NOTIZIE 2008

 

George W. Bush dovrebbe essere arrestato a Calgary in Alberta, e giudicato per crimini internazionali?

La costruzione dell’impunità attraverso la propaganda.


Di Anthony J. Hall


Traduzione a cura di Stella Bianchi

Mondialisation.ca.

Per troppi anni ,diversi sociologi hanno battuto ogni percorso partecipando ad una campagna di propaganda che mirava a denigrare ogni critica alla politica degli Stati Uniti assimilandola ad una fascinazione patologica delle masse per il complotto.
I tempi cambiano.Nel corso della prestigiosa conferenza annuale di sociologia dell’Università di Winnipeg ,il 6 marzo 2009, il professor Anthony J.Hall si è interrogato sull’impunità dell’amministrazione Bush che gli procura il tabù dell’ 11 Settembre.
Proponiamo qui di seguito la versione sviluppata del suo intervento.

“Gravi affermazioni criminali incombono sull’ex presidente degli Stati Uniti ,George W.Bush e sull’attuale presidente del Sudan ,Omar al-Basir.A fine febbraio 2009 è stato riferito che la Corte
Penale internazionale basata all’Aja , si prepara ad emettere un mandato nei confronti di al-Bashir relativo la sua presunta colpevolezza in crimini di guerra,crimini contro l’umanità e genocidio.
Mentre questi documenti erano in corso di preparazione contro il capo dello stato del Sudan ,l’ex presidente Bush si preparava a lanciare una serie di conferenze remunerate con inizio a Calgary, nello stato di Alberta, in Canada, il 17 marzo.La visita di Bush nella capitale petrolifera di Alberta
figura come un test di coerenza e di autenticità della posizione “senza equivoco” del governo canadese ,secondo la quale “il Canada non è e non sarà mai un rifugio sicuro per le persone implicate in crimini di guerra, crimini contro l’umanità o altri reprensibili atti”.
Il contrasto tra i trattamenti accordati a Bush e al-Bashir è stato messo in evidenza quasi
inavvertitamente da Geoffrey York, un collega con il quale mi intrattenevo spesso quando
eravamo tutti e due corrispondenti regolari del quotidiano Globe and mail, quasi 20 anni fa sulle peripezie di affari autoctoni del Manitoba che, a più riprese divennero argomenti che captavano l’attenzione nazionale.Nel suo servizio sugli indizi riservati contro al-Bashir, York scriveva:”Per la prima volta nella storia un tribunale penale internazionale si accinge ad emettere un mandato di arresto contro il capo di uno stato , accusandolo di orchestrare una campagna di omicidi, di torture e di stupri”.Il giornalista stimava che l’iniziativa della CPI “sarebbe stata accolta da molti come un segno che nessuno non è al disopra della legge”.
Il contrasto schiacciante tra il trattamento di al-Bashir e quello di Bush serve a chiarire la divisione che esiste tra il mondo dei criminali(o presunti tali) in due grandi categorie : la prima costituita da una piccola élite essenzialmente al disopra della legge e la seconda costituita da persone non sufficientemente ricche e neppure influenti per affrancarsi dalla forza coercitiva della legge.
Non è senza ironia che sono arrivato a questa conclusione.Da un lato la decisione del CPI di intentare dei procedimenti giudiziari contro al-Bashir così come di aprire un vero processo contro il capo della guerra congolese Thomas Lubaga Dyilo nel gennaio 2009 sono i segnali di una estensione maggiore della CPI.
Il tribunale non è un semplice portavoce dell’espressione vuota di nobili ideali ma piuttosto il luogo di un vero impegno che mira a sottomettere la norma dell’omicidio, della mutilazione e dell’intimidazione all’autorità superiore del diritto.

D’altra parte,designando con la sua prima azione giuridica , la responsabilità dei potentati locali d’Africa in quelle regioni che soffrono , luogo in cui spesso dominano i cartelli delle materie prime e i loro regimi clientelari, la CPI ha evidenziato soprattutto l’ipocrisia dell’Occidente che protegge i suoi signori e profittatori di guerra in seno al complesso militare ed industriale da ogni responsabilità giuridica per gli atti di violenza dei suoi agenti.Questi ultimi regolarmente pianificano ,istigano,finanziano,armano,facilitano e si impegnano in questo sfruttamento.Essi appartengono a ciò che viene chiamato settore privato.In effetti la doppia misura promossa dal CPI nella scelta degli obiettivi in materia di procedimenti giudiziari è solo la ripetizione sulla scena internazionale della grande duplicità del sistema di giustizia penale negli Stati Uniti.

Come lo illustra brutalmente la proporzione iniqua e scandalosamente elevata di Neri stipati nelle prigioni privatizzate della superpotenza in declino le forze dell’ordine e della giustizia ,in tutta evidenza fanno bella mostra di sforzi sproporzionati per criminalizzare gli Afro-americani poveri,avendo cura di escludere dalla loro attenzione gli abitanti delle periferie nella prima zona di cintura delle grandi città, gli abitanti di pelle chiara e le enclave ancora più rare di estrema ricchezza.
Le autorità incaricate all’applicazione del nuovo diritto internazionale si limiteranno a processare i responsabili delle bande nel ghetto continentale dell’Africa guardando altrove quando si tratta di organizzazioni criminali più globali le cui sedi sono situate nel Nord America, in Europa, in Israele e sempre più in Cina, in India e in Russia.

