NOTIZIE 2008


Incontro con Thierry Meyssan


Mondialisation.ca-7-4-09


Traduzione a cura di Stella Bianchi

Rifugiato nel Libano,Thierry Meyssan ci ha concesso una lunga intervista nella quale confida la sua analisi impressionante sulla situazione internazionale.Un’analisi che unisce l’Uguaglianza e la Riconciliazione.

Thierry Meyssan,non la si vede più in Francia:che fine ha fatto?

Vivo attualmente in Libano.Dopo l’arrivo di Nicolas Sarkozy al potere sono stato direttamente minacciato da alti funzionari francesi.Alcuni amici del Ministero della Difesa mi hanno informato che gli Stati Uniti mi considerano come un pericolo per la loro sicurezza nazionale.
Nel quadro della NATO hanno chiesto ai servizi alleati di neutralizzarmi e alcuni francesi sembravano usare un certo zelo..Quindi, non solo ho preso la decisione di lasciare la Francia, ma anche l’area NATO.
Dopo aver peregrinato da Caracas a Damasco , passando per Mosca, mi sono stabilito a Beyrut dove mi sono messo al servizio della Resistenza.

A che cosa sta lavorando in questo momento?


Attualmente lavoro ad un libro di analisi sull’amministrazione Obama , le sue origini , la sua composizione, i suoi progetti ecc.Una prima edizione ,limitata a qualche esemplare,sarà rivolta ad alcuni leaders meno vicini.Poi, un’edizione per il grande pubblico, uscirà in autunno in diverse lingue.
Vivo esclusivamente della mia penna e collaboro a giornali e periodici nell’ambito della politica internazionale del vicino Oriente e della Russia.

Che tipo di analisi fa lei sull’evoluzione della politica americana?

Attualmente si coglie un relativo consenso sulla valutazione del fallimento della politica di Bush sul sovraschieramento militare , le conseguenze nefaste dell’unilateralismo , sulle relazioni con gli alleati e sulla perdita dell’egemonia..A partire dal 2006,James Baker e Lee Hamilton che presiedevano una commissione creata dal Congresso per valutare la strategia in Irak , hanno deposto a favore di un ritorno ad una posizione più saggia.Hanno esortato un ritiro dall’Irak e un prudente riavvicinamento con i paesi frontisti (Siria, Iran) indispensabile per evitare che la partenza dei GI’s non prenda la via del disastro come in Vietnam.
Hanno fatto cadere la testa di Donald Rumsfeld , e hanno imposto un membro della loro commissione ,Robert Gates come successore..
Ma non hanno congelato la politica del “rimodellamento del Grande Medio Oriente “ e non sono arrivati a farvi rinunciare George Bush e Dick Cheney, ragione per cui si è dovuta organizzare una rottura con Barak Obama.

In realtà Obama era stato lanciato nella corsa al Senato federale e alla Presidenza nel 2004.
Ha fatto la sua entrata in scena nel corso del Congresso democratico per l’investitura di John Kerry.Allora ero solo uno sconosciuto parlamentare dell’Assemblea dell’Illinois ma era già stato inquadrato da Abner Mikva e dai suoi uomini(Jews for Obama ..Ebrei per Obama ndr)e sostenuto dalla finanza anglosassone(Goldman Sachs,JP Morgan,Excelon…).Le multinazionali preoccupate di perdere parti del mercato man mano che l’anti imperialismo cresceva(Business for Diplomatic Action), i fautori della Commissione Baker-Hamilton,i generali in rivolta contro le incostanti avventure dei neoconservatori , e altre storie ancora si sono progressivamente raccolte intorno a lui.
I Francesi spesso credono che il presidente degli Stati Uniti venga eletto con molta cautela da grandi elettori.E’ falso.Egli viene eletto da un’assemblea i cui membri sono designati da alcuni notabili.Nel 2000 la Corte Suprema ha ricordato che il voto dei cittadini era solo consultivo e che il governatore della Florida poteva nominare i delegati del suo Stato per il collegio elettorale presidenziale senza nemmeno attendere lo spoglio dello scrutinio generale.
In questo sistema oligarchico , c’è un partito unico con due correnti: i repubblicani e i democratici.Giuridicamente non formano entità distinte.Così, ci sono gli Stati che organizzano le Primarie, non i pseudo-partiti.Non c’è nulla di sorprendente nel fatto che Joe Biden e Barak Obama siano entrambi vecchi amici di John McCain.Così, McCain presiede l’Istituto Repubblicano Internazionale , un organo del dipartimento di Stato incaricato di corrompere i partiti di destra nel mondo;mentre Obama lavora in seno all’Istituto Democratico Nazionale presieduto da Madeleine Albright e incaricato per la corruzione dei partiti di sinistra.
Insieme,Obama,McCain e Albrigth hanno partecipato alla destabilizzazione del Kenya, durante un’operazione della Cia per imporre un cugino di Obama come Primo ministro.

