NOTIZIE 2008

 

A MARGINE DI UNA CONFERENZA SUL RAZZISMO

di Dagoberto Husayn Bellucci


Il fragore suscitato dalle legittime, realistiche e 'pertinenti'
dichiarazioni anti-israeliane del Presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, in
occasione dell'assise internazionale delle Nazioni Unite contro il Razzismo ci
impongono una riflessione 'doverosa' sulla natura del Sionismo, quale movimento
politico e organizzazione/entità statale d'esproprio territoriale della
Terrasanta palestinese, e sulla 'valenza' del cosiddetto "antisemitismo" ovvero
della dicotomia radicale esistente tra universo giudaico e resto del pianeta.

Non staremo in questa sede a commentare i comportamenti tenuti dai ministri
degli Esteri e dai delegati dell'Unione Europea presenti a Ginevra nè ci
'interessa' quali siano state le reazioni suscitate dalle parole del Capo di
Stato iraniano o le dichiarazioni di esponenti più o meno 'autorevoli' delle
diverse kehillah 'sparpagliate' per il Vecchio Continente , basti e avanzi
rilevare l'alto tasso di kippizzazione al quale è arrivata la politica europea
'sbracatamente' prona ai diktat sionisti e servile in qualsivoglia occasione a
sostenere i desiderata della lobby kosher.

Ahmadinejad ha dichiarato che "Israele" è uno "stato razzista", che ha
occupato i territori della Palestina storica mediante il ricatto dell'olocausto
e attraverso il terrorismo, perpetrando crimini efferati dalla sua costituzione
fino ai giorni nostri e , per aver affermato queste lapalissiane verità - dati
di fatto incontrovertibili e indiscutibili sotto qualunque profilo storico,
etnico-razziale, religioso, culturale e politico - , è stato additato dai
censori dalla stella di Davide di ogni latitudine all'esecrazione mondiale,
etichettato quale novello Hitler e dittatore di uno "stato canaglia", la
Repubblica Islamica dell'Iran , contro il quale - parole del presidente
israeliano Peres e del premier Nethanyauh (due terroristi responsabili dei
massacri in Libano e Palestina di centinaia di innocenti e mandanti di crimini
perpetrati dal Mossad contro esponenti della Resistenza in Palestina e in altri
Stati arabi) - si ipotizzano "ritorsioni" manu militari ...anni di 'minacce'
inutilmente rivolte al vento anche perchè , sia detto per 'inciso', non c'é
trippa per i gatti... interminabile sequela di demenziali bla bla bal rivolti
da Tel Aviv contro Teheran ai quali siamo, 'oramai', 'abituati'.

Al di là di ciò che blaterano i sionisti vediamo di 'ricapitolare' alcune
brevi analisi circa l'entità criminale sionista. Il Sionismo , movimento della
borghesia ebraica europea sorto alla fine del XIXmo secolo, rappresenta
storicamente l'escrescenza organizzata ideologicamente del tradizionale
messianismo ebraico inteso quale rappresentazione su di un piano ideale
dell'utopistico ritorno ad una terra promessa quale escatologica finalizzazione
dell'anima religiosa ebraica.

Il Sionismo si palesa quale rappresentante dell'ala laico-militarista , di
stampo originariamente socialista, dei settori benestanti delle diverse
comunità giudaiche europee e mondiali. A questo movimento nazionalista,
revanscista, reazionario e dai tipici connotati colonialistici di fine XIXmo
secolo si sono andate sommando altre realtà distinte del Giudaismo: settori
oltranzisti 'religiosi', 'raccattati' in particolar modo tra gli ebrei
askhenaziti dell'Europa orientale, ambienti della finanza ebraica mondialista,
settori del sotto-proletariato ebraico e ambienti della sinistra sionista.

