NOTIZIE 2009

 

L’Honduras prima e dopo il colpo di stato

di Arnold August


da mondialisation.ca
traduzione a cura di Stella Bianchi

Due mesi e mezzo dopo il colpo di Stato militare , continuano le manifestazioni popolari in Honduras.
La credibilità dell’amministrazione Obama è stata intaccata dalla rivelazione della sua implicazione nel rovesciamento del presidente Zelaya,contrariamente ai suoi pubblici dinieghi.
L’opinione pubblica sud americana ha capito che non era solo l’amministrazione Bush ad essere malata, sono gli Stati Uniti stessi ad esserlo.
La perdita di prestigio di Washington ha aperto un dibattito sull’assenza di autentica democrazia negli Usa.
Il Frente Nacional de Resistencia conduce la coraggiosa lotta per il popolo dell’Honduras
da70 giorni e gli Honduregni di ogni estrazione fronteggiano una brutale repressione militare e poliziesca.
In modo pacifico, con una politica coerente e un’organizzazione sempre più sofisticata,reclamano dei cambiamenti..Tra questi vi è la restaurazione dell’ordine costituzionale nel paese ed il ritorno del presidente Zelaya.
Man mano che la situazione si evolve, il popolo esige sempre più vigorosamente la tenuta di un’Assemblea Costituente per rifondare la democrazia e la nazione.Del resto,il popolo afferma che queste rivendicazioni sono diventate l’obiettivo stesso dell’attuale resistenza .

Ora che gli istigatori del colpo di Stato hanno determinato le elezioni, il Frente Nacional de Resistencia invita il popolo a boicottarle..
Questo mancato riconoscimento delle elezioni, coniugato al movimento di massa continuo sceso per le strade a proclamare un nuovo Honduras, costituisce una fase cruciale di questa lotta.
I sindacati,le associazioni femminili, i contadini, gli studenti, gli intellettuali e i cittadini usciti da ogni classe sociale sono tutti saliti al fronte.
I promotori del colpo di Stato sperano di legittimarlo indicendo le elezioni.

Alcune forze politiche non collegate al regime militare si associano ugualmente al movimento di massa.
La resistenza ha acquisito un tal rilievo da guadagnare l’adesione di un vasto spiegamento di forze politiche.Ad esempio, il 18 luglio(circa poco più di due mesi fa) in un’intervista con Raimundo Lopez della Prensa Latina , il deputato e il candidato alla carica presidenziale(al momento dell’articolo) per il Partido de Unificacion Democratica(UD) César Ham, ha affermato che c’era in quel momento un “Honduras prima del colpo di Stato e un Honduras dopo il colpo di Stato”.
In poche parole, la sua dichiarazione ha cristallizzato la situazione attuale ed ha fornito un contesto storico all’Honduras.
L’UD è sceso per le strade con il Frente Nacional de Resistencia.Due dei suoi importanti membri purtroppo sono stati assassinati dal regime militare.
Secondo un comunicato della Prensa Latina datato 31 agosto,Ham unitamente ad altri membri dell’UD ha confermato che avrebbe boicottato le elezioni.
Altre forze politiche scaturite dalle correnti tradizionali non si comportano allo stesso modo.
“Il movimento di base” ha detto Zelaya(così com’è riportato dal quotidiano The Nation il 4 settembre 2009) ha un solo obiettivo:la trasformazione dell’Honduras, attraverso profondi cambiamenti strutturali.
“Questo movimento è diventato molto forte e sarà difficile annientarlo” ha incalzato Zelaya.
D’altronde, il 5 settembre, mentre la resistenza popolare contro il colpo di Stato militare durava da 70 giorni, il Frente Nacional de Resistencia si preparava a prendere nuovi provvedimenti.

L’Honduras dopo il colpo di Stato fa ora parte del movimento che si è esteso come una scia di polvere attraverso l’America del sud.
Questo movimento di base sud americano rappresenta una spinta verso il potere popolare ed anche un’opposizione alle politiche neoliberiste e alla dominazione statunitense.
L’obiettivo di questi attivisti è quello di servirsi delle urne per suscitare cambiamenti radicali nei loro rispettivi paesi.
Molti tra loro come il Venezuela, la Bolivia e l’Equador, hanno già proceduto all’elezione di assemblee costituenti e alla creazione di nuove e moderne costituzioni.Altri, come il Nicaragua, il Salvador e il Paraguay,per parlar solo di questi,sono sulla strada per rifondare la loro nazione.
Cuba è la pioniera di questi cambiamenti, anche se questi suoi eventi si sono svolti in un contesto storico completamente differente e con altri mezzi.
Comunque, il trionfo della Rivoluzione del 1959 e la trasformazione rivoluzionaria totale che ne è conseguita, sono derivati dalla tradizione cubana Mambisi del XIX secolo.
Tra le sue caratteristiche c’è quella che ha permesso al popolo di redigere la propria costituzione come Repubblica in armi ai tempi in cui Cuba era ancora una colonia spagnola.

