ECONOMIA 2007

Abbiamo le buste paga più basse d’Europa

Gli italiani sono sempre più poveri ma la malapolitica si occupa di chiacchericci

di Marco Cottignoli

L’Italia sembra una terra ormai in rovina: emergenza immigrati, sicurezza, violenze scolastiche, aumento spaccio di droghe, povertà diffusa, malasanità, pensioni da fame, precarietà, denatalità…In questi giorni inoltre l’Eurispes ha diffuso la notizia che in Italia abbiamo i salari più bassi d’Europa. Notizia apparsa sui giornali ma immediatamente evaporata. Nessun dibattito né scandalo se gli italiani ricevono i salari più bassi d’Europa; nessun indignato lamento, nessuna manifestazione, nessun palco da cui la solita intellighenzia conformata sfoga la propria ineffabile comprensione ed amarezza. Sembra che a nessuno importi dei milioni di italiani che vivono di stenti. E’grottesco come la malapolitica, l’irresponsabilità ed il relativismo morale riescano a svellere il semplice buon senso. Lo studio appena pubblicato considera il periodo 2000-2005 ed afferma che la busta paga in Italia è tra le più basse della Ue, sia in valore assoluto sia rispetto al potere di acquisto, inferiore anche a quello della Grecia e superiore solo a quello del Portogallo. Nel complesso i nostri salari lordi hanno mostrato una dinamica contenuta del 13,7%, contro un salario comunitario che è salito nello stesso periodo del 18%. Inoltre l’Italia continua ad offrire ai propri lavoratori un potere di acquisto in continua diminuzione così come un costo del lavoro fra i più bassi d’Europa senza dimenticare i crescenti degli oneri e dei contributi sociali, più gravosi persino rispetto a Paesi come la Danimarca, dove il costo del lavoro però è il più alto d’Europa ( più di 30 euro all’ora! ). Non è quindi un mero caso se già nel recente passato l’Eurispes aveva lanciato l’allarme che in Italia vi fossero 14 milioni di poveri. Non è certo una superficiale casualità se gli ultimi rilevamenti dell’Istat confermavano che il 14,7% delle famiglie italiane arriva con molta difficoltà alla fine del mese, anche per gli acquisti di generi alimentari ed il 28,9% di non è in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 600 euro. Dal momento che l’Italia ha ammortizzatori sociali risibili e visto lo scarso interesse governativo verso i diritti sociali, le tutele dei lavoratori e dei disoccupati, la situazione è in uno stallo preoccupante. In Italia mentre si sta smantellando l’intero sistema di garanzie e diritti, si perde tempo nel chiacchiericcio isterico e sterile; così dopo i contratti di lavoro che continuano ad essere temporanei e flessibili, a vantaggio dei datori di lavoro, adesso abbiamo pure le paghe più misere d’Europa. A fronte del fatto che il salario netto del lavoratore dipendente italiano, senza carichi familiari, è di 16.242 euro l’anno, che il 50% delle famiglie vive con meno di 1800 euro al mese, che fra cuneo fiscale e contributi Inps et similia vari, ci portano via gran parte della nostra busta paga, che paghiamo le tariffe più alte d’Europa su luce, acqua, gas, telefoni,autostrade, assicurazioni, la malapolitica italiana come risponde? Sciupando tempo nelle faccende secondarie, sollevando caotiche polemiche, per non risolvere quelle fondamentali per la gente comune. Non solamente con i Dico ma anche nella legge elettorale, per esempio, o nelle proposte di liberalizzazione sulle droghe o nei supposti scandali sessuali. Paradossalmente poi pure queste rimangono insolute...E così si ingrassano sul nulla, i politici che non dimostrano né strategia né priorità né obiettivi concreti. Si discuta, invece, con ferocia, sul “tesoretto” di 37 miliardi dovuti alle maggiori entrate fiscali 2006 e si arricchisca lo stato sociale, si difendano i salari deboli, i diritti del lavoro, i poveri e la maternità. Che questo «bonus fiscale», significhi restituzione ai contribuenti, abbassamento delle tasse e concretezza. Non il solito inutile, vuoto, spocchioso, sterile cicaleccio.

 

04/05/2007


economia

home page

archivio 2006

archivio 2005

archivio 2004

archivio 2003