Inutilmente riproponiamo le dichiarazioni dei principali esponenti del
Sionismo - da Theodore Herzl ai più recenti Tzipi Livni o Ehud Barak avremmo un
secolo abbondante di atavico odio e la continua rivendicazione e legittimazione
del terrore quale strumento di 'normalizzazione' dei rapporti di forza con il
mondo arabo - che peraltro sono disponibili sia in rete ('tanto' c'é "Internet"
che vi 'dice' chi siete , cosa siete, che cazzo fate e che cazzo farete ...
'tze') che in diversi peraltro utilissimi testi di analisi tra i quali
ricordiamo e 'consigliamo' l'ottimo lavoro di Roger Garaudy sui "miti fondatori
della politica israeliana" disponibile per le edizioni Graphos di Genova.

Sarebbe la 'conta' delle cazzate in serie messianico-scioviniste distribuite
nel corso di un secolo abbondante dai portavoce , più o meno 'delegati' (il
vero potere risiede nel Kahal = il Gran Sinedrio ebraico, istituzione
sovranazionale, semi-occulta o 'discreta' per dirla con Jacques Bordiot e
responsabile della direzione su scala internazionale degli affari del Giudaismo
mondiale) , di "Israele".

Ciò non di meno risulterebbe 'conforme' considerando l'incredibile serie di
palesi affermazioni di chiaro stampo xenofobo (non 'razziale' si badi 'bene' la
'differenza' per chi ci 'arriva') dei principali esponenti - laici o religiosi
- del movimento sionista: sono gli ebrei per primi a parlare apertamente di
razza ebraica, di nazione ebraica a rivendicare una superiorità razziale ed
etnica rispetto al resto dell'umanità non ebraica. E sono gli stessi ebrei a
legittimare questo fanatismo razziale su base religiosa. Essi hanno elaborato e
diffuso per oltre un secolo queste farneticazioni al solo scopo di raggiungere
i propri obiettivi perseguiti instancabilmente dalla politica sionista e
necessari a dare una base 'spirituale' , meglio 'sacrale', alla creazione di un
emporio terroristico che ha scatenato da sessant'anni tutte le forme possibili
di violenza contro i vicini arabi elaborando qualunque dispositivo
segregazionista e suddividendo la stessa popolazione ebraica in cittadini di
serie "a" e di serie "minori" come si è visto nel caso degli ebrei etiopi
falasha , manodopera operaia o addetti alla repressione militare anti-araba
('sgherri' e aguzzini di 'complemento') considerati dal Tribunale Supremo dei
Culti Religiosi alias Rabbinato di Gerusalemme "impuri" o non propriamente di
"razza pura". Ci sono poi le coppie miste che in "Israele" non se la passano
affatto bene: oltre 15mila soggetti costretti, tra l'altro, a convolare a nozze
nella vicina isola di Cipro perchè per la religione razziale ebraica questi
'incroci' sono - prim'ancora che sconsigliati e aborriti - o rappresenterebbero
dei veri e propri suicidi e atti contrari all'esclusivismo del sangue dei figli
di Sion secolarmente e gelosamente custodito dalle autorità ebraiche.

Gli ebrei hanno ottenuto un focolare nazionale in Palestina e hanno
costituito il loro mattatoio che ammette solo ed esclusivamente elementi di
razza ebraica e sogna l'espulsione di tutti i non ebrei. Il Sionismo con la
creazione dell'entità statale denominata "Israele" si è servito della religione
per avvalorare i due miti fondanti (quello del "popolo eletto" e quello della
"terra promessa") su basi nazionaliste e sulla supposizione dell'esistenza di
un'unica razza ebraica 'pura'.

