NOTIZIE 2008

 


IL GIUDAISMO SMASCHERATO

IL PROGRAMMA DI DOMINIO EBRAICO MONDIALE : I PROTOCOLLI DEI SAVI ANZIANI DI
SION


di Dagoberto Husayn Bellucci


"Facciamo notare che noi Ebrei siamo una nazione singolare, della quale ogni
Ebreo è suddito incondizionatamente quali che siano la sua residenza, il suo
mestiere o la sua fede." (Louis Brandais , ebreo frankista, Presidente del
Tribunale Supremo degli Stati Uniti)

"Ogni Ebreo appartiene alla propria razza e di conseguenza al Giudaismo e non
ha importanza alcuna che egli stesso o i suoi antenati abbiano rinnegato la
propria fede religiosa" (Moses Hess - "Rome und Jerusalem")

"Israele costituisce una grande Nazione... Nessuna setta, nè comunità
religiosa avrebbe il diritto di portare tal nome...Negare la nazionalità ebrea
equivarrebbe a negare l'esistenza stessa degli Ebrei" (Joseph Morris, rabbino
londinese, dall'opera "Israel - A Nation")

"L'essenziale, nell'Ebreo, è di essere nazionalista sulla base della sua
razza" (Avvocato Bertrand B. Benas dall'opera "Il Sionimo - Movimento Nazionale
Ebreo")