Se la fama di Omar al-Bashir è lontana dall’essere internazionale,George Bush è uno degli uomini più conosciuti al mondo .In effetti,durante tutti gli otto anni della sua disastrosa presidenza ,Bush è riuscito a rendersi odioso a tutto il pianeta.E’ ampiamente detestato per le sue decisioni politiche così come per l’accostamento a falchi bellicisti, a corsari del capitalismo ai propagandisti di menzogna,agli evangelici fanatici ,agli usurai ,agli spostati difensori della tortura e ai generali psicotici che formavano la sua cerchia ristretta.Un largo strato dell’opinione pubblica mondiale vede quest’uomo discreditato, come l’incarnazione di qualcosa di ben peggio che un esecrabile amministratore.Essa considera il 43’ presidente degli Stati Uniti come un individuo rozzo e irrispettoso delle leggi .
In effetti, molti vedono a giusto titolo Bush come un deviato patologico che nutriva il fantasma delirante della sua potenza la cui funzione gli dava ogni potere .Di fatto egli autorizzava le forze armate del suo paese e le compagnie private di mercenari a commettere massacri, sparizioni e le peggiori torture di ampiezza genocidiaria.

Questa visione molto popolare si rifà ad un numero crescente di studi giuridici universitari che utilizzano elementi di prova già disponibili nella sfera pubblica per stabilire che George Bush e i suoi subalterni hanno violato molte leggi naturali e internazionali, compresa la Convenzione di Ginevra e le istanze dell’Onu che proibivano la tortura.
Philippe Sands,Francis Boyle e il professor Michael Mandel della Osgood Hall Law School, tre dei giuristi internazionali tra i più attivi, hanno dimostrato che George Bush e il suo gabinetto di guerra avevano trasgredito il diritto internazionale a più riprese.
Di fatto, è lunga la lista dei giuristi che cercano di condurre l’ex presidente davanti alla giustizia.Con il suo nuovo libro The prosecutor of George W.Bush for Murder, Vincent Buglioli ex procuratore nell’affare Charles Manson, aggiunge la sua voce alla folla:

“Tenuto conto della sostanza e dell’estensione della documentazione raccolta per incolpare Bush e gran parte dei suoi principali luogotenenti per crimini nazionali e internazionali, la capacità dell’ex presidente di valicare le frontiere internazionali per tenere discorsi in luoghi come Calgary è indicatore di un disagio giuridico degli organismi d’applicazione della legge.
Ma il ruolo di questi organismi è quello di proteggere la proprietà e il prestigio dei ricchi dall’incursione dei marginalizzati e dei poveri?
La legge non diventa una semplice visione della mente se non può ridurre l’utilizzo abusivo della violenza ai fini di inculcare i privilegi e di intimidire il dissenso?
Le autorità della Corona in Canada o il ministero pubblico in altri paesi si solleverebbero per dimostrare il loro rispetto per il potere della legge e della sua applicazione uniforme al presidente come all’indigente, ai coloni come agli autoctoni, ai Bianchi come ai Neri?Come possiamo trascendere i codici, spesso razzisti contenuti nella retorica della legge e dell’ordine ed elevarli alle norme necessarie per il rispetto del primato del diritto?

Si darà mai la possibilità alla realizzazione della verità in un processo che vede,non solo Bush, ma anche Richard Cheney,Donald Rumsfeld,Paul Wolfowitz,Condoleeza Rice e altri rendere conto delle loro decisioni e delle loro azioni nella gestione delle guerre di aggressione?
In quanto principali strateghi , gli industriali delle armi e del petrolio , i proprietari di società di mercenari e i loro lobbisti e propagandisti, la piuparte di questi individui insomma, hanno contribuito ad edificare i piani di questo progetto per un nuovo secolo americano, cioè la privatizzazione della nostra economia basata sul terrore e le false giustificazioni per le sedicenti “guerre preventive”.
Un anno prima del l’ 11 settembre, il PNAC annunciava il bisogno “di un nuovo Peral Harbor” , per creare il clima d’isteria necessario alla realizzazione degli obiettivi e dei suoi finanziatori.
Il progetto più ambizioso di tutti era la creazione di un pretesto per prendere il controllo delle risorse petrolifere in Irak e in tutto il Medio Oriente.


Immaginare il mondo retto dal diritto internazionale.

Da diverse generazioni , è stato stabilito il principio che tutti i popoli del mondo e i loro governi debbano riconoscere l’interesse comune della competenza universale quando si tratta di affrontare la più alta forma di criminalità.
Al suo rientro dall’Africa nel 1890,George Washington Williams,un missionario nero degli Stati Uniti,ha contribuito a stabilire il pensiero legale in questa direzione.
Siccome Williams cercava dei termini molto significativi per descrivere le violazioni dei diritti dell’uomo di cui era stato testimone nello Stato libero del Congo di re Leopoldo, trovò l’espressione “crimini contro l’umanità”.
Nel 1944 Raphael Lemkin un ebreo polacco sfuggito all’orrore nazista in Europa , rifacendosi alla propria esperienza per consolidare il vocabolario della criminalità internazionale coniò la parola “genocidio” per poter far avanzare il progetto di trattare i crimini gravi al punto tale da compromettere la sopravvivenza di una parte della famiglia umana.
In tutto il mondo , Lemkin si è battuto per non dare rifugio o immunità a coloro che fossero implicati nell’eliminazione di gruppi nazionali, etnici, raziali o religiosi; meccanismi ai quali egli aggiunge anche il genocidio culturale.
Lemkin ha contribuito ad aiutare le delegazioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite nello stabilire nel 1948,la Convenzione sulla prevenzione e la repressione del crimine da genocidio.
Questo pilastro fondamenatale del diritto internazionale è stato adottato dagli Stati Uniti solo nel 1989.

All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, il governo statunitense è stato percepito per breve tempo come il più grande campione del principio che coloro che commettono i casi più elvati di criminalità internazionale devono essere ritenuti individualmente responsabili come persone.
Questa breve convergenza del pragmatismo e dell’idealismo è stata messa in opera ai processi giuridici di Norimberga e di Tokio ,processi in cui alcuni gestori del disciolto Asse sono stati giudicati di fronte ai tribunali militari internazionali.
Descrivendo i suoi obiettivi al Presidente statunitense Harry Truman il procuratore generale del governo degli Stati Uniti a Norimberga Robert Jackson ha spiegato che era giunto il momento di stabilire chiaramente “che la guerra d’aggressione è illegale e criminale”.Secondo lui , una tale attività ivi comprese le campagne “di sterminio,di assoggettamento e di deportazione dei civili” costituivano dei “crimini internazionali” per i quali “ gli individui sono responsabili”.
Presentando un’argomentazione davanti ai giudici ,Jackson ha sottolineato l’importanza di andare aldilà di ogni vecchia linea di difesa che aveva fornito “un’immunità per tutte le persone implicate nel più grande dei crimini contro l’umanità e la pace”
“un così grande ambito d’irresponsabilità” non potrebbe più essere “tollerato” perché “la civiltà moderna mette armi di distruzione illimitata nelle mani degli uomini.”.

Il vocabolario utilizzato dai giudici di Norimberga nella determinazione della pena dei condannati nazisti sottolinea che “il fatto di avviare una guerra d’aggressione non è solo un crimine internazionale ; è il crimine internazionale supremo che si distingue dagli altri crimini di guerra solo perche’ racchiude tutto il male accumulato dall’insieme.
”Le motivazioni di Norimberga sono state affinate e adottate nel 1950 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite come principi che includono , precisamente la natura stessa degli atti illegali conosciuti per aver avuto luogo ,ad esempio ad Abou Ghraib e a Guantanamo sotto la presidenza di George W.Bush.
I principi di Norimberga dividono la criminalità internazionale in tre categorie: i crimini contro la pace, , i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità.
Uno di questi principi sancisce che “il fatto che l’autore di un crimine internazionale ha agito in qualità di capo di stato o di funzionario non svincola la sua responsabilità in diritto internazionale.”

Per quanto la Corte penale internazionale rappresenti un nuovo recente supporto all’infrastruttura giuridica del diritto penale internazionale,essa si rifà alle speranze, agli ideali e alle tradizioni che hanno profonde radici in molte società in cerca di giustizia.
Malgrado i suoi problemi e le sue lacune, la CPI è la migliore espressione di un tentativo che mira ad implementare un gran numero di proclami e le più commoventi dell’umanità che annunciano l’uguale dignità di ogni vita umana come definita nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
La CPI è stata creata al seguito di uno studio delle Nazioni Unite per diventare una vera entità quando con lo Statuto di Roma nel 1998, il tribunale ha acquisito una forma istituzionale nel 2002.
Conta attualmente 108 Stati membri tra i quali il Canada , con 40 Stati supplementari sul punto di ratificare lo statuto di Roma.

I governi della Russia, dell’India e della Cina si oppongono alla corte penale internazionale
Il presidente Bill Clinton ha firmato il trattato di Roma a nome del suo governo ma il presidente Bush ha annullato la firma del suo predecessore nel 2002 nel quadro dei suoi vasti e molteplici sforzi miranti a escludere gli Stati Uniti da svariati accordi multilaterali.
Ma la CPI resta solo la migliore speranza per il futuro o è il pietoso fallimento degli Stati Uniti a tutt’oggi per difendere e far rispettare il primato del diritto internazionale che ci porta ad uno stadio in cui l’umanità deve tentare altre cose?
Siamo dunque arrivati ad un preciso punto nell’evoluzione della comunità mondiale in cui s’intravvede la necessità di far prender forma a queste strutture giuridiche per cui i funzionari potrebbero applicare la loro competenza adottando il diritto penale internazionale attraverso una sorta di cittadinanza condivisa dell’umanita?



Calgary e il Congo.

C’è in gioco molto più di ciò che si discerne immediatamente dalla decisione di George Bush di accettare un invito a rivolgersi ad una platea di imprenditori riuniti a Calgary dalla Camera di Commercio locale.
SecondoDavid Taras,professore di scienze politiche all’università di Calgary,bisogna vederci una strategia dell’ex presidente degli Stati Uniti per iniziare il processo di riabilitazione della sua immagine presso il pubblico di quella città”molto conservatrice e filo americana”.
Qualcuno ha soprannominato Calgary la “Huston del nord”, un soprannome che non tiene conto del carattere reale della città.
Calgary è in effetti quasi una colonia economica di Huston e di Dallas e ,in una certa misura, lo è anche politicamente e culturalmente.
Gran parte dei suoi abitanti sono emigrati dalTexas o hanno dei parenti che hanno viaggiato verso il nord dallo Stato dell’ex governatore Bush.
Calgary è la base politica e la circoscrizione del governo minoritario dell’attuale amministratore del Canada, il primo ministro Stephen Harper.
Nel 2001, Harper e alcuni dei suoi più vicini consiglieri della provincia hanno nettamente esposto le loro posizioni piene di pregiudizi, quando hanno preconizzato la costruzione di un “para-fuoco” intorno ad Alberta per proteggere le sue risorse petrolifere e le sue agenzie dell’autorità costituzionale del governo nazionale del Canada.

Durante gli ultimi otto anni, Harper ha agito più o meno come il principale detentore del marchio di fabbrica Bush nel governo del Canapa.
In quanto capo dell’opposizione , Harper a rimproverato il Primo ministro Jean Chrétien di non impegnare le truppe canadesi nell’invasione anglo-US durante l’occupazione dell’Irak.
Harper ha lavorato in stretta collaborazione con l’ex primo ministro di Alberta, Ralph Klein, opponendosi al protocollo di Kyoto sul cambiamento climatico mondiale.
I due hanno ripreso per conto loro il discorso politico sviluppato dalla società di consiglio e pubbliche relazioni,Burson-Marsteller.
Il settore di questa società a Calgary è la National Public Relations i cui “ incaricati di comunicazione verdi” hanno creato delle organizzazioni di facciata, come la Canadian Coalition for Responsible Environmental Solution.

David Frum è stato uno dei più zelanti dell’asse ideologico che allinea Alberta alle idee e allo staff della Casa Bianca di Bush.
Prima che Frum divenisse uno dei principali propagandisti della “guerra contro il terrore” di George Bush, questa icona dei neoconservatori aveva guadagnato i suoi galloni lavorando al giornale libertario Alberta Report dell’evangelista Ted Byfield.
Frum è largamente accreditato a destra per aver contribuito a rinnovare la condanna dell’ “Impero del Male” di Ronald Regan, attraverso l’elaborazione della formula “Asse del male”.
George Bush la rese celebre includendola nella sua propaganda di guerra d’aggressione nel suo discorso presidenziale sullo Stato dell’Unione nel gennaio 2002.

Di conseguenza numerose sono le forze della storia che convergono alla maniera di cui Bush sara ricevuto dai funzionari dell’immigrazione e del ministero della Giustizia, quando atterrerà all’aeroporto internazionale di Calgary
Il 23 febbraio 2009 , un’organizzazione che portava il nome degli avvocati contro la guerra, ha avvisato i funzionari , compreso il primo ministro Harper e il capo dell’opposizione di Sua Graziosa Maestà che “George W.Bush , ex presidente degli Stati Uniti e comandante in capo delle forze armate statunitensi fosse una persona sospettata di tortura e di altre violazioni flagranti dei diritti umani, di crimini contro l’umanità e di crimini di guerra in un modo credibile”.
Riferendosi a disposizioni molto precise della legge sull’immigrazione e delle sue sezioni particolari relative i crimini contro l’umanità e crimini di guerra, i giuristi hanno precisato perché Bush non avrebbe dovuto essere autorizzato ad entrare nel paese.
Continuano spiegando che , se Bush è autorizzato a penetrare sul territorio canadese , allora dovrebbe essere arrestato da agenti di polizia canadesi.
In appoggio a queste asserzioni, i giuristi citano numerose fonti compresa quella degli elementi di prova tratti da un rapporto interno dell’esercito US terminato nel giugno del 2008 dal generale Antonio Taguba.
Essi, hanno citato allo stesso tempo alcune conclusioni rese a febbraio 2009 dal Relatore speciale alle Nazioni Unite sulla tortura, Manfred Nowak.
Questo responsabile dell’ONU scrive:” Possediamo tutti gli elementi di prova che stabiliscono che i metodi di tortura utilizzati durante gli interrogatori dal governo degli Stati Uniti sono stati espressamente ordinati dall’ex ministro della Difesa americano Donald Rumsfeld….E’ evidente che quegli ordini sono stati dati con piena conoscenza dalle più alte autorità degli Stati Uniti.”.


Esistono numerosi punti di vista canadesi per la diffusione mondiale della tortura ,dalle restituzioni straordinarie ,alle incarcerazioni ingiustificate,ai rifiuti di una procedura irregolare e ad altre violazioni flagranti dei diritti umani che in gran parte dei casi implica in un modo o nell’altro la Casa Bianca di George Bush.
La Gendarmeria Reale del Canada , il Ministero Canadese degli Esteri e il Servizio Segreto Canadese sono implicati con buona parte dei settori del governo statunitense negli eventi che hanno portato alla detenzione e alla tortura in Siria dei cittadini canadesi Maher Arar, Abdullah Almalki,Ahmed El Maati e Muayyed Nureddin.
Il terrore di Stato che si abbattè su queste persone costituisce una piccola parte del regime di non diritto transnazionale risultante dall’affermazione illegale del Presidente degli Stati Uniti della sua competenza giurisdizionale su ogni persona , ovunque nel mondo , che sarebbe designata dal potere esecutivo degli Stati Uniti come combattente nemico illegale.
Questo termine di “combattente nemico illegale” è un’espressione inventata dai consiglieri di George Bush come un dispositivo linguistico che permette al governo mascalzone degli Stati Uniti di sottrarsi alla giurisdizione del diritto internazionale o anche alla sua propria.

Michael Keefer, dell’università di Guelph , ha accuratamente studiato lo zelo del governo di Stephen Harper di riprodurre la strategia di George W.Bush per estendere il ruolo della sicurezza nazionale di stato giocando fino all’isteria la carta della minaccia dell’esistenza supposta di una cellula terrorista islamica locale nella regione del Gran Toronto.
Keefer a rivelato il modo con il quale la GRC ha utilizzato delle “talpe” retribuite che ricevettero parecchi milioni di dollari per la creazione di un insuccesso quando le “accuse si erano già dissolte”.
L’affare ha letteralmente “imploso” dopo che la GRC creò le condizioni politiche affinché il primo ministro Harper potesse diffondere nel 2006 la versione canadese delle teorie allucinatorie di George W . Bush a proposito dell’”odio” immaginario che l’Islam proverebbe nei confronti delle libertà occidentali.
Il tracollo fu severo ma probabilmente non abbastanza per non distruggere le vite a dei giovani traumatizzati ed è andata bene che siano usciti liberi dal tribunale.
Secondo Keefer questo episodio consisteva in una “operazione di propaganda escogitata per rafforzare l’opera fraudolenta di manipolazione psicologica costituita dalla guerra contro il terrorismo susseguita dopo l’11 settembre”.


Il ruolo del governo canadese e di quello statunitense in quanto associati nelle evidenti violazioni dei diritti dell’uomo e del diritto internazionale è illustrato in maniera trasparente nel caso del cittadino canadese Omar Khadr.
Khadr era un soldato bambino di quindici anni in Afghanistan quando l’esercito americano lo arresto’ dopo un violento incidente durante il quale il ragazzino fu ferito due volte.
Poco tempo dopo questo episodio controverso ,Khadr fu trasferito nel tristemente celebre CXamp X-Ray di Guantanamo a Cuba.
Il primo ministro Stephen Harper ha utilizzato l’affare per affermare pubblicamente la sua volontà di subordinare la supremazia del Canada alla cultura della dominazione militare dell’America di George W.Bush .
A differenza degli amministratori di altri paesi occidentali che sono intervenuti con successo per far liberare i loro concittadini da Guantanamo, Harper se ne è fatto un punto d’onore di non richiedere alle autorità americane, il rientro nel paese di nascita di Omar Khadr.

Il generale canadese Romeo Dallaire , che prese parte a d alcune operazioni di mantenimento della pace presso le Nazioni Unite, ha fatto delle osservazioni sull’importanza dell’affare Omar Khadr visto come l’ esperimento del governo canadese e statunitense di non rispettare le leggi internazionali che interdicono il perseguimento dei soldati bambini.
Dallaire ha scritto:” Permettiamo agli Stati Uniti di giudicare un soldato bambino canadese davanti al tribunale militare le cui procedure violano i principi fondamentali della giustizia”.
Il generale fa l’inventario delle “prove inconfutabili delle malvagità degli Stati Uniti” ,delle “alterazioni” delle prove perpetrate dai funzionari e delle diverse forme di sopprusi nei riguardi di Omar Khadr, comprese le minacce di “stupro e di morte”.
Nell’affare Omar Khadr, Dallaire accusa il governo del Canada di rendersi complice di “ un affronto ai diritti dell’uomo e al diritto internazionale” .

Il disprezzo per ogni principio riconosciuto del diritto statunitense e internazionale a Guantanamo Bay e ad Abou Ghraib saranno quasi certamente visti dalle generazioni future come rivelatori dell’infamia nei due mandati della presidenza di George W. Bush.
Un certo numero di giuristi militari hanno dato le dimissioni a Guantanamo,, disgustati , compreso il colonnello Morris Davis,procuratore in capo.
Un whistler blower (denunciatore) più recente è il luogotenente-colonnello Darrel Vandeveld, ex procuratore.
Come riferito da Globe and mail , il 2 marzo 2009 Vandeveld ha condannato i “trattamenti sadici”, gli “abusi” la messa in scena” della giustizia applicata a Khadr e agli altri detenuti nel “disordine senza nome” di Guantanamo.
E’ il “gulag della nostra epoca”, ha dichiarato Amnesty International.
“Non potevo credere che gli Americani potessero fare ciò” ha dichiarato Vandeveld, in previsione di una testimonianza,che avrebbe dovuto rilasciare davanti ad un tribunale nazionale o internazionale.


Il perseguimento della persecuzione nel gulag statunitense di un giovane arrestato quando questo era un soldato bambino, getta una sinistra ombra rivelatrice sul procedimento concomitante nei confronti dell’imputazione di Thomas Lubanga Dylo da parte del Cpi all’Aja.
Lubanga è stato accusato di reclutare e di schierare soldati bambini nell’Est del Congo.
Numerose società minerarie canadesi e statunitensi fanno parte in buona parte di società occidentali (America del Nord, Europa e Africa del Sud) che contribuiscono ad alimentare i conflitti in cui i soldati bambini sono regolarmente reclutati.
I soldati bambini continuano ad essere inclusi da coloro che ai due estremi della catena approfittano dei massacri di massa e del caos nella zona che ha conosciuto da lontano, il più grande genocidio dalla Seconda Guerra mondiale.

