NOTIZIE 2009

 

NON C’E’ BOLIVIA SENZA MORALES


Continua l’incubo boliviano per la Casa Bianca

Evo Morales ce l’ha fatta. Un trionfo per "el Evo", come viene spesso chiamato nel suo Paese che già quattro anni fa lo aveva eletto facendolo diventare il primo capo di stato indio (dell’etnia aymara) della Bolivia e dell’America Latina. Le urne domenica 6 dicembre hanno riconfermato il presidente in Bolivia. Morales ha stravinto con uno schiacciante 63% dei voti, mentre il suo principale avversario, Manfred Reyes Villa, si è arrestato al 23%. La vittoria dimostra l’indiscusso appoggio di cui gode il primo presidente indio dell'America latina.
Morales ha ringraziato il popolo per l'ampia partecipazione ed ha subito sottolineato la ferma volontà di impegnarsi per la rifondazione del Paese e il riscatto della sua sovranità. “El Evo” ha promesso che il risultato della sua vittoria servirà a dare una più intensa spinta ai lavori per conseguire l'uguaglianza sociale, che in Bolivia significa diritti delle etnie indie, e la nazionalizzazione delle materie prime, a partire dal gas e dal litio. Due questioni che la destra sconfitta rifiutava con ogni mezzo, arrivando a minacciare anche la secessione delle "ricche" province orientali.
Le dichiarazioni post-vittoria di Morales hanno certamente procurato fastidiosi pruriti agli inquilini della Casa Bianca che avrebbero preferito la vittoria dell’opposizione sicuramente più filo-americana e permeata dalle logiche capitaliste neoliberali. Infatti, già nel dicembre 2005 quando Morales, leader del Mas (Movimiento al Socialismo) fu eletto presidente, gli Usa palesarono il proprio dissenso senza troppo remore. Successivamente, vennero alla luce alcune manovre di destabilizzazione, durante le elezioni boliviane, atte ad osteggiare la candidatura di Morales che appena eletto dichiarò l’intenzione di diventare il peggior “incubo” di Washington, nazionalizzando in breve tempo le immense risorse di gas naturale racchiuse nel sottosuolo del Paese e usandone i profitti a favore dei più poveri del Paese. In più, si era subito trovato in sintonia con Chavez e aveva aderito insieme a Cuba all’iniziativa Alba.
Morales non sembra aver perso negli anni le proprie convinzioni, infatti davanti alla folla giubilante che lo acclamava, ha così chiosato: “fratelli e sorelle ora abbiamo la strada aperta, un cammino di dialogo con i diversi settori per applicare la prima Costituzione che è stata approvata dal popolo. Sarà una via della quale beneficeranno i distinti settori. Aver ottenuto più dei due terzi dei deputati e senatori, ci obbliga ad accelerare il processo di cambiamento. Il trionfo in Bolivia, non è solamente dei boliviani. Questo trionfo dei boliviani è fondamentalmente un giusto riconoscimento ai presidenti, governi e popoli antimperialisti”.
La volontà latinoamericana di non svendere le proprie vitali risorse allo straniero può ancora continuare sotto l’impegno del duo Chavez-Morales che sembra incarnare l’unico vero motore politico in grado di offrire un modello di integrazione sudamericano basato sulla nazionalizzazione delle risorse energetiche e sull’affrancamento dall’influenza e dal prepotere di Washington.
Le politiche che adotterà Morales saranno un proseguo del suo precedente mandato: indebolire sempre di più la sudditanza politica ed economica statunitense nel continente latino americano e garantire al popolo boliviano una maggiore autonomia nelle scelte mondiali. Ciò che spera l’Occidente “non allineato” alle logiche mondialiste che foraggiano l’abietta speculazione internazionale, è che la Bolivia sia capace di entrare nelle dinamiche in grado di assicurarle nuovi orizzonti sullo scenario internazionale, rafforzando l’unione commerciale e l’integrazione regionale nell’America Latina, infliggendo così un duro colpo all’arroganza stelle e strisce.
L’Europa, oramai sclerotizzata nell’asfittica dipendenza da Wall Street e dalla City londinese, deve sì guardare ad Est, dove un partenariato con la Russia darebbe un senso alla sovranità della Ue designata dal Trattato di Lisbona, ma altresì rivolgere il proprio sguardo verso quei Paesi dell’America Latina che intraprendendo un percorso di autonomia e indipendenza potrebbero essere forieri di grandi opportunità per il Vecchio continente. Se l’Europa perde l’opportunità di inserirsi in queste dinamiche non ci sarà speranza alcuna ma una lunga agonia fatta di burocrati e massoni al soldo delle oligarchie internazionale.

Andrea Colavecchia

 

 

NO HAY BOLIVIA SIN MORALES

 

Continua la pesadilla para la Casa Blanca

 

Evo Morales lo hizo..Un  triunfo para “el Evo” como es llamado por costumbre en su pais,el que cuatro años atrás lo habia elegido como jefe del estado indio( etnia aymarà)

de la Bolivia de America Latina.Este domingo 6 de diciembre ,las urnas reconfirmaron a su presidente.Morales: venciò con un aplastante 63% de votos ,mientras su principal

contrincante,Manfred Reyes Villa ha obtenido el 23%.La victoria demuestra el indiscutible apoyo del unico presidente indio de America Latina.

Morales agradeciò al pueblo por la amplia participación y ha confirmado la ferrea

voluntad de trabajar para le refundaciòn de su paìs y rescatar su soberanìa.El Evo ha prometido que el resultado de su victoria darà un intenso empuje a su labor para lograr la igualdad social,lo que en Bolivia significa derechos a las etnias indígenas,nacionalización de las materias primas,desde el gas natural al litio.Dos cuestiones que la derecha rechazaba por todos los medios,llegando a amenazar el desarrollo  de las ricas provincias orientales..

Las declaraciones post -.victoria de Evo Morales han provocado fastidio a la Casa Blanca,que hubiesen preferido una victoria de la oposición seguramente mas permeable a la politica americana y mas permeable aun al capitalismo neoliberal..En efecto,ya en el 2005 cuando Morales(lider del MAS movimiento al socialismo)fue electo presidente,USA lo tomo sin tanto temor:Sucesivamente  hubieron  algunas maniobras de desestabilizaciòn,durante las elecciones bolivianas .Apenas electo se convirtió en la mayor pesadilla de Washington al nacionalizar en breve tiempo el gas natural,utilizando el usufructo de las ganancias en los mas pobres del paìs.Ademas  de llegar a un  acuerdo con Chavez y Cuba para iniciar el  ALBA.

Morales no parece haber perdido con el tiempo,sus propias convicciones,en efecto delante de la multitud jubilosa que lo aclamaba ha dicho:”hermanas y hermanos,ahora tenemos la puerta abierta,un camino de dialogo con los distintos sectores para aplicar la primera  Constitución,aprobada por el pueblo.Se beneficiaràn todos los sectores.Haber obtenido mas de las dos terceras partes de diputados y senadores,nos obliga a acelerar el proceso de cambio.Este no es solo el triunfo de los bolivianos,es tambien un justo reconocimiento  a los gobiernos y pueblos antiimperialistas.”

La voluntad de los pueblos latinoamericanos de no vender sus propios recursos vitales al  extranjero puede continuar aun con la dupla Chavez-Morales,que parecen ser el unico motor politico en grado de ofrecer un modelo de integración sudamericano,basado en la nacionalización de los recursos energèticos y hacerle frente a Washington.

Serà continuar ,de parte de Morales,con las politicas precedentes:debilitar la politica estadounidense y garantizar al pueblo boliviano una mayor autonomìa.,Esto es,no alinearse al Occidente con la,logica especulación de mercados.Bolivia es capaz de entrar en una dinamica para asegurarse un nuevo horizonte en el escenario internacional.,reforzando la integración con el resto de America Latina.

Europa ,neurotica con su dependencia de Wall Street y de la City londinense debe mirar hacia el este,donde Rusia da catedra de soberania a la UE,y tambien mirar un poco fuera de si a los paises latinoamericanos que anteponen su recorrido soberano y de independencia.Podria ser una gran oportunidad para el Viejo Continente.Si Europa pierde esta oportunidad de insertarse en esta dinamica no habrà esperanza alguna,sino una larga agonia plena de burócratas a las ordenes de la oligarquia internacional

 

Andrea Colavecchia

 

Traducción:Giulia di Como

 

 


09/12/2009


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