gafas.

 

 

Orden de detención: Gabi Ashkenazi

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

 

El 27 de diciembre de 2008, el sospechoso, como Jefe de Estado Mayor, ordenó al ejército israelí el ataque de zonas densamente pobladas de la Franja de Gaza. Durante tres semanas, 1.500 toneladas de bombas se lanzaron desde el aire sobre barrios residenciales en Gaza y decenas de miles de proyectiles de artillería se dispararon desde tanques. Durante 3 semanas, el ejército dañó y destruyó casas, escuelas, hospitales, infraestructuras, plantas de agua y eléctricas, mató a más de 1.300 personas, cientos de ellos niños, e hirió a alrededor de 5.300 personas. Bombardearon miles de casas y 50.000 residentes se quedaron sin hogar, sin refugio.

Antes de esto, el sospechoso formó parte de un grupo que impuso un cerco a 1.500.000 personas en la Franja de Gaza, negándoles el suministro regular de alimentos, agua, medicinas, combustible y electricidad durante 18 meses.

Según el Derecho Internacional, está absolutamente prohibido bombardear zonas residenciales de manera que se interrumpa la vida de los civiles, llevar a cabo ejecuciones extrajudiciales, castigar colectivamente, destruir o dañar hospitales, escuelas y hogares. Las prohibiciones de los castigos colectivos están consagradas en los Convenios de Ginebra después del comportamiento de los nazis en Europa durante la Segunda Guerra Mundial, cuando se destruyeron aldeas enteras para castigar a los residentes que albergaban miembros de la resistencia. 194 países firmaron estas prohibiciones de la Cuarta Convención de Ginebra.

En diciembre de 2008, se presentó una denuncia en La Haya contra el sospechoso, por la sospecha de que había cometido crímenes de guerra y crímenes de lesa humanidad por haber ordenado el asedio de Gaza.

Descripción del sospechoso: hombre de alrededor de 55 años, cabello negro, piel color de oliva y por encima de la altura media. El sospechoso está armado y podría ser peligroso.

 

 

Orden de detención: Giora Eiland

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

Giora Eiland

En julio de 2008, se presentó una denuncia contra el sospechoso en el Tribunal Superior de Justicia de España, por la sospecha de que estaba involucrado en crímenes de guerra y crímenes contra la humanidad por haber ordenado el lanzamiento de una bomba de una tonelada que cayó en una casa en Gaza, la cual causó la muerte de 15 personas entre ellos 9 niños (julio de 2002). El bombardeo de zonas residenciales es un castigo colectivo y constituye un crimen de guerra. Las ejecuciones extrajudiciales están prohibidas por el Derecho Internacional y desde julio de 2002 son perseguibles por la Corte Penal Internacional en La Haya, Países Bajos.

Descripción del sospechoso: hombre blanco, de 55 años, altura media, pelo blanco.

 

 

Orden de detención: Matan Vilnai

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

Matan Vilnai

En julio de 2007, el sospechoso, junto con sus cómplices, ordenó un sitio contra 1.500.000 personas en Gaza. El asedio causó severas privaciones en los suministros regulares de alimentos, agua, gas, electricidad y medicamentos a los residentes que viven allí. El asedio duró 18 meses y sigue vigente, e incluyó el bloqueo naval, aéreo y terrestre.

En febrero de 2008, el sospechoso dijo a la radio del ejército israelí que «cuanto más se intensifique el lanzamiento cohetes Qassam y los cohetes tengan un alcance mayor, (los palestinos) más se estarán arriesgando a un holocausto».

De hecho, el 27 de diciembre de 2008, el sospechoso, en calidad de viceprimer ministro de Defensa, participó de la decisión del gabinete que ordenó ataques aéreos, navales y terrestres en zonas densamente pobladas de Gaza, ataques que duraron alrededor de 3 semanas. Como resultado de los atentados, edificios enteros se derrumbaron sobre sus residentes encontrándose recién nacidos hambrientos junto a los cuerpos de sus padres muertos. Los heridos permanecieron enterrados bajo los escombros durante varios días porque los soldados del ejército israelí impidieron que los médicos pudieran llegar a ellos. (Según informes de la Cruz Roja.)

Unas 1.300 personas fueron asesinadas, cientos de ellas niños, y 5.300 resultaron heridas. Las bombas y proyectiles cayeron sobre hospitales, clínicas, escuelas, infraestructura, edificios de las Naciones Unidas, fuentes de electricidad y de agua, dejando a cientos de miles de personas sin los suministros básicos para la supervivencia.

En diciembre de 2008, se presentó una demanda contra el sospechoso en la Corte Penal Internacional de La Haya sobre la sospecha de que el asedio de Gaza viola el Derecho Internacional y, por lo tanto, constituye un crimen de guerra y un crimen contra la humanidad.

Descripción del sospechoso: hombre blanco, de unos 65 años, cabeza rapada, por encima de la altura media.

 

 

Orden de detención: Moshe Bogie Yaalon

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

 

 

Moshe Bogie Yaalon

 

El 18 de abril de 1996, las tropas del ejército israelí dispararon 38 proyectiles de artillería contra las instalaciones de las Naciones Unidas en la aldea de Qana, Líbano, donde se albergaban 800 refugiados que habían huido de sus hogares debido a la Operación Uvas de la Ira. El ataque del ejército israelí se produjo en respuesta al lanzamiento de cohetes por parte de los combatientes de Hezbolá. En el bombardeo, el ejército israelí mató a 106 personas y dejó decenas de heridos. Durante este tiempo, el sospechoso era jefe de inteligencia del ejército israelí, y junto a otros, fue responsable de los bombardeos. Disparar contra un recinto donde se refugian civiles se considera un crimen de guerra según el Derecho Internacional.

