CULTURA

 

I PERCORSI DI FREUD

Dalle origini al concetto di transfert.

 

di LAURA TUSSI e FABRIZIO CRACOLICI

 

La psicanalisi nel 1900 intacca ogni certezza e riprova la debolezza della razionalità occidentale, testimoniando il fallimento del sapere scientifico. La psicanalisi sovverte gli equilibri dell’antropologia classica in quanto non sussistono più il mondo e l’uomo costruiti intorno alla solidità del cogito ergo sum. La psicanalisi riesce a configurare la cultura classica, quale formazione difensiva di fronte al nulla e alla morte. Subentra una punizione consolatoria in quanto l’uomo è al centro dell’universo e il mondo è a misura d’uomo. La scienza ha minato il sistema di certezze dell’uomo con ferite narcisistiche quali la scoperta copernicana, l’uomo nel regno animale di Darwin e l’uomo che si inganna perché ritiene che lo psichico sia cosciente: assunto di Freud. Freud insieme a Brucke che a Vienna rappresentava la scuola di Helmoltz, approntano studi di istologia sulle cellule nervose. Nel 1889 si attua un progetto di psicologia ossia di psicanalisi, scienza non quantitativa. La concezione dell’apparato psichico è espressa in modo psicologico. La concezione delle nevrosi permette di capire i fenomeni psichici, per esempio l’interruzione della catena associativa rappresenta resistenza e amnesia. La resistenza e la teoria della rimozione, ossia il processo psichico che causa amnesia, ricopre un ricordo infantile con un altro. Il ricordo riguarda la vita sessuale infantile. Per cogliere il ricordo è necessaria l’analisi del paziente. Il ricordo all’interno dell’inconscio è costituito da rappresentanti pulsionali, ossia elementi psichici quali la nevrosi attuale o psicosomatosi, identificabile con una disfunzione organica e somatica controllata dal sistema nervoso centrale. La psiconevrosi è determinata dal conflitto psichico. Il paziente nevrotico presenta sintomi, tracce dell’inconscio, quali pulsioni che generano il conflitto tra il soddisfacimento pulsioni/desiderio e rimozione, perché il desiderio risulta negativo per la vita sociale. La rimozione ricopre il ricordo e la pulsione/desiderio rispecchia la vita sessuale infantile. La vita psichica è conflittuale per natura. L’inconscio ha una natura frammentaria. L’analisi affronta il suo oggetto, l’inconscio, partendo da elementi costitutivi, le tracce o sintomi. Il conflitto psichico è causato dalla rimozione e si coglie col transfert. A Parigi Freud incontra Charcot e verificano una serie di casi clinici riguardanti le nevrosi. Secondo Charcot la nevrosi è una malattia neurologica, organica, ma anche effetto di suggestione, ossia clinica, in cui non vi è connessione tra il sintomo e la patologia organica in un’evidente dicotomia. Secondo Freud la nevrosi o isteria è morbosità derivante da cause psichiche. I sintomi vengono dall’inconscio e nascondono il desiderio/pulsione rimosso. Questa è la nuova ipotesi psichiatrica esplicativa. A Vienna per la medicina classica, l’isteria è una patologia femminile dovuta a malformazioni uterine secondo un modello teorico e descrittivo. L’ipotesi di Freud si distacca dal sapere ufficiale: il nucleo patogeno dell’isteria è psichico, non organico e per risolverlo occorre l’ipnosi. A Nancy Freud incontra Barnehim e si specializza in tecnica ipnotica. Dopo l’ipnosi i pazienti non sono consapevoli di quanto rievocato ma si fa attenzione all’interesse per la parola e il discorso tra medico e paziente in terapia; il rimosso può essere recuperato; nello scambio discorsivo sussiste una tensione emotiva (transfert), in cui si evince un legame tra sintomo e discorso. A Vienna nel laboratorio della scuola di Helmoltz, Freud incontra Breuer che racconta la terapia di Anna O. Anna O è una ragazza ebrea colpita da sintomi isterici