ALZO ZERO 2010

 

Chi avrebbe approfittato politicamente di un incidente terroristico in suolo statunitense?Lo strano affare di Umar Farouk Abdul Mutallab

di Tom Burghardt - da mondialisation.ca

Traduzione di Stella Bianchi


A dispetto dei 40 miliardi di dollari che gli Stati Uniti hanno speso per la sicurezza aerea a partire dal 2001,provvedimento pretestuosamente destinato ad ostacolare gli attacchi contro lo Heimat (la Patria ndt), il tentativo fallito da Umar Farouk Abdul Mutallab di far precipitare il volo 253 della Northwest Airlines a Detroit il giorno di Natale è stato sventato , non tanto per l’esorbitante burocrazia del controterrorismo, ma per merito dei passeggeri.

Qual modo migliore per dimostrare il vecchio adagio dei Wobblies:l’azione diretta dà i suoi risultati!

E tuttavia, più si osservano da vicino le prove intorno lo strano caso di Umar Farouk Abdul Mutallab, più i presunti “insuccessi del servizio segreto” appaiono inquietanti.
Mentre questa vicenda si svolgeva,risultava evidente che i responsabili della sicurezza degli Stati Uniti fossero in possesso di molte più informazioni di quelle che ci erano state svelate,circa il potenziale kamikaze con la biancheria intima imbottita di esplosivo.

Il giornale The Observer il 3 gennaio scorso, ha divulgato che i servizi segreti inglesi tenevano sott’occhio Abdul Mutallab da diversi anni e che questi era stato “implicato politicamente” con le” organizzazioni estremiste” mentre studiava nel College Universitario di Londra ed era presidente della Società Islamica.

Esaminando”gli scambi di e-mail e di testi” gli ufficiali della sicurezza pensavano di aver tardivamente scoperto che “lui fosse in contatto con Jihaidisti di tutto il mondo già dal 2007.”

In effetti, il Sunday Times ha rilevato che il presunto terrorista di 23 anni” ‘era in contatto’con estremisti sorvegliati dal M15”(Servizi segreti inglesi ,ndt).
Gli ufficiali hanno affermato che Abdul Mutallab “ ‘ aveva cominciato un giro’ in Gran Bretagna” che era terminato la settimana prima che lui tentasse di mettere in atto il progetto del volo 253.

Alcuni “ufficiali inglesi” anonimi sostengono che “nessuna di queste informazioni era stata trasmessa” ai loro omologhi statunitensi:tutto ciò a prima vista, sembrerebbe una mera bugia.

Il Sunday Times riferiva che i responsabili della sicurezza hanno” consegnato adesso un fascicolo”agli ufficiali del controterrorismo che dimostrava i “suoi frequenti contatti con individui sorvegliati dal M15,i quali avevano il telefono sotto controllo, la posta elettronica intercettata e subivano altre forme di sorveglianza”.

Comunque nulla di tutto ciò avrebbe dovuto sorprendere qualunque persona.Alla luce dei ripetuti avvertimenti che avevano preceduto le atrocità terroriste antecedenti, la fuga selettiva di informazioni date alla stampa inglese sostiene a modo suo la versione ufficiale che vorrebbe che la tragedia evitata a bordo del volo 253 fosse solo il risultato “dei fallimenti onnipresenti dei servizi segreti”.
Tuttavia come si è visto con Mohammed Atta, Richard Reid e Mohammad Silique Khan, il “giro” di Abdul Mutallab era stato già compiuto da diverse altre persone prima di lui , spesso con l’ammiccamento e il consenso dei responsabili della sicurezza britannica e statunitense, quando tutto ciò serviva le ambizioni geostrategiche dei loro capi politici.

Come analista e ricercatore della sicurezza,Nafeez Mosaddeq Ahmed ha scritto nel New Internationalist (ottobre 2009)” Il terrorismo islamico non può essere capito se non si riconosce a qual punto le sue organizzazioni sono utilizzate dai servizi segreti militari occidentali, per controllare allo stesso tempo sia le risorse energetiche strategiche sia per contrastare i loro rivali geopolitici.Anche nell’attuale momento, quasi un decennio dopo l’ 11 settembre,continua il finanziamento clandestino delle reti organizzate di Al-Qaida “.

