ALZO ZERO 2010

 

Dalla tragedia alla farsa elettorale

 

di Enrico Galoppini. Note intorno all’‘Aventino mediatico’ di Santoro e soci.

 

Alla vigilia delle elezioni regionali, tutta la canea sui “talk show vietati” è servita anche per destare interesse verso consultazioni elettorali che non ne hanno affatto. Che cosa cambierà per la cosiddetta “gente normale” se al governo ci sarà il PdL, il PD o la Lega? Nulla. Ma a dar retta alle tv e ai giornali, sembra che in Italia non vi sia altro problema che quello della “censura a Santoro”.

Eppure, alla censura su tutto ciò che il popolo non deve sapere questo sistema fa ricorso in maniera sistematica, ma questi paladini della “libertà di espressione” sembrano non accorgersene, perché l’unica censura che dà loro fastidio è quella che li tocca da vicino.
Ma vogliamo o no parlare del fatto che l’Italia, come Stato, Governo, Parlamento, Banca, Industria eccetera è una pura finzione? Vogliamo o no parlare delle oltre 100 basi ed installazioni Usa/Nato su quello che, fino a prova contraria, è il territorio dello Stato italiano, ovvero della nostra Patria? Vogliamo o no parlare della truffa monetaria operata ai nostri danni da istituti bancari che sono completamente in mani private? Vogliamo o no parlare della fine che hanno fatto i milioni di euro spesi per i vaccini contro una “influenza” che doveva falcidiarci?
Di tutto questo non se ne parla affatto. Non ne tratta Santoro, né i suoi amici, tutti presi a far la guerra a Berlusconi. Quindi, tutta questa preoccupazione per la “libertà di espressione” è un’impostura bella e buona.

Se, invece, questi paladini della “libertà d’espressione” cominciassero a svolgere serie e puntuali inchieste sui suddetti temi, dimostrando che la “Repubblica Italiana” è un puro artificio retorico, o meglio un aborto nato male (la cosiddetta “Liberazione”) e finito peggio (l’Unione Europea), ci si potrebbe anche ricredere. Ma non lo fanno. Ci torturano con le veline, le intercettazioni, le ‘escort’, i “conflitti d’interessi’ (loro sono i maestri nel piazzare i parenti in Rai) di Berlusconi, come in un delirio monotematico da cui non riescono a rinvenirsi.

La fissazione su Berlusconi certamente ha dato una ‘ragion d’essere’ ad una “sinistra” azzerata idealmente, senza alcun progetto alternativo, ma oggi è arrivata al capolinea. E’ evidente infatti che a livello politico essa non è, o meglio non può, proporre alcunché di diverso su tutto ciò che riguarda la vita concreta del popolo. E non lo può fare neppure a livello informativo, cosicché anche la sua “informazione” di riferimento si è ficcata nel vicolo cieco dell’anti-berlusconite cronica.

 Chi ha chiamato a raccolta a Bologna e nelle “100 piazze d’Italia”, oltre che in quelle virtuali di internet, dà forse conto del quotidiano stillicidio di morti, feriti, demolizioni di case, arresti, pene d’ogni tipo per l’embargo di cui soffrono i Palestinesi? Che cosa pensano poi del corrispondente della tv iraniana arrestato in Italia con una ridicola scusa di “traffico d’armi”? Dov’è in quel caso la “solidarietà di categoria”? E perché non c’informano del terrorismo che colpisce lo stesso Iran con la stessa enfasi che mettono per descriverci quello che ci minaccerebbe? Niente di niente, appiattiti completamente sull’Occidente e i suoi cosiddetti “valori”, rappresentandone anzi forse il volto più inquietante.

Questi signori sono dunque “schierati” come quelli che essi contestano, e forse anche peggio, e questo è un fatto. Sono schierati a difesa dell’Occidente e schierati per fare la guerra, una volta dal “governo”, l’altra dalla “opposizione”, contro l’altra parte politica a cui il padrone d’Oltreoceano concede di esistere per abbindolare gli italiani con la cosiddetta “alternanza democratica”. Ma soprattutto sono schierati su questioni fasulle, d’importanza marginale rispetto alle cose che veramente interessano agli italiani. Smettano di perdere tempo dietro ai “gay”, ai “preti pedofili” (già, perché sono così schierati contro la Chiesa?) e altre stupidaggini. Si battano per un’Italia libera, sovrana, indipendente, e allora si distingueranno per davvero dall’inutile ed inconcludente teatrino destra-sinistra di una Repubblica delle banane colonia degli Usa. Ma non c’è pericolo che lo facciano, perché sono troppo compromessi.