Tutto ciò per dire che Obama non è uscito dal nulla.E’ uno specialista dell’azione segreta e della sovversione.E’ stato recrutato per fare u n lavoro ben preciso.


Se gli obiettivi della coalizione eteroclita che lo sostiene sono globalmente gli stessi,non esiste consenso nel dettaglio tra le sue componenti.Questo spiega l’incredibile disordine al quale hanno dato luogo le nomine e l’aspetto sempre equivoco dei discorsi di Obama.

Quattro poli si danno battaglia:il polo Difesa,intorno a Brent Scowcroft, alcuni generali in opposizione a Rumsfeld e certamente Robert Gates, oggi il vero padrone a Washington.
Questi esortano la fine della privatizzazione degli eserciti ,una”onorevole” uscita dall’Irak ma il perseguimento dello sforzo statunitense in Afghanistan,giusto per non dare l’impressione del fuggi fuggi, e infine un accordo con gli Iraniani e i Siriani.
Per essi, la Russia e la Cina restano dei rivali che vanno isolati e paralizzati,Essi affrontano la crisi finanziaria come una guerra nel corso della quale perderanno alcuni programmi di armamento e diluiranno il formato degli eserciti, ma devono mantenere una superiorità relativa.
Poco importa che perdano in potenza, se rimangono i più forti.
I dipartimenti del Tesoro e del Commercio, intorno a Tim Geithner e Paul Volcker, i protetti di Rockefeller. Questi sono usciti dalla Pilgrim’s Society e si rifanno al Gruppo dei Trenta, il Peterson Institute e la Commissione trilaterale.Essi sono sostenuti dalla Regina Elisabetta II e vogliono salvare allo stesso tempo Wall Street e la City.Per essi la crisi è un colpo duro poiché le entrate dell’oligarchia finanziaria sono in caduta libera, ma è soprattutto un’occasione agognata di concentrare il capitale e di far arrancare le resistenze alla globalizzazione.
Questi sono costretti temporaneamente a ridurre il loro tenore di vita per non suscitare rivolte sociali, ma possono contemporaneamente arricchirsi acquistando gioielli industriali per un tozzo di pane.
Sul lungo termine hanno in progetto di istituire –non un’imposta mondiale sul diritto di respirare, sarebbe una rozezza- ma una tassa globale sul CO2 e una Borsa sui diritti di emissione- il che può suonare quasi come ecologista-
Contrariamente al Pentagono essi depongono a favore di un’alleanza con la Cina che tra l’altro detiene il 40% dei buoni del Tesoro US , ma anche per impedire l’emergenza di un blocco economico estremo-asiatico centrato sulla Cina riversando le materie prime africane.
Il polo del dipartimento di Stato intorno ad Hillary Clinton, una cristiana fondamentalista, membro di una setta molto segreta, la Fellowship Foundation (chiamata “ La” Famiglia).E’ il rifugio dei sionisti, l’ultima riserva dei neo-conservatori in via di sparizione.Essi preconizzano un sostegno incondizionato a Israele, con una punta di realismo, poiché essi sanno che il clima è cambiato.
Non sarà più possibile bombardare il Libano come non sarà più possibile entrare in Gaza come nel 2008 perché Hamas ha acquistato missili anti-carro Kornet. E se gli Stati Uniti hanno difficoltà a pagare le fatture di Tel Aviv è poco probabile che i Sauditi potranno sopperirvi a lungo termine.
Bisogna dunque guadagnare tempo al bisogno attraverso alcune concessioni e trovare un’utilità strategica per Israele.
La principale missione della Signora Clinton è quella di migliorare l’immagine degli Stati Uniti non tanto intrattenendo pubbliche relazioni(cioè giustificando la politica di Washington) ma attraverso la pubblicità (cioè ostentando qualità reali o immaginarie del modello US).
In questo contesto i sionisti dovrebbero spingere il progetto Korbel-Albright-Rice di trasformazione dell’ONU in un ampio e sterile dibattito e nella creazione di un organismo rivale, la Comunità delle democrazie ,appoggiata al suo braccio armato, la NATO.Per ora, sono occupati a sabotare la conferenza di Durban II che, invece di celebrare la “sola democrazia del vicino Oriente”denuncia il regime di discriminazione raziale al potere a Tel Aviv con il segretario di Stato aggiunto ,James Steinberg considerano la crisi finanziaria come Blitzkrieg.
Ci saranno molti tafferugli , ma è il momento di distruggere alcuni rivali e di impadronirsi a sorpresa delle leve del comando.Il loro problema non è quello di accumulare ricchezze con acquisti e fusioni, ma di imporre i loro uomini ovunque nel mondo, ai ministeri delle Finanze e alla testa delle istituzioni bancarie.