Le conclusioni di Ahmhed seguono da vicino quelle di Michel Chossudovsky, Peter Dale Scott e Richard Labévière i quali hanno minuziosamente documentato gli stretti legami con i servizi segreti occidentali dei quali hanno beneficiato da decenni i gruppi complessi di jihadisti conosciuti con il nome di Al-Qaida.
Il fatto che gli agenti segreti ,di cui quelli situati ai più alti livelli dell’apparato di sicurezza dell’organizzazione, non hanno fatto nulla per impedire ad un presunto operatore di Al –Qaida di salire a bordo di un aereo-uno spaventoso eco agli attacchi dell’ 11 settembre – mette in dubbio il tessuto della menzogna più mediocre spiegata dalla versione ufficiale.

Un “fallimento” dei servizi segreti o un “successo” folle per le imprese di sicurezza?

Accusato il 26 dicembre di aver tentato di far esplodere un aereo di linea statunitense,Abdul Mutallab” figurava in un data base statunitense sul terrorismo”secondo il Washington Post.

Il Post ha rivelato che il nome del sospetto “era stato aggiunto in novembre al sistema Terrorist Identities Datamart Environnement denominato anche TIDE”.Lo si descrive come una lista “raccogli-tutto” che”contiene circa 550.000 persone” ed è gestita dall’ “Office of the Director of National Intelligence at the National Counterterrorism Center”.

I cronisti del Times Mark Mazzetti ed Eric Lipton, citando i”rappresentanti(non nominati) del governo” hanno rivelato che “le intercettazioni elettroniche venivano tradotte e distribuite attraverso organizzazioni informatiche confidenziali” già da mesi prima che Abdul Mutallab salisse a bordo del volo 253 ad Amsterdam.

Tuttavia, quando le intercettazioni della NSA(Agenzia per la Sicurezza Nazionale) sono arrivate al National Counterterrorism Center(NCTC) controllato dall’Office of the Director of National Intelligence, gli analisti “non hanno stabilito i legami tra i servizi segreti preposti all’ascolto clandestino e le informazioni raccolte a novembre”, quando il padre di Abdul Mutallab ha fornito cruciali informazioni all’Ambasciata degli Stati Uniti in Nigeria riguardanti i legami di suo figlio con le possibilità disponibili nel data base afgano-arabo dei servizi segreti occidentali, ugualmente conosciuta sotto il nome di Al-Qaida.

La richiesta di commenti dal NCTC si è rivelata un’impresa scoraggiante.Come esprime prudentemente il Times,”i responsabili al centro del controterrorismo hanno mantenuto un silenzio stoico …menzionando che era in corso il rapporto ordinato dal presidente Obama “.

Malgrado le rivelazioni della stampa inglese, la Casa Bianca sostiene che non ci sarebbe stata nessuna pistola fumante che avesse permesso ai servizi segreti statunitensi di prevenire l’attacco sabotato”riferiva l’Associated Press il 3 gennaio.”

L’assistente della Casa Bianca John Brennan, citando le “lacune” e gli “errori” nella condivisione delle informazioni , ha affermato:” Non vi è stato nessuna informazione che dicesse che quell’uomo sarebbe salito a bordo di un aereo”.

Come vedremo tra poco, Brennan ha tutte le ragioni di nascondersi dietro tali menzogne.

Il giornalista dell’inchiesta Tim Shorrock, autore dell’importante libro Spies for Hire riferiva nel Corp Watch che NCTC era un’Agenzia di controterrorismo in subappalto strapiena di impresari della sicurezza, nel mercato estremamente lucrativo della sicurezza interna.

In effetti, The Analysis Corporation (TAC), una filiale posseduta in proprietà esclusiva dall’impresa che opera nella difesa e nei servizi segreti Global Strategies Group/NorthAmerica,”si è specializzata nella produzione di analisi sul controterrorismo e sulle liste di sorveglianza per le agenzie governative degli Stati Uniti”.

Secondo Shorrock “ questa agenzia è meglio conosciuta per i suoi legami con John O.Brennan, suo ex PDG, un veterano della CIA nella quale ha trascorso 35 anni e attualmente è il principale consigliere del presidente Obama nel ramo del controterrorismo.Brennan che è stato il primo direttore del NCTC ha lasciato il governo nel novembre 2005 ed ha subito aderito alla TAC”.

Shorrock ha rivelato che”TAC tratta principalmente casi con NCTC.
In realtà NCTC è uno dei più importanti clienti della compagnia che offre sostegno per il controterrorismo(CT) alla “maggior parte delle agenzie della comunità dei servizi segreti” così come riportato da un comunicato stampa della compagnia.Uno dei suoi più importanti clienti è l’Office of Director of National Intelligence, che gestisce NCTC.

