NOTIZIE 2008


Rivoluzione geopolitica all'orizzonte?

Negli ultimi mesi economisti e politici non hanno azzeccato nemmeno una previsione

di Marco Cottignoli

Sono settimane ormai che i nostri beneamati politici ci ripetono che la crisi sta passando. Secondo la Marcegaglia, il peggio è superato e già in estate, addirittura, vi sarà una inversione di tendenza. Stessa litania negli Usa, dove Obama un giorno è ottimista, un altro lancia allarmi. Il FMI l'altra settimana era piuttosto pessimista ora, invece, afferma che la ripresa ci sarà giò nella prima metà del 2010. Dispensa ottimismo il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke. Il recente vertice del G20 ha invece esaltato le “scelte incoraggianti” fra le quali il finanziamento del Fondo Monetario Internazionale, cioè uno dei responsabili del tonfo economico e finanziario in corso...Questi i pareri degli
“ esperti “. Quelli che finora non ne hanno azzeccata una. Ma cosa sarà cambiato quando il sistema del capitalismo globale, senza pene e senza colpe, riprenderà la sua marcia trionfale per portare gloria e benessere ai Popoli della Terra? Il capitalismo si farà etico, non ci saranno più mutui subprime, titoli tossici, bilanci fasulli delle banche, speculazioni? Il rischio, alquanto concreto, è che quando il carrozzone globale riprenderà non solo non vi saranno più responsabili dell'accaduto ma lo stesso sistema riprenderà esattamente da dove era crollato, con qualche piccolo accorgimento di facciata per moralizzare l'opinione pubblica superficiale. Le banche e gli istituti di credito, dopo aver socializzato le perdite, salvati dal denaro pubblico, ritorneranno in mano a pochi che privatizzeranno i profitti. E la casta dei super dirigenti che ha causato i danni non solo negli istituti di credito ma anche in tutti gli altri settori della società riprenderà, senza dubbio, in mano la situazione. Basti considerare che solo l'altro ieri, nonostante la crisi, Tronchetti Provera abbia dimissionato, il numero uno di Pirelli Real Estate con una buonuscita da 14 milioni di euro. Insomma è ovvio, tutto tornerà come prima. Per questo motivo la propaganda del capitalismo globale sta continuando a ripetere la buona notizia, perché sta preparando il terreno alla ripartenza. Soprattutto, come già si vocifera negli alti piani della finanza mondiale, è già tempo di bloccare i troppi controlli sulla gestione dell'economia globale, perché troppi controlli possono distruggerla. Oppure c'è una altra spiegazione a questa incertezza previsionale? Che la crisi abbia incrinato davvero gli equilibri finanziari internazionali e che tale inceppamento possa annunciare dei cambiamenti epocali? Nonostante i continui richiami all'ottimismo, la nostra sensazione è che vi sia una pericolosa mancanza di consapevolezza, da parte dei politici europei, di cosa stia avvenendo nello scenario economico mondiale e che vi sia una certa incapacità di prendere le giuste contromisure. Ed è pure evidente quanto sia in crisi lo stesso sistema finanziario statunitense, causa della attuale crisi mondiale, che pure per anni ha imposto alle altre economie del mondo le proprie regole e spesso il proprio potere politico e militare. Questa vertiginosa instabilità economica potrebbe mutare i rapporti di forza nel mondo? Siamo vicini ad una possibile rivoluzione geopolitica a livello mondiale? Nel secondo numero del " Global Europe Anticipation Bulletin " di marzo si legge che il mondo sta per entrare in una crisi di proporzioni storiche, dichiarando non solo la fine del liberismo attuale ma anche un possibile cambio geopolitico mondiale. I dati presentati sostengono che la crisi degli USA condurrà ad una depressione senza precedenti che addirittura potrebbe essere definitiva. Secondo tale documento rimane poco tempo anche perché finora i governanti si sono occupati solamente dei sintomi e degli effetti secondari. Se i capi politici europei non riusciranno entro pochi mesi a prendere decisioni concrete ed innovative, la crisi sarà totale. Le conseguenze di questa indecisione si ripercuoterà sull'intero sistema politico internazionale fino alla impossibilità di controllare il destino dei 6 miliardi di cittadini del mondo...
 

 

19/05/2009


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