Infine il Consiglio Nazionale di Sicurezza effettua il suo ruolo sotto l’influenza di Zbignew Brzezinski,che è stato il professore di Obama alla Columbia.Questo istituto dovrebbe abbandonare il suo tradizionale ruolo di coordinazione per diventare un vero centro di comando.E’ diretto dal generale Jones , che è stato supremo comandante della NATO e ha portato l’Africa Command sulle fonti battesimali.Per loro, la crisi finanziaria è una crisi della strategia imperiale.
E’ a causa dell’esorbitante indebitamento che è stato sottoscritto per finanziare la guerra in Irak che è precipitato il tracollo economico degli Stati Uniti.
Contrariamente al 1929 , la guerra non sarà la soluzione, ma il problema.Bisogna dunque portare avanti tre disegni in simultanea : costringere i capitali a rientrare negli Stati Uniti rompendo con i paradisi fiscali concorrenti e destabilizzando le economie dei paese sviluppati(come è stato testato in Grecia); mantenere l’illusione della potenza militare US continuando con l’occupazione in Afghanistan;ostacolare sul nascere le alleanze Siria-Iran-Russia e soprattutto Russia-Cina(Organizzazione di cooperazione di Shanghai).
Il consiglio privilegerà ogni forma di azione clandestina per dare al Pentagono il tempo necessario per la sua riorganizzazione.

Obama cerca di soddisfare tutti là dove la confusione regna.


Come vede evolversi la situazione nel Vicino Oriente nei confronti di questa nuova amministrazione?

C’è consenso su un punto: Washington deve far abassare la tensione in questa regione, senza tuttavia abbandonare Israele.Due scelte sono sul tavolo, ma quale sarà quella che verrà applicata, questa richiede di essere sottoscritta dalle correnti più radicali.
Ed è per questa ragione che Washington ha incoraggiato un governo Netanyahu-Lieberman in Israele e lascerà Hamas e Hezbollah vincere le prossime elezioni nei Territori Palestinesi e in Libano.

Il primo scenario ,ipotizzato da Zbignew Brzezinski prevede simultaneamente il riconoscimento dello Stato Palestinese e la naturalizzazione dei rifugiati palestinesi nei paese in cui si trovano.
Il tutto annaffiato da denaro per indennizzare gli Stati che accolgono i rifugiati e per sviluppare Gaza e la Cisgiordania.Inoltre, il mantenimento di questa pace verrebbe assicurato da una forza di pace dell’NATO sotto il mandato dell’ONU.Questo piano ha il sostegno di Nicolas Sarkozy.
Il secondo approccio è più pesante per i due protagonisti ed esorta caldamente gli Israeliani a lasciare le loro rivendicazioni più stravaganti; mentre obbligherebbe i Palestinesi a considerare la Giordania come la loro patria naturale.Sarebbe una pace più economica per Washington e sostenibile nel lungo termine anche se sarebbe dura da accettare per gli uni e per gli altri ed implicherebbe la messa in atto della fine della monarchia hachemita.
Questa soluzione è spinta in particolar modo dall’ambasciatore Charles Freeman che la lobby sionista ha costretto a dimissionare dalla presidenza del Consiglio Nazionale dei Servizi Segreti , ma che dispone di solidi appoggi nell’apparato dello Stato.

Secondo lei, quale modalità verrà sostenuta?

Nessuna, perché la crisi economica sarà di una tale ampiezza porterà secondo me ad una sconnessione degli Stati Uniti e poi dello Stato di Israele.
Washington dovrà rivedere nuovamente le sue ambizioni al ribasso.Andrà probabilmente ripiegando sul mantenimento dello status quo.La sua azione si limiterà ad impedire a nuovi attori di prendere il suo posto.

Che cosa preconizza lei a titolo personale?