Il documento programmatico dei "Protocolli dei Savi Anziani di Sion"
rappresenta la più evidente manifestazione scrittoria della volontà
dell'Internazionale giudaica di sottomettere l'intera umanità ai voleri della
Sinagoga di Satana. Un documento illuminante che illustra non solo il modus
operandi del Giudaismo mondiale rispetto al resto dell'umanità non ebraica ma
soprattutto i mezzi, le strategie e gli obiettivi che dovranno essere
utilizzati e realizzati dalla "lobby" per assecondare, irretire, pervertire e
infine disintegrare tutti gli ordinamenti (politici, economici, sociali e
legislativi) e le tradizioni (culturali e religiose) delle società dei "goyim"
= non ebrei.
I "Protocolli" sono un falso! Gridano da oltre un secolo i sostenitori della
causa d'"Israele" , le comunità ebraiche e i molti servi del potere ebraico
cominciando proprio dalla innumerevole schiera di intellettuali più o meno
radical-chic che, annidati in tutte le redazioni di giornali e televisioni, non
perdono l'occasione per 'scarabocchiare' da un lato o 'sbraitare' dall'altro
lato la difesa d'ufficio di Sion.
La semplice lettura dei "Protocolli" e una dose minima di razionalità
basterebbe a dimostrare quanto inutile baccano sia stato generato attorno a
quella che risulta la più spettacolare risultanza storica tra teorizzazione e
prassi, la più evidente veridicità di un piano essenzialmente eterodiretto
dall'intellighenzia giudaica allo scopo di confondere e successivamente
plasmare alle proprie volontà interi strati della popolazione mondiale. Un
piano riuscitissimo sia chiaro. "Israele" ha ragionevolmente tutto il diritto
di sentirsi 'trionfante' laddove ha realizzato completamente gli obiettivi di
un piano genialmente diabolico.
Chiunque volesse comprendere la direzione degli avvenimenti della storia
passata, almeno di quella relativa agli ultimi due secoli, e di quella futura
dovrà inevitabilmente confrontarsi con questo documento, analizzarne i
contenuti, i progetti, le trame e successivamente rapportarli alla realtà
storica, agli sviluppi della politica internazionale per come si presentano a
partire dalla metà del XIXmo secolo.
"Tutto il metodo dei Protocolli - scriverà Henry Ford nel suo "L'Ebreo
Internazionale" (1) - può essere riassunto in questa parola: decomposizione.
Distruzione di tutto quanto è stato costruito; creazione di un interregno lungo
e opprimente durante il quale sia frustrato qualsiasi tentativo di
rinnovazione; un annientamento progressivo dell'opinione e delle speranze
collettive, fino a tanto che coloro i quali si sono tenuto lontani dal caos
allunghino la mano per acciuffare il potere: questo è il metodo. Il primo
attacco ebraico è sempre diretto contro le opinioni collettive ossia contro
quei gruppi di ideali che riuniscono masse di esseri umani in un'unità
politica, religiosa, sociale o di razza. Queste opinioni, che a volte si
chiamano principii e a volte ideali , sono i lacci invisibili di unione, sono
la fede comune e l'energia unificatrice delle comunità basate sulla concordia e
sulla lealtà. I Procolli affermano che il primo attacco è diretto contro queste
forze spirituali. Esso consiste nella propaganda ebraica svolta nel mondo
intero per alterare le opinioni collettive.".
E' lapalissiano che quantunque i propagandisti ebrei o filo-ebraici
cercheranno di negare questa verità la realtà fattuale di un intero sistema
d'informazioni addomesticato e al servizio permanente effettivo del Giudaismo
Mondiale sia lì , davanti a chiunque voglia semplicemente aprire gli occhi, a
dimostrare l'esatto contrario: la massa di opinioni correnti nei principali
Stati, tanto a livello di governi quanto a livello culturale, sono esattamente
la fotocopia delle dichiarazioni dei dirigenti d'"Israele". La cosiddetta
"opinione pubblica" internazionale è prona al servizio degli interessi ebraici
sottoposta quotidianamente da innumerevoli dimostrazioni di arroganza e sfida
condotte dal popolo autoproclamatosi 'eletto' che non rappresentano nient'altro
che la conferma del plurisecolare odio e disprezzo che i giudei covano nei
confronti di ogni istituto e di qualunque opinione non ebraica.
E quando si parla di "dirigenti d'"Israele" si badi bene non intendiamo i
governanti dell'entità criminale sionista occupante la Terrasanta di Palestina
bensì l'insieme direttivo della comunità ebraica mondiale o , per dirla in
parole semplici, del Kahal ovvero il Gran Sinedrio Ebraico, il cuore pulsante
ed il centro del Giudaismo.
Comunemente si ritiene fallace insistere sull'esistenza o meno di un simile
organismo direttivo, sorta di consiglio dei ministri di tutte le faccende
inerenti l'ebraismo mondiale, e si vorrebbe far credere alla popolazione dei
quattro angoli del pianeta che non esista alcun "governo ombra" che rappresenti
gli interessi giudei al di sopra dei diversi governi nazionali e delle stesse
istituzioni sovranazionali esistenti.
Nessuno riuscirebbe allora a spiegarsi come , ad un dato avvenimento, posta
dinanzi a vicende che interessano direttamente i propri interessi l'intera
