NOTIZIE 2009

 

Lega: per Bossi la secessione non è più un sogno

In attesa della lunga lotta per le candidature delle imminenti elezioni regionali, il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha rispolverato l’antico sogno della secessione, dichiarando che «la Padania un giorno sarà uno stato libero, indipendente e sovrano», anche minacciando le antiche velleità bellicose («saremo liberi con le buone o con le meno buone») e ha dato un appuntamento all'anno prossimo - in tempo di elezioni, presumibilmente - per il bis della mitica "catena umana" sul Po del 1996.
Tutto questo probabilmente per preparare il terreno per la conquista della Regione Veneto. Nessuno ne ha parlato ufficialmente dai microfoni del palco, ma la questione rimane all’ordine del giorno tra i dirigenti leghisti.
«Sarà la Lega ad esprimere il candidato per il Veneto. È la Regione dove siamo in assoluto più forti. Sconfiggeremmo anche il Pdl...» ha affermato Flavio Tosi, sindaco di Verona e principale pronosticato per la successione leghista a Giancarlo Galan, intervistato per Sky Tg24. Arriva addirittura ad ipotizzare una Lega vincitrice da sola, ma alla fine l'alleanza si farà: «È normale che il Pdl il prossimo anno riproponga Galan come candidato alla Regione - ha commentato - ma molto difficilmente la Lega non esprimerà il presidente del Veneto, perché è questa la Regione dove siamo in assoluto più forti: se si votasse domani, vinceremmo qualsiasi tipo di elezione, tranne le europee dove purtroppo noi andiamo in difficoltà, anche con il Pdl. Naturalmente questo non accadrà perché siamo alleati a Roma e per mille altri motivi».
«Bossi è stato chiaro: la trattativa è ancora aperta...» ha detto invece il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, riferendosi alle candidature a presidente di Regione l'anno prossimo (la sua compresa). La Lega, ha precisato, «non va a discutere del solo Veneto, ma anche della Lombardia, del Piemonte e delle altre Regioni».
Su un eventuale crack in Veneto tra Pdl e Lega, Zaia ha comunque sottolineato che «ci sono tutte le possibilità perchè non ci siano strappi cruenti e si possa correre con un unico candidato». A Zaia e in particolare a Tosi ha replicato in giornata il coordinatore regionale del Pdl, Alberto Giorgetti: «Noi riteniamo che l'alleanza con la Lega resti un valore, ma se qualcuno non la pensa così siamo pronti a correre tutti da soli». «Questi sono toni da tifoseria - ha commentato Giorgetti a proposito dell'idea di autosufficienza della Lega "in solitaria" a danno di Galan e dei pidiellini - ma è importante invece che i toni restino bassi e responsabili. Galan ha ben governato e non si capisce perchè bisognerebbe sostituirlo».
In realtà tutto questo baccano è assolutamente inutile. Come ricordato giustamente da Tosi, «Galan può parlare quanto gli pare, ma alla fine dovrà rimettersi alle decisioni di Bossi e Berlusconi». Quindi anche a noi non rimane altro che attendere alla finestra e vedere cosa verrà fuori dall’incontro tra il Senatur ed il Cavaliere. Siamo certi però che questa volta il premier non sarà molto sereno nel prendere posizione. Negli ultimi tempi la Lega sta allargando sempre più i propri spazi all’interno della coalizione di governo e accordare loro anche le presidenze delle Regioni del Nord potrebbe portare a mugugni tra gli alleati. La partita perciò è molto delicata e il Cavaliere dovrà essere molto accorto nelle proprie scelte, per non correre il rischio di consegnare il Nord ai padani.

Alessandro Cavallini

 

17/09/2009


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