NOTIZIE 2009

 

I nuovi poveri:anche Venezia e il suo hinterland sono compresi tra le zone d’ emergenza.

In un articolo apparso in un quotidiano della zona, viene lanciato l’allarme sociale che vede ogni giorno ingrossare le fila dei nuovi poveri.
L’allarme viene per l’ennesima volta da don Dino Pistolato , responsabile della Caritas nella Diocesi Veneziana in un intervista rilasciata nella quale evidenzia l’urgenza quotidiana di far fronte ad un fenomeno che presenta già pericolosi sviluppi sociali.
Nell’articolo si mette in risalto come ormai le percentuali tra extracomunitari bisognosi di aiuto e italiani impoveriti, si sono invertite, per cui il 60% sono italiani e il 40 % sono stranieri.
Gli stranieri infatti sono spariti per paura di essere denunciati a causa della nuova legge sulla Clandestinità…i nostri connazionali invece stanno aumentando sia alla mensa dei poveri che allo sportello del Microcredito.
“Gli anni scorsi ad agosto andavamo in ferie e già a luglio si tirava il fiato, quest’anno è da tre mesi che siamo sotto pressione.E’ una disperazione, ma disperazione vera- dice don Dino-Siamo seduti sopra una bomba atomica sociale e non so quanti se ne rendano conto”.
“Si rende utile un cambio di prospettiva immediato, perché i nuovi poveri non sono più solo i vecchi ma sono tutti coloro che hanno perso il proprio lavoro , anche se hanno solo 40 anni..e non hanno più alcuna aspettativa di recuperare la loro attività.”incalza don Dino.
Il responsabile della Caritas sottolinea che l’attuale emergenza travalica ogni possibile immaginazione in quanto lui e la sua struttura stanno tentando di arginare un assalto che però riguarda ogni forma di aiuto che và dai pasti caldi a quelli freddi fino ad arrivare allo sconto per il pane.
E con settembre il fenomeno peggiorerà perché scadranno i provvedimenti di messa in Cassa Integrazione.
Nella zona veneziana si parla di una cifra che và dalle 4.000 alle 6.000 persone e che rappresentano un esercito senza possibilità di poter esser riassorbito dal mercato..e il fenomeno si sta consolidando già da un paio d’anni.
Si pensa che il potere di assorbimento potrà rientrare a regime nell’arco di una decina d’anni…ma dieci anni sono un’eternità.
Invece,c’è bisogno di risposte immediate, perché non c’è tempo da perdere.
4 o 6 mila persone, solo nel comune di Venezia, riflettono un’incidenza negativa su 15-18 mila persone perché bisogna tener conto dei nuclei familiari che sono retti da questi redditi.
Don Pistolato ammette che la sua struttura è maggiormente specializzata nell’aiuto al singolo o al barbone e invece attualmente si trova ad affrontare l’emergenza di interi nuclei familiari.
Spesso, in questa struttura di aiuto sociale si presentano persone anziane che chiedono aiuto per i propri figli ai quali le banche negano l’accesso al credito anche se attualmente il costo del denaro è ormai a zero.
Così vi sono sempre più persone costrette a ricorrere agli strozzini.
La Cei ha messo a disposizione 30 milioni di Euro per il Microcredito ma questi prevedono solo le esigenze di famiglie molto numerose…
I Comuni, dal canto loro sono già in grosse ristrettezze con i tagli di bilancio e non possono sovvenzionare.
Don Pistolato, nella sua analisi, torna a ribadire una definizione che fa rabbrividire perché parla di bomba atomica sociale pronta a deflagrare e se la prende anche con il governo attuale che a suo dire sembra non percepire la gravità dell’attuale disagio sociale..perchè” una situazione come questa fa presto a sfuggire di mano”-sostiene don Dino e parla di future “torme di disperati riversati sulla strada”.
Se lo dice lui che vive quotidianamente la situazione e la sta affrontando da anni con caparbietà,non c’è molto da stare tranquilli.

 

Stella Bianchi

01/09/2009


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