comunità ebraica mondiale - attraverso sia i propri uomini politici più in
vista che , soprattutto, mediante i suoi 'controllori' disseminati nelle
diverse redazioni di tutti gli organi d'informazione - reagisca nel suo insieme
prendendo una posizione unanime, unendosi come un blocco impenetrabile, levando
una sola voce.
Possiamo negare che le diverse kehillah = comunità ebraiche siano da sempre i
principali megafoni degli interessi d'"Israele"? Possiamo forse far finta di
non vedere che all'unisono i giudei di tutto il pianeta rappresentino una sola
grande comunità? Ne abbiamo avute riprove e ne continueremo ad avere anche in
futuro.
E' sufficiente quì ricordare le manifestazioni di solidarietà ebraica
organizzate direttamente dalla comunità romana ogni qualvolta l'emporio
criminale sionista alias stato criminale "israeliano" occupante la Palestina
fosse - secondo la 'concezione rovesciata' dell'opinionismo sistemico asservito
a Sion - "in pericolo" (ovvero quando i sionisti decidevano piani d'aggressione
ieri contro quel particolare Stato arabo attualmente contro questa o quella
organizzazione 'terroristica' così come sono sistemicamente 'rappresentate' le
organizzazioni di liberazione nazionale laiche o religiose della Palestina o
del vicino Libano....Hamas ed Hizb'Allah per 'capirci'...).
Il Kahal dunque, organo supremo del Giudaismo cosmopolita, esiste così come
si evince chiaramente da qualunque 'crisi' abbia interessato dirigenti o
associazioni ebraiche o comunque laddove la pressione giudaica si sia
manifestata contro singoli individui o organizzazioni, partiti o governi,
istituzioni laiche e religiose che , per un qualunque motivo, si fossero
trovati a polemizzare contro i rappresentanti del popolo 'eletto'.
L'accusa di "antisemitismo" , sempre pronta dietro l'angolo e a dir poco
simile ad una sorta di scomunica perenne una vera e propria messa all'indice
dei malcapitati, è lo strumento con il quale l'Internazionale Ebraica e le sue
sezioni sparse ovunque additato alla pubblica esecrazione il tizio o il
sempronio di 'turno' che malaugaratamente o peggio ancora sciaguratamente abbia
avuto a polemizzare su una delle tante questioni aperte da quella che è oramai
una predominazione dell'elemento giudaico nella vita nazionale e sociale di
interi popoli. Non è importante che si tratti di polemiche storiche, di
revisionismi storiografici, di negazionismo o riabilitazione di questo o quel
personaggio l'esacrez l'infame di volterriana memoria è lì pronto a mettere
alla gogna pubblica il malcapitato.
E non esiste sorta di ammenda nè pubbliche scuse che bastino a riabilitare
(si veda in proposito il caso abbastanza illuminante dello stesso magnate
dell'industria automobilistica statunitense , H. Ford, costretto ad un rapido
mea culpa ma altresì i diversi casi più recentemente saliti alla ribalta anche
di prelati tradizionalisti cattolici o 'lefevriani' 'ingenuamente' colpevoli di
considerare inverosimile il cosiddetto "olocausto" ebraico) nè potrebbe bastare
quando di mezzo ci sono gli interessi giudaici.
"Israele" non ammette scuse nè accetta compromessi su quelle che ritiene -
neanche a torto - le sue basi di controllo delle società non ebraiche: la
sodomizzazione opinionistica imposta da Sion sul mondo non poteva risultare più
completa.
Mai mettere in discussione le verità fondamentali fuoriuscite dai crani
ebraici, mai negare ciò che il Kahal mondiale (2) ha stabilito come nuovo dogma
per l'intera umanità supinamente costretta ad abbassare la testa di fronte ai
diktat della Lobby pena la messa in quarantena perenne. I nuovi inquisitori
della Sinagoga hanno dalla loro tribunali e polizia, leggi e organi repressivi,
sostegno della classe dirigente e di quella religiosa di questo o quell'altro
Stato, solidarietà inter-ebraica mediante i quotidiani a larga diffusione e le
televisioni. A nessuno verrebbe in mente di opporsi ad un così perfetto
meccanismo coercitivo, ad una macchina di controllo capillare che regolarmente
utilizza anche la schedatura per i 'colpevoli' di "antisemitismo".
E' una tattica collaudatissima che da decenni fa registrare le principali
vittorie del Giudaismo rispetto agli stolti gentili, ai non ebrei, vittime
sacrificali sull'altare d'"Israele" o al massimo , come accade sovente, miti
esecutori delle sue volontà perchè, parafrasando Giovanni Preziosi, "il
problema ebraico è di quelli che o non si doveva affrontare oppure una volta
affrontato bisogna risolvere al cento per cento." (3)
Ora sia chiaro per chiunque: l'affrontamento della Questione Ebraica - in
ogni suo aspetto - è cosa che non deve mai essere abbandonata a superficiali
considerazioni relative ai singoli avvenimenti di 'cronaca' politica nè alle
esternazioni che una tantum arrivano da qualche cranio ebraico quale indebita
intromissione negli affari di Stato o nelle questioni religiose o nelle
polemiche storico-culturali della vita delle nazioni.
Dunque dev'essere effettuato un percorso organico che intenda analizzare
