ALZO ZERO 2010


Nove anni dopo l’11 settembre

 

di Thierry Meyssan

 

Il tempo passa. Nove anni dopo i luttuosi attentati negli Stati Uniti, l’acutezza e la tenacia di Thierry Meyssan hanno portato i loro frutti. La stragrande maggioranza delle persone nel mondo non crede più alla versione del governo statunitense. Questo fenomeno è noto perfino negli Stati Uniti e  in un recente sondaggio si stima che il 74% dei cittadini siano colti da questo dubbio.

Anche i funzionari della commissione d’inchiesta presidenziale ammettono di non esser convinti della relazione  che hanno firmato.

Per l’opinionista che ha dato il via a questo dibattito, non c’è più tempo per discutere sull’impossibilità della versione ufficiale, adesso l’ONU deve cogliere e perseguire i veri colpevoli.

 

Commemoriamo il nono anniversario degli attentati dell’11 settembre che segnarono l’inizio di una guerra che i suoi promotori volevano che fosse senza fine. Dopo aver ucciso quasi 3.000 persone negli Stati Uniti, gli sponsor degli attentati hanno causato la morte di oltre un milione di persone in Afghanistan e in Irak. Il loro piano prevedeva di continuare questa carneficina distruggendo la Siria e l’Iran, ma non hanno potuto, per il momento,condurre a compimento questa fase.

 

In occasione di questo triste anniversario, coloro che prima di sconvolgere il Vicino Oriente mussulmano, hanno addebitato la responsabilità del loro crimine agli islamici, ci hanno dato una nuova messinscena. Un falso dibattito suscitato negli Stati Uniti a proposito della costruzione di un centro culturale mussulmano a Manhattan e un altro falso dibattito che accompagna l’annuncio del Corano da bruciare. Come risultato di queste provocazioni, le autorità US non mancheranno di affermare che sono intervenute per garantire la libertà religiosa nel loro paese, sperando così di farci dimenticare che i crimini di massa che hanno commesso nel Vicino Oriente si svolsero in un atmosfera da crociata contro l’Islam.

 

Dovrebbero inoltre impedirci di prender coscienza della loro incapacità di convincerci.

Nove anni fa ero l’unico a smentire le menzogne dell’11 settembre e a denunciare un colpo di Stato del complesso industriale militare e a mettere in guardia sui progetti belligeranti del nuovo Impero. Malgrado gli insulti , le minacce e gli attacchi, ho percorso il mondo per illuminare l’opinione pubblica internazionale e disinnescare l’ideologia di una guerra di civiltà. Non ho potuto sviluppare questo lavoro negli Stati Uniti perchè sono stato dichiarato persona non gradita.

Tuttavia, una volta metabolizzato lo choc e accettato il lutto, alcuni coraggiosi statunitensi hanno portato la fiaccola nel loro paese.

Ogni anno i sondaggi mostrano che il 10% degli Americani sono sempre più scettici sulla versione elaborata dalla Commissione Kean-Hamilton.

Oggi più del 70% degli statunitensi dubitano, e dubitano anche gli stessi Kean e Hamilton, che sono i copresidenti della commissione incaricata di incider nel marmo la versione governativa.

A questo ritmo costante, nel giro di tre anni, tutta la popolazione statunitense avrà rigettato questa versione.

 

Siamo ormai una grande maggioranza nel mondo ad esigere che sia fatta luce su questi crimini.

L’11 settembre è stato utilizzato dagli Stati Uniti e dal Regno Unito davanti alle Nazioni Unite per giustificare l’ invasione in Afghanistan e in Irak e questo non è più un affare nazionale, ma internazionale. E’ ora che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite designi una commissione d’inchiesta che riunisca gli elementi già conosciuti al pubblico e prepari l’atto d’accusa per i sospetti.

 

Ciò che abbiamo perso, parenti sotto le macerie del World Trade Center o in quelle case bombardate a Kabul o a Bagdad, quei figli morti ammazzati dall’occupante nel Vicino Oriente, sono tutte vittime dello stesso sistema. Dobbiamo lottare insieme per stabilire tutta la verità e punire i colpevoli, perché non arriveremo mai alla pace senza la giustizia.

 

Traduzione di Stella Bianchi per itali asociale da Voltaire.net

 

 

Thierry Meyssan, analista politico francese, presidente fondatore di Reseau Voltaire e della conferenza Axis for Peace. Pubblica tutte le settimane articoli di politica estera nella stampa araba e russa. Ultima opera pubblicata:L’Effroyable imposture 2 ed.JP Bertand(2007)

 

 

17/09/2010


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