NOTIZIE 2010

 

Sindacalista si incatena alla capanna del presepe

Sabato scorso un sindacalista della FP-CGIL, Giovanni Martina, si è incatenato nella capanna del Presepe allestito in Piazza Vittorio Veneto, in pieno centro a Bergamo. “Chi si occuperà del permesso di soggiorno del bambinello che sta per nascere?”, questo il testo del volantino distribuito durante la protesta.
Sono ben 19 i lavoratori precari degli uffici immigrazione di Questura e Prefettura di Bergamo, parte dei 650 precari del Ministero dell’Interno il cui contratto è in scadenza il 31 dicembre prossimo e per i quali il Governo ha confermato che non ci sarà proroga.
Sono quindi gli ultimi giorni di lavoro per questi lavoratori prima interinali, poi assunti a tempo determinato, alcuni anche per 6 o addirittura 8 anni consecutivi, per svolgere sempre le stesse mansioni, ora però con la prospettiva di perdere posto e professionalità.
I lavoratori dell’ufficio immigrazione sono stati assunti con un concorso pubblico per tre anni a decorrere dal 1° gennaio 2008. Le norme in vigore e i tagli apportati dal Governo al personale delle pubbliche amministrazioni non permetteranno la loro stabilizzazione. Oltre alla perdita di posti di lavoro, a preoccupare è il rischio che i servizi degli uffici immigrazione restino paralizzati con ripercussioni gravi sui lavoratori stranieri, sulle famiglie e sulle imprese del nostro territorio, oltre che di quello nazionale.
E’ da mesi che i sindacati si sono mossi per denunciare tale pericolo. Molteplici le azioni intraprese: una prima lettera inviata a parlamentari e consiglieri regionali a firma di CGIL, Luigi Bresciani, e FP-CGIL, Giovanni Martina, il 27 aprile 2010; una lettera a Prefetto e Questore di Bergamo, in data 8 luglio 2010, firmata da CGIL, CISL e UIL e dalle rispettive categorie del pubblico impiego; un’assemblea a Milano organizzata il 28 luglio dalla FP-CGIL regionale che decise di inviare una lettera aperta ai rappresentanti istituzionali della Regione Lombardia, al Presidente Roberto Formigoni e a tutti i Presidenti delle province lombarde; un volantinaggio il 29 ottobre di fronte al palazzo della Prefettura in via Tasso (quel giorno, si tenne anche un incontro col Prefetto di Bergamo, Camillo Andreana); una lettera inviata il 24 novembre con cui i sindacati di categoria FP-CGIL, CISL-FP e UIL-Pubblica Amministrazione provinciali hanno chiesto al sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, un incontro e il suo sostegno nella vertenza. Risultati? Nessuno.
Così adesso non solo questi lavoratori perderanno il proprio posto, ma, come scritto prima, vi saranno anche ripercussioni negative in materia di immigrazione. Perché a nulla serve legiferare sul tema se poi lo Stato non è dotato di strutture amministrative idonee ad applicare le norme. Questa è la triste conseguenza di considerare l’ordinamento statale alla stregua di un’azienda, in cui contano unicamente profitti e riduzione dei costi. Ma così a rimetterci sono sempre e solo i cittadini, cioè coloro per i quali (teoricamente) lo Stato ha ragione di esistere.

Alessandro Cavallini

22/12/2010


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