I cinque milioni di Ebrei , i nove milioni di Palestinesi e le altre popolazioni della Palestina , devono ritrovarsi in seno ad un unico Stato sul principio “un uomo,una voce”.E’ del resto, secondo me,l’unica soluzione che evita a termine l’espulsione degli Ebrei.
Ricordiamoci la discriminazione raziale in Sud Africa la cui rimessa in causa avrebbe potuto provocare l’espulsione o lo sterminio dei bianchi.Il seguito lo conosciamo.
La morte di Arafat non è un ostacolo poiché esistono altri Mandela in Palestina.
Il vero problema è di trovare un De Clerk dal lato Israeliano.Hamas probabilmente sosterrebbe molto una tale soluzione perché avrebbe il consenso del popolo.
Più si differiscono le scadenze , più si rende difficile una soluzione pacifica.
D’altra parte la CIA studia lo scenario catastrofico con un’insurrezione sanguinosa che manderebbe via due milioni di Ebrei negli Stati Uniti.

Chi, secondo lei la Siria e l’Iran? Sta pensando ad una possibile guerra?

Io non penso che gli accordi segreti conclusi tra i militari US , la Siria e l’Iran siano rimessi in causa:gli Stati Uniti non ne hanno né i mezzi , né la stessa volontà.

In primo luogo,essi sanno che la minaccia nucleare iraniana è un condizionamento psicologico che hanno prodotto essi stessi così come avevano inventato le armi nucleari di distruzione massiva irachene.Dopo tutto , l’imam Khomeiny aveva condannato la fabbricazione e l’uso della bomba atomica come immorali e non si vede quali gruppi sarebbero capaci in Iran di andare oltre una tale
ingiunzione.In secondo luogo, la politica di George Bush ha spinto Teheran e Damasco tra le braccia di Mosca che prepara d’altro canto una grande conferenza internazionale sulla pace nel Vicino Oriente.
E’ ormai una priorità per Washington quella di sgominare questa alleanza nascente e di tentare di riportare l’Iran e la Siria nella sua orbita.E’ sicuramente molto probabile che questi ultimi faranno salire le offerte e porranno attenzione nell’oscillare da un fianco all’altro.
Dopotutto gli Stati Uniti hanno la sensazione dell’urgenza.La loro economia sta crollando ed essi non avranno forse più per molto la possibilità di difendere Israele ad un forte prezzo.Lo stesso dicasi per Tsahal che non è più quel che era.L’esercito israeliano non è più invincibile.Esso ha collezionato insuccessi in Libano, a Gaza e anche non dimentichiamolo in Georgia.


Lei vive , l’abbiamo visto, nel Libano.Qual’è la situazione lì da voi?


L’Alleanza nazionale raggruppata intorno alla Corrente patriottica libera di Michel Aoun e di Hezbollah d’Hassan Nasrallah vincerà le prossime elezioni, senza dubbio se si potranno svolgere liberamente.
La famiglia Hariri soppravviverà solo fin tanto che le grandi potenze conteranno su di lei per prelevare tasse e far pagare al popolo il debito estero del Libano quand’anche questo provenisse per metà dall’arricchimento illecito di Hariri.Il criminale di guerra Walid Joumblatt-vice presidente dell’Internazionale socialista-scusate se è poco-, o ancora i neo-fascisti come l’assassino patologico Samir Geagea stanno per essere mollati dai loro finanziatori.
Questi esecutori di lavori bassi hanno perso la loro efficienza e sono diventati impresentabili.
Il tribunale speciale per il Libano incaricato di istruire il caso Hariri e diversi assasinii politici va a farsi dimenticare e nello stesso tempo và a dar luogo ad un colpo di scena.E’ stato concepito come una macchina da guerra per accusare la Siria , metterla al bando della comunità nazionale e designarla come bersaglio militare.Sò che alcuni nuovi elementi gli sono giunti nelle ultime settimane.Essi discolpano la Siria e pongono l’Arabia Saudita sul banco degli imputati.E’ a questa misura che bisogna apprezzare la ripresa in mano dell’Arabia Saudita da parte di re Abdallah e il siluramento dei ministri che hanno finanziato la lotta contro Hezbollah e Hamas.
Per tornare alle elezioni legislative libanesi di giugno, la domanda è di sapere se le si orienta verso una vittoria della Resistenza al 55 o al 70%.
Ciò dipenderà essenzialmente dall’apparizione o meno di una nuova forza cristiana di divisione o di distrazione intorno al presidente Sleimane.In definitiva, i collaboratori degli Stati Uniti e di Israele negozieranno forse un compromesso finchè sono nella posizione di poterlo fare.
Ci si indirizzerebbe allora verso la designazione di un miliardario come Primo ministro(Saad Hariri o un altro) ma, alla testa del governo interamente controllato dalla Resistenza nazionale.
Sarebbe una formula molto orientale:gli onori e la luce per i perdenti, mentre il vero potere rimarrebbe nell’ombra.L’interesse di questa soluzione sarebbe di delegittimare ogni intevento militare contro il Libano.

