NOTIZIE 2010

 

L’IRAN CON HEZBOLLAH E HAMAS


Fronte comune contro l’usurpatore

In un incontro, tenutosi nel Libano, con in gruppi di resistenza arabi e islamici, il vice presidente iraniano, Mohammed Reza Mir Tajeddini, ha dichiarato che Teheran sarà sempre al fianco di libanesi e palestinesi “fino alla vittoria finale” su Israele.
Il vice presidente ha, in seguito, affermato durante il forum a Beirut che “la resistenza dei mujaheddin, in particolar modo Hezbollah e Hamas, ha dato prova che l'usurpatore non è in grado di occupare altra terra”. Ricordando poi le fallimentari e efferate campagne militari israeliane atte a sradicare e annientare la resistenza Hezbollah nel 2006 e Hamas nel 2009, Tajeddini ha sottolineato di “auspicare altre straordinari successi dei mujaheddin in futuro”.
“Nel rispetto del proprio dovere umano e divino, la Repubblica islamica di Iran sosterrà senza sosta le istanze dei popoli libanese e palestinese, fino al conseguimento della vittoria finale”, ha quindi assicurato Tajeddini, dopo che il leader Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, aveva avvertito di “mutare la faccia della regione” nel caso in cui Israele portasse avanti un nuovo criminale attacco.
A conti fatti il 2009 si è concluso positivamente per Israele, d’altronde il territorio è rimasto intatto e solo un numero esiguo di israeliani è morto, benché, per converso, migliaia di palestinesi siano stati uccisi per mano di Israele. Negli ultimi anni, i vertici di Tel Aviv hanno optato per rappresaglie così brutali da indurre i propri nemici alla sospensione dello ostilità, provocandone, parimenti, l’annientamento psicologico. Infatti, nel 2006, le forze armate israeliane portarono avanti un assalto devastante contro Hezbollah in Libano, causando un altissimo costo umano, psicologico ed economico, tale da contenere gli Hezbollah.
Successivamente, all’inizio del 2009, Israele ha ignominiosamente devastato e assediato la Striscia di Gaza. Hamas si è dovuta arrendere di fronte alla disumanità delle sordide azione militari israeliane che, alla fine hanno, fiaccato la comunità palestinese. Anche in questo caso il costo umano è stato altissimo, in sfregio a qualsiasi convenzione di guerra, i vertici di Tel Aviv non hanno esitato ad usare armi non convenzionali e di distruzione di massa, come le bombe al fosforo. Il risultato è stato una spaventosa carneficina che ha visto migliaia di vittime tra l’inerme popolazione palestinese, tra cui numerosi bambini. Così la sofferenza dello straziato popolo di Gaza ha oltrepassato qualsiasi volontà di affermazione o vittoria per Hamas. Tutto ciò non ha impedito, però, all’opinione pubblica del mondo di scorgere nelle mire israeliane una malvagia volontà di annientamento e sterminio, facendo perdere all’establishment di Tel Aviv la reputazione e rendendo così Israele sempre più invisa e impopolare.
La tregua a Gaza, che continua a soffrire profondamente, è stata imposta grazie al prepotere e alla crudeltà che l’esercito di Tel Aviv ha dimostrato. Israele trova sollievo solo nel dominio militare che gli permette di mitigare le proprie angosce territoriali.
Cosa c’è da aspettarsi ora per il 2010? Israele potrebbe già pensare ad una preventiva risposta all’eventuale revanscismo libanese. Nel 2006, il conflitto in Libano si concluse con la realizzazione nel sud del Libano di una spazio sotto controllo delle Nazioni Unite all’interno del quale fu vietata qualsiasi presenza Hezbollah. Ciò nonostante, Israele continua a violare imperterrito la zona di sicurezza, avviando missioni di esplorazione che violano lo spazio aereo libanese e dirigendo estese reti di spionaggio, molte delle quali sono state denunciate dalle autorità di Beirut nei mesi scorsi. Sfortunatamente la presenza delle forze dell’Onu potrebbe un po’ complicare, ma non certo ostacolare, un eventuale attacco da parte di Israele.
In previsione di un possibile scontro, lo stato maggiore israeliano ha assicurato, senza fraintendimenti, che il Libano sarebbe travolto, questa volta, dalla piena potenza demolitrice della macchina da guerra israeliana. Ma Hamas manda un chiaro messaggio ad Israele facendo sapere che nonostante la supremazia bellica lo spirito combattente di un palestinese non sarà mai annientato. Un’esplosione di un conflitto potrebbe generarne un altro a Gaza. Un portavoce di Hamas ha recentemente garantito ufficialmente: “Se Israele lanciasse un nuovo attacco contro il Libano, noi affronteremo l’aggressione fianco a fianco ai nostri fratelli libanesi”.

Andrea Colavecchia


09/05/2010


pagina delle notizie

home page