ALZO ZERO 2010


La possibilità di un colpo di stato a destra dopo le elezioni legislative negli Stati Uniti

Dmitri Kosirev, RIA Novosti

Per scrivere questo articolo non è era necessario nessun motivo speciale, è stato sufficiente aprire un qualsiasi periodico statunitense e vedere quali sono gli argomenti più trattati.
Senza andar tanto lontano, un recente articolo del Washington Post aveva per titolo: “Miscela tossica” alludendo all’ideologia di quelli che molto probabilmente vinceranno le elezioni nel Congresso americano il prossimo novembre.
Chi saranno? I repubblicani? Forse, o i conservatori del cosiddetto “Partito del Tè”? Probabilmente.
A proposito, i due partiti nominati qui sopra sono piuttosto simili, anche se restano sempre organizzazioni differenti. Rappresentano l’America profonda? Gli americani che vivono nei ranch?Anche.
Tuttavia l’espressione di maggior successo di tutta la valanga di titoli tinti di panico è “l’attacco dei primitivi”.
L’altra metà della popolazione americana, meno primitiva, si mostra molto preoccupata per la possibile realizzazione di un golpe di destra, che potrebbe realizzarsi per vie legali, con le elezioni.
E ancora creano panico questi selvaggi che saranno i probabili futuri congressisti. La loro vittoria alle elezioni sembra cosa fatta, soprattutto tenendo conto che ci sono altri precedenti: gli anni della presidenza di Bill Clinton, per esempio.
In quel momento i democratici governavano alla Casa Bianca e, in principio, le due camere del Congresso. Nonostante ciò dopo due anni, nel 1994, i repubblicani finirono per avere il controllo del potere legislativo.
La storia può ripetersi a breve. Nel 1994 il 49% degli elettori era a favore dei democratici e il 42% dei repubblicani, contro gli attuali 46 e 47% rispettivamente. Inoltre oggi il tasso di disoccupazione è doppio rispetto a quello che si aveva durante il Governo di Clinton. Quindi la sconfitta sembra inevitabile.
Chi sono queste persone che sicuramente andranno al potere nei diversi Stati e al Congresso?
Cominciamo con il citare le caratteristiche dei loro avversari politici, che sono davvero devastanti. Tom Tancredo, che aspira alla carica di Governatore del Colorado, chiamò la California “un paese del terzo mondo” facendo riferimento alla quantità di immigrati residenti.
Altre “chicche” sono: Sarah Palin conosciuta per la sua partecipazione stellare (e fugace) all’ultima campagna presidenziale (della quale si dice che ha “conoscenze storiche e la capacità analitica proprie di uno studente delle scuole medie” e c’è da riconoscere che si tratta di una descrizione piuttosto accurata); Muke Huckabee, un fervente battista al quale piace esibirsi come chitarrista rock; e Bobb Jindal, con un passato da esorcista.
In generale si tratta di “politici inclini all’idiozia” e che “hanno perso ogni legame con la realtà” e tuttavia questi politici di destra sostengono di essere i “rappresentanti della vera America”.
L’orrore dell’opposizione di fronte a “questa invasione di barbari” è facile da capire. Sembra stia per succedere qualche cosa che non avrebbe dovuto accadere. La religione degli Stati Uniti è la democrazia; vale a dire, si sta verificando il fatto che anche la gente più barbara ha diritto al voto e a decidere qualche cosa.
Allo stesso tempo, però, tutti sanno che a governare un popolo nel quale – e non ci sbagliamo – dominano i barbari, dovrebbero essere dei leader ben educati e capaci, di una certa élite politica. Nel caso che questi perdano l’occasione e falliscano, non tarderanno ad arrivare al potere queste moltitudini, la massa selvaggia.
Questo è esattamente quello che spaventa “l’altra metà della popolazione degli Stati Uniti”. Paura che il sistema politico risulti incapace di mettere un limite a questa gente e che il Partito Repubblicano perda il suo ruolo. Ci sono timori che la crisi della nazione sia così profonda da portare alla fine del sistema del bipartitismo, che esiste da più di cento anni, e che la crisi inneschi una vera catastrofe.
E noi, che viviamo fuori dalle frontiere americane, che atteggiamento dovremo avere rispetto ai rappresentanti della destra nordamericana?
Prima di tutto, non dobbiamo dare giudizi affrettati. Sia la civiltà russa che quella statunitense sono state sotto l’influenza dello zoroastrismo e dell’eterna lotta del bianco contro il nero e del bene contro il male.
Questo principio è stato applicato in numerose occasioni dai nordamericani nel momento di valutare la situazione in Russia: per loro il democratico Mijail Gorbachov dovette confrontarsi con i comunisti ortodossi e conservatori; e il riformista Boris Yeltsin con i conservatori; allo stesso modo oggi il presidente Dmitri Medvedev deve confrontarsi con il Primo Ministro, Vladimir Putin.
Quelli che hanno accettato questo punto di vista, senza porsi nessun dubbio, non hanno capito e non capiranno mai niente di quello che succede e che succederà in Russia. Cerchiamo di non commettere lo stesso errore nel caso degli Stati Uniti.
Sarebbe un errore credere che i repubblicani e il cosiddetto “Partito del Tè” appartengano alla destra e che siano persone “barbare e primitive”. Un altro errore sarebbe quello di identificali con i neoconservatori e pensare che si interessino molto ai problemi mondiali e a quelli della Russia.
I neoconservatori sono un gruppo a parte, che era al potere durante la presidenza di George Bush: sono per la globalizzazione nel senso più stretto di questa parola, volevano fare degli Stati Uniti la “unica superpotenza” e misero tutte le loro energie in questo scopo.
La conseguenza fu di provocare dappertutto un profondo sentimento anti-americano. Senza dubbio, questi non sono i repubblicani né i “selvaggi” della destra.
I politici “selvaggi”, per la maggior parte, non si interessano al mondo esterno, sempre che non si tratti di immigrazione.
Il mondo esteno non risveglia in loro alcun interesse. La rivista Foreign Policy pubblicò poco tempo fa una ricerca piuttosto precisa sul tema “le forze della destra negli Stati Uniti e l’ONU”. Per riassumere i risultati di questa ricerca basterebbe dire che il discorso ricorrente di questo tipo di politico è quello di smetterla di pagare le quote all’ONU e cacciare questo organismo dal territorio dello Stato.
Inoltre non hanno simpatia né per la Russia, né per la Cina, né per l’Europa, né per il mondo arabo, ma in questo momento “i primitivi sono concentrati” nell’operare all’interno del paese, attaccando i loro oppositori politici, quelli che potremmo chiamare democratici, liberali, globalisti, ecc.
Un esempio recente: il progetto di costruzione di un centro di cultura islamica a due passi dalle Torri Gemelle, distrutte nell’attentato dell’11 settembre, ha provocato forti proteste da parte di questa “gente dell’America profonda”.
Nonostante ciò i newyorkesi, compresi quelli di destra, storcono il naso e insistono nel dire che questa “gente primitiva” odia la loro città che è arrivata ad essere il simbolo del globalismo nordamericano.
Quello che stiamo vedendo oggi è un completo caos e disordini nell’ala destra, o, se si preferisce, nella tavolozza della politica statunitense. La cosa più naturale è che in seguito venga a formarsi una nuova élite. Vedremo.


Traduzione di Erika Steiner

Fonte:
http://sp.rian.ru/analysis/20100828/127590745.html
http://sp.rian.ru/analysis/20100828/127590745.html

 

10/09/2010


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