NOTIZIE 2009


Un rigassificatore lungo dodici anni

Martedì scorso, alla presenza di Silvio Berlusconi e dell’emiro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani, è stato inaugurato il nuovo rigassificatore di Rovigo, di proprietà della Adriatic Lng, un consorzio tra Edison, ExxonMobil e Qatar Petroleum. In realtà il terminale è già attivo dai primi giorni di settembre. Da allora ha ricevuto cinque carichi di metano ma una volta a regime attraccheranno mediamente due metaniere a settimana. In tutto, faranno fino a otto miliardi di metri cubi di gas all’anno, grosso modo il 10 per cento del consumo nazionale. I quattro quinti arriveranno dal Qatar, partner dell’iniziativa, che si è legato alle controparti attraverso un contratto di lungo termine. Il restante 20 per cento di capacità è assoggettato al principio del “third party access”, cioè con l’accesso di terzi alla rete.
E’ stato possibile dare vita a tale opera grazie all’accordo di numerosi partner: la seconda impresa elettrica italiana, la più grande multinazionale petrolifera americana e una compagnia di Stato mediorientale, questi gli attori economici che si sono messi assieme e hanno realizzato il nuovo rigassificatore con acciaio acquistato dal Belgio e le maestranze di un cantiere spagnolo. Così adesso il nostro paese ha il maggior rigassificatore offshore al mondo, che riceverà gas da una pluralità di fornitori nazionali e stranieri.
Inoltre questa nuova opera alimenterà una nuova fase di liberalizzazione italiana ed europea nel settore. Il nostro paese infatti è caratterizzato da molti limiti normativi e regolatori. Ma oltre a questi, c’è un altro fattore negativo per le attuali esigenze del mercato: tutto il metano in ingresso passa per le mani dell’ex monopolista. Ma dal 2010 entreranno in Italia i primi otto miliardi di metri cubi di metano non Eni.
Bisogna aggiungere però che non sono mancate anche critiche a questo progetto. Rispondendo a una domanda dei giornalisti, il vicepremier e responsabile dell’energia qatarino, Abdullah bin Hamad al-Attiyah, ha detto: “È molto difficile procedere spediti, in Italia, a differenza di altri paesi. L’Italia è il paese più difficile”.
E la storia del terminale di Rovigo gli da pienamente ragione. Iniziata a metà anni Novanta, si è conclusa solo oggi. Dodici anni sono effettivamente troppi per un progetto di tale importanza. Speriamo perciò che l’attuale governo continui sulla strada intrapresa, rendendosi conto che se vogliamo prestigio internazionale per il nostro paese dobbiamo cambiare registro. Maggiore velocità ed efficienza sono requisiti necessari affinchè l’Italia dia vita ad altre forme di partnership con l’estero. Solo così, finalmente, ci riprenderemo nel contesto internazionale un ruolo importante che ci spetta per storia e tradizione.

Alessandro Cavallini

 

24/10/2009


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