NOTIZIE 2008


ASSOCIAZIONE CULTURALE “VENTO DEL SUD – ONLUS”

NEL SUD I RIFIUTI TOSSICI E NOCIVI DEL NORD HANNO RIEMPITO TANTE DISCARICHE

di Raffaele Bruno (Presidente dell’Associazione Vento del Sud)

Lo abbiamo detto spesso. Ne abbiamo, anzi, fatto un nostro e assai polemico “cavallo di battaglia”; e lo abbiamo sempre documentato: il sud è diventata ormai la “pattumiera” d’Italia.Tra i costi che paga ad un modo più che malinteso di impostare il rapporto con il Nord del nostro Paese – e quelli di tipo bancario che sono evidenziati in un altro nostro recente articolo - ci sono anche quelli relativi allo smaltimento dei rifiuti. Che è diventato in tutto il Mezzogiorno- grazie alla incapacità gestionale delle classi dirigenti locali e alla interessata “debolezza” di tanti Enti locali – è diventato un colossale “affare” nel quale si è radicata con forza la criminalità, la camorra in Campania, la “sacra corona” in Puglia. Anzi, proprio la Campania, è diventata la capolista di questa brutta situazione, un vero e proprio “regno delle strutture abusive”, cometa definisce (con documenti e riferimenti incontestabili, tra l’altro che nei tanti traffici illeciti che si sono sviluppati impetuosamente intorno allo smaltimento dei rifiuti c’è di tutto, dai fanghi delle concerie al mercurio. Anche secondo il Corpo Forestale dello stato, la “Vandea dei rifiuti” è la Campania che nasconde il maggior numero di discariche abusive. Ben 600; circa il 12 % del totale nazionale! Ecco perché, nel Sud, prospera più che altrove l’ecomafia. Ma c’è un altro aspetto della situazione, che è ancora più tipicamente – e in senso peggiorativo – del tutto meridionale: i rifiuti di ogni tipo e genere compresi quelli tossici, arrivano qui dal nord Italia. Avviene così che proprio in quel Sud che potrebbe cavarsela benissimo con il turismo e con i prodotti agricoli magnifici che produce da sempre, c’è questo problema.La quantità di rifiuti, ovviamente, non è quantificabile con precisione ma, con approssimazione, siamo nell’ordine di qualche milione di tonnellate; una quantità enorme; ed essi “hanno finito per contaminare aree anche molto vaste”, come è avvenuto recentemente nelle cave di Chiaiano, dove sono state scoperte diecimila tonnellate di amianto custodito in sacchi con sopra impresso la scritta ENEL.
Lungo le rotte dei traffici illeciti, da Nord a Sud, viaggia davvero di tutto: scorie derivanti dalla metallurgia termica dell'alluminio; fanghi prodotti dalle concerie; polveri di abbattimento fumi, derivanti spesso da industrie siderurgiche; trasformatori con oli contaminati da Pcb (i famigerati policlorobifenili); reflui liquidi contaminati, come quelli al mercurio dell'Enichem di Priolo; ma anche rifiuti e terre provenienti da attività di bonifica. Si sta verificando, purtroppo,quello abbiamo già segnalato: le attività illecite della "Rifiuti S. p. A" rischiano di pregiudicare le stesse attività di risanamento dei siti contaminati. Oltre alla varietà e alla pericolosità dei rifiuti illeciti a preoccupare ancora di più è la grande fantasia delle attività di smaltimento illegale: fanghi industriali altamente contaminati sono utilizzati come fertilizzanti in aziende agricole; polveri per l'abbattimento dei fumi, particolarmente tossiche, finiscono nelle fornaci in cui si producono laterizi oppure nei cementifici; residui di fonderia vengono smaltiti nelle fondamenta di cantieri edili; rifiuti speciali e pericolosi sono trasformati in rifiuti urbani, apparentemente innocui, da avviare agli impianti di incenerimento; rifiuti prodotti in Campania vengono smistati ufficialmente in impianti autorizzati allo smaltimento in Abruzzo, ma in realtà finiscono in discariche abusive della stessa Campania, con relative compensazioni economiche in nero tra le società coinvolte nei traffici; rifiuti pericolosi vengono miscelati illegalmente oppure occultati sul fondo di fusti che contengono sostanze apparentemente innocue. Su questo assurdo traffico il governo deve intervenire subito per stroncarlo a tutti i costi.


Raffaele Bruno
 

14/02/2009


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