NOTIZIE 2010

 

USA – AMERICA LATINA: BASE MILITARE MULTINAZIONALE A RIO DE JANEIRO PER COMBATTERE I CARTELLI DELLA DROGA.

 

 

Negli ultimi giorni si è diffusa (da parte delle agenzie EFE, DPA, Quotidiani: El Pais, O Globo) la notizia di un “accordo” tra Brasile e Stati Uniti per l’installazione di una base militare a Rio de Janeiro per controllare e combattere il narcotraffico e il terrorismo internazionale. Non c’è una versione ufficiale della cosa ma solo dichiarazioni come quelle del Generale Douglas Fraser Capo del Comando Sud, in seguito allo scambio di opinioni con il Ministro della Difesa del Brasile Nelson Jobim e alla decisione di mettere il problema all’ordine del giorno e discuterlo entro fine aprile nell’incontro tra il Presidente Lula Da Silva e il Segretario della Difesa degli Stati Uniti Robert Gates, in occasione della visita ufficiale di quest’ultimo a Brasilia, dove si parlerà della cooperazione militare e strategica tra i due paesi.

Per questo motivo occorre essere prudenti prima di dare giudizi su un tema tanto sensibile come quello delle basi americane all’estero, visto che, come già sappiamo, la versione dei giornalisti è sempre carica di ideologia e di politica e che temi come questo sono presentati sempre con molta speculazione giornalistica.

Teniamo anche presente che il Brasile è alla fase finale della campagna politica per eleggere nei prossimi mesi il successore di Lula e che temi come questo possono influenzare la campagna elettorale in corso.

 

Fatta questa premessa possiamo esprimere la nostra opinione sul tema e, in accordo con fonti affidabili brasiliane, dire che quello che si sta negoziando è una base a Rio de Janeiro per coordinare ed organizzare la lotta contro la droga, il traffico di armi e il riciclaggio di denaro; non si parla di una base militare come quelle installate dagli Stati Uniti in Colombia dove il governo ha ceduto (e sottolineo ha ceduto) parte importante della sovranità nazionale ai militari, affaristi e “consiglieri” americani. Inoltre si parla di una base “multinazionale e multifunzionale” sotto comando brasiliano. Il Brasile sta cercando di curare per non avere la stessa malattia del Messico, paese dove i cartelli della droga hanno messo in pericolo lo stesso Stato.

 

Il Brasile ha registrato alcuni fatti gravissimi di violenza negli ultimi anni causati  dai cartelli della droga che, operando in San Paolo e a Rio de Janeiro, causarono molti attacchi mortali  in quelle città e obbligarono l’attuale presidente De Silva a mobilitare le Forze Armate e a formare dei gruppi speciali, come il BOPE, per contrastarle.

Il Brasile ha anche impegni con organizzazioni internazionali da mantenere e non può permettersi che questi vengano compromessi a causa di gruppi di delinquenti. Mi riferisco ai mondiali di calcio del 2014 e alle olimpiadi del 2016, nei quali le autorità dello stato saranno garanti della sicurezza dei cittadini.

 

Cosa si sta negoziando fra il Brasile e gli Stati Uniti? L’installazione della “base” in Rio, alla quale se ne sommeranno altre due per il controllo e la vigilanza nel sud dell’Atlantico, visto che la base di Key West (Florida) fa il monitoraggio dell’America del Nord e dei Carabi e l’altra base  a Lisbona, in Portogallo, alla foce del Rio Tajo, fa il monitoraggio e controlla l’Atlantico del Nord, nel luogo di invio della droga verso il vecchio continente.

Tutte queste basi militari sono di cooperazione internazionale nella lotta al narcotraffico e al terrorismo, nel caso di quella installata in Florida gli agenti che vi operano da Key West lo fanno con la collaborazione dei governi britannico, francese e olandese, che contribuiscono con navi, portaerei e militari e anche di alcuni paesi latinoamericani come la Colombia, l’Argentina e l’Ecuador.

Il Brasile in questa trattativa si comporta come una potenza emergente, così si unisce alla lotta globale contro i nuovi flagelli che si sono sviluppati negli ultimi anni, a favore della sicurezza internazionale. Mi riferisco al narcotraffico e al terrorismo e a tutti gli “affari” a loro collegati  (tratta di persone, falsificazione di prodotti, riciclaggio di denaro e vendita clandestina di armi) .

I conflitti del Brasile con gli Stati Uniti sono numerosi, a causa dei controlli che questi ultimi vorrebbero imporre nello sviluppo nucleare, a causa delle basi militari in Colombia, a causa delle relazioni del Brasile con l’Iran, o per il piano di potenziamento delle forze armate, e infine anche per il ruolo del Brasile nel BRIC.

Ma il Brasile con questi negoziati si impone come un paese che non può essere sottovalutato, terrà sotto la sua giurisdizione il controllo e il monitoraggio di niente meno che l’Atlantico del Sud, che a sua volta incorpora i grandi attori delle strategie del XXI secolo.  E mostra che gli Stati Uniti, nonostante la loro potenza tecnologica e militare, sono costretti a tenerne conto e negoziare con il Brasile, il quale, con azioni come questa, continua con il suo progetto di diventare un saldo riferimento nel continente sudamericano e rinforza la sua posizione con lo scopo di ottenere un continente unito nelle sfide del secolo XXI (anche con la formazione di un Nuovo Spazio Continentale Economico Sudamericano).

 

Il Brasile, con azioni di questo tipo, dimostra la sua potenzialità di protagonista mondiale non solo economico ma anche politico; la sua strategia si basa su di un pensiero politico sudamericano che si proietta dall’interno delle sue frontiere fino all’esterno.

 

 

(*) Carlos A. Pereyra Mele

Licenciado en Ciencia Política (Unv. Católica Cba.),

Analista Político, especialista en Geopolítica Suramericana

Traduzione  a cura di Erika Steiner

 

09/05/2010


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