ECONOMIA 2008

 

In Via dell’Astronomia arriva la Marcegaglia, ma la musica non cambiamentre Berlusconi vuole detassare gli straordinari.

 

La “pasionaria” degli industriali italiani nelle sue prima uscite ha già fatto capire che tempi attendono i lavoratori italiani .Emma  Marcegaglia , ha subito sintetizzato le linee guida del suo nuovo mandato, dimostrando che il “fronte padronale” vuole subito passare all’azione: maggiore flessibilità, come se già non ce ne fosse abbastanza-decentramento contrattuale, quindi svilimento dei contratti nazionali- modernizzazione delle relazioni sindacali, che va letta in chiave filo datoriale,- aumento dell’occupazione, precaria ovviamente. E dulcis in fundo, revisione delle attuali norme sulla sicurezza del lavoro, giudicate “troppo ingiuste”.Una panoramica che non lascia dubbi sui propositi, dunque, s’intende proseguire ancora sulla vecchia strada della deregolamentazione delle norme che regolano il lavoro in Italia, non contenti degli insuccessi di questi ultimi anni e dei danni sociali ad essi connessi. Gli fa eco Silvio Berlusconi che promette di detassare gli straordinari, mentre il fido Maurizio Sacconi , rivela tranquillamente che ciò avverrà anche senza accordi con le organizzazioni sindacali, svelando il disegno nemmeno tanto nascosto di “ privilegiare in futuro gli accordi ad personam, gli straordinari non contrattati,le elargizioni una tantum”. Tutti meccanismi che si prestano alla totale discrezionalità delle imprese, insomma: pochi euro,senza contare che molte aziende potrebbero concedere “aumenti retributivi ai proprio dipendenti camuffandoli da straordinario”, causando così un forte calo nelle entrato allo Stato. Ci sarebbe poi la diretta conseguenza che avendo maggiori ore disponibili  a basso prezzo, quale impresa assumerebbe? Ed i rischi per la sicurezza? Dopo otto ore di lavoro in fabbrica l’attenzione cala ed il rischio d’infortuni aumenta con buona pace di Emma Marcegaglia, che dovrebbe visitare “più spesso qualche fabbrica ” dove si muore sempre più spesso. Berlusconi, e la Marcegaglia affrontano  quindi gli irrisolti problemi della competitività italiana con un deja vu alla  Prodi - Padoa Schioppa,che faranno si guadagnare qualche euro in più agli imprenditori, ma non risolveranno di certo la crisi strutturale che investe la nostra economia , causata dalla mancanza totale di una visione strategica sul che fare per tutelare al meglio gli interessi economico-nazionali, dagli investimenti in ricerca inesistenti( l’alta tecnologia Made in Italy si è da tempo dileguata) , dalle privatizzazioni selvagge che hanno consegnato interi settori strategici della grande industria, credito, telecomunicazioni ecc.  in mano straniera, dalla parcellizzazione in piccole e piccolissime aziende, ricche, quanto purtroppo totalmente inesistenti a livello europeo e globale, su una  maggiore  precarietà del lavoro, che non da futuro ai nostri giovani, sulle  delocalizzazioni  , sulla  destrutturazione dello Stato Sociale, e l’utilizzo massivo degli immigrati, e la mancata adozione di barriere protezionistiche per le nostre merci. Con le nefaste Leggi Treu  e Biagi , si sono creati solo tanti fittizi posti di lavoro. Ma c’è ancora chi grida al miracolo e chiede tout cour “flessibilità” e ancora flessibilità…. E’ un vero peccato che la presidente della Confindustria non abbia parlato d’investimenti tecnologici , di lavoro stabile, per ridare fiducia nel domani ,perché solo il lavoro stabile funge da motore in una società civile, di obiettivi di grande respiro,  come ad esempio la riappropriazione dei settori ora detenuti dal capitale straniero o il varo di grandi opere infrastrutturali che oltre a rilanciare l’economia , eviterebbero all’Italia di precipitare sempre più in basso tra gli Stati europei. Se anche l’Ocse nel 2004 è stato costretto ad ammettere  a denti stretti che l’occupazione non si crea con la flessibilità, perché mai dovremmo accettare le antisociali ricette di una Marcegaglia? “E’ oramai assodato che i “lavori flessibili” hanno un costo sociale, sia per la persona, sia per la famiglia e tutta la collettività”. “Proprio l’idea stessa di precarietà, ovvero l’inserimento  in una lunga sequenza di contratti a termine, è la condizione sociale che trasmette all’uomo un’insicurezza oggettiva e soggettiva, che dal lavoro si ripercuote alla vita stessa: quello che attraverso le più alte conquiste nel mondo del lavoro del secolo scorso era un diritto, il lavoro a tempo indeterminato, ora si ottiene solo per poco tempo , come fosse quasi un favore che ci viene fatto”.A tutto questo si aggiunge  che maggiore è la precarietà, maggiore sarà l’erosione  delle forme di sicurezza sul lavoro, contrattuale e minore sindacalizzazione dei lavoratori.

Nel 1999 a Ginevra alla riunione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro vennero delineate le  regole che dovesse avere un lavoro “dignitoso”.  Sicurezza dell’occupazione-Sicurezza dei Luoghi di Lavoro-Sicurezza del Reddito-Sicurezza Previdenziale- Sicurezza sindacale-“

 Una nazione civile non può certamente  prescindere da questi punti, pena l’annichilimento del proprio popolo, ridotto a mero strumento di produzione e consumo.

 

Federico Dal Cortivo

 

 

COSA DICE LA LEGGE:

 

lI lavoro straordinario è quello svolto oltre l'orario normale di lavoro, ossia le 40 ore settimanali previste dalla legge (L.66/03). 

 

Qualora il contratto applicato preveda un orario inferiore alle 40 ore, la prestazione che eccede l'orario contrattuale fino alle limite legale delle 40 ore è denominata lavoro supplementare. 

 

Per legge è ammesso lavorare oltre eccezionali esigenze tecnico-produttive e impossibilità di fronteggiarle attraverso l'assunzione di altri lavoratori; 

·  casi di forza maggiore: per ovviare a pericoli o danni alle persone o alla produzione; 

·  eventi particolari legati alla attività produttiva. 

 

La legge ha fissato il tetto massimo di straordinario annuale in 250 ore (art. 4  D.lgs. 66/03), spesso la contrattazione collettiva ha stabilito limiti inferiori. 

 

I contratti nazionali di categoria stabiliscono le modalità con le quali si esegue il lavoro straordinario e i limiti massimi (giornalieri e settimanali). Fissano anche le maggiorazioni retributive dovute ai lavoratori per risarcirli dell'allungamento dell'orario di lavoro, e spesso consentono di usufruire di l'orario contrattuale per i seguenti motivi (art. 5 DLgs.66/03): riposi compensativi in aggiunta alle maggiorazioni. 

I contratti di categoria fissano le modalità con cui il datore di lavoro deve informare e consultare le Rappresentanze sindacali unitarie (RSU) prima di ricorre allo straordinario. 

 

Le ore di lavoro straordinario possono essere accantonate in un monte ore personale, denominato banca o conto ore, e essere utilizzate nel corso dell'anno.  

 

Qualora i riposi non siano goduti (per libera scelta del dipendente, o perché sia cessato il rapporto di lavoro, o perché lo prevede il contratto) essi sono monetizzati, ossia retribuiti come lavoro straordinario

 

28/04/2008


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