NOTIZIE 2010

 

Barbone per necessità

Nonostante da più parti si continui a dire che la crisi economica è ormai finita, un sempre maggior numero di cittadini italiani sta conoscendo la povertà. Basti pensare ad un fatto accaduto martedì sera a Treviso. Erano passate da poco le 21, il locale supermercato Lidl aveva già chiuso i battenti, ma una pattuglia del 113 della questura, durante il controllo lungo la Strada vicinale delle Corti, ha notato un individuo muoversi con fare circospetto. A quel punto si sono resi conto, con stupore, di avere di fronte un anziano - italiano con una vita da operaio alle spalle - che stava rovistando tra le immondizie del supermercato, cercando di mettere le mani su una mela, una banana, ma si sarebbe accontentato anche di una carota o un cetriolo che, sebbene scartati dal personale Lidl, fossero in buono stato e commestibili.
E non stiamo parlando di un barbone, ma di un pensionato di 77 anni che abita da solo in una paese della cintura urbana di Treviso. Un uomo che le traversie della vita e, soprattutto, la crisi economica e la pensione minima hanno costretto a rovistare nelle immondizie per riuscire a sfamarsi e a mettere insieme il pasto con la cena. Una volta pagati i costi fissi (affitto, luce, gas, ecc.) al pensionato - da quanto ricostruito dai poliziotti delle Volanti - non restavano in tasca che pochi spiccioli. Soldi appena sufficienti per comprarsi il pane e la pasta, ma non per unirli con il companatico.
Il pensionato, prima identificato e poi lasciato andare, non avendo commesso alcun reato, aveva raggiunto il supermercato a piedi, percorrendo svariati chilometri, con la speranza di trovare qualcosa di sostanzioso tra le immondizie. Questo triste “viaggio della speranza” è ormai un appuntamento fisso per l’anziano. Ogni giorno e in diversi orari va a frugare tra le immondizie di svariati esercizi commerciali o dei mercati dell’ortofrutta. Un’esperienza che l’anziano - da quanto ricostruito - condivide con altri trevigiani che, quotidianamente, rovistano tra i bidoni dei rifiuti per contendersi “gli avanzi buoni” di supermercati o ristoranti perché messi sul lastrico dalla crisi economica.
E chissà quanti altri nostri connazionali si trovano nelle stesse identiche condizioni. Ma nessuno ne parla mai, molto meglio continuare a far finta di niente e a dire che l’economia è in ripresa, altrimenti ci si prende del “pessimista” dal capo di governo. E allora avanti così, tra Grandi Fratelli e veline, mentre il popolo italiano si nasconde furtivamente dietro i cassonetti per appropriarsi dei rifiuti alimentari dei ricchi. E poi qualcuno osa ancora chiamare questo mondo civiltà!

Alessandro Cavallini
 

09/05/2010


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