ALZO ZERO 2010

 

SPAGNA : CARCERE PER CHI PUBBLICA LIBRI REVISIONISTI
PEDRO VARELA- LETTERE DALLA PRIGIONE N. 20/DICEMBRE 2010
DIFENDETEVI QUANDO LA REPRESSIONE INIZIA PERCHE’ DOPO SARA’ TARDI


Quando leggerà queste righe mi troverà sulla strada del carcere, per compiere una condanna privativa della libertà.
Qual’è stato il mio crimine? Non si preoccupi, non sono colpevole di aver rapinato una banca (la qual cosa sarebbe in qualche modo giustificata da molte famiglie, J), spacciato droga, falsificato banconote, assassinato con premeditazione, né per la tratta delle bianche… ma per un mero delitto di opinione.
Delitto di opinione? Si, nel nostro paese esistono, in pieno secolo XXI, e per incredibile che sembri, libri, scritti, ricerche, pensieri, idee, in definitiva: opinioni proibite. Proibite? Effettivamente, non abbiamo trovato nessun posto dove questo risulti, però i fatti, la REALTA’, quello che conta, è che si sequestrano libri, vengono inviati al rogo (non in forma figurata) e si condanna al carcere chi li edita o li distribuisce
Il mio delitto? Aver messo a disposizione del pubblico libri non-ortodossi. C’è dell’altro? No? No, nient’altro. Nemmeno sono l’autore dei libri. Semplicemente li ho messi a disposizione degli interessati. Inoltre, oltre ai libri, ho organizzato conferenze degli autori e presentazioni di nuovi titoli, normalmente boicottati dalla massa, e molto di più dalle autorità togate e in uniforme.
Che io sappia non esiste un Indice dei libri proibiti in Spagna. Non ci sono nemmeno autori proibiti né, in teoria, idee proibite. Tanto meno abbiamo potuto incontrare il Signor Censore o Gran Inquisitore responsabile di portare a termine questa repressione. Però c’è qualcuno che si è auto investito come tale.
Il potere ha i suoi sistemi, i suoi commissari sovietici, i suoi demonizzati, per ottenere che il pubblico applauda quando, dopo aver convinto tutti che ha la rabbia, si neutralizza il dissidente per metterlo nell’ombra, collocandolo fuori dall’Umanità e fuori dalla legge.
Le scuse che propongono sono varie e terribili: alcuni dei libri che pubblico o i loro autori (ricordiamo che io non sono l’autore) fomentano l’odio e la predisposizione negativa verso alcuni gruppi umani. Se un autore, per esempio, denuncia il potere dell’alta finanza internazionale in mano ai sionisti newyorkesi, i Grandi Inquisitori fanno una lettura tendenziosa e parziale dell’opera per concludere che Pedro Varela (l’editore) per forza “odia” questi sionisti e “li crede colpevoli di tutti i mali del mondo” (sentenza giudiziale). Se un altro autore arriva alla conclusione che l’immigrazione massiccia e forzata porterà alla fine delle diversità dei popoli e delle nazioni del pianeta e, innanzitutto, dell’Europa bianca, ne ottengono una nuova lettura parziale e ne deducono che Pedro Varela, per aver pubblicato il tal autore, “fomenta l’odio” contro i poveri immigranti, che alla fine sarebbero, tra l’altro, l’oggetto e non gli autori di questa politica di sostituzione della popolazione autoctona europea.
Ma vanno ancora più in là. Se un autore studia a fondo un certo mito storico e arriva alla conclusione che la versione ufficiale non concorda con i fatti, non possono perseguitare l’autore né l’editore o il libraio per questo fatto (secondo la sentenza 235/2007 del Tribunale Costituzionale). Ma si accontentano della decisione di questo alto tribunale? In effetti no. Realizzano un contorsionismo giuridico per affermare che Pedro Varela, l’editore, anche se secondo la Costituzione può negarlo o dubitarne, senza dubbio “giustifica il (supposto) olocausto” (e rende colpevole di questo supposto crimine chi dubita di esso!). “Crimine” che alcuni storici studiano a fondo per metterlo in discussione.
E questo viene evidenziato, continuano le accuse, per il fatto che questo editore “fuori legge” pubblica testi in fac-simile di autori tedeschi di una epoca storica europea ben determinata. Un libro che parla di economia nazionalsocialista riportando quali furono le soluzioni alla disoccupazione e alla crisi economica? Fomenta l’olocausto! Un libro sopra le differenze di QI (coefficiente di intelligenza) nella popolazione degli Stati Uniti scritto dallo studioso ebreo H.J. Eysenck? Senza dubbio l’editore vuole fomentare l’odio verso le minoranze (che fra poco saranno maggioranze) razziali! Un documento storico come il Mein Kampf di Hitler (che può corrispondere al Libro Rosso di Mao o a Il Capitale di Marx)? Questo non è parte della Storia Universale ma uno strumento per promuovere l’odio e incitare al crimine… Un autore pone in evidenza i collegamenti fra sionismo politico, lobby ebraica americana, alta finanza internazionale e anti-cristianesimo militante (come fa l’israeliano Israel Shamir)? Quello che vuole l’editore dell’ebreo Shamir (cioè quello che questo sottoscrive) è che il mondo odi i sionisti….

