NOTIZIE 2008

 

CALA IL SIPARIO SUL G8


Ricette “salva-mondo”

Il G8 2009, che si è concluso con la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha esposto i contenuti del Chair’s Summary. Il vertice che si è tenuto nella città de L’Aquila, nella giornata conclusiva del 10 luglio, ha spaziato su diversi temi: dalla solidarietà verso la popolazione dell’Abruzzo gravemente colpita dal terremoto del 6 aprile, alla discussione delle sfide legate alla crisi economica, alla povertà, al cambiamento climatico e alle questioni politiche internazionali. I leader dei Paesi del G8 hanno concluso dichiarandosi sicuri di condividere una visione comune per un’economia mondiale aperta, innovativa, sostenibile ed equa. Infatti, gli otto “Grandi” della terra hanno autorizzato con un atto a sorpresa dell'ultimo momento lo stanziamento di 20 miliardi di dollari in 3 anni per sostenere lo sviluppo rurale nei paesi poveri. Il Fondo prevedeva inizialmente la somma di 15 miliardi.
Ma per la popolazione de L'Aquila, il summit ha rappresentato niente altro che un’immane trovata propagandistica, che non sarà di alcun aiuto né agli africani, né ai truffati correntisti e né tantomeno ai terremotati aquilani. Sicuramente il vertice è stato, invece, l’occasione per poter salvare le facce dei “Grandi” della terra. Le popolazioni nelle tendopoli abruzzesi non hanno più né voglia, né pazienza di continuare ad ascoltare gli “illuminati” della politica che con arguta favella propongono soluzioni per ogni male che vessa il nostro pianeta, dalla fame del mondo all’inquinamento. La richiesta è una sola e proveniente da una voce unanime: “case subito e costruite con criteri antisismici senza speculazioni”. L’inutile sfilata dei big del mondo nella terra abruzzese suona, quindi, come l’ennesima presa in giro per persone che chiedono solamente ciò che aspetta loro di diritto ossia una casa antisismica.
Al di là della demagogia, del dono della Merkel alla cittadina di Onna, ciò che rimane è un popolo sdegnato e stanco. I fondi stanziati dal governo sono insufficienti per le necessità sociali e vengono assegnati ai soliti noti speculatori pronti ad avventarsi come avvoltoi sulla ricostruzione dei danni del sisma: è ben nota in Italia la collusione tra politica, banche e palazzinari perché, quindi, L’Aquila dovrebbe rappresentare un’eccezione?
Nel momento in cui le luci si spengono e il sipario cala sul G8, è corretto domandarsi se ancora si avrà la voglia, lontano dai riflettori di stampa e tv, di adoperasi affinché le case dei terremotati siano finite nei tempi prestabiliti e affinché i lavori per il G8 alla Maddalena siano terminati. Questi ultimi, per il momento, hanno comportato, solamente, un vero e proprio scempio ambientale a causa della assoluta mancanza di un serio piano di risanamento del territorio maddalenino. Il pericolo che incombe è che l’Italia beva dal Lete, facendo dissolvere nell’oblio ciò che oggi sembra un impegno cogente. Oltre che per le illusorie parole di buona volontà, il G8 ha brillato per l'assoluta assenza di utilità, per l'utilizzo pletorico di retorica che serve a coprire le ignominiose malefatte che da decine d'anni opprimono il continente africano, nascoste dalle dichiarazioni d'intenti apparentemente positivi. Dietro le politiche altruistiche spesso si celano gli interessi economici o, più esattamente, dei mercati finanziari e commerciale degli Stati Uniti e del suo codazzo di Stati imbelli e servili.
Sembra assurdo ma oggi chi ha fallito e ha mandato al collasso il pianeta pretende di dare ricette “salva-mondo”. In Africa, le grandi ambizioni seguite all’indipendenza coloniale sono rimaste irrealizzate e il continente piomba sempre più nella miseria, con redditi che scendono e il tenore di vita che si abbassa. Se la globalizzazione e la “grande” finanza internazionale non è riuscita a diminuire la povertà, non è riuscita neppure ad assicurare la stabilità. L’Occidente, con gli Stati Uniti alla guida, ha persuaso i paesi africani e asiatici, l’India, la Cina e il Sud America che il nuovo sistema economico avrebbe portato loro una prosperità senza precedenti. L’unica cosa che si è stati in grado di apportare senza precedenti è stata la povertà e la corruzione dei governi locali in cui questi paesi sono sprofondati. Gli Stati Uniti hanno sempre tenuto in mano le redini della globalizzazione facendo ben attenzione a trarne il massimo dei vantaggi, a spese del mondo in via di sviluppo.
Oltretutto, i banchieri occidentali, araldi della nuova economia, hanno mandato a rotoli milioni di piccoli risparmiatori a causa della loro cupidigia senza soluzione di continuità, e cosa ancor più infame, senza pagarne le dovute sanzioni. Alla fine della fiera del G8, è evidente che il mondo che si prospetta è abietto e autoreferenziale, ossia chi ha colpa non paga ma anzi dà consigli e chi paga innocentemente è la prossima vittima da immolare sull’altare del libero mercato: nazionalizzare le banche con i soldi di incolpevoli contribuenti dopo che le stesse banche hanno giocato sporco con i soldi di ignari correntisti, non sembra la soluzione a cui anelare. Nazionalizzare sì, ma con un’etica di Stato in cui lo Stato non sia solo forma ma anche contenuto, quindi converrebbe discettare di socializzazione più che nazionalizzazione. Il banchiere americano Madoff, (a quale origine apparterrà mai costui?) è stato condannato a 150 anni, un ergastolo rafforzato anche senza tener conto che il brigante finanziario ha 71 anni, per aver orchestrato una enorme frode che ha rubato agli investitori 65 miliardi di dollari dei loro risparmi. Ma sarà in grado il nostro prode Obama a far piazza pulita di tutti i Madoff ancora in circolazione o anche il nuovo eroe stelle e strisce dovrà rendere conto al grande capitale internazionale?


Andrea Colavecchia

 

 

I Paesi del G8

 

I Paesi Bric

 

17/07/2009


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