NOTIZIE 2009

 

OFFENSIVA ISRAELIANA IN AMERICA LATINA


Di Percy Francisco Alvarado


La visita di Avigdor Lieberman in alcuni paesi sudamericani e il viaggio in Brasile ed in Argentina di Shimon Peres sono parte di una campagna sionista per migliorare l’immagine del paese nella sfera delle relazioni internazionali.
In accordo con questo concetto di realizzare un turismo di immagine, così come di demonizzare l’Iran e la Palestina, vincolandoli ad una supposta diffusione del terrorismo islamico in America Latina, sono all’estero all’estero un terzo dei ministri del governo israeliano e un quarto dei membri del parlamento di Israele, tessendo lobby negli Stati Uniti e in Europa.
All’interno di questa campagna si trova la visita del primo ministro sionista, Benjamin Netanyahu, e del ministro della difesa, Ehud Barak, per presenziare all’Assemblea Annuale del Giudaismo Nordamericano. Questa visita sarà l’occasione per coordinare con la Casa Bianca la politica in America Latina.

Il presidente israeliano, Shimon Peres, ha portato un voluminoso pacchetto di proposte ai presidenti del Brasile e dell’Argentina, tra le quali quella di ostacolare le relazioni stabilite dal Venezuela e dalla Bolivia con l’Iran e ritentare un avvicinamento di queste due potenze ad Israele, dopo l’allontanamento come protesta contro gli attacchi dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza nel dicembre 2008 e nel gennaio 2009. Peres ha così cercato di rinvigorire il sentimento anti-islamico della regione, prima della visita del presidente iraniano e del rappresentante dell’autorità palestinese in America Latina, Mahmud Ahmadinejad e Mahmud Abas.

Un altro dei suoi propositi è quello di fomentare il riarmo nella zona, sobillando la reciproca sfiducia dei paesi sudamericani, per la qual cosa si è fatto accompagnare dal fior fiore dei fabbricanti ed esportatori di armi e di prodotti per la guerra del paese sionista.
Il presidente israeliano, Shimon Peres, cerca così di compromettere il Brasile in relazione ad un possibile allineamento dello stesso a supposte campagne antiterroriste contro l’Iran, dichiarando di fronte al Congresso del Paese: “C’è bisogno di una voce contro il terrore, contro la distruzione, una voce per la coesistenza e per la pace. Io so che il Brasile rifiuta il terrore e la sua voce chiara e positiva ha un’eco nel mondo intero”.

Le dichiarazioni del ministro brasiliano della difesa, Nelson Jobim, dopo un incontro con Peres, hanno sicuramente fatto l’effetto di una doccia fredda ai visitatori sionisti, che cercavano di sedurre il Brasile con un potenziale accordo sullo sviluppo della tecnologia nucleare: “Il Brasile si incontra con chi vuole e negozia con chi vuole”, in riferimento alla succesiva visita del presidente Ahmadinejad nel suo paese.

03/12/2009


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