tutti gli aspetti del "problema". Ritorniamo adesso ai "Protocolli" che ,
ripetiamo per le troppe pecore matte della vuota stupidità contemporanea,
rappresentano il principale documento e programma per l'instaurazione del
Governo Ebraico mondiale.
"I Protocolli - scrive Henry Ford (4) - sostengono l'impossibilità per i non
ebrei di scoprire le intenzioni degli ebrei, perchè le idee allettanti vengono
lanciate fra di essi con tanta scienza e persistenza da distruggere quasi
completamente le loro facoltà intellettuali. Fortunatamente ogni non ebreo è in
condizioni di comprovare su se stesso la certezza di un tale asserto. Se
rifletterà seriamente sulle idee predominanti in lui e in special modo su
quelle che girano intorno al centro di gravità chiamato democrazia, osserverà
che il suo intelletto è dominato da un'infinità di ideologie, della cui origine
e del cui valore intrinseco non si è mai reso esatto conto. Se continuerà a
riflettere e troverà che queste idee sono irrealizzabili, dirà probabilmente
che noi siamo ancora indietro nello sviluppo e nell'evoluzione del progresso;
ma se osserverà la maniera come altri popoli più avvantaggiati realizzano in
pratica codeste idee proverà un senso di spavento. Quello che si chiama
progresso non è altro che una forma ben precisata di distruzione, nonostante
che ogni idea, considerata a sè, sia buona, razionale, umanitaria. E scoprirà,
in ultimo, chi è immancabilmente il profeta di tali idee."
Ecco svelato il modus operandi dell'ebraismo: la doppia verità, la doppia
morale, la doppia appartenenza. L'ebreo che si erge a profeta delle istanze
democratiche, paladino dell'uguaglianza e della tolleranza, principe dell'anti
tutto quanto possa turbare la propria avidità di potere (siano il nazionalismo,
l'amor patrio, le tradizioni, la cultura o la letteratura nazionali così come
la fede di un popolo) utilizza queste stesse vane ideologie - amorevolmente
imbellettate per assuefare, istupidire e successivamente controllare gli
stupidi goiym - esclusivamente per aumentare la propria posizione e il proprio
potere.
Al giudeo non interessa quale sia la forma di governo assunta da una
qualsiasi società (sebbene quella democratico-parlamentaristica, che fraziona e
divide il popolo in un corpo elettorale continuamente litigioso e perennemente
instabile e volubile, sia quella che maggiormente gli garantisce ampi spazi di
manovra) al giudeo interessa esclusivamente imporre le proprie direttive
utilizzando parole di tolleranza e universalismo dietro alle quali cela la
spaventosa maschera sogghignante di un disprezzante ultranazionalismo ebraico
intriso di odio razziale verso l'umanità non ebraica.
L'ebreo molti secoli prima del non-ebreo ha compreso , è bene sottolinearlo,
l'importanza dell'odio quale strumento di perseveranza e di unità. Ha scatenato
il proprio represso istinto di vendetta negli strumenti legislativi e in quelli
politici per sottomettere alle proprie "verità rovesciate" tanto i sistemi
della Magistratura quanto quelli della Politica inondando le società di
qualsiasi sorta di perversione e di volgarità.
E' questa una delle principali strategie utilizzate dal Giudaismo così come
palesemente viene ammesso nel Protocollo nr. 1 laddove si può leggere
testualmente "date uno sguardo a quei bruti alcoolizzati ridotti alla
imbecillità dalle bevande il cui consumo illimitato è tollerato dalla libertà!
Dovremo poi permettere a noi stessi e ai nostri simili di fare altrettanto? I
popoli della cristianità sono fuorviati dall'alcool; la loro gioventù è resa
folle dalle orgie classiche e premature alle quali l'hanno istigata i nostri
agenti - e cioè i precettori, i domestici, le istitutrici, gli impiegati, i
commessi e via dicendo; dalle nostre donne nei luoghi di divertimento; ed a
queste ultime aggiungo anche cosiddette "Signore di Società" - loro spontanee
seguaci nella corruzione e nella lussuria."(5).
Una tattica ed una strategia che mira dunque a sfaldare, inquinare, sporcare
quanto di buono esiste nelle società non ebraiche ma che - indipendentemente da
qualsiasi considerazione moralistica o etica - mira in realtà ad affermare un
potere ebraico che si erge con tutta la sua forza al di sopra delle società
'gentili' proprio in virtù di una lenta azione di erosione, disintegrazione,
depauperizzazione e atomizzazione delle coscienze non ebraiche poichè , come
scrivono gli stessi dirigenti ebrei nel primo dei 'Protocolli', "la nostra
forza, nelle attuali traballanti condizioni dell'autorità civile, sarà maggiore
di qualsiasi altra, perchè sarà invisibile, sino al momento che saremo
diventati tanto forti da non temere più nessun attacco per quanto astutamente
preparato." (6)
In questo modo, attraverso questo lento ma inarrestabile lavorio nell'ombra
(una specie di formicaio quotidianamente all'opera per realizzare il messianico
sogno di dominio di "Israele" sulle nazioni e sui popoli non ebrei), il popolo
ebraico ha eretto il suo specialissimo potere, esteso ad ogni istituzione,
penetrate le quali l'Ebreo ha finito con lo sporcarle, giudaizzandole e