Lei è ormai molto conosciuto in Russia, dove ha riunito 30 milioni di telespettatori in occasione di una trasmissione sull’ 11 settembre.Come valuta la situazione in Russia?

Paradossalmente , malgrado la vittoria militare e diplomatica in Georgia, la Russia attraversa un brutto momento.Dopo la guerra del Caucaso, le banche anglosassoni hanno incoraggiato gli oligarchi a punire Mosca spostando i capitali verso l’Occidente.
Poi, gli Anglosassoni hanno spinto i dirigenti ucraini a tradire il loro interesse nazionale e a tagliare i gasdotti nel corso dei negoziati sui prezzi.
Il Cremino che pensava di essere il padrone del gioco e di avere l’iniziativa su questi tagli si è fatto trarre in inganno.La perdita di due mesi del fatturato ha divorato le riserve monetarie.
Tutto ciò ha provocato una caduta impazzita del rublo mentre la crisi mondiale ha fatto abbassare il prezzo delle materie prime e dunque i redditi della Russia.

Medvedev e Putin hanno valutato questa situazione di debolezza con molto sangue freddo.Essi conoscevano le possibilità di cui disponevano, specialmente la superiorità tecnologica della loro industria di armamento su quella degli Stati Uniti.
Sono convinti che gli Stati Uniti non si rialzeranno più dalla crisi ma si smembreranno nel medio termine come il Patto di Varsavia e l’URSS negli anni 1989-91.Sperano di invertire i ruoli Malgrado il periodo di vacche magre essi dotano i loro eserciti con nuovi materiali e attendono senza mugugni il fallimento dell’Occidente.
Pubblicamente o sottomano secondo i casi,essi riforniscono tutti gli avversari degli Stati Uniti delle ultime armi disponibili dal Vicino Oriente che ho nominato poco fa , al Venezuela.
Economicamente hanno fatto la scelta di costruire le vie commerciali verso la Cina così come verso l’Europa occidentale, della quale seguono con rammarico l’asservimento ostinato agli Anglosassoni.

Questa situazione può avere importanti conseguenze sul piano interno, dove si affrontano la nuova e la vecchia generazione.I meno giovani hanno un forte tropismo americano, cosi come i giovani ostentano un patriottismo disinibito.Paradossalmente, la classe dirigente uscita da San Pietroburgo è storicamente favorevole ad un aggancio europeo alla Russia , al contrario dei Moscoviti la cui visione è più euroasiatica. Ora, Putin e Medvedev , tutti e due di San Pietroburgo condividono questa visione eurasiatica .Immaginano la Russia come protettrice dell’Islam e l’hanno fatta entrare come osservatrice nell’Organizzazione della conferenza islamica.
Valorizzando il Patriarcato ortodosso hanno inserito diversi mussulmani in numerosi posti di alta responsabilità –il contrasto con la Francia è lampante.-Anche se il traumatismo dello smantellamento della Yugoslavia e le due guerre della Cecenia rimane forte e l’onda del razzismo che ne è seguita non è sempre stata dominata, la Russia ha fatto la scelta della civiltà e ha preso la strada della sintesi tra l’Europa e l’Asia.
Se la Russia riuscisse ad attraversare nei prossimi anni gravi agitazioni internazionali senza essere troppo toccata , si ritroverebbe in una posizione arbitrale in un mondo multipolare.

Continuiamo questo interessante giro del mondo geopolitico con la Cina….