dopo la morte del padre curato per mesi. Anna O. è stata sottoposta da Breuer a ipnosi per liberarla dal ricordo della morte del padre. Sotto ipnosi riferisce quando un sintomo le si è manifestato e dopo l’ipnosi il sintomo è sparito. Breuer adotta un metodo catartico da applicare a un sintomo alla volta, ripercorrendo la storia del sintomo a ritroso per arrivare all’evento che lo ha causato. Il sintomo organico e l’avvenimento psichico sono esperienze personali per Breuer che abbandona la terapia con Anna O. perché se ne innamora, rifiutando la sessualità che si esprime nel discorso sessuato perché riferisce di vissuti sessuali. E’ impossibile esprimere il conflitto psichico che si manifesta nel sintomo tra il soddisfacimento e la rimozione del desiderio/pulsione inconscio che per Freud è di natura sessuale. Con Freud nasce la psicanalisi come indagine e tecnica di cura basata sul transfert per cogliere il conflitto psichico e la resistenza nella cura del paziente (se si elimina il sintomo finirà il rapporto affettivo con il terapeuta) per evitare ciò l’analista si sottrae alle richieste di aiuto e amore del paziente, non da consigli, è neutro, assume un ruolo passivo. All’affetto non ricambiato il paziente reagisce con una nevrosi da transfert, spostando la libido dal suo Io all’oggetto, reale o immaginato in cui si materializza il rapporto padre-paziente, cardine del rapporto edipico. Freud si stacca da Breuer. Freud rinuncia al metodo dell’ipnosi perché il transfert ha una posizione manipolatoria sul paziente passivo che al risveglio non ha consapevolezza del detto. Freud vuole portare il rimosso a livello della coscienza. Per Freud l’isteria è un conflitto di pulsioni di natura sessuale. La pulsione rimossa riguarda la vita sessuale infantile e l’isteria si spiega con la teoria del trauma. Infatti le isteriche nella vita sessuale infantile hanno vissuto il trauma della seduzione del padre che in età precoce non è recepito psichicamente per cui non è patologico, mentre in età puberale il trauma è investito da pulsioni sessuali e diventa patologico. Le isteriche raccontano eventi traumatici personali non avvenuti ma vissuti psichicamente. La libido, l’energia sessuale nell’isterica non trova espressione, ossia sublimazione perché il soggetto è predisposto alla morbosità. Il rapporto realtà e verità è messo in dubbio: la verità non è subito evidente, ma è connessa a un vissuto inconscio e va cercata con l’analisi delle tracce e può essere ricostruita. Altre prescrizioni terapeutiche sono il:

·        setting che crea una situazione protetta del paziente sul lettino e l’analista alle spalle che ascolta in modo impersonale e non seleziona il materiale per principi o morali o etici o religiosi, nel ruolo attivo dell’analista.          

·        Interpretazione è il materiale analitico per dare senso al desiderio/pulsione inconsci per includerli nella realtà e nella coscienza. Con le tracce dell’inconscio si può cogliere la realtà psichica inconscia del paziente e queste tracce sono i sogni, i sintomi e le parole. La validità dell’interpretazione si verifica se il paziente reagisce con altre tappe intermedie, esempio altri sogni o ricordi.

·        Fine della terapia psicanalitica consiste nello stabilire un nuovo rapporto tra gli elementi estranei dell’inconscio, quali isteria, sintomi, sogni e realtà. Il fine non è guarire perché è impossibile, in quanto la vita psichica è conflittuale per natura tra soddisfacimento e rimozione. La psicanalisi è una disciplina limitata perché i suoi interventi non sono definitivi. Dal punto di vista pratico la terapia termina quando il paziente e il terapeuta cessano di vedersi.

 

 

di LAURA TUSSI e FABRIZIO CRACOLICI

 

14/01/2007


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