sottoponendole ai propri interessi.
Così' allo stesso modo sono state create le ideologie sovversive nient'altro
più che grimaldelli impugnati da mani ebree per distruggere dall'interno le
società non ebraiche mirando a colpire tradizioni e costumi. Internazionalismo,
umanitarismo, pacifismo, marxismo (comprendente tutte le diverse sfumature e
applicazioni pratiche avvicendatesi nel corso della storia) e democrazia sono
state le principali leve sulle quali l'Internazionale Ebraica ha eretto il suo
potere. Un potere che ha dato al Giudaismo l'opportunità di sottomettere
Istituzioni secoli, disintegrare Stati e Imperi, sgretolare credenze e fedi
modificando spesso radicalmente dottrine e creando ad arte l'illusione di un
futuro di pace universale e prosperità per tutti i popoli e le nazioni del
pianeta.
Utopie. Nient'altro che stupidissime utopie. Prendiamo il marxismo con la sua
carica d'odio classista: "Noi abbiamo l'intenzione di assumere l'aspetto dei
liberatori dell'operaio, venuti per affrancarlo da ciò che lo opprime, quando
gli suggeriamo di unirsi alla fila dei nostri eserciti di socialisti, anarchici
e comunisti. Sosteniamo i comunisti fingendo di amarli per i principi di
fratellanza e dell'interesse dell'Umanità promosso dalla nostra massoneria
socialista" (7).
D'altro canto il capitalismo usurocratico della finanza internazionale, le
principali banche d'affari, gli istituti di credito e tutto quanto avesse a che
vedere con l'economia mondiale e nazionale degli Stati era predominio assoluto
del "genio" ebraico il quale rivendicava apertamente la sua preponderante
presenza e il proprio ruolo direttivo di quelle che sarebbero state le
principali istituzioni economiche e finanziarie dei singoli paesi e dell'intero
pianeta una volta creati organismi quali la Banca Mondiale, il Fondo Monetario
Internazionale o i sistemi dell'ordinamento monetario sovranazionali: "Dallo
stato caotico dell'economia il genio ebraico sviluppò il sistema del
capitalismo organizzato, grazie allo strumento più efficace: il sistema
bancario" (8)
E identiche manovre di penetrazione e di inquinamento vennero portate
dall'Ebraismo nella cultura, nell'arte, nella musica, nella moda e nei
costumi.
I giudei rivendicano pubblicamente quest'operazione di camuffamento e di
sovversione delle società non ebraiche nei 'Protocolli', se ne vantano con
tutto il loro carico di disprezzo e odio rispetto all'umanità sorda e cieca
dinanzi al loro potere. Un potere che ha saputa resistere, nell'ombra, a
qualsiasi intemperie prodottasi nel corso dei secoli perchè , proprio come
l'olio con l'acqua, il giudeo non si mescola con gli altri nè accenna a
integrarsi mai - se non per i propri fini - alle società non ebraiche.
Il giudeo conosce perfettamente quali saranno gli avvenimenti del futuro
prossimo perchè , a partire dall'affermazione degli Immortali Principi dell'89
e con la vittoria delle forze rivoluzionarie in Francia nel XIXmo secolo,
possiede in mano i destini delle nazioni non ebraiche.
"La prova che gli ebrei sono sommamente soddisfatti di se stessi consiste nel
fatto che non solo non fanno assolutamente nulla per migliorare la situazione
attuale ma che, viceversa, si sforzano per peggiorarla.(...) Si ricordino a
questo proposito le parole di Eustace Percy che molti ebrei fanno proprie: "non
perchè l'ebreo si preoccupa del lato positivo dei principii rivoluzionari; non
perchè desideri partecipare a un nazionalismo o a una democrazia non ebrea, ma
perchè qualsiasi governo non ebreo non gli ispira altro sentimento che quello
dell'odio. L'autore dell'opera "L'Ebreo conquistatore" dice: "L'ebreo è
democratico nei suoi sentimenti ma non per natura. Proclamando la fratellanza
universale egli mira soltanto a farsi aprire le porte che ancora gli restano
precluse, non perchè desideri un'uguaglianza di diritti, ma perchè vuole
predominare nel campo sociale come predomina in molte altre sfere.". (...) Gli
ebrei non furono mai deboli nè esausti nè mai si trovarono di fronte a un
"impossibile". L'incertezza, il vagare costante sotto influenze delle quali si
disconoscono l'origine e la finalità, snerva e abbrutisce. Questo è quanto gli
infedeli fanno e soffrono da secoli. Gli altri, pienamente coscienti di quanto
avviene, non soccombono a questa estenuazione. Anche le persecuzioni sono
sopportabili quando si sa perchè si sopportano e gli ebrei seppero in ogni età
quando e perchè le persecuzioni coincisero coi loro piani." (9)
I Protocolli dei Savi Anziani di Sion, della cui 'veridicità' o 'autenticità'
francamente poco importa, rappresentano pertanto un documento di eccezionale
valore politico e ideologico della capacità di determinare il corso degli
eventi da parte di una minoranza fanaticamente, razzialmente, religiosamente
ostinata a resistere a qualsiasi tendenza disgregatrice proprio perchè , quasi
come un'autentico mostro leviatano, questo popolo maledetto si fece interprete,
insieme fondatore, rappresentante e soggetto agente, di quelle che sarebbero