"Il sionismo cerca di riunire in Palestina tutti gli ebrei del mondo. Un
fatto simile costituisce nel suo genere , un primo precedente nella storia
umana. Ne consegue che il fatto di eccitare i sentimenti religiosi al fine di
creare un nazionalismo illusorio per raggiungere i propri obiettivi , come fa
il sionismo, rappresenta il primo paradosso che tutti devono osservare, perchè
la religione è profondamente diversa dal nazionalismo. La prova del sofisma
circa il concentramento in Palestina degli ebrei del mondo , si rivela nel
comportamento stesso degli ebrei, i quali si rifiutano di avventurarsi in
questo sogno leggendario. Per tale ragione Alain Tailor confermava nel suo
"Israele oggi" che soltanto l'uno per cento degli ebrei degli Stati Uniti erano
emigrati verso la Palestina e che in Israele vivono solo il 20% degli ebrei del
mondo. La religione è un fatto interiore diverso dal nazionalismo e dalla
razza. Tutti gli sforzi compiuti dal movimento sionista internazionale hanno
potuto convincere soltanto una piccola minoranza ebraica ad accettare i propri
obiettivi, che erano causa di catastrofi, stragi e della dispersione degli
arabi, poichè l'arrivo in Palestina di ogni ebreo significa l'espulsione di un
arabo dalla propria terra e la privazione dei più elementari bisogni di vita."
(1)

A maggior ragione se c'é qualcosa di controverso nell'affermazione d'identità
ebraica è storicamente l'incertezza che regna sovrana anche all'interno delle
stesse comunità giudaiche circa 'origini' e ''discendenza' di molti esponenti
dell'ebraismo mondiale, della 'purezza' del sangue - per fare un solo esempio -
dei giudei di origine kazhara delle regioni del Volga convertitisi al giudaismo
e dell'accettazione o meno di rarissimi casi di 'conversi' (l'ebraismo esclude
conversioni considerandosi religiose su basi razziali).
Esiste anche in proposito un mito da sfatare quello del "popolo eletto" in
quanto "puro" per 'discendenza': gli ebrei , sparsi tra i popoli nei periodi
diasporici , si mescolarono con altri popoli come del resto fecero tutti i
popoli del globo terrestre. Ciononostante l'affermazione, reiterata ad ogni
occasione, di una purezza del sangue (...non 'esiste'...al massimo hanno 'emo-
contaminato' altrui popoli...) ebraico resiste.

L'Enciclopedia Britannica (Vol. 12 p. 1054-1965) definisce i termini di
"razza ebraica" così: "Le verità rivelate dall'antropologia naturale dimostrano
, in contrasto col punto di vista generale, l'inesistenza di una razza ebraica"
con buona pace degli assertori di una 'purezza razziale' giudaica peraltro
fortemente 'inquinata' da processi storici, dinamiche emigratorie, conversioni
più o meno (ed anche più o meno 'vere') forzate ad altri culti e tentativi -
deprecabilissimi - di "arianizzazione" di soggetti ebrei.
Noi insistiamo a sostenere l'esistenza di uno 'spirito' ebraico che pervade
di sè l'anima dei popoli non ebraici e rappresenta il principale veicolo
d'infezione anti-tradizionale.
Gli ebrei , per quanto ci 'concerne', non hanno una 'storia' , nè una
'direzione' (escludendo quella discendente di tipo sovversivo) o per esser più
'chiari' 'questi' non sanno da dove vengono, da quanto 'vagano' , dove vanno e
a 'malapena' (...ne 'dubitiamo' fortemente...) , 'forse', arrivano a 'sapere'
che cazzo vogliono.

Nei confronti del mondo non ebraico in Terrasanta i sionisti considerano
necessaria la tabula rasa: una sorta di soluzione finale al 'rovescio' ovvero
la disintegrazione dell'identità nazionale palestinese e la soppressione
dell'autorità araba sui territori che essi considerano biblicamente parti
integranti del loro "focolaio nazionale" (i cui confini non casualmente non
sono mai stati 'fissati' da alcun esecutivo israeliano e dunque sono 'labili'
in vista di eventuali , future, occupazioni militari) ossia le terre comprese
dal Nilo all'Eufrate 'sogno' dell'Eretz Israel della Grande Israele biblica
come 'disegnato' sullo straccio nazionale che hanno issato quale drappo
identitario (le due strisce azzurre rappresentanti appunti i due fiumi al
centro dei quali si 'situa' la stella di Davide anche noto come Sigillo di
Salomone).

Note -
1) AaVv - "Il sionismo è un movimento razzista ed espansionista" - ediz.
"East" - Roma - 1.a edizione 1971;


30/04/2009


pagina di alzo zero

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