L’Honduras costituisce un esempio che gli Stati Uniti qualificavano, con arroganza e disprezzo come”Repubblica delle banane”.
L’Honduras è il terzo paese più povero dell’America latina e dei Caraibi.
Gran parte della sua popolazione è analfabeta, come in Bolivia prima dell’elezione di Evo Morales e prima della ristrutturazione politica.
Nondimeno, in questo momento è il popolo honduregno che da lezione a Washington sull’attuale necessità attraverso la creazione di una nuova e moderna costituzione.
Attualmente, negli Stati Uniti, la situazione politica ed economica è grave.
Infatti le cose vanno talmente male che alcuni commentatori americani arrivano ad affermare - certamente con ironia- che gli Stati Uniti stessi sono diventati una repubblica delle banane a causa del loro immane debito pubblico.
Gli Stati Uniti hanno assistito a due vittorie elettorali fraudolente sotto il regime della famiglia Bush.
Com’è possibile che una riforma del sistema della sanità divida così profondamente il paese, generando conflitti tra i cittadini e che gli oppositori di estrema destra minaccino di ricorrere alla violenza? Per quanto in teoria, la schiavitù e la discriminazione razziale siano state regolarmente eliminate a profitto dei diritti civili, non soltanto il razzismo fa i suoi danni nella società, ma sta pure aumentando.
Gli Statunitensi provenienti dall’America latina sono sempre più bersaglio di attacchi razzisti nei grandi media che si insinuano in tutti gli strati della società.
Il razzismo è istituzionalizzato.Il presidente Obama stesso è vittima di minacce razziste e di tentativi d’intimidazione da parte della destra.
Per quanto alcune procedure di destituzione siano state intraprese contro l’ex vice presidente Dick Cheney(senza mai esser state portate fino in fondo) per crimini di guerra e per aver mentito ai suoi cittadini pur di farli entrare in guerra, attualmente circolano voci che affermano che Cheney potrebbe essere il prossimo candidato per le elezioni presidenziali del 2012!
Se comunque succedesse che Cheney non presentasse la propria candidatura, sarà comunque lui a condurre la lotta per tornare alla politica di Bush.
Il Washington Post approva apertamente la tortura e concorda con la politica di Cheney.
Il governo statunitense non ha ancora espresso tutto quello che c’è sotto l’ 11 settembre.
Gli Stati Uniti rappresentano il più grande mercato d’armi e di droga al mondo.
E’ tutto questo e molto di più, ciò che si sta svolgendo nel pantano fangoso in conformità o in violazione alla Costituzione.

I popoli del Sud avanzano. I settori più progrediti e i pensatori avanguardisti della società statunitense potranno non tener conto di questo movimento e conseguentemente riflettere sulla necessità di adottare una nuova costituzione all’interno degli Stati Uniti stessi, una costituzione che permetta ai cittadini di gestire il loro destino e la loro politica estera? (La stessa domanda và posta ad altri paesi dell’emisfero Nord)

Il popolo honduregno, per quel che gli compete è certamente in favore di un’assemblea costituente e di una nuova costituzione:un giusto ritorno delle cose ricco di saporita ironia per una”repubblica delle banane”.
Durante il periodo antecedente il colpo di Stato , il presidente Zelaya costruiva un nuovo paese per il suo popolo ed è per questo che è stato cacciato.
Tuttavia L’Honduras dopo il colpo di Stato si è trasformato.
Il movimento avviato il 28 giugno è ancora più profondo e innovatore rispetto a quello che era prima del colpo di stato.
Più che mai il paese si integra nel vasto movimento latino-americano che è a favore di nuove politiche economiche anti-neoliberali e di nuove istituzioni politiche ed è invece contro la dominazione statunitense e contro il saccheggio delle proprie risorse naturali così com’è contro l’installazione e l’allargamento delle basi militari.
L’Honduras conoscerà probabilmente degli alti e bassi in un prossimo avvenire, ma nel lungo termine , la sua tendenza è irreversibile-come ora sta avvenendo dappertutto nel sud che d’altronde si sta rialzando.

02/10/2009


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