Shorrock racconta che”durante gli anni novanta, TAC ha sviluppato il primo data base sul terrorismo del governo statunitense,”Tipoff” , per conto del Dipartimento di Stato”.
L’autore descrive come “il data base è stato inizialmente concepito come uno strumento per aiutare i funzionari consolari e gli ispettori della dogana per stabilire se gli stranieri che tentavano di entrare negli Stati Uniti fossero terroristi conosciuti o presunti”.

Sulla scia degli attacchi del 11 settembre e delle successive riorganizzazioni della burocrazia relativa la sicurezza, il giornalista inquirente ci informa che “nel 2003 la gestione del data base-che riceveva le informazioni raccolte da un gran numero di agenzie compresa la CIA, la NSA e l’FBI-è stata trasferita al Terrorist Threat Integration Center (TTIC) della CIA e poi al National Counterterrorism Center”.
“Nel 2005 , rivela Shorrock,Tipoff è stata ampliata e rinominata Terrorist Identities Datamart Environment o TIDE e un programma informatico di impronte digitali e di riconoscimento facciale che è stato aggiunto in aiuto all’identificazione dei sospettati mentre questi varcavano le frontiere statunitensi”.
A dispetto della totale inutilità di un data base debordante che contiene più di 1,3 milioni di nomi secondo l’American Civil Liberties Union e non 550.000, una cifra sottostimata citata dai media dominanti, TIDE è stata un inestimabile beneficio per TAC.
“Durante i cinque anni successivi l’11 settembre, Shorrock segnala che le rendite di TAC sono quintuplicate, andando da meno di 5 milioni di dollari nel 2001 a 24 milioni di dollari nel 2006.
In questo stesso anno, l’impresa ha aumentato la sua visibilità nella comunità dei servizi segreti creando un “consiglio consultivo superiore” che ha incluso tre grandi giocatori della CIA: l’ex Direttore George J.Tenet, l’ex Dirigente principale dell’informazione Alan Wade così come l’ex analista principale John P.Young”.

E cos’ha guadagnato il popolo statunitense con la massimizzazione dei profitti corporativisti?
In qualità di giornalisti d’inchiesta,Susan e Joseph Trento hanno svelato nel loro libro Unsafe At Any Altitude –un’opera ignorata ma molto inquietante-che la maggior parte dei pirati dell’aria del 11 settembre, tra i quali Mohammed Atta,Hani Hanjour,Khalid al-Mihdhar e Majed Moqed “erano stati segnalati dal CAPPS(Computer-Assisted Passenger Prescreening System)”.

Tuttavia, a ragione delle sciocchezze della CIA e dell’FBI che avevano reso inutili le informazioni delle liste di sorveglianza per impedire ai sospettati di salire a bordo degli aerei di linea, “l’unica cosa che è stata fatta di conseguenza è stata quella di tenere al suolo i bagagli di parecchi membri della squadra di Al-Qaida fino al momento in cui il personale di bordo avesse confermato che essi fossero saliti a bordo solo come passeggeri.
E quando si considera che Abdul Mutallab non aveva nemmeno bagagli da registrare, le presunte “mancanze” sono ancor più evidenti.

Secondo i Trento, “l’FBI, la CIA, la NSA e il Dipartimento di Sicurezza interna si rifiutano di dare ai trasporti aerei una lista esatta di persone proibite al volo, permettendo così ai terroristi più minacciosi di continuare a prendere l’aereo”.
C’è una tendenza in tutto ciò?Certo che c’è!
Il 31 dicembre, un”responsabile del controterrorismo” ha menzionato al Wall Street Journal:” Se osservate questi rapporti ,essi sollevano alcuni importanti quesiti circa l’esattezza e le omissioni relative al processo delle liste di sorveglianza che ad ogni evidenza,non sono state adeguate dal 25 dicembre.’Per l’essenziale, l’individuazione avviene alla cieca e non è cosa efficace’ ”.

Comunque possiamo esser certi che poco sarà fatto su questa breccia in materia d’inchieste rafforzate sulla sicurezza.
Il New York Times ha riportato che è stata “accordata” all’ex PDG di TAC ,John O.Brennan”un’immunità deontologica speciale per correggere i difetti sulle informazioni e sull’individuazione che precedettero l’attentato esplosivo fallito a Natale a bordo dell’aereo tra i viaggiatori nei cieli di Detroit.

Entrata in scena della CIA, lato giardino(all’estrema destra).

Quale “altra agenzia di governo” avrebbe potuto sopprimere informazioni sul futuro del kamikaze?

