ALZO ZERO 2010


L’Alta tecnologia in America Latina

Un lavoro di ricerca del CSIS (Center for Strategic & International Studies) con sede en Washington, si chiede quali sono i limiti e il significato dei programmi spaziali in America Latina.
Secondo lo studio, tra il 1985, quando il Brasile mise in orbita il suo primo satellite, il BRAZILSAT 1, e la fine del 2008 i paesi sudamericani collocarono 33 satelliti.
Al primo posto c’è il Brasile con 14 – due di questi collocati insieme alla Cina -, segue l’Argentina con 9 – il primo messo in orbita nel 1990 e uno di questi 9 in collaborazione con gli Stati Uniti -, il Messico con 7 – il primo nel 1985, tre mesi dopo il Brasile -, e il Cile nel 1998, la Columbia nel 2008 e il Venezuela nel 2008 con un satellite ciascuno.
Lo studio del CISS riporta che tra il 2009 e il 2010 sono stati posti in orbita altri satelliti nella regione e che, a partire dal 1990, questi programmi passarono dal controllo militare a quello civile. Fa notare, inoltre, che questo tipo di impresa permette di acquisire un miglior status internazionale da parte dei paesi e si augura che gli Stati Uniti portino avanti ulteriori progetti in collaborazione con i paesi sudamericani, specialmente con il Brasile, considerato una potenza nascente nello scenario internazionale.
Due dei satelliti brasiliano sono stati progettati insieme alla Cina, allo stesso modo due di quelli argentini sono stati progettati insieme con gli Stati Uniti.
E a proposito dell’Argentina, in agosto si è saputo che fra tre anni avrà un proprio strumento per il lancio dei satelliti. È un progetto della Commissione Nazionale di Attività Spaziali (CONAE), che per crearlo costituì la società VENG. La base di lancio sarebbe localizzata a Porto Belgrano e la possibilità di lancio sarebbe di satelliti fra i 250 e i 400 kg, sotto l’orbita di LEO, tra i 200 e i 1200 km. Solo sei paesi al mondo sono in grado di lanciare satelliti per conto proprio: il Giappone, la Cina, l’India, gli Stati Uniti, la Russi – in cooperazione con l’Ucraina – e la Francia, nell’ambito di un accordo con l’Unione Europea.
Nello stesso tempo anche la questione nucleare sta prendendo una diversa dimensione nella regione. Il progetto brasiliano di tre sottomarini a propulsione nucleare in servizio entro i prossimi dieci anni, ha messo in evidenza la sua decisione di diventare una potenza globale, come la sua appartenenza al gruppo BRIC (insieme a Russia, India e Cina) prevede.
Il problema del nucleare è sempre molto sentito: nell’ultima settimana di giugno il fisico nucleare ed ex rettore dell’Università di San Paolo, Josè Goldemberg accusò parte dell’amministrazione di Lula, in particolare il gruppo guidato dal Vicepresidente José Alencar, di spingere per la costruzione della bomba atomica.
Anche l’Agentina, nello stesso tempo, ha dato adito ad argomenti di questo genere. Come in data 31 agosto, che, nella pagina web del Ministero della Difesa, furono pubblicate dichiarazioni del ministro Nilda Garre, fatte in occasione di un incontro con degli alunni dell’Università di Tella. “A proposito dell’argomento del nucleare, l’Agentina oggi è in condizione di partire con questo progetto a scopo difensivo, visto che sono state osservate scrupolosamente tutte le norme contro la proliferazione nucleare. Per quel che rigurada l’uso di motori a propulsione nucleare che possano essere usati per barche e sottomarini, sono sicura che furono consulate le autorità di regolamento del nucleare, la Commissione Nazionale per Energia Atomica e la Cancelleria, e che tutti erano pienamente d’accordo nel continuare in questo percorso.” Aggiunse anche che questa commissione ha formato un gruppo di lavoro con il Ministero della Difesa per cominciare a studiare questo nuovo progetto.
Si tratta di una decisione governativa di politica difensiva, che implica anche l’uso dell’energia nucleare e che fu anticipata mesi prima anche se non confermata ufficialmente.
E questo succede nello stesso momento in cui, con le celebrazioni per il sessantesimo anniversario della creazione della Commissione Nazionale per l’Energia Atomica, si è rivalutato il ruolo del nucleare in Argentina, negli ambienti accademici e scientifici, annunciando il completamento della nuova centrale elettro-nucleare Atucha II, la costruzione del prototipo Carem 25 e il nuovo progetto per prolungare il ciclo di utilizzo del centro nucleare Embalse.
L’Agentina si trova nei primi posti per la tecnologia nucleare in America Latina ed esporta reattori non solo in Algeria ma anche in Australia, paese che normalmente ha accesso alle tecnologie dei paesi sviluppati. Questa possibilità, unita al progetto di poter avere una rampa di lancio di satelliti propria, consolida la posizione dell’Argentina nell’ambito tecnologico.
L’accordo firmato tra Brasile e Argentina un mese fa per la cooperazione e la costruzione di due reattori nucleari per uso navale, oltre a confermare che l’energia nucleare sarà utilizzata in campo militare solo a scopo di propulsione, mette anche in evidenza che i progetti di entrambi i paesi per usare questa tecnologia nell’ambito della difesa non sono in concorrenza ma in convergenza.


Traduzione di Erika Steiner dal sito di A. Pereira Mele per italaisociale.net

 

05/10/2010


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