La realtà è che per loro sono un non-ortodosso, e per questo mi considerano un nemico ideologico del Sistema. Per questo mi tolgono dalla circolazione, non per altro.
In realtà si cerca di impedire al pubblico di arrivare a leggere certi testi, di pensare con la propria testa, e, soprattutto, che si continui a credere di poter comprare quello che si vuole.
Qui non mi dilungo e sarà il tema di una prossima lettera, però basti ricordare che l’”Invenzione dei reati razziali” era una delle 11 raccomandazioni principali per la trasformazione e dissoluzione dell’Europa Cristiana secondo gli “intellettuali” della Scuola di Francoforte. Un’altra era promuovere “Grandi migrazioni per distruggere l’identità culturale dei popoli” così come “Lo svuotamento delle chiese”, l’implemento di “Un sistema legale che porta discredito alle vittime e non ai colpevoli”, fomentare la “Dipendenza dello Stato e delle sue risorse”, “Controllo e abbassamento del livello dei mezzi di comunicazione” o “Fomentare la disintegrazione della famiglia”, e altri. La scelta è ora tra il nazionalismo difensivo e l’internazionalismo alienante; vale a dire, secondo i censori ideologici, tra “antisemitismo” e “pro-semitismo”. Se non si sta con loro e al loro servizio si sta per forza contro e si viene accusati di volerli mandare tutti nelle “camere a gas”.
Se un editore promuove autori e mette a disposizione del pubblico libri che denunciano questo piano criminale, deve andare in carcere. Si può parlare di prevaricazione del Potere in questo caso? In ogni caso hanno optato per la via dell’estrema soluzione. La prevaricazione dei parlamentari, dei giudici, degli ispettori di polizia non è solo un delitto gravissimo; lo sono anche, al margine di quale che sia la sentenza, le conseguenze del giudizio stesso, che implica la privazione della libertà di un uomo, la cancellazione effettiva dei diritti e delle libertà pubbliche di coloro i quali vorrebbero accedere a questi libri sequestrati, la messa in questione della moralità dell’editore condannato alla prigione come un volgare criminale. Gli argomenti per dar il via al procedimento e alla condanna del sottoscritto (affermato nella denuncia e condanna “non è qualcosa che si possa considerare ab initio lontano dal tipo penale della prevaricazione, almeno come ipotesi”) sono stati impiegati dai giudici e dai funzionari di polizia audaces contra Varela. Sicuramente ci sono molte persone contrarie alle iniziative del Potere per limitare la libertà della lettura, ricerca, informazione, espressione, edizione o diffusione di quale che sia il “crimine” che viene commesso. Senza dubbio, molti più di quelli che favoriscono la repressione, minoranza offuscata che detiene le redini del potere reale. Il quale a volte spiega in parte questa manovra repressiva apparentemente inarrestabile che ci annega.

Pedro Varela

Aiutateci

Potete aiutarci a portare avanti questa lotta per la libertà di Pedro Varela e per la riedizione dei libri che hanno sequestrato e distrutto?

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descrizione: LIBERTAD PEDRO VARELA
 

 

 

PEDRO VARELA: CARTAS DESDE PRISIÓN Núm 20 / Diciembre 2010

 Defendeos cuando la represión inicia, porque luego será tarde.