Il 29 dicembre,CBS Evening News rivelava che”dall’ agosto 2009 “, data che coincide approssimativamente con il periodo delle intercettazioni della NSA , “ la Central Intelligence Agency raccoglieva informazioni su una persona soprannominata il ’Nigeriano’ che era degna di una certa attenzione.Questa persona era sospettata di aver incontrato alcuni’elementi terroristi’ nello Yemen”.
Alcune “fonti anonime”dei servizi segreti hanno affermato a CBS che “il Nigeriano” si è rivelato essere Uman Farouk Abdul Mutallab”.Ma questo legame “non era stato confermato quando il padre di Abdul Mutallab si era recato all’ambasciata degli Stati Uniti in Nigeria tre mesi più tardi, il 19novembre 2009.Fu in quel periodo che l’uomo espresse forti preoccupazioni agli agenti CIA a proposito dei legami di suo figlio con gli estremisti dello Yemen,noto focolaio di Al-Qaida”.
CBS sostiene che”queste informazioni siano state associate soltanto dopo il fallito attentato di Natale”.
Alcuni precedenti reportages avevano asserito che il padre di Umar,Alhaji Umaru Mutallab, un ricco banchiere nigeriano , già alto rappresentante del governo, aveva espresso ai responsabili dell’ambasciata soltanto una vaga preoccupazione relativa il disaccordo con il proprio figlio che”avrebbe potuto esser correlato con il suo crescente fervore religioso”.
Ma tutto ciò risultò esser mendace.
Il Times ha riferito che “un cugino della famiglia aveva citato il padre di Umar avvertendo i responsabili del Dipartimento dello Stato e della Central Intelligence Agency in Nigeria sostenendo :”Guardate i testi che lui sta inviando.Quell’uomo è una minaccia per la sicurezza”.
Nulla di vago in questa rivelazione ma piuttosto una prova concreta sotto forma di “testi”, che noi sappiamo ormai , sono stati intercettati dalla sicurezza britannica e comprendevano”gli ascolti telefonici,le intercettazioni di e-mail e altre forme di sorveglianza” da parte del M15 che hanno spinto un padre angosciato ad esprimere ai responsabili statunitensi i ben fondati timori a proposito di suo figlio.
Tuttavia la fonte del Times li ha menzionati sostenendo:”Hanno promesso di esaminare tutto….non lo hanno preso sul serio”.

Ed è la che la vicenda prende decisamente una cattiva piega.Secondo il Times “i responsabili della CIA in Nigeria hanno stilato un rapporto diverso compilando l’informazione biografica di Abdul Mutallab che comprendeva la sua formazione accademica così come alcune informazioni riguardanti il fatto che il ragazzo avrebbe desiderato continuare i propri studi di diritto islamico nello Yemen”.
Mark Mazzetti ed Eric Lipton hanno rivelato che” un telegramma era stato inviato al quartier generale della CIA a Langley,(Virginia) ma non era più stato diramato ad altre agenzie dei servizi segreti, e questo è stato spiegato da alcuni responsabili del governo”.
Forse i servizi segreti erano già ampiamente al corrente della strada pericolosa sulla quale Abdul Mutallab si era avventurato ed hanno scelto piuttosto di chiudere gli occhi.
Concordando con le divulgazioni dei media britannici, le prove suggeriscono che le informazioni della CIA derivanti da intercettazioni della NSA, i loro stessi operatori sul campo nello Yemen così come i rapporti di vigilanza del M15 sono stati scrupolosamente ignorati dalle fazioni in seno alle alte sfere dei servizi segreti le quali hanno trattenuto queste cruciali informazioni che avrebbero potuto paralizzare le abituali procedure di sicurezza di fronte ad un attacco che loro sapevano essere imminente.
Servendo da eco, come è noto,ai politici disonesti, ai rappresentanti della corrente di Bush circa la dichiarazione di innocenza data dalla Commissione d’inchiesta sull’ 11 settembre, i media corporativi ci hanno detto che gli attacchi terroristici del 11 settembre 2001 erano la risultante di una”mancanza di immaginazione” dei responsabili del controterrorismo”per stabilire dei legami”.
Sembra che ci fossero stati molti “legami” nel caso di Abdul Mutallab e tuttavia se si vuol credere alla versione ufficiale oppure no , non un solo legame è stato stabilito prima che lui prendesse posto a bordo del volo 253.

