NOTIZIE 2008

 

IL TRATTAMENTO DEI PRIGIONIERI TALEBANI

X-RAYS FIELD, CIAK SI GIRA

 


Sono d’accordo anch’io con le reazioni di sdegno suscitate dal trattamento riservato dagli americani ai loro prigionieri di Al Qaida. Non si fa così.
Prima hanno bombardato con gli aerei alcune centinaia di prigionieri che, rinchiusi nel carcere di Mazar-i-Sharif, erano riusciti non si sa come a mettere le mani su armi da prima linea complete di munizioni, e si erano ribellati: esito, forse sino a 600 di loro morti, uccisi da quelle macchine
per fare macerie che sono le cannoniere volanti americane, i C-130 da trasporto equipaggiati con artiglieria a tiro rapido. Poi hanno cominciato a collocare questi prigionieri nel campo di concentramento che hanno creato apposta nella loro base di Guantanamo, l’enclave di Cuba, spedendoli per il lungo viaggio a gruppi di dozzine, incatenati in fila per i piedi e imbottiti di psicofarmaci ma non - si teme - di antidiarroici; nel campo staranno in gabbie metalliche nude, liberi di scaricare attraverso il pavimento ma esposti alle più piogge ed evaporazioni quotidiane dei tropici e - il campo si chiama appunto “X-Rays”, “Raggi X” - alla luce continua, del sole di giorno, un sole così caldo da fare il tè e qualche volta da cuocere le uova nel tegamino, e dei riflettori puntati di notte. Qui, gli americani hanno anche candidamente anticipato, gli inquilini delle gabbie saranno interrogati tutti i giorni: dovranno diventare canarini canterini.
I prigionieri di Al Qaida sono dunque torturati dagli americani, che magari li hanno anche provocati a Mazar-i-Sharif per avere la scusa di ammazzarne subito un po’ in santa pace, e la stampa stigmatizza: E’ contro la Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra! Massimo Fini in particolare ha steso un bel pezzo al riguardo, che ho letto sul
Resto del Carlino, facendo notare la crudeltà degli americani e il loro disprezzo delle regole.
Sì, c’è da scandalizzarsi e io appunto mi associo. Però anche mi faccio una domanda. Mi chiedo: se gli americani volevano diciamo pure torturare i loro prigionieri di Al Qaida, non avevano forse il modo di farlo senza che nessuno se ne accorgesse?

Certo che potevano: li portavano, sotto le telecamere, azzimati e riveriti nei loro lager (prego favorisca signor Talebano!) e una volta nell’impenetrabile luogo, dietro il filo spinato, le reti elettrificate, i cani e le torrette con i fari, potevano infierire a volontà, a soddisfazione, e anche George e Laura Bush invece che al golf potevano andare là nel week-end, a strappare personalmente unghie e a spappolare testicoli. Anche la mattanza di Mazar-i-Sharif: potevano
rimandarla. Invece hanno battuto la grancassa, quasi si sono messi a urlare ai quattro venti, guardate cosa facciamo ai Talebani prigionieri! Sino a che inevitabilmente la Croce Rossa Internazionale ha disposto una ispezione ufficiale del campo “Raggi X” di Guantanamo. Perché? Forse perché lo dice il copione. Pensiamoci. Magari è vero che l’attacco alle Torri Gemelle è stato inaspettato e compiuto da Bin Laden attraverso la sua Al Qaida e con la benedizione del mullah Omar. Magari le cose andarono proprio così. Ma può anche essere che si sia trattato di un autoattentato, e cioè che sia stato lo stesso governo americano - sotto la forma naturalmente di un comitato segreto di vertice - ad organizzare l’attacco, per avere una nuova Pearl Harbor che offra il pretesto di fare certe cose ritenute essenziali per la ristretta oligarchia che comanda il Paese. Le ragioni che inducono a tenere in viva considerazione questa eventualità sono già state esposte in precedenza su questo stesso giornale e, anche, adesso non interessano. Ciò che interessa ora è che c’è la possibilità che si tratti di tutta una manovra, di tutta una finzione, la quale allora avrà certi e vari scopi ma che certamente si basa su di un dato nodale: che gli USA sono stati aggrediti. E se sono stati aggrediti dovranno COMPORTARSI da aggrediti.
In breve, si tratta di recitare un film, che comincia con l’attacco alle Torri e poi va avanti. E gli americani, voi me lo insegnate, sono i maghi di Hollywood, sono degli sceneggiatori e degli attori eccezionali, capaci di rendere verosimili le storie e le situazioni più assurde. Se la parte dice che gli USA sono stati aggrediti voi potete stare certi che ci crederete: saranno degli aggrediti perfetti. E certamente lo sono stati. Hanno pianto e gridato, ma immediatamente si sono ricomposti in una fredda determinazione di giustizia, anche venata di vendetta ma sì, è umano. Si sono chiesti chi poteva essere stato e l’hanno trovato subito, perché sono organizzati e all’avanguardia tecnologica. Hanno chiesto la consegna del colpevole rudemente, facendo trapelare da tutti i pori il desiderio che fosse rifiutata per poter colpire: ma sì, era comprensibile. Hanno bombardato finalmente, senza nascondere il compiacimento: erano o non erano stati aggrediti loro per primi? E poi, quando hanno messo le mani su dei prigionieri, è ovvio che li
hanno maltrattati e che un po’ li hanno subito fatti a pezzi: erano o non erano FURIOSI nei loro confronti? Certo che lo erano e, ecco il punto, si è VISTO.
In conclusione, facciamo pure notare la crudeltà degli americani nei riguardi dei Talebani catturati, e di come manchino, questi abituali criminali di guerra, questi assassini, di rispettare anche la Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri. Facciamolo notare, perché è tutto vero. Ma stiamo bene attenti a non prendere questo atteggiamento come prova a supporto della loro versione dei fatti. Esso può in effetti, come ho appena dimostrato, essere prova dell’esatto opposto.

John Kleeves

 
28/01/2009


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