 

”Nuestros antepasados de la Revolución Francesa creían sinceramente en la existencia de los derechos del hombre y del ciudadano. No sospechaban que tales derechos nunca habían sido comprobados por la observación, que son sólo construcciones del espíritu. En verdad, el hombre no tiene derechos sino necesidades. Estas necesidades son observables y mensurables. Para el éxito en la vida es necesario que sean satisfechas. El derecho es un principio filosófico. La necesidad, un concepto científico. En la organización de nuestra vida colectiva hemos preferido nuestros caprichos intelectuales a los datos de la ciencia, y el triunfo de las ideologías consagra la derrota de la civilización.”

Alexis Carrel

en La Conducta en la Vida

 

Cuando usted lea estas líneas me encontraré camino de prisión, cumpliendo una condena privativa de libertad.

¿Cuál ha sido mi crimen? No se asuste, no soy culpable de asaltar bancos (lo cual estaría hasta cierto punto justificado para muchas familias J), comerciar con drogas, falsificar billetes, asesinato con premeditación, ni trata de blancas… sino de un mero delito de opinión.

¿Delito de opinión? Sí, en nuestro país existen, en pleno siglo XXI, y por muy increíble que resulte, libros, escritos, investigaciones, pensamientos, ideas, en definitiva: opiniones prohibidas. ¿Prohibidas? Efectivamente, no hemos encontrado lugar alguno donde así conste; pero los hechos, la REALIDAD, que es lo que cuenta, es que se secuestran libros, son enviados a la hoguera (no de forma figurada) y se condena a prisión a quien los edite o distribuya.

¿Mi delito? Haber puesto al alcance del público libros heterodoxos. Habrá algo más, ¿no? No, nada más. Siquiera soy el autor de los libros, simplemente los he puesto a disposición de los interesados. Es cierto, además de libros he organizado conferencias de los autores y presentaciones de los nuevos títulos, a menudo boicoteadas por la chusma callejera, pero mucho más a menudo aún, por las autoridades togadas y uniformadas.

Cierto, que yo sepa no existe un Índice de libros prohibidos en España. Tampoco hay autores prohibidos ni, en teoría, ideas prohibidas. Ni tan siquiera hemos podido encontrar al Censor o Gran Inquisidor responsable de llevar a cabo dicha represión. Aunque sí a quienes se han auto-investido como tales.

Pero el Poder tiene sus resortes, sus comisarios soviéticos, sus demonizaciones, para conseguir que el público aplauda cuando, tras convencerles de que tiene la rabia, se dispone a neutralizar al disidente para enviarlo a las sombras, colocándolo fuera de la Humanidad y fuera de la ley.

Las escusas que proponen son varias y terribles: algunos de los libros que publico o sus autores (recordémoslo, no soy siquiera autor de los mismos) fomentarían el odio y la animadversión hacia ciertos grupos humanos. Si un autor, por ejemplo, denuncia el poder de la alta finanza internacional en manos de sionistas neoyorquinos, los Grandes Inquisidores hacen una lectura sesgada de la obra para concluir que Pedro Varela (el editor) forzosamente “odia” a dichos sionistas y los cree culpables de todos los males del mundo” (sentencia judicial). Si otro autor llega a la conclusión de que la inmigración masiva forzada acabará con la diversidad de los pueblos y naciones del planeta y, para empezar, con la Europa blanca que los recibe; realizan una nueva lectura sesgada deduciendo que Pedro Varela, por haber publicado a dicho autor, “fomenta el odio” contra los pobres inmigrantes, que a lo sumo serían objeto y no autores de dicha política de sustitución de la población autóctona europea.

 