Per quanto fosse stato rifiutato ad Abdul Mutallab di entrare in Gran Bretagna e lui avesse pagato 2.800 dollari in contanti il “biglietto per il paradiso” e per quanto lui stesso non avesse bagaglio con sè ,cosa che normalmente possiede una persona con permesso di espatrio valido due anni per gli Stati Uniti, l’ex kamikaze con l’esplosivo addosso ha avuto la meglio e ha vanificato ogni “profilatura” intrusiva situata nei posti stabiliti per mantenere la nostra sicurezza.
Quale astuto espediente!
Le prove disponibili suggeriscono che Abdul Mutallab sarebbe dovuto apparire sulla “lista molto confidenziale degli eletti” dovendo esser sottoposto ad ulteriori verifiche oppure sulla “lista delle persone proibite sul volo “ della Transportation Security Administration (TSA).Inoltre le intercettazioni della NSA e il rapporto bibliografico della CIA sul sospettato, solo quello avrebbe dovuto impedirgli di entrare nel paese se fossero state seguite le “abituali” procedure di sicurezza , ma tutto ciò non si è verificato.
Come riferisce l’Indipendent on Sunday la settimana scorsa,”la rivelazione del passato di Abdul Mutallab ha confuso gli esperti del terrorismo”.
Uno di questi”esperti” Magnus Ranstorp del Center for Asymmetric Threat Studies au Swedish National ha dichiarato al quotidiano che “il fallito attentato esplosivo non quadrava…”.
“Da un lato, afferma Ranstorp,sembra che il ragazzo fosse sulla lista di sorveglianza dei terroristi, ma non sulla lista delle persone proibite al volo”
“Questo non quadra, ha detto Ranstorp,perché il Dipartimento statunitense della Sicurezza interna possiede rigorosi mezzi di esplorazione dei dati.Non capisco perché lui possedesse un permesso d’espatrio valido se invece figurava sulla lista di sorveglianza dei terroristi”.
Bella domanda,dr.Ranstorp! Probabilmente perché qualcuno lo voleva a bordo di quell’aereo.La domanda è: chi?
Considerando il”trattamento speciale”accordato agli attivisti antiguerra dalla TSA negli aeroporti, il possibile coinvolgimento di Abdul Mutallab con alcuni terroristi sarebbe stato un elemento più che valido per non farlo salire sull’aereo.
Del resto anche suo padre ex rappresentante di governo in buoni rapporti con Washington aveva messo in guardia le autorità sul comportamento del figlio.
Infine c’erano state le svariate intercettazioni della NSA, un dossier della CIA a suo carico e alcuni rapporti del M15 che avrebbero suonato l’ allarme rosso!

Nel caso del sospettato, c’erano talmente tanti allarmi rossi che si sarebbe potuto credere che l’Armata rossa stesse sfilando all’aeroporto Schiphol di Amsterdam.
E ancora, come lo ha ricordato un ex quadro superiore dell’aviazione al giornalista Daniel Hopsicker durante la sua inchiesta sugli attentati dell’ 11 settembre, è possibile che Abdul m
Mutallab si trovasse a bordo di quell’aereo per la seguente ragione:”A volte quando le cose non hanno senso da un punto di vista commerciale è solo perché esse hanno un altro senso”.

Come segnala il World Socialist Web Site :

Nell’insieme, l’attentato esplosivo sventato di Northwest e gli attentati del 11 settembre sono stranamente simili.
Si potrebbe ugualmente dire che il loro modus operandi è la loro causa.
Nei due casi le persone sospettate d’aver compiuto il gesto erano state oggetto di inchieste da parte della sorveglianza e dei servizi segreti statunitensi.
Queste persone erano state autorizzate ad entrare nel paese e a salire sui voli a condizioni che avrebbero allertato qualsiasi apparato di sicurezza.

Allo stesso tempo ieri e oggi, il governo e i media si aspettano che il pubblico accetti che siano messi in causa solo gli errori.
Ma perché chiunque dovrebbe presumere che l’inazione in presenza di dettagliate informazioni nei confronti di Abudul Mutallab implicano soltanto errori”dovuti all’ignoranza” e non qualcosa di ben più sinistro?(Bill Van Auken,”The Northwest Flight 253 intelligence failure:Negligence or conspiracy?”World Socialist Web Site 31 decembre 2009)
Cari lettori, ci resta solo di che riflettere sulla domanda cui prodest?
Chi avrebbe approfittato di un incidente terroristico grave nel suolo statunitense e sarebbe stato abilmente determinato ad infilarsi nella breccia per sfruttare la perdita catastrofica di vite umane che ne sarebbe derivata?
In effetti, chi?
Tom Burghardt è un collaboratore abituale di Mondialisation ca.
 

21/01/2010


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