NOTIZIE 2008

 

La Chiesa pretende che il vescovo lefebvriano ritratti, come ai tempi della santa inquisizione

 

Anche per il Vaticano la Shoah diventa dogma

 

di Caile Vipinas

 

Ci voleva il trappolone in cui è ingenuamente e rovinosamente precipitato il vescovo britannico Richard Williamson, trascinando con sé tutta la Fraternità Sacerdotale S. Pio X, per mettere fine all’equivoco sulla disponibilità e sull’apertura vaticana (nonostante la tolleranza della messa in latino e la ben nota revoca della scomunica ai quattro prelati tradizionalisti) nei confronti della congregazione fondata dal coraggioso arcivescovo cattolico mons. Marcel Lefebvre. La pesante mannaia inquisitoria della Segreteria di Stato vaticana si è inesorabilmente abbattuta sul capo del povero Williamson. Se questi non abiurerà a certe sue dichiarazioni rese qualche mese fa alla TV svedese non potrà “essere ammesso a funzioni episcopali nella Chiesa”. No, non stiamo parlando, come qualcuno che ignora la vicenda potrebbe pensare, di posizioni scismatiche o eretiche di natura teologica, né di ripudio dei fondamenti cristologici e dogmatici della fede cattolica, scaturiti dai grandi concili dell’antichità (Nicea, Costantinopoli, Efeso, Calcedonia), né tanto meno di rifiuto della suprema autorità del pontefice. Molto più semplicemente il Vaticano pretende che il vescovo lefebvriano ritratti, come ai tempi della Santa Inquisizione, il suo legittimo pensiero su un argomento storico, mai come oggi in tempi di trionfo del Pensiero Unico, così dibattuto e controverso. Si tratta della cosiddetta Shoah ebraica, che, nelle drammatiche vicende del ‘900, si intende far passare come la sola, unica e indiscutibile tragedia storica, relegando tutti gli altri olocausti al rango di figli di un Dio minore (da quello armeno a quello staliniano, da quello del popolo tedesco alla fine del II conflitto mondiale a quello italiano delle foibe, da quello giapponese di Hiroshima e Nagasaki fino a quello contemporaneo palestinese per mano sionista). Le dichiarazioni del prelato, per nulla “negazioniste” o “antisemite”, come è stato invece subito falsamente denunciato dai manager dell’industria olocaustica e dai loro corifei mondiali (dai quali anche l’Oltretevere sembra ora mutuarne pensiero, azione e linguaggio), hanno solo focalizzato l’attenzione sul discusso problema delle camere a gas nei lager nazisti e sul numero di vittime che ivi perirono. La convinzione del vescovo britannico sull’inesistenza delle camere a gas e sul probabile ridimensionamento del numero delle vittime della persecuzione nazista (che comunque non attenua minimamente la tragedia dell’evento) si fonda, come è ben noto, su studi e ricerche di autorevoli storici, ricercatori e docenti universitari che, per il solo fatto di pensare controcorrente, sono stati additati al pubblico ludibrio con il falso epiteto di negazionisti. Per cancellare i risultati delle loro ricerche conseguiti in anni di documentatissimi studi (e mai confutati dai loro detrattori sul piano del contraddittorio scientifico) si è ricorso unicamente all’approvazione di speciali mostri giuridici che hanno generato, contro tali studiosi e le loro famiglie, incredibili e feroci persecuzioni giudiziarie.

Sulle camere a gas Williamson ha espressamente citato il famoso Rapporto Leuchter (http://www.ihr.org/books/leuchter/leuchter.toc.html; l’ing. Fred A. Leuchter è stato il progettista di molti strumenti di morte impiegati nell’esecuzione della pena capitale in numerosi stati USA, tra cui una nuova camera a gas nel penitenziario di stato del Missouri a Jefferson City), nel quale il noto ingegnere smentisce categoricamente, sulla base di un’accuratissima analisi tecnico-scientifica, che, ad esempio, gli edifici di Auschwitz e Birkenau siano mai serviti come camere a gas. Ma la lobby mondialista dell’olocausto ha ancora una volta alzato la voce e i talmudisti vaticani hanno prontamente risposto all’appello dei loro “fratelli maggiori”. Ora con l’imprimatur dell’ex Hitlerjugendknabe Joseph Ratzinger la Shoah diventa per la Chiesa cattolica dogma e, chissà, se un giorno sostituirà “la Crocifissione come evento centrale nella storia” (cfr. http://www.effedieffe.com/content/view/6290/183/). Così se per il povero padre Léon Dehon (1843-1925), fondatore della congregazione dei dehoniani, accusato di antisemitismo per i suoi severi giudizi sugli ebrei (“gli ebrei sono assetati di denaro. Hanno Cristo come nemico. Lasciati liberi mostrano un incredibile talento per la speculazione. Stanno conquistando le nostre finanze e cercano di asservirci. Hanno ruoli rilevanti, controllano la stampa e dunque contribuiscono a formare l’opinione pubblica. Riempiono le nostre scuole pubbliche e stanno entrando nei gangli della magistratura e della pubblica amministrazione. E’ una conquista già iniziata e in stato avanzato”) la causa di beatificazione appare ormai una chimera sempre più lontana (cfr. http://www.effedieffe.com/rx.php?id=565%20&chiave=La), San Massimiliano Kolbe (1894-1941), data l’aria che tira nelle sacre stanze (http://www.effedieffe.com/rx.php?id=1968%20&chiave=La), rischia addirittura di perdere la sua aureola, nonostante sia stato anch’egli vittima del nazismo. Infatti, oltre a credere fermamente alla veridicità dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion, il grande frate polacco, morto come martire della carità e della fede cattolica nel campo di concentramento di Oswiipcim, ci ha lasciato, a difesa del cristianesimo, una nutrita serie di scritti contro il giudaismo e la massoneria, scritti che, guarda caso, non sono mai citati, quando si parla della sua eroica figura, forse perché troppo politicamente scorretti (cfr. http://www.effedieffe.com/index2.php?option=com_content&task=stampa&id=4635...). Dunque il cerchio si chiude e anche il Vaticano sembra ormai allineato ai voleri della cupola del Pensiero Unico dominante, che riceve ora il crisma dell’autorità e dell’infallibilità “dottrinale”. Poco importa se un altro olocausto, quello della Palestina, si consumi quotidianamente tra l’indifferenza dei farisei contemporanei (Vaticano compreso) e faccia oggi impallidire, per la sua feroce e tenace volontà di sterminio e di pulizia etnica, persino quelli del passato.

In conclusione sembra di assistere alla vittoria finale del “piano Seelisberg” (http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2043%20&chiave=La), sul quale furono gettate le fondamenta del Concilio Vaticano II e con il quale il giudaismo talmudico pare essere riuscito a conquistare ai propri ideali buona parte dei “fratelli minori” dei palazzi apostolici. Ora il prof. Jules Isaac (1877-1963) e rabbi Abraham Joshua Heschel (1907-1972) potranno finalmente sogghignare compiaciuti dai loro muti avelli.

14/02/2009


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