Pero van más lejos. Si un autor investiga a fondo ciertos mitos históricos y llega a la conclusión de que la versión oficial no concuerda con los hechos, ya no pueden perseguir al autor, ni al editor o librero por este hecho (según sentencia 235/2007 del Tribunal Constitucional). ¿Pero se contentan con la decisión del alto tribunal? Desde luego que no. Entonces realizan contorsionismo jurídico para afirmar que Pedro Varela, el editor, aunque puede negarlo o dudarlo, según la Constitución, sin embargo “justifica el (supuesto) holocausto” (¡y por tanto promueve dicho supuesto crimen en el que ni siquiera cree!). “Crimen” que algunos de estos historiadores revisan a fondo para poner en entredicho. Y eso queda evidenciado, continúan alegando, por el hecho de que este editor “fuera de la ley” publica asimismo textos facsímiles de autores alemanes de una época histórica de Europa concreta. ¿Un libro sobre economía nazi y cuál fue su solución al paro y a la crisis económica? Fomenta ¡el holocausto! Un libro sobre las diferencias de IQ (coeficiente intelectual) en las poblaciones de EE.UU. según el investigador judío H. J. Eysenck? ¡Sin duda el editor pretende fomentar el odio a las minorías (bien pronto mayorías) raciales! ¿Un documento histórico como el Mi Lucha de Hitler (es decir como el Libro Rojo de Mao o El Capital de Marx)? Ya no es parte de la Historia universal, sino un instrumento para promover el odio e incitar al crimen… ¿Un autor pone en evidencia la concomitancia entre Sionismo político, lobby judío americano, alta finanza internacional y anti-cristianismo militante (como hace el israelí Israel Shamir)? Lo que pretende el editor del judío Shamir (es decir el que esto suscribe) es que el mundo odie a los sionistas…

 

Pero la realidad es que para ellos soy un heterodoxo, y por eso me consideran un enemigo ideológico del Sistema. Por eso me quieren fuera de circulación, no por otra cosa.

 

En realidad se trata de que el público no pueda llegar a leer ciertos textos, pensar por sí mismo y, sobre todo, que a pesar de ello se siga creyendo con la libertad de comprar los libros que le vengan en gana.

 

Aquí no podemos extendernos y es tema para una próxima carta, pero baste con recordar que la “Invención de delitos raciales” era una de las 11 recomendaciones principales para la transformación y disolución de la Europa Cristiana según los “intelectuales” de la Escuela de Frankfurt. Otra era promover “Grandes migraciones para destruir la identidad cultural de los pueblos”; así como “El vaciamiento de las iglesias”, implementar “Un sistema legal desacreditado con prejuicios contra las víctimas del delito y no contra los victimarios”, fomentar la “Dependencia del Estado y de sus beneficios”, “Control y estupidización de los medios de comunicación” o “Fomentar la desintegración de la familia” entre otros. La elección es ahora entre nacionalismo defensivo e internacionalismo alienante; es decir, según los censores ideológicos, entre “antisemitismo” y “pro-semitismo”. Si no estás con ellos y a su servicio, estás forzosamente en su contra y pretendes enviarlos sin duda a la “cámara de gas”.

Si un editor promueve autores y pone a disposición del público libros que denuncian dicho plan criminal, debe ir a la cárcel. ¿Se puede hablar de prevaricación del Poder en este caso? En cualquier caso han optado por la vía de la ultrasolución. La prevaricación de parlamentarios, fiscales, jueces o investigadores policiales no sólo es un delito gravísimo; también lo son, al margen de cuál sea la sentencia, las consecuencias del enjuiciamiento mismo, que implica la privación de libertad de un hombre, la cancelación efectiva de los derechos y libertades públicas de quienes querían acceder a esos libros secuestrados, y el cuestionamiento de la autoridad moral del editor, condenado a prisión como un vulgar criminal. Los argumentos para dar vía libre al procedimiento y condena contra el que esto suscribe (lo afirmado en la denuncia y condena "no es algo que pueda considerarse ab initio ajeno al tipo penal de la prevaricación, al menos como hipótesis") han sido empleados por fiscales y funcionarios policiales audaces contra Varela. Seguramente hay muchas personas contrarias a las iniciativas del Poder para limitar la libertad de lectura, investigación, información, expresión, edición o difusión, sea cual sea el “crimen” con el que lo disfracen. Sin duda, muchas más que aquéllas que favorecen la represión, minoría ofuscada que detenta los resortes del poder real. Lo cual tal vez explique en parte esta maniobra represiva aparentemente imparable que nos anega.

Pedro Varela

 

AYUDANOS

¿Puede usted ayudarnos a llevar a cabo esta lucha por la libertad de Pedro Varela y la reedición de los libros secuestrados y destruidos?

La Caixa: 2100

La Caixa: 2100-0856-98-0101754099

Concepto: LIBERTAD PEDRO VARELA


08/12/2010


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