NOTIZIE 2009

Salari..la memoria corta della Cgil

Vena rivoluzionaria ritrovata da parte del sindacato di Epifani ,o almeno è quello che vorrebbero farci credere perché non passa giorno che parta una bordata contro il governo Berlusconi e la sua politica economica. In effetti, questo governo può benissimo essere annoverato tra i più liberisti degli ultimi anni, ma gli esecutivi precedenti di vario colore non hanno certo brillato per riforme a tutela dei lavoratori,peccato che in quelle occasioni la Cgil si sia guardata bene dall’attaccarli, firmando tutto l’immaginabile. E’ di questi giorni la scoperta dell’uovo di Colombo, secondo un rapporto Ires Cgil emerge che i salari dal 1993 al 2008 ,nonostante l’aumento dei prezzi, hanno registrato una crescita pari a zero, con l’inflazione cresciuta del 41,6% e le retribuzioni contrattuali del 41,1 %. A livello europeo le retribuzioni nette italiane sono state inferiori , a parità di potere d’acquisto, di 12 punti rispetto a quelle spagnole, di 29 punti rispetto a quelle dei francesi, 43 punti con quelle tedesche e meno della metà se paragonate ai lavoratori britannici.
La memoria corta del sindacato cgiellino sorvolano allegramente che alla base dei risibili aumenti italiani sta proprio lo scellerato accordo sottoscritto il 23 luglio 1993 insieme a Cisl e Uil , accordo che prevedeva un contratto nazionale da rinnovare ogni 4 anni per la parte normativa e ogni due su quella salariale, con aumenti coerenti all'inflazione programmata; cosa che puntualmente non si è mai verificata, un danno notevole per i lavoratori di cui ancor oggi paghiamo le conseguenze, mentre nel 2007 gli stessi tre soggetti apponevano le loro firme sulla “riforma delle pensioni”, mentre mai hanno alzato la voce contro le leggi Treu e Biagi che ha di fatto legalizzato il caporalato e reso precario il lavoro a tutto vantaggio delle imprese, e non va dimenticata la piena accondiscendenza verso la legge n83 del 2000 che regolava il diritto di sciopero.

Scendendo nei particolari tra il 1993 e il 2007 , i salari italiani sono cresciuti di appena il 4%( 750 euro circa) , quelli francesi del 23%( 4000 euro), gli inglesi 29% ( 8300 euro), tedeschi 4000 euro…
A fronte di questi dati forse sarebbe più opportuno che Epifani iniziasse un serio riesame di quello che il suo sindacato ha fatto negli ultimi anni, sempre pronto a sedersi ai tavoli che contano con i “governi amici” e barricadiero per opportunismo non appena l’esecutivo cambiava colore, ma sempre incapace-complice di opporre una vera resistenza alle pretese datoriali.
Il fuoco di paglia di questi giorni fa parte di un copione già visto, le cui vittime sono purtroppo come sempre i lavoratori italiani.


Federico Dal Cortivo

31/03/2009


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