El 22 de julio de 2002, como jefe del ejército israelí, el sospechoso ordenó el lanzamiento de una tonelada de bombas que cayeron sobre una casa en Rafah, en Gaza, con el fin de asesinar a Salah Shehadeh. La bomba causó la muerte de 15 personas, entre ellos 9 niños, e hirió a decenas más. El bombardeo de barrios donde viven civiles está prohibido por el Derecho Internacional y se considera un crimen de guerra.

En noviembre de 2005, los familiares de los muertos en Kafr Qana presentaron una demanda civil contra el sospechoso en un tribunal de Washington DC. Al sospechoso se le entregó una citación mientras se encontraba de visita en Washington, pero se negó a recibirla y abandonó la ciudad rápidamente.

En diciembre de 2006, mientras el sospechoso realizaba una visita privada a Nueva Zelanda, se presentó una demanda en un tribunal de Nueva Zelandia, en relación con la participación del sospechoso en el asesinato de Shehadeh. Un juez de distrito de Aukland ordenó su detención. Sin embargo, hubo presiones a la Procuraduría General por el ministerio de Justicia para anular la orden.

En julio de 2008, el nombre del sospechoso se incluyó en una lista presentada ante un tribunal español para la investigación de los crímenes de guerra. El tribunal ha emitido una orden de detención. España tiene un acuerdo de extradición con todos los países de la Unión Europea.

Descripción del sospechoso: hombre blanco, alrededor de 60 años, contextura gruesa, por encima de la altura media, cabello castaño, usa gafas.

 

Orden de detención: Shaul Mofaz

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

Shaul Mofaz

Entre octubre de 2000 y junio de 2002, el sospechoso ordenó una serie de acciones contra el pueblo palestino, que incluyeron asesinatos, tortura s, demolición de viviendas y deportaciones de civiles. A principios de 2001, el sospechoso, como jefe del Estado Mayor del ejército israelí, ordenó la muerte de 70 palestinos armados por día.

El 29 de marzo de 2002 y durante 6 semanas, el sospechoso estuvo a cargo de una operación militar denominada «Operación Muro Defensivo» en la que, según la Media Luna Roja, el ejército dio muerte a 216 palestinos y resultaron heridos 416. La operación implicó la destrucción generalizada de viviendas, la negación de tratamiento médico a los heridos, especialmente en dos ciudades palestinas, Yenín y Nablus. Estas acciones están clasificadas como crímenes de guerra y crímenes contra la humanidad.

El sospechoso continuó con dichas actividades aún después de ser nombrado ministro de Defensa de Israel, hasta 2006. En 2002, un abogado británico presentó un expediente al director de la Fiscalía del Reino Unido solicitando que el sospechoso sea investigado por crímenes de guerra como los asesinatos selectivos y la demolición de viviendas palestinas. El sospechoso salió del Reino Unido rápidamente cuando se enteró de la presentación del expediente.

Descripción del sospechoso: hombre de piel color de oliva, de unos 60 años, por debajo de la altura media, afeitado al ras. El sospechoso está armado y puede ser peligroso.

 

Orden de detención: Tzipi Livni

Por violaciones del Estatuto de Roma y la Cuarta Convención de Ginebra

 

El 12 de julio de 2006, la sospechosa junto con sus cómplices, ordenó el bombardeo aéreo y de artillería de zonas residenciales en Líbano. Durante 34 días se autorizaron a las tropas 12.000 incursiones aéreas, el fuego de 100.000 proyectiles de artillería, ocasionando daños en 350 escuelas y la destrucción de 15.000 casas en Líbano. 130.000 viviendas resultaron parcialmente destruidas. Los ataques destruyeron las fuentes de agua, hospitales, centrales eléctricas y otras infraestructuras esenciales para la vida. 900.000 personas se vieron obligadas a abandonar sus hogares y permanecieron sin refugio por muchos días. Cerca de 1.200 personas murieron, y unas 4.400 resultaron heridas: aproximadamente el 30% de los muertos, unos 360, eran niños menores de 13 años.

El 27 de diciembre de 2008, la sospechosa y sus cómplices, ordenaron ataques aéreos, terrestres y navales contra zonas densamente pobladas de la Franja de Gaza. Los ataques de nuevo destruyeron viviendas, hospitales, escuelas e infraestructuras, y mataron a más de 1.300 personas, incluidos cientos de niños. 20.000 casas fueron destruidas parcialmente y 50.000 personas se quedaron sin hogar como consecuencia de las órdenes de los sospechosos.

Atacar a personas inocentes disparando indiscriminadamente en zonas residenciales, causando lesiones, destrucción de infraestructuras esenciales como el suministro de agua, plantas eléctricas y hospitales, está prohibido por el Derecho Internacional y son crímenes de guerra y crímenes contra la humanidad.

Descripción de la sospechosa: mujer blanca, 50 años, por encima de la altura media, pelo rubio.

 
14/02/2009


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