ALZO ZERO 2010


Eva Klotz e l’imballaggio della storia

La pasionaria tirolese Eva Klotz, figlia dell’indipendentista Georg Klotz detto “il martellatore della Val Passiria” per una serie di azioni messe a segno in quella vallata negli anni Sessanta, in occasione della prevista adunata degli Alpini del 2012, ha proposto che il monumento alla vittoria di Bolzano sia “impacchettato” dall’artista Christo. Così facendo – ha spiegato – l’opera verrebbe negata agli sguardi delle Penne nere che vi sfileranno davanti, depotenziando così la funzione di ammonimento sull’italianità dell'Alto Adige del manufatto piacentiniano, eretto durante il Ventennio fascista per ricordare la fine della Prima guerra mondiale e l’annessione della Provincia all’Italia.
Ricordiamo che questo monumento è sempre stato oggetto delle polemiche dei sudtirolesi che lo considerano un’offesa, con l’aggravante di una scritta latina sul frontone che li assimila, in pratica, ai barbari di romana memoria. E così il partito della Klotz, il Suedtiroler Freiheit (che tradotto in italiano significa “Libertà per l’Alto Adige”), ha annunciato di avere chiesto alla coppia di artisti statunitensi chiamata, in arte, Christo, di coprire il monumento con dei teli bianchi in analogia con quanto, gli stessi, fecero già nel 1995, “imballando” il palazzo del Reichstag a Berlino.
In effetti questo monumento di Bolzano da sempre rappresenta uno dei temi più importanti del mondo politico locale. Da una parte gli italiani a difenderlo a spada tratta; dall’altra i sudtirolesi, che rappresentano la maggioranza della popolazione residente, a chiederne la rimozione. Anche se, negli ultimi tempi, una parte della Svp sembrava disposta a lasciarlo cadere in qualche modo nel dimenticatoio, nonostante i restauri all’opera iniziati proprio in questi ultimi mesi. E pochi giorni fa anche Pius Leitner, consigliere provinciale dei Freiheitlichen, il partito che fu gemellato con l’omonima formazione austriaca della quale fu il capo il leader scomparso Joerg Haider, era intervenuto per dire la sua. Di fronte all'ipotesi di “depotenziare” il manufatto, trasformandolo in un centro informativo sul Ventennio, Leitner aveva dichiarato: “Lasciamo stare, altrimenti rischiamo che al suo interno sia ricavato un bar, magari gestito dai cinesi...”.
Posizione, quest’ultima, certamente equilibrata. Perché se è vero che storicamente il Tirolo comprende le terre che oggi formano il Tirolo austriaco e l’intera regione italiana Trentino Alto-Adige (il Trentino era definito in età asburgica anche Welschtirol e talvolta “Tirolo italiano” o Tirolo Meridionale), è altrettanto vero che continuare in queste battaglie di piccoli ed anacronistici nazionalismi non ha alcun senso. Finché l’Europa non inizierà a ragionare come potenza unitaria, il suo destino continuerà ad essere quello di vassallo degli Stati Uniti. Se invece inizierà, pur in un’ottica di vero federalismo che rafforzi le diverse identità culturali che compongono il vecchio Continente, a rafforzare la propria sovranità continentale, allora potrà finalmente tornare a ricoprire quel ruolo di protagonista che, da sempre, la Storia le ha assegnato.

italiasociale

 

23/09/2010


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