state nel corso degli ultimi due secoli tutte le tendenze sovversive generate
dall'umanità.
Per realizzare un simile programma all'ebreo fu necessario controllare
dall'altro i gangli vitali di ogni Stato ma ciò che maggiormente facilitò
quest'opera di penetrazione fu l'attività sotterranea destinata sia a dividere
per meglio controllare sia a inquinare per meglio disintegrare spiritualmente,
idealmente e politicamente le società non ebraiche.
All'ebreo occorreva la stampa e il monopolio delle informazioni per
sparpagliare le proprie menzogne e fare in modo che tali falsità diventassero
verità assolute, dogmi incrollabili contro i quali nessun individuo,
organizzazione o gruppo politico, etnico o religioso potesse minimamente
polemizzare.
E l'ebreo occupò i principali posti di comando del giornalismo e della
televisione per pilotare a suo piacimento l'opinione pubblica e instillare
nelle masse le sue verità rovesciate così, allo stesso modo, sgretolò giorno
dopo giorno i sentimenti più nobili dei singoli popoli abbrutendone costumi e
stili di vita, idee e opinioni.
Quest'autentica operazione diabolica di sovversione generale fu possibile
all'ebreo , più di ogni altra cosa, grazie alla complicità dei tanti stolti
goyim, alla loro brama di ricavare una qualche forma di potere foss'anche
minimale al lato del giudeo trionfante: ai gentili venne concesso di far parte
delle associazioni 'segrete' d'ispirazione ebraica meglio note come Massonerie.
E le pecore matte accorsero belanti a servire gli interessi d'"Israele" nei
partiti politici, nei sindacati, nelle organizzazioni umanitarie e in quelle
mondialiste. Al di sopra di questi strumenti dominava la figura dell'ebreo
intento esclusivamente ad allargare il proprio potere e la propria influenza,
edificando organismi sovranazionali e internazionali marchiati fin dalla loro
nascita dal simbolo di Giuda, creando le premesse per la resurrezione di un
novello Regno d'Israele nella Palestina e calpestando e irridendo ovunque
chiunque osasse mettere in dubbio le verità create ad arte dalla morbosa e
paranoica vis vendicativa giudaica.
Un simile programma non può assolutamente essere stato pensato e attuato
senza che esista un Governo unico mondiale riservato ai soli ebrei. E'
indiscutibile che tale organismo esista così come descritto dal Ford nel suo
"L'Ebreo Internazionale" dove , più o meno chiaramente, definisce le forme di
questo Sinedrio Mondiale Ebraico: "Il meccanismo di un supergoverno mondiale
ebreo esiste, perfettamente pronto per essere messo in marcia. Ogni ebreo è
convinto di possedere la migliore religione, la migliore morale, le migliori
norme sociali, il miglior metodo educativo e il miglior ideale di governo. Di
questo antico meccanismo, del quale l'ebreo si serve in tutte le sue
manifestazioni, si lasciano trapelare soltanto alcuni aspetti. Si effettuano
riunioni parziali nel campo della finanza, della politica, dell'intelletto e a
queste, talvolta, si dà pubblicità; ve ne sono altre che si tengono in una
qualsiasi capitale del mondo senza che se ne rivelino gli scopi. I dirigenti
arrivano ad un determinato centro, discutono e se ne vanno. Resta ancora da
sapere se esiste un sovrano universalmente riconosciuto, ma è indiscutibile che
esiste una politica che si potrebbe chiamare "degli Affari esteri" , ossia di
un piano attivo nei riguardi dell'umanità non ebrea. L'ebreo ha sempre
l'impressione di vivere in un mondo di nemici e allo stesso tempo si considera
membro di un popolo, di un unico popolo. Deve quindi, di fronte al resto del
mondo ,seguire una politica estera. Il governo ebreo invisibile, la sua
posizione di fronte all'umanità non ebrea e la politica che segue per il
futuro, non sono dunque cose così assurde come potrebbe sembrare. Al contrario,
data la posizione speciale del giudaismo, tuttociò risulta completamente
naturale. La sua posizione nel mondo non è tale da farlo dormire fiducioso e
tranquillo; essa lo costringe, invece, a creare organismi protettori contro
future eventualità e un programma che devii tali probabilità in un senso
favorevole alla sua razza. La supposizione che esistano un Sinedrio, ossia una
corporazione mondiale che comprend gli ebrei più influenti di tutti i paese; un
"esilarca", ossia il capo riconosciuto dal Sinedrio come un misterioso
precursore del futuro autocrate mondiale; e financo un programma mondiale così
come tutti i Governi hanno un programma di politica estera, non ha niente di
irrazionale nè di inverosimile. Il Sinedrio fu sempre un'aristocrazia e tale è
anche attualmente." (10)
"Uomini siate e non pecore matte si che tra voi di voi 'l giudeo non rida"
ammonisce il Sommo Poeta Dante Alighieri. E a ben ragione ribadiamo la
necessità di ribadire che occorre risvegliare le coscienze dei non ebrei sul
"problema eterno" rappresentato dal popolo maledetto altrimenti il Giudaismo
potrà, infine, cantare vittoria perchè - come ricordano lungimiranti i Savi di
Sion nei loro 'Protocolli' - "i Gentili sono un branco di pecore, noi siamo i
lupi".