 La situazione dell’Italia odierna potrebbe intitolarsi “dalla tragedia alla farsa”. La tragedia è che abbiamo perso una guerra, con la conseguenza che siamo stati occupati prima militarmente, poi politicamente, economicamente e, infine, coi disastri valoriali che sono sotto gli occhi di tutti, culturalmente (anche, ma non solo!, per la spazzatura diffusa dalle tv private).

La religione civile per l’Italia post-1945 dettata dall’estero, dai vincitori, assunta con entusiasmo oppure obtorto collo dalle nuove élite ‘italiane’ e diffusa tra la massa, la quale l’ha in parte recepita in parte no, è stata ed è l’antifascismo. E lo sarà fintanto che durerà la sudditanza dell’Italia.

L’antifascismo, tra l’altro, nacque col sorgere del movimento fascista, non dopo il 1945 come si tende a credere. All’epoca, chi non voleva il Fascismo al potere fece di tutto per opporvisi, prima con le violenze (ma tutti sanno solo dello “squadrismo fascista”), infine giungendo ad architettare un’accusa rivolta niente meno che a Mussolini, già Presidente del Consiglio, di essere il mandante dell’omicidio Matteotti (che oggi sappiamo essere maturato negli ambienti, legati a Casa Savoia, che trafficavano nel settore energetico). Accuse che in seguito si sarebbero dimostrate fasulle, tant’è che uno dei suoi principali accusatori, onestamente, dopo la guerra (quando avrebbe potuto cavalcare tranquillamente l’onda antifascista vittoriosa) ritrattò la sua versione precedente, difendendo Mussolini da quell’infamante accusa nel nuovo processo riaperto sull’omicidio Matteotti. Vi è inoltre da ricordare, che lo stesso antifascismo, sin dagli anni Venti, era eterodiretto da parte di quei soggetti, in primis la Gran Bretagna, che non volevano un’Italia forte, in grado di svolgere la sua naturale funzione geopolitica.
Poi, la guerra persa, di certo non voluta dall’Italia, ed una sola versione ufficiale – l’antifascismo - è stata assunta dai governanti e fatta credere al popolo.

Sin qui la tragedia. La farsa si consuma oggi con un ‘Aventino mediatico’ inscenato da soggetti, anche stavolta imbeccati dall’esterno (forse Berlusconi ha compiuto qualche mossa sgradita in politica estera ed energetica? non liberalizza abbastanza?), che coerentemente con lo spirito dell’epoca (l’homo videns ha soppiantato l’homo politicus) inscenano un presidio di ‘dissidenza mediatica’. L’appoggio esterno è anch’esso mediatico, oltre che politico: non a caso la catena Sky, di Murdoch, appoggia il nuovo ‘Aventino’. La farsa e l’impostura non potrebbero essere più smaccate.

Dopo oltre sessant’anni, si agita ancora strumentalmente e in malafede la polemica fascismo/antifascismo, da una parte accusando, dall’altra atteggiandosi a ducetto con la cravatta (e che dire di quei “camerati” che aspettano le briciole dalla mensa di Berlusconi?), per non prendere atto che il nostro Paese ha bisogno di una élite che lo riconduca alla posizione che gli compete nel consesso delle nazioni, soprattutto per rispetto di noi stessi.La verità è che l’antifascismo, rinfocolato anche dà chi si pone in atteggiamenti equivoci senza avere la stoffa di chi vorrebbe imitare, fa comodo a tutti, perché mantiene lo status quo di colonia occidentale (ovvero anglo-americana, coi sionisti liberi di fare i loro comodi): condiziona la psicologia sociale e le mentalità collettive, creando le premesse per una politica ed un’economia a beneficio di chi ci ha “liberato” per condannarci ad una servitù che non sembra finire mai.

 

29/03/2010


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