Mi interrogo sulla loro strategia.Perchè, gli acquisti massicci di buoni del Tesoro US?Pechino ha preso l’iniziativa di un riavvicinamento con Mosca attraverso l’Organizzazione della cooperazione di Shanghai.Molti contenziosi sono stati saldati.Come ritorno,i Russi hanno accettato di vendere l’energia ad una tariffa preferenziale ai Cinesi e hanno chiesto un controllo più stretto dell’immigrazione cinese in Siberia.Logica avrebbe voluto che i due grandi si consolidassero mutuamente rifiutando il dollaro come moneta di scambio internazionale ma Pechino ripugna di scegliere il suo campo e non vuole offendere Washington .I Cinesi conducono una strategia dolce di rafforzamento delle loro alleanze su tutti i fronti.Ciò mi sembra un po’ strano perché potrebbe costargli caro.Gli USA potrebbero trascinare la Cina nel loro prevedibile fallimento.In questo passaggio permettetemi di esprimere la mia stizza riguardo la stupida denuncia della violazione dei Diritti dell’uomo in Cina.Essi sono senza alcun dubbio possibile meglio rispettati da Pechino che da Washington –e questa non è una scusa per non migliorare, ma relativizza queste accuse.-E smettiamo di dire che il Tibet è stato annesso dalla Cina nel 1956 mentre è stato ripreso dai comunisti cinesi ai Cinesi di Tchang Kai Chek.

Una parola sull’America del Sud prima di tornare alla Francia?

Al di là della tendenza all’unificazione ,alcune strategie si sono affermate rispetto all’imperialismo.Ma l’indebolimento , in attesa di peggioramento,degli Stati Uniti crea una nuova situazione e può incitare alcuni a rimescolare le carte.
La protezione delle economie nazionali ritorna in primo piano quanto a preoccupazioni.
Paradossalmente ,gli Stati che sopportano le sanzioni sono meglio armati per resistere alla crisi E’ specialmente il caso di Cuba , del Venezuela,della Bolivia o dell’Equador-come lo è il caso della Siria e dell’Iran nel Vicino Oriente . Scommettiamo che nuove istituzioni nazionali si svilupperanno parallelamente alla Banca del Sud… E’ la rivincita della Storia.

La Francia, per finire o più esattamente la Francia di Sarkozy….


La Francia è una vecchia nazione che non si può manovrare in tutti i sensi.Ha un passato glorioso e si identifica con un ideale.Spesso, se ne discosta , ma sempre ci ritorna.Oggi sta attraversando un brutto periodo perché è governata dal “partito dell’estero”. I suoi dirigenti operano la cattiva scelta nel periodo più cattivo.
Hanno deciso di porre le armi sotto il comando della NATO, concretamente sotto quello del generale Banz Craddock, il criminale che creò il centro di tortura di Guantanamo.Questo tradimento lo hanno deciso nel momento in cui gli Stati Uniti sprofondavano nella crisi.
Hanno piazzato la Francia al rimorchio di un battello che rischia seriamente di trascinarla nel suo stesso naufragio.
La loro servilità non li spinge unicamente a vassallizzare gli eserciti ma anche a trasformare in profondità la società francese per clonarla sul “modello” americano.
E’ vero in ambito economico con la rimessa in causa dei servizi pubblici ma ugualmente nell’ambito della giustizia o dell’educazione ,Sarkozy non è né di destra né di sinistra .Lui imita gli yankees .

Come ho già spiegato in maniera dettagliata in un dossier del periodico russo Profile egli accontenta tre forze:gli Anglossassoni, la mafia e la banca Rothschild.
Queste persone sono coscienti da parecchio tempo, del respiro affannoso degli Stati Uniti e pensano di garantire il potere dell’oligarchia finanziaria globale riequilibrando l’Impero.
Questo Impero avrebbe due pilastri, uno statunitense e uno europeo, mentre il Regno Unito ne sarebbe la cerniera.
E’ questo progetto che serve a Sarkozy da quando è stato eletto.E’ lui che lo ha guidato a rompere la coppia Franco-tedesca e a riavvicinarsi agli Inglesi , dopo aver proposto alcune riorganizzazioni dell’Unione europea specialmente la creazione di un governo economico.Questo avrà come conseguenza di renderci molto più vulnerabili agli sconvolgimenti US.

Eppure La Francia è sempre attesa e non solo nel mondo francofono.Siamo quella nazione fuori norma che ha proclamato la sovranità popolare.Si sottostima totalmente in Francia il livello di ridicolo di Sarkozy e della sua combriccola agli occhi del resto del mondo.
Sarkozy risulta come un inquieto spaccone, un instabile strapieno di tic che gioca alla mosca cocchiera in tutti i possibili conflitti internazionali , servendo a sue spese da pesce-pilota ai cambiamenti di umore di Washington.

Ricostruire un’alternativa porterà via del tempo, purtroppo, ma non è una buona ragione per rinunciarvi.


15/04/2009


pagina di alzo zero

home page