ECONOMIA 2006

Mosca all'arrembaggio delle telefonia europea

Marzio Paolo Rotondò

Il Vecchio continente attira sempre di più i capitali russi. Questa volta, ad essere nel mirino dei progetti d’espansione russi è la telefonia europea. Vodafone e Deutche Telekom sono infatti corteggiate rispettivamente da Alfa Group e Sistema, due società che già sono attive, tra l’altro, nella telefonia.
Si rafforza sensibilmente, dunque, la volontà della finanza russa di entrare nei settori strategici dell’economia europea. Dopo gli incessanti corteggiamenti del presidente russo Putin al cancelliere tedesco Merkel per far entrare capitali dalla Russia nel colosso dell’aerospazio franco-tedesco Eads, si allargano gli obiettivi sensibili di Mosca.
Il miliardario Mikhail Fridman, uno dei più potenti uomini d’affari del Paese, sarebbe intenzionato ad acquistare il 20% di Vodafone tramite la sua holding Alfa Group. La quota, all’attuale prezzo di mercato, costerebbe 22,4 miliardi di euro. Fridman si è fatto avanti per l’acquisto della quota di Vodafone con l’intento di costituire una joint venture, ma l’ipotesi di una vera e propria fusione non viene disdegnata. Alfa è già attiva nel settore della telecomunicazioni; controlla tramite Altimo il secondo operatore russo della telefonia mobile, ovvero Vimplecom. Interpellate a dare un parere sullo svolgimento delle discussioni tra i due gruppi, le controparti hanno reagito in modo contrastante. I russi sostengono che vi siano trattative in corso per definire prezzi e condizioni dell’ingresso nel capitale. I britannici, invece, smentiscono, considerando la vicenda priva di fondamento.
Per quanto riguarda l’affare russo-tedesco, la situazione non è molto diversa. Il gruppo russo Sistema smentisce l’intenzione di voler entrