ECONOMIA 2007

 

Protocollo Welfare …verso il referendum truffa..ed intanto il Tfr tiene…

 

Oramai i giochi sono fatti ed il protocollo sul Lavoro e Stato sociale si sta avviando verso l’ennesimo “referendum” truffaldino organizzato da Cgil Cisl e Uil alle quali si è aggiunta l’Ugl, di Renata Polverini, oramai avviata mestamente a recitare il ruolo sbiadito e succube della Triplice, come quarta gamba del tavolo concertativo.

Una consultazione truffa nel senso pieno del termine, perché il protocollo, voluto dal governo ,banchieri e padronato, è già stato accettato in toto dalle suddette “OO.SS”, che non da oggi hanno oramai svenduto gli interessi dei lavoratori in cambio di privilegi ed agibilità che nulla hanno a che spartire con  la difesa di chi lavora. Il 23 luglio il protocollo è stato firmato, anche se loro..la definiscono “ipotesi d’accordo”…, ed ora non resta che tentare di salvare la faccia con una consultazione inutile e deregolamentata. Basti pensare che gli aventi diritto al voto sono circa 35.000.000, quindi una massa di lavoratori e pensionati che presupporrebbe un’organizzazione capillare ed efficiente, così come avviene per i grandi referendum politici, ed invece i seggi saranno gestiti da Cigil Cisl e Uil, con Ugl nel ruolo di comprimaria senza voce, i quali provvederanno anche ad allestire i seggi nelle loro sedi….il che è tutto dire …. Nessun quorum è stato stabilito per dare validità alle votazioni; quindi, stando alle dichiarazioni di chi la sa lunga su queste “votazioni truffa” , basterà appena il 13% d’ affluenza per legittimare il risultato. Un’autentica messa in scena , su temi di grande portata nazionale, che imporrebbero ben altra trasparenza e chiarezza, temi che  incideranno pesantemente sul futuro degli italiani. Da rilevare che solo le Rappresentanza di Base non hanno firmato il protocollo  a Palazzo Chigi, segno che in Italia vi sono ancora organizzazioni sindacali che svolgono fino in fondo il loro ruolo in difesa dei diritti dei lavoratori. L’Ugl, come dicevamo, ha oramai ammainato sotto la gestione Polverini(…. le cui apparizioni a “Ballarò” sono direttamente proporzionali alla caduta di combattività del suo sindacato…e del resto gli spazi sui media si ottengono solo se conformi al pensiero liberal capitalista dominate….) la glorioso bandiera della Cisnal e di quel Sindacalismo Nazionale che affondava le proprie radici nelle lotte sindacali di Filippo Corridoni e poi nel Sindacalismo Fascista, per proseguire nel dopoguerra sotto le insegne della Cisnal, che auspicava la creazione dello Stato Nazionale del Lavoro e la cogestione,….tempi che sembrano oramai lontanissimi.

 

Il protocollo sul  Welfare avrà come risultato l’aumento dell’età pensionabile, peggiorativo in questo anche della precedente legge Maroni, il che è tutto dire per un governo di centro sinistra, saranno ridotto i coefficienti di calcolo della pensione, penalizzando i futuri pensionati iniziando da chi si affaccia ora a lavoro, mentre gli interventi per tutelare i lavori usuranti, riguarderanno appena 5000 lavoratori( un’inezia …)tagliando in modo impietoso le  eventuali agevolazioni a moltissimi altri, che svolgono mansioni gravose e pesanti. Nessuna indicizzazione delle attuali pensioni che continueranno a perdere il loro potere d’acquisto già scarso ed aumenti irrisori per le pensioni basse, il 15% degli attuali pensionati, in breve falcidiati dagli aumenti di prezzi e tariffe.

 

Un protocollo sbilanciato a favore di Confindustria, che si vedrà ridotta il costo degli straordinari, che potranno così essere aumentati, mentre vi sarà un incremento di quello che è comunemente definito “ salario aziendale”, che non ha nulla a che spartire con un’eventuale partecipazione agli utili dei lavoratori. Su questa voce non saranno versati i contributi previdenziali, con un’impatto negativo per le casse dell’Inps, della serie: Ogni mezzo è buono per cercare di affossare la previdenza pubblica.

Blande sono pure le misure prese nel campo degli ammortizzatori sociali, che influiranno scarsamente sul lavoro precario, che sembra oramai il “destino manifesto” del lavoro futuro, nel segno di un’anacronistico modello liberale, vecchio di secoli e vagheggiato dai suoi sostenitori come la soluzione di ogni problema, non certo quelli dei popoli ai quali è applicato.La Treu e la Biagi veleggiano in pompa magna e chi osa criticarle è tacciato di essere “brigatista-terrorista”, nel nome di Marco Biagi, oramai elevata al rango di “dogma”, di comodo.

 

I dati sull’adesione ai “fondi pensione”, quelli voluti fortemente da banche, assicurazioni e Triplice sindacale, danno in circa 400.000 coloro che hanno aderito ai “fondi negoziali”, quelli chiusi aziendali –che salgono ad appena un milione e mezzo- tenendo conto di quelli che già aderivano , su 12,2 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato. Una percentuale del 12,50%, quindi lontanissima dalle ottimistiche ed interessate previsioni del Governo e di Cgil Cisl e Uil che hanno profuso risorse a piene mani nella campagna pro fondi, e che ipotizzavano un 40% di adesioni…,mentre ancor meno sono color che si sono fidati dei “fondi aperti”, quelli gestiti dalle banche e dalle compagnie assicurative i quali danno minor sicurezza nel tempo. Ma nonostante questo flop palese, i media allineati al potere economico finanziario, si guardano bene dal dire come stanno le cose. Gli “incantatori” sono ancora all’opera per blandire gli indecisi ed incensare le virtù dei fondi pensione, questo nonostante i foschi segnali che arrivano da oltre oceano con la crisi dei mutui sub prime, con effetti negativi sui rendimenti degli investimenti operati dai vari fondi. Un’ avvertimento su possibili scenari futuri…ed un ulteriore motivo per dire no alla previdenza complementare e sì alla rivalutazione di quella pubblica, che non naviga certamente in rosso, come molti tenderebbero a farci credere ,ma registra a tutt’oggi un egregio saldo attivo, ma mal digerito dai padroni della finanza e dai loro numerosi portaborse annidati nel governo e nella  “quadruplice”sindacale.

 

Romano Visconti

 

01/10/2007


economia

home page

archivio 2006

archivio 2005

archivio 2004

archivio 2003