NOTIZIE 2008

 

Dedicata a tutti gli orfani della destra nazionale


Ma quali “padri nobili” del MSI…


di Caile Vipinas


Ci è capitato parecchie volte nella nostra giornaliera lettura di Rinascita di imbatterci, nello spazio dedicato alle missive dei lettori, in scritti al vetriolo contro presunti tradimenti e fantasmagoriche abiure che la destra italiota (ci riferiamo in particolare all’ormai defunta Alleanza Nazionale) avrebbe perpetrato nei confronti delle sue “radici storiche”. Pensavamo che, passati i bollori di Fiuggi e le recenti rifondazioni di Destre sempre più Destre, con tanto di bollino di qualità, tali frenetici scambi epistolari con la redazione del quotidiano si sarebbero alfine acquietati. Ci sbagliavamo. Evidentemente la ristrutturazione voluta e attuata da Berlusconi del suo Partito-Azienda, ora denominato Pdl, e la fagocitazione del club alleanzino nel cast italoforzuto, con tanto di annessi e connessi, ha ridestato la bellicosità verbale dei nostri orbati letterati dal loro climaterio politico. L’ultima Tribuna in ordine di tempo, che tratta infatti tale argomento, è quella a firma Giacomo Faso, pubblicata il 24 marzo scorso nel numero 54 di Rinascita. Alle solite, tediose cantilene che denunciano inganni, infedeltà e tradimenti consumati dalla classe politica aennina a danno dei “padri nobili” del MSI, in primis il grande commediante Almirante, con accorate e lacrimose espressioni quali: “povero Giorgio Almirante, che fine ha fatto il Tuo [notare la lettera maiuscola] partito!”, seguono alti lai di riprovazione per la proditoria tradigione di giovani ed elettori da parte di “un manipolo di opportunisti ed arrivisti professionisti della politica, mascherati prima nell’Msi-Dn, dopo in An e successivamente nel Pdl di Silvio Berlusconi”.
Niente di più ridicolo e anacronistico, perché la storia del destrismo missista è stata la storia di intere generazioni di giovani turlupinati da una camarilla di astuti politicanti, che da subito compresero che ritagliarsi uno spazio, pur se angusto, nella porcilaia politica dell’Italia “liberata”, pregna del più becero arrivismo carrieristico, avrebbe significato per loro poltrone e prebende. Ben consapevoli dei vantaggi provenienti dallo schierarsi con l’atlantismo (numerosi coinvolgimenti in tal senso, come è stato ampiamente dimostrato, erano stati già avviati da alcuni personaggi durante la RSI), in un contesto di spartizione del mondo scaturito dagli accordi di Yalta, non esitarono ad operare le loro squallide ed opportunistiche scelte. Fingendo così di rappresentare (a parole) la continuità delle istanze storiche, sociali e politiche del Fascismo Repubblicano, i signori del MSI imboccarono nei fatti la via del più reazionario destrismo filo occidentale, filo sionista, filo capitalista e finto perbenista. Solida stampella dei vari governi democristiani, cameriere dei potentati economici e delle politiche antinazionali vaticane, sempre pronto ai richiami golpisti e alle strategie anticomuniste in servizio permanente effettivo (persino dopo la dissoluzione dei regimi comunisti), il Movimento Sociale Italiano (compresa la finta scissione di Democrazia Nazionale, in realtà uno scontro per le poltrone di regime, tutto interno alla cosca dei padri-padroni del partito), poi MSI-Destra Nazionale, non esitò a confermare ufficialmente, con la cosiddetta “svolta di Fiuggi”, la sua politica ultra quarantennale al servizio del conservatorismo demoliberista e antifascista. Nessuna meraviglia o scandalo, dunque, se personaggi come kippà-Fini o il neosionista sindaco di Roma dichiarano all’unisono che il Fascismo è il male assoluto. Secondo la loro “Weltanschauung” essi hanno perfettamente ragione e solo gli ingenui, i sempliciotti, gli sprovveduti o i gonzi possono qualificarli come “traditori” o “apostati”. Non c’è tradimento o apostasia alcuna nelle parole e nelle azioni di tali individui perché essi sono i perfetti imitatori dei loro maestri che li hanno preceduti; quegli stessi maestri la cui doppiezza intellettuale e disonestà morale hanno contribuito ad alimentare e ad avallare la spirale criminale degli opposti estremismi così funzionale al sistema, in cui tanti giovani idealisti e in buona fede, su barricate contrapposte, hanno trovato una tragica fine. Il partito che fu di Michelini e di Almirante, ma anche di Rauti (quest’ultimo è stato forse il più infido tra tutti i suoi predecessori alla direzione del partito missista. Spacciatosi, infatti, come vero rivoluzionario e convinto assertore delle istanze sociali del Fascismo repubblicano, ha concluso la sua miserevole carriera politica tra i fasti, gli agi e la prosperità economica del parlamento europeo), con il suo ottuso servilismo filo atlantico e il suo insulso conservatorismo in campo politico, economico e sociale è riuscito a rendere indelebile nell’immaginario collettivo internazionale l’equazione Fascismo = reazione = capitalismo = stragismo. Pertanto, oltre a consigliare ai nostri inconsolabili amici una sana navigazione nel sito della FNCRSI (www.fncrsi@altervisa.org) per trarre qualche momento di sollievo e di conforto umano e “cameratesco”, ma soprattutto di aggiornamento storico-politico, dalle colonne di Rinascita (Quotidiano di Sinistra Nazionale) rivolgiamo loro un’accorata e sincera supplica: per favore, non rompeteci più le tasche con le vostre lamentazioni da prefiche del Nulla.
 

01/04/2009


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