NOTIZIE 2010

Italia in mano alle lobby economiche

Mentre gli italiani sono sempre più distratti dai teatrini della politica nostrana, con le capriole politiche dei “bocchi-meniani” di Gianfranco F., in attesa del voto sulla fiducia al Governo calendarizzato per il 14-12 p.v., e dalla farsa di “WikiLeakes”, un bel piattino viene servito in tavola in occasione dei prossimi “ponti” e vacanze natalizie. I prezzi dei carburanti, infatti, segnano quotazioni record con la “verde” oltre 1,45 €/litro (i più elevati da due anni a questa parte), in un periodo classico per i ricongiungimenti familiari e, come se non bastasse, arrivano altre “strenne”. Le assicurazioni RCA (Responsabilità Civile Auto), per esempio, secondo lo SNA (Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione) e le principali associazioni di consumatori, sono aumentate in un anno del 18% (quasi del 180% dal 1994) portando le polizze stipulate nel Bel Paese a livelli pari a oltre il doppio della media europea. A nulla è valsa, insomma, l’indagine conoscitiva sull’aumento delle tariffe avviata dall'Antitrust nel maggio scorso, per comprendere le cause per cui i prezzi continuino a salire significativamente, a dispetto di leggi, delibere e circolari in proposito, finalizzate a rendere il comparto più competitivo, e nonostante la patente a punti, l’intensificazione dei controlli e delle sanzioni per i trasgressori del CdS, che hanno senz’altro contribuito a un drastico calo dell'incidentalità, osservando, peraltro, anche i bassi livelli inflattivi negli ultimi anni. Sembrano, quindi, persistere i “cartelli” esistenti tra le principali compagnie assicuratrici, legate dal domino delle partecipazioni incrociate nei rispettivi pacchetti azionari, le quali società, annichilendo di fatto un vera concorrenzialità nel settore, favoriscono la lievitazione delle tariffe. Ma tali imprese, qualora ritenute responsabili di aumenti artificiosi e ingiustificati delle polizze, non dovrebbero essere passibili di multe salate e sanzioni fino al loro commissariamento? Perché, fra tante leggi, decreti e provvedimenti non vengono introdotte delle procedure di snellimento e velocizzazione del risarcimento agli automobilisti ingiustamente tartassati? Si sa, comunque, che questo è il Paese (vorremmo definirlo Nazione…) ove governo e parlamento, copiosamente stipendiati, varano leggi che dovrebbero servire, nelle intenzioni di facciata, a correggere le distorsioni esistenti nel mercato e nell’economia, come nel caso della legge del 2005 destinata a riportare sotto il controllo dello Stato la Banca d’Italia (ora nelle avide mani dei banchieri privati che di fatto controllano se stessi), ma poi le disposizioni legislative troppo scomode a certi “poteri forti” cadono nel dimenticatoio e vengono eluse. Qualcuno ha pure pensato bene di proporre l’obbligo del pagamento del Canone RAI vincolato alla titolarità di un contratto di fornitura di energia elettrica, come se fosse un dovere per chi ha l’elettricità in casa possedere un televisore: non male come trovata per spremere tanta gente già abbastanza vessata, in un periodo di “esuberi”, “mobilità” e cassa integrazione, per non dire dei licenziamenti e della disoccupazione galoppante: sempre meno diritti, alla casa, al lavoro e allo studio, sempre più doveri. Qualcun altro tanto tempo fa disse “E ora popolo bue mangia pane e antifascismo”: speriamo non sia troppo indigesto come pranzo di Natale.

Roberto Bevilacqua
 

08/12/2010


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