ALZO ZERO 2010


Kossiga: NULLA PIETAS

Esternatore, picconatore, Zorro o soltanto Boia? Io non lo perdono e non piango cristianamente la sua morte. La mia religiosità, la mia morale , la mia estetica sono altre. E che ci si batti il petto crocifiggendo migliaia di persone in nome di una “laica” Ragion di Stato è a dir poco grottesco. Non gli perdono nulla e non ho nessuna pietà per Kossiga.
Costui ha nel tempo ricoperto le più alte cariche istituzionali “non potendo non sapere” quanto andava avvenendo della Colonia Italia.
Non gli perdono, in particolare, il comportamento tenuto nel tragico tap-in Ustica-Bologna quando è avvenuto che si commercializzasse il sangue delle vittime criminalizzando gli antagonisti. Ed invece erano loro – i rappresentanti delle istituzioni - lì a tramare, ad architettare, a depistare. Decidevano loro, nella scontata logica del made in Usa, come provocare, prevenire, reprimere e…liquidare. Utilizzando le tecniche del rapimento (“i rapendi”), della liberazione degli ostaggi, dell’incastro dell’avversario politico. Grazie alle coperture della Cia ed alla disponibilità di magistrati prevaricati quali i Sica, gli Occorsio, i De Matteo. Come documentai sul numero 4 di Giustizia Giusta del 2006 dopo le confessioni fatte a “Libero” il 14 luglio dello stesso anno dallo “statista” che nei costruiti anni di piombo ha ricoperto prima il ruolo di Ministro di Polizia e quindi quello di Presidente del Consiglio prima di diventare, per meriti di “servizio”, Presidente della Repubblica.
Rimanendo alla strage di Bologna - che mi vide catturato, imputato e sequestrato per dieci anni sotto art. 90 -- non posso non considerare Boia Francesco Kossiga che il 4 agosto 1980 – al tempo Presidente del Consiglio – dichiarò in Parlamento che l’attentato alla stazione era un attentato “fascista”, sostenendo che “Non da oggi si è delineata la tecnica terroristica di timbro…il terrorismo nero ricorre essenzialmente al delitto di strage perché è la strage che provoca paura, allarme, reazioni emotive e impulsive”. Fu quello il mandato dato alla magistratura bolognese di rastrellare il 28 agosto decine di militanti.
E poi con ipocrisia pretesca se ne usci disinvoltamente fuori il 15 marzo del 1991 davanti al Comitato per i Servizi di Sicurezza sostenendo di essersi sbagliato a definire “fascista” la strage del 2 agosto.
Nella stessa sede l’esternatore presentò le sue “scuse” ad alcuni inutili esponenti del Msi (quelli della doppia pena di morte!) per aver addebitato alla “destra” la strage. “Il giudizio da me espresso allora fu il frutto di errate informazioni conseguenza di una subcultura. Informazioni che mi furono fornite dai Servizi segreti e dagli organi di polizia…La subcultura e l’intossicazione erano agganciate a forti lobbies politico-finanziarie”.
Non esternatore ma Boia. Il 18 marzo 1991 feci sapere attraverso le agenzie di stampa di non accettare le “scuse” di Kossiga ritenendole “patetiche, ridicole, dolciastre e volgari”. “Le 85 vittime di un ignobile massacro (cui si aggiungono le altre vittime – a cominciare da Giorgio Vale e da Pierluigi Pagliai – dell’azione inquisitoria mirata alla ricerca di colpevoli di comodo in base alla logica della fazione, detta anche Ragione di Stato) esigono che sia fatta giustizia”. “ In aula – io aggiunsi – dichiarai che Ustica chiama Bologna. L’ipotesi di una strage per coprire un massacro ha una sua precisa valenza che non potrà non fornire la spiegazione politica delle stragi che hanno insanguinato la Colonia Italia”.
Francesco Kossiga ha impudicamente taciuto e nessun magistrato – nonostante più volte i difensori dei “fascisti” condannati per editto di “lapide” ne abbiano chiesto l’audizione – ha voluto ascoltarlo.
Nessuno a livello e di intelligence e politico ha mai voluto ipotizzare l’esistenza di una pista israeliana e per Ustica e per Bologna. Eppure esistono elementi, quanto meno logici, che potrebbero vedere il coinvolgimento dei servizi israeliani. Eppure l’unico attentato degli anni ’70 di cui si è accertata la responsabilità è stato messo a punto dal Mossad che fece esplodere nel cielo di Marghera l’Argo 16 per ritorsione contro la politica filo araba tenuta dal Governo italiano. Eppure il giudice Mastelloni ha proprio in questi giorni dichiarato che esiste un unico filo stragista riferibile agli Israeliani. Ma con la viltà del magistrato lo fa trenta anni dopo…
Restano il sudario delle vittime del Boia e il silenzio degli innocenti.


Paolo Signorelli


23/08/2010


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