ECONOMIA 2007

 

Pensioni: Governo Confindustria e banchieri…. tutti contro i lavoratori Italiani

 

di Federico Dal Cortivo

 

Chi pensava seriamente che il nuovo esecutivo di Prodi potesse invertire la spinta neoliberista del precedente governo berlusconiano credo che oramai si sia reso conto che ciò non potrà mai avvenire,perché i poteri che gestiscono la politica dell’Italia sono ben altri che non quelli sbandierati in parlamento. La Legge Biagi , contigua a quella Treu , è oramai un dato di fatto che difficilmente potrà essere cancellata,.(tutto rimane inalterato con l’interinale a tempo indeterminato.I contratti  a

termine con durata superiore ai 36 mesi;viene abolita la contribuzione aggiuntiva per il lavoro straordinario, che costando meno alle imprese, sarà gioco

 forza utilizzato per aumentare la settimana lavorativa. Un colpo non meno importante viene dato al Contratto Collettivo Nazionale, con la detassazione e decontribuzione per i contratti aziendali per quel che riguarda il premio aziendale, il cosiddetto “salario variabile”)

Solo  forze politiche autenticamente Socialiste potrebbero di rimettere tutto in discussione.

Le esternazioni estive di Caruso , strumentalizzate dai paladini del “libero mercato” e del lavoro deregolamentato, hanno messo in evidenza quello che ogni persona di buon senso ha già notato: con il lavoro precario non si va da nessuna parte. Precario nel salario, precario nella sicurezza.

“La levata di scudi di Confidustria, che gode di influenti appoggi nel governo e nell’opposizione,ad ogni possibile ritocco della Biagi, da la misura di quanto ogni esecutivo sia succube de poteri economici.Alberto Bombassei, Vicepresidente degli industriali parla chiaro in una recente intervista al Sole 24 Ore: .”Il protocollo di Luglio è certamente una tappa nelle relazioni industriali, bisogna continuare con gli assetti contrattuali…Fare marcia indietro sulla flessibilità sarebbe un errore ed un danno soprattutto per il lavoratori(?)…La  Biagi, ha continuato imperterrito Bombassei, ha “ fatto gli interessi dei lavoratori”. Va aumentata la flessibilità e resi meno “onerosi i contratti nazionali”. In caso contrario, ha tuonato l’esponente

di Confindustria, c’è il rischio di deindustrializzazione.”

Ad ascoltarlo parrebbe di vivere nel migliore nei mondi, con salari e pensioni adeguate, un sistema Italia industriale pienamente funzionante, con obiettivi tutti commisurati agli “interessi nazionali” , dove le parole delocalizzazioni, svendite di settori strategici al capitale straniero, impiego di mano d’opera extracomunitaria a basso costo, caporalato legalizzato , fanno parte solo di un brutto sogno. Ed invece le cose stanno esattamente al contrario.Bombassei crede nelle “ fallite” ricette neo liberiste, quelle dei cosiddetti “classici inglesi”,vecchi di due secoli e rinverdite dagli americani della  “ scuola di Chicago”, ovvero : fede assoluta nel mercato- eliminazione dello Stato dall’ economia-libero scambio di merci ed esseri umani senza limiti – A questo si deve aggiungere la distruzione sistematica di ogni garanzia sociale, contrattuale e pensionistica. Questa è l’unica “cura “ che conoscono i “guru” del capitalismo italiano.”

 

 

Ed intanto sul fronte delle pensioni si è consumata l’ennesima beffa a danno dei lavoratori italiani:con un accordo a costo zero rispetto alla precedente Legge Maroni si sono apportate delle modifiche peggiorative che produrranno i loro effetti  negativi sulle giovani generazioni. Le finestre di uscita da 4 sono state ridotte a 2 con un aumento dell’età pensionabile di vecchiaia a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne, con una contribuzione inferiore a 40 anni.( da notare che con il sistema contributivo introdotto con la riforma Dini, le pensioni saranno di gran lunga inferiori a quelle di un tempo). Il potere d’acquisto delle attuali pensioni andrà sempre peggiorando, visto che non sono rivalutate in relazione alla dinamica salariale ed all’aumento dei prezzi e l’aumento ridicolo delle pensioni minime sarà in breve fagocitato dall’aumento dei prezzi. Viene introdotto un meccanismo automatico di taglio dei rendimenti pensionistici, con la revisione ogni 3 anni dei coefficienti- 6%- 8% nel 2010.

I lavori “usuranti” ,che dovrebbero avere una corsia preferenziale, “dovranno invece essere definiti dalle parti”, ovvero Confindustria potrà negoziare e far pesare le sue decisioni stabilendo quali debbano essere i lavori duri e quelli no, avendo di fronte oramai una controparte sindacale spesso arrendevole e che da quando è in carica Prodi non ha più proclamato un giorno di sciopero. Dove sono finite le adunate dell’epoca Berlusconi?

Che la manovra antisociale parte da lontano è palese oramai, da, quando con la riforma Dini si è passati dal sistema retributivo a quello contributivo( Dini invece andò in pensione proprio poco prima di attuare la riforma..), pèr poi passare al progressivo innalzamento dell’età pensionabile e per finire con l’attacco al Tfr, che nelle intenzioni di assicurazioni, banche, Cgil Cisl e Uil dovrebbe finire tutto nei fondi gestiti da questi soggetti, con tutti i vantaggi del caso.. Ma nessuno ha mai spiegato ai lavoratori italiani che l’Inps, la tanto vituperata previdenza pubblica è in “saldo attivo”, ovvero i versamenti coprono largamente le uscite, tanto che l’ente si permette di pagare le indennità di disoccupazione( il che non avviene all’estero) e dal 2003 paga anche le pensioni dei dirigenti industriali, visto che la loro cassa Inpdai è fallita. Le ricette del FMI e Banca Mondiale vanno avanti….purtroppo

 

 

03/09/2007


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