Note -

1) Henry Ford - "L'Ebreo Internazionale" ediz. di "Ar" - Padova 1971;
2) "Il Kahal rappresenta la forma genuinamente ebrea di governo e
amministrazione del popolo disperso. Ciò significa che dopo la loro dispersione
per il mondo, gli ebrei hanno creato dappertutto il loro "Governo" proprio, con
tutti gli organi indispensabili, e col più assoluto disprezzo dei Governi
legali dei 'goyim' (cani infedeli). A Nuova York il Kahal possiede le proprie
preture, decreta le leggi, pronuncia ufficialmente sentenze e le fa eseguire, e
gli ebrei preferiscono la loro giustizia a quella dello Stato. E' ovvio che
tutto questo si può fare unicamente quando esiste un perfetto e mutuo accordo."
(crf H. Ford - op. cit.)
3) Giovanni Preziosi - articolo "Ebrei ed Antisemitismo in Italia" da "La
Vita Italiana" in Giovanni Preziosi "Giudaismo Bolscevismo Plutocrazia
Massoneria" ediz. Hohenstaufen - Weiblingen.
4) Henry Ford - op. cit.
5) "L'Internazionale Ebraica - I Protocolli dei Savi Anziani di Sion" ediz.
"La Vita Italiana" - Roma 1921;
6) ibidem;
7) ibidem;
8) cit. "American Jewish Review" 10 settembre 1920 si veda Carlo Alberto
Roncioni "Il Potere Occulto" ediz. 'Sentinella d'Italia' - Monfalcone 1974;
9) Henry Ford - op. cit.;
10) ibidem;
 


14/02/2009


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