Grazie alla loro comune posizione sull’affare Omar Khadr, George W.Bush e Stephen Harper hanno trasgredito lo stesso diritto internazionale come è vero che Lubanga viene ora accusato di stupro? Nel momento in cui ci si avvicina alla fine del primo decennio del XXI secolo si potrebbe avere prova più evidente di anarchia coltivata ai più alti livelli dai nostri governanti?
Che cosa resta da dire , quando un ex presidente statunitense ,l’attuale primo ministro canadese
e un comandante di guerra congolese possono tutti e tre essere accusati dello stesso disprezzo per le leggi internazionali che proibiscono il reclutamento e il procedimento penale per i soldati bambino?


Confrontare le menzogne dell’ 11 settembre.

Non è difficile immaginare i principali argomenti di difesa se George W.Bush, Richard Cheney, Donald Rumsfield e altri della loro specie facevano fronte ai loro accusatori in una corte di giustizia.
La base della loro difesa sarebbe stata quasi certamente da trovare nella loro affermazione che il loro paese era stato attaccato nel 2001 da un nemico esterno utilizzando tattiche talmente audaci e inattese che i terroristi islamici sono riusciti a cogliere di sorpresa il complesso apparato militare e industriale così come l’enorme macchinario della sicurezza nazionale

Da questo momento gli avvocati della difesa sosterranno che le invasioni dell’Afghanistan e dell’Irak, così come tutte le altre azioni comprese quelle che ebbero luogo nella baia di Guantanamo e ad Abou Ghraib non possono essere interpretate come elementi di una guerra d’aggressione.
Non dovrebbero essere considerate come facente parte di un piano concordato di aggressione militare per i quali i giudici di Norimberga hanno deliberato da molto che questo costituisca “il crimine internazionale supremo che si distingua dagli altri crimini di guerra solo nel senso che racchiude tutto il male accumulato dall’insieme”.


In seguito a questa argomentazione,gli avvocati della difesa avrebbero affermato che tutto ciò che è accaduto dalla guerra(giusta e civilizzata) contro il terrorismo non dev’essere interpretato come una guerra d’aggressione.Al contrario, queste azioni avrebbero dovuto essere considerate come una forma di auto-difesa necessaria o, forse come azioni preventive iniziate per precauzione con l’intento di salvare i civili innocenti dalla violenta minaccia dei terroristi islamici.
Che ne siamo o no coscienti, siamo tutti continuamente bombardati dal messaggio che abbiamo valide ragioni per temere l’efferatezza dei terroristi,un messaggio accuratamente elaborato dagli esperti di ciò che chiamiamo “la gestione delle percezioni” per gettare un sospetto costante sull’insieme del mondo arabo e mussulmano.
In effetti, la mitologia popolare della guerra contro il terrorismo,forma l’elemento essenziale sul quale si fonda l’economia del terrore che ha alimentato la crescita dell’enorme apparato dell’industria militare durante la presidenza degli Stati Uniti di George W.Bush .Il vecchio nemico di un tempo della Guerra Fredda, non esisteva più e quindi era necessario crearne uno nuovo.
Alcune aziende come Blackwater , la società di mercenari di Eric Prince, sono stati in grado di prosperare nella stessa struttura privatizzata come fu per il caso durante la guerra santa (o Jihad) capitalista contro l’ ”Impero del male” sovietico.

Nel contro interrogatorio alcuni testimoni citando l’11 settembre come la principale giustificazione delle misure prese in nome della guerra contro il terrore,un procuratore avrebbe potuto affrontare Bush e gli altri nel seguente modo..Lui o lei potrebbero citare a comparire alcuni responsabili US la cui presunta negligenza e/o incompetenza hanno condotto al fallimetno che ha permesso ai terroristi di raggiungere i loro obiettivi anche se ben protetti.
Il procuratore avrebbe potuto chiedere chiarimenti su ciò che era successo ai suoi funzionari le cui malversazioni ed errori hanno causato un mancato funzionamento senza precedenti come ad esempio quelli in carico ai servizi segreti, del controspionaggio, della sicurezza negli aeroporti,della difesa aerea e dell’applicazione delle leggi sull’immigrazione.
Sapere se tutti i funzionari incompetenti fossero espulsi?Se alcuni fossero stati rimproverati?Se qualcuno avesse rassegnato le dimissioni ?L’accusato risponderebbe:” no”,Il procuratore chiederebbe “Perchè dunque?”.

Se gli omicidi di massa e la distruzione occasionale dell’ 11 settembre sono imputabili ad un marcato insuccesso della sicurezza nazionale, perché nessuno non si è assunto la responsabilità o è stato ritenuto responsabile da precisi elementi di questo preteso insuccesso? E chi se non George W. Bush come responsabile di questa disfatta? Perché il presidente stesso non si è immediatamente fatto carico della crisi andando a Washington invece di scappare in fondo all’America con il suo aereo Air Force lasciando Richard Cheney,l’ex Pdg di Halliburton, incaricato di dirigere operazioni nel bunker sotto la Casa Bianca durante la fatidica giornata dell’11 settembre 2001?

Le trasgressioni più gravi relative gli eventi dell’11 settembre non riguardano le agenzie dei servizi segreti degli Stati Uniti, dei servizi di sicurezza aeroportuali, del NORAD etc.
Al contrario, l’incapacità più profonda e più cupa di proteggerci da questi nemici che ci minacciano è da cercare per lo più i giornalisti dei grandi media e tra i professori delle università che li hanno usati.
Siamo noi giornalisti che nella maggior parte dei casi abbiamo scelto di rinunciare al nostro scetticismo e, con lui, alla nostra etica professionale così come alle nostre responsabilità.
Nell’insieme , la nostra classe e la nostra casta continua a rispondere agli eventi dell’11 settembre in modo sbrigativo piuttosto che irrazionale.
Da come lo vedo io, si tratta di un tradimento di massa degli intellettuali che costituisce il più importante risultato soggiacente il perseguimento dell’imbroglio conosciuta sotto il nome di “guerra contro il terrorismo”.
La guerra contro il terrore continua ad essere alimentata , promossa e venduta alla gente nella più aggressiva campagna di guerra psicologica mai intrapresa.
Quanti di noi si rendono complici di questa nera macchinazione attraverso il silenzio fattore principale che permette la continuazione delle guerre d’aggressione giustificate in nome della teoria ufficiale del complotto dell’11 settembre ,così infondata e priva di prove?



