NOTIZIE 2009

 

Ancora oscuro il destino del lato est della base

In questi giorni a Vicenza si sta dibattendo sulla destinazione del lato del Dal Molin, risparmiato dai lavori per la costruzione della Ederle 2. Secondo il sindaco Achille Variati le opinioni al riguardo sono le più svariate: «Ho sentito finora 28 soggetti divisi in tre categorie: partiti politici, forze economiche e del lavoro, movimenti collegati alla base Usa - riassume Variati - uno dei principali temi di analisi esaminati durante i colloqui è il futuro del lato est del Dal Molin. A tutti ho chiesto se può avere un futuro l'aeroporto tradizionale con la ricostruzione della pista di volo. La stragrande maggioranza degli interlocutori ha risposto con un parere apertamente contrario o profondamente scettico, salvo alcuni gruppi».

In sintesi mentre il mondo politico appare contrario e la categorie economiche sono molto dubbiose, pochi sostengono la rinascita dell’ex scalo, come ad esempio l’ex assessore Claudio Cicero. Ecco perché il sindaco ha lanciato una nuova proposta: «Vedo una larga intesa per acquisire l'area dal demanio e destinarla a uso pubblico con caratterizzazione a verde». Anche se i tempi tecnici si fanno sempre più stretti. «Avverto anch'io il peso del tempo che trascorre - confessa Variati - e per questo intendo agire in tempi rapidi». Anche perché ci sono altre situazioni da tenere in conto. Per esempio il tracciato della tangenziale nord, rispetto alla quale il sindaco registra un'ampia convergenza tra i suoi interlocutori, con l'esclusione dei comitati contrari per l'impatto ambientale e per il sospetto che sia utile solo a collegare Ederle 1 a Ederle 2. Mentre consensi ha riscosso l'ipotesi del filobus e del trasporto pubblico ecologico da mettere in conto a Roma o Venezia, così come l'obiettivo di potenziare il polo della meccatronica.

Meno oneroso, ma non meno impegnativo, infine, sarà instaurare quello che Variati chiama "meccanismo dell'informazione", per favorire un nuovo flusso di notizie sullo stato di avanzamento dei lavori e sulle garanzie di rispetto dell'ambiente, anche se «Questa non è ancora la lista della spesa», avverte Variati. Per la definizione dei progetti bisogna infatti attendere la piattaforma finale da realizzarsi con il contributo di Provincia e Camera di Commercio.

Ma i cittadini di Vicenza cosa pensano della nuova proposta lanciata dal sindaco? Martedì scorso è arrivata la risposta. Gli attivisti "No Dal Molin", contrari alla nuova base Usa di Vicenza, hanno infatti compiuto un'azione dimostrativa all'interno della parte civile dell'aeroporto. E’ stata tagliata parte della recinzione per trasportare all'interno dell'area due panchine e un tavolo da picnic, in modo da trasformare "simbolicamente" la struttura in un parco. Sulla rete danneggiata è stata posta anche una tavola di legno con la scritta "Parco della pace".
Gli attivisti si sono quindi allontanati prima dell'arrivo della Polizia. L'iniziativa, sostiene il "No Dal Molin", fa seguito alle dichiarazioni del sindaco di Vicenza Achille Variati che aveva precedentemente accennato all'ipotesi di creare - nell'ambito delle opere di compensazione per la città - un'area verde nella parte militarmente non utilizzata dell'aeroporto. Ed ora vedremo come reagirà il sindaco a tale iniziativa. Anche se siamo certi che le sue decisioni le abbia già presa, o meglio stia già eseguendo gli ordini di chi vuole trasformare la città berica in un nuovo avamposto militare dell’imperialismo yankee.

 

Nella Cartina: istallazioni militari USA in Italia

Alessandro Cavallini

 
31/10/2009


pagina delle notizie

home page