ALZO ZERO 2010


JFK, i Frati Neri e Vespa


di Ugo Gaudenzi

Il 4 giugno 1963, il presidente nordamericano John Fitzgerald Kennedy firmò l’ordine esecutivo numero 11.110 che dava allo Stato il potere di emettere moneta senza doverla “chiedere in prestito” alla Federal Reserve.
Kennedy scelse come riserva monetaria l'argento.
La moneta nel progetto di Kennedy aveva costo zero per lo Stato (invece che indebitarsi verso la Fed) in quanto i certificati d'argento erano dollari Usa, non le attuali obbligazioni sulle quali lo Stato paga e pagava gli interessi.
Infatti la moneta della Fed era prestata al governo applicando un tasso di interesse (il signoraggio) usuraio. Diversamente dalla moneta della Fed, era poi una moneta convertibile. Con il provvedimento, il Tesoro statunitense, tornava ad emettere moneta come era avvenuto dalla fine della guerra di secessione fino agli anni ‘30 (nonostante l’avvenuta costituzione, già nel 1913, della “privata istituzione” Federal Reserve, fondata dalle banche Rothschild “europee”, dalla Lazard Brothers, dalla Israel Moses Sieff bank, della Warburg, dalla Kuhn Loeb, dalla Goldman Sachs e dalla Chase Manhattan bank della famiglia Rockefeller).
Questo voleva dire che per ogni oncia di argento presente nelle riserve Usa, lo Stato poteva mettere in circolazione nuova moneta. In tutto, Kennedy mise in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari. Le conseguenze furono enormi. Kennedy stava per mettere fuori gioco la Federal Reserve Bank di New York. Se fosse entrata in circolazione una quantità sufficiente di questi certificati basati sull'argento, questa avrebbe eliminato la domanda di banconote della Federal Reserve.
L’ordine esecutivo 11.110 avrebbe probabilmente impedito il lievitare del debito pubblico che ha raggiunto i record attuali, poiché avrebbe dato al governo di Washington la possibilità di ripagare il debito pubblico senza essere gravato dall'interesse richiesto da questa banca privata, la Fed, per la creazione di nuova moneta (tasso di sconto).
Come si sa, infatti, il debito cresce in quanto gli Stati chiedono nuovi prestiti di moneta non solo per le necessità correnti, ma per ripagare gli interessi (il tasso di sconto). Kennedy fu assassinato a Dallas dopo appena cinque mesi dall’emanazione dell’ordine esecutivo 11.110 (come per Calvi, come per Schleyer, anche in quel caso “non si sa da chi”... forse dai Frati Neri) e non vennero più emessi certificati garantiti da argento od oro. Poi venne Nixon e la definitiva fuoriuscita del dollaro dal sistema delle parità fisse convertibili nei metalli preziosi.
Dedichiamo quanto sopra, come fonte di informazione, all’esimio direttore della Rai nonché Arbiter Politicorum per eccellenza, Bruno Vespa. Che , nel suo “Porta a Porta” dell’altro ieri, mercoledì 26, oltre a sottolineare - di fatto e “democraticamente” - l’inutilità delle presenze delle liste di altri candidati premier rispetto ai quattro maggiori da lui da sempre coccolati (tra l’altro almeno alcune di quelle liste erano in possesso di un passato storico imprescrittibile), ha trattato da deficienti i navigatori di internet e dei blog e da ignorante il rappresentante di “No euro” che cercava di dimostrare che il signoraggio usuraio - il “tasso di sconto” - applicato dalle banche centrali (“private”) era ed è la fonte primaria dell’indebitamento dello Stato e quindi della grande rapina in atto ai danni di tutti i cittadini e dei loro redditi.
Se sui ludi elettorali in corso nel BelPaese la nostra posizione è più che chiara, e cioè il boicottaggio, riteniamo ancora più gravi le sortite di disinformazione - ignoranti o coscienti - dei giornalisti embedded che ci propinano la loro scienza - si fa per dire - per omologare tutti alla servitù di massa.
I dollari (privati) della Federal Reserve hanno invece la scritta "FEDERAL RESERVE NOTE", e cioè "biglietto della FED", quindi dei banchieri!!!
Il "Comptroller of the currency" di Kennedy, James J. Saxon, venne in contrasto con gli organi della Federal Reserve per qualche tempo, incoraggiando poteri di maggior investimento e di credito per le banche che non erano parte della FED. Saxon aveva anche stabilito che queste banche potessero sottoscrivere titoli statali e locali, indebolendo così maggiormente il potere delle banche legate alla FED.
Come abbiamo già accennato, nel 1963, in base al decreto Kennedy, venne emessa una nuova serie di banconote con l'iscrizione "United States Note" invece di "Federal Reserve Note". Queste banconote riproducevano in rosso il sigillo ed il numero di serie, invece che in verde come quelle della Fed (i cosiddetti "verdoni"), ma vennero presto ritirate dalla circolazione dopo la morte di Kennedy. Secondo informazioni reperibili nella libreria del Comptroller of the Currency, la legge 11110 è ancor oggi in corso di validità legale, anche se le amministrazioni successive, ad iniziare con quella del presidente Lyndon B. Johnson, l'hanno semplicemente ignorata tornando alla pratica di pagare interessi sulle banconote della FED. Tuttavia, nel 1966, il Dipartimento del Tesoro USA emise una ultima serie di "United States Note" da 100 dollari, ma queste banconote non vennero distribuite al pubblico. Esse vennero accantonate segretamente in una stanza, considerandole - de jure - come se fossero state effettivamente messe in circolazione. Oggi gli americani continuano ad usare le banconote della Federal Reserve, ed il deficit USA a raggiunto il suo massimo storico.
Il fatto è che la tassa sul reddito che i cittadini americani stanno pagando (tramite l'IRS), non viene usata per pagare i servizi governativi: serve per pagare gli interessi ai banchieri privati che si nascondono dietro ai soci della Fed. Questa tassa potrebbe essere eliminata semplicemente ristabilendo le "United States Note"
Il Dipartimento del Tesoro USA, Il Ministero del Tesoro statunitense, dispone di un proprio servizio di intelligence: l'USSS, "United States Secret Service". Secondo la legge USA sulla libertà di informazione, la "Freedom of Information Act" - detta anche "FOIA" - ci si può rivolgere a loro per qualsiasi ulteriore delucidazione:
United States Secret Service - Latita M. Huff - Branch Chief Suite 3000, 950 H Street, N.W. - Washington, D.C. 20223;
Telefono: (001) 202 406-5838; Fax: (001) 202 406-5154.
L'USSS ha due uffici anche in Italia.
Ufficio di Roma: Tel. 06 46741.
Ufficio di Milano: Tel. 02 29035477.
Si possono ascoltare direttamente le registrazioni dei discorsi e degli incontri di JFK (dal 30 luglio 1962 al 7 novembre 1963): http://www.whitehousetapes.org/pages/listentapes_jfk-Mtg.htm  

 
*Tratto dal libro Bankenstein


31/07/2010


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