Non è mia intenzione , qui e ora, smontare le menzogne e i crimini della Casa Bianca di Bush o più recentemente la dissimulazione da parte del Presidente Obama degli elementi chiave sulla verità di ciò che è successo il mattino dell’11 settembre 2001
D’altronde mi sono cimentato in una tale decostruzione ma non in maniera soddisfacente, esperta e professionale cosa che invece altri hanno potuto fare meglio di me..
Potrei citarne decine, addirittura centinaia di solidi contributi scientifici che mirano a raccogliere specifiche prove e che esaminano nel dettaglio la lista di ciò che è successo , e di tutto ciò che invece non si è verificato in quel luminoso mattino di fine estate 2001.
I numerosi contributi sono in gran parte nell’ambito pubblico e sono facilmente accessibili nell’era di Google e di You Tube.
Mentre sono numerosi coloro che hanno spostato i punti di riferimento nella comprensione coloro che sono impegnati nella ricerca della verità, il contributo di un universitario in particolare,si distingue per la notevole combinazione della sua portata, della sua precisione e della sua attenzione ai dettagli.
Credo di star a parlare di parecchi colleghi che in un largo consenso si accordano sul fatto che il professore di teologia David Ray Griffin ha più che guadagnato il titolo di decano di quel che si chiama 11 Settembre e di non sviluppare un disprezzo totale per la versione ufficiale del complotto. Tenuto conto di ciò che Griffin e altri hanno già pubblicato non sussiste la minima credibilità all’idea che il tiro al Pentagono e la polverizzazione delle tre torri in struttura d’acciaio del World Trade Center sono state causate da una manciata di Sauditi armati solo di taglierini , che disponevano di una formazione sommaria al pilotaggio e di un forte zelo jiahidista..
Recentemente è nato il ramo più professionale degli scettici dell’11 settembre che è il fatto dell’indefesso Richard Gage, fondatore dell’associazione “Architetti ed Ingegneri per la Verita sul l’11 settembre” forte dei suoi 600 membri .
Gage riunendo una grande massa di studi tecnici e diffondendola ha stabilito al dilà di ogni ragionevole dubbio che le torri delle potenti strutture in acciaio non sono crollate in conseguenza agli impatti degli aerei di linea, o degli incendi al kerosene e alla forza di gravità, ma a causa delle demolizioni controllate.
Tutte e tre le torri sono sprofondate sulla loro impronta più o meno alla velocita di caduta libera.
Ho recentemente studiato con attenzione la profonda ed abbondante erudizione ostentata nel libro del canadese Peter Dale Scott,The Road to 9/11:Wealth Empire and the future of America
quest’opera valutata dai suoi pari viene pubblicata dalla University of California Press
di Berkeley.
Scott si rifà ai decenni di inchieste sul funzionamento interconnesso delle compagnie petrolifere , dei cartelli della droga, delle operazioni di contro spionaggio, delle banche e della politica.
Nel suo volume evidenzia la stretta quanto lunga correlazione tra Dick Cheney e Donald Rumsfeld, che culmina con le loro strane apparizioni e sparizioni nei giorni che hanno preceduto e seguito l’11 settembre.
Come i lavori di Nafeez Mosaddeq Ahmed il libro di Scott presenta molti elementi di prova che dimostrano che lo spauracchio di al-Qaida è stato implicato internamente dalla sicurezza nazionale US e tutto ciò, da che c’e’ stata l’incorporazione nei moudjahidine sponsorizzati dal duo Cia-Isi.
Cominciando come attori chiave nelle operazioni finanziarie della defunta Banca di credito e di commercio internazionale(BCCI) fondata a Lahore , i personaggi destinati ad assumere i loro ruoli in seno ad al-Qaida hanno contribuito a far avanzare il processo di trasformazione del terrorismo in una impresa e in una opportunità per i numerosi mercanti della paura.
Raccomando in particolare il capitolo 10 del libro di Scott, intitolato:” Al-Qaida e le élites statunitensi”.
I sottopassaggi di questo capitolo comprendono delle espressioni come “Gli agenti degli Stati Uniti e al-Qaida in Azerbaidjan”, “ Unocal , i Talebani e Bin Laden in Afghanistan”, “Al-qaida,l’esercito di liberazione del Kossovo e la pipeline transbalcanica”, “Al-Qaida e il complesso petrolifero, militare e finanziario”.
Potrei finire con il plaudere in favore di un’inchiesta parlamentare in Canada sulla veridicità dell’interpretazione dell’11 Settembre che continua a mettere in pericolo la vita dei nostri soldati in Afghanistan.Potrei terminare sottolineando il fallimento giornalistico della CBC(Canadian Broadcasting Corporation, la radio nazionale) o la propaganda per le guerre d’aggressione che ha proliferato in particolare nei media commerciali..
Come è stato rivelato dall’inchiesta sulla CIA del dopo Watergate alcuni “agenti” recrutati nei grandi media sono stati utilizzati a lungo da organismi della sicurezza nazionale dello Stato per diffondere campagne di disinformazione il cui vero scopo era quello di promuovere gli affari di gente come la famiglia Bush, una dinastia di approfittatori che ha sempre puntato verso i ridicoli siti internet come Can West Global e soprattutto come quello di Nation Post.
Citerò solo il titolo di un articolo in cui anonimi bloggers si vedono attribuito molto spazio in quel giornale al fine di attaccare il mio lavoro.
Cosa fanno i redattori di quel giornale quando titolano”Attaccarsi ai teorici del complotto dell’11Settembre” se non difendere il mito della guerra contro il terrorismo nascondendo ogni dibattito?
Sono numerosi i modi con i quali potrei concludere, ma scelgo di finire questo testo con alcune riflessioni su George Bush, il diritto internazionale e il libro vistosamente ben accolto di Naomi Klein intitolato:La strategia dell’impatto:l’ascesa del capitalismo del disastro.
Attraverso il prisma della sua interpretazione Keynesiana, Klein osserva numerosi paesi negli ultimi decenni.
Per fare ciò ad esempio ,presenta l’argomento molto convincente che i modesti programmi della ridistribuzione che erano stati inclusi nelle economie nazionali e nell’economia mondiale non sono sopravvissuti alle incursioni del”capitalismo del disastro”.
Le nostre relazioni materiali sono state sottomesse agli impatti ripetuti dell’iper privatizzazione durante i periodi in cui siamo stati più vulnerabili agli effetti disorientanti dei traumatismi fabbricati o indotti naturalmente.
Come riconosciuto dall’autore nel suo libro , gli eventi dell’11 Settembre costituiscono l’esempio tipico della sua tesi centrale.
L’impatto delle immagini e lo sprofondamento delle torri ha creato il pretesto per l’invasione dell’Irak e l’odio del regime di Bush per sfruttare ciò che Klein definisce “mercato del terrorismo”.
L’Irak doveva essere un prototipo per dimostrare che “il lavoro dello Stato non è quello di fornire sicurezza, ma di acquistarla a prezzo di mercato”.
Inoltre, la violenza in Irak ha aiutato a stimolare la cultura della paura e dell’odio nel Nord America che rinforza l’ascesa di ciò che Klein chiama “l’industria della sicurezza della patria”.
Come la piuparte degli autori che scrivono di guerra contro il terrorismo , Klein affronta gli attentati dell’ 11 Settembre in punta di piedi per arrivare indenne su un terreno professionale più sicuro.
Per lei, questa zona più sicura consiste nel documentare il modo in cui Bush,Cheney,Rumsfeld,Paul Bremer e gli altri architetti e ingenieri della privatizzazione dell’economia del terrore hanno sfruttato l’ 11 Settembre per far progredire il loro ordine del giorno politico.
Ma quasi studiando la ragione di ciò che veramente è successo il giorno del Grande Impatto, Klein
si inchina innanzi al mantra “le disfatte della sicurezza l’11 Settembre”.
Klein guida allora i suoi lettori dentro la sua originale ed importante analisi economica dell’Irak, il “Ground Zero” della guerra contro il terrorismo.
Credo di capire la decisione giornalistica di Naomi.
Considero questo come un compromesso necessario, se lei voleva conservare la speranza di far conoscere il suo utile lavoro sui media al Canada e agli Stati Uniti cosi come presso i giovani militanti nel mondo intero. Ma penso che Klein sia troppo ben informata per non essere diffidente dell’alibi e del “fallimento della sicurezza” avanzato dal regime Bush .
Se la mia intuizione è vera cosa bisogna dire a proposito della gravità del clima di paranoia se anche Naomi Klein si autocensura piuttosto che rischiare di finire nei gruppi marginalizzati dei “teorici del complotto ” ?
L’adesione di Klein ai tabù dell’ 11 Settembre è simile a quella di Noam Chomsky e dei produttori di media se non progressisti , come ad esempio ZMag,The Nation, e Democracy Now ? Oppure Barrie Zwicker ha forse ragione quando afferma che alcune forze malevole sono all’opera per ripetere nel contesto del si dice, la guerra contro il terrorismo , te tecniche di disinformazione e la guerra psicologica che avevano il loro corso durante la Guerra fredda?
La retorica del discorso del sperare e del cambiamento del Presidente Obama non trascenderà i discorsi sull’odio e sui crimini dell’odio che continueranno a moltiplicarsi al punto tale che la gente distoglierà lo sguardo dalla verità dell’avvenimento il cui contenuto è stato deformato per giustificare i crimini internazionali che continuano ad essere perpetrati in nome della guerra contro il terrrorismo.
Finchè questo imbroglio non sarà riconosciuto, l’oscenità probabilmente continuerà e George Bush varcherà le frontiere internazionali per tenere discorsi grassamente remunerati .
Tuttavia, ci sforzeremo di fare ciò che potremo il 17 marzo durante la visita all’ex presidente americano a Calgary test per sapere se ci siamo governati seguendo la regola del diritto o seguendo la regola della disinformazione , della comunella e della potenza militare
 

31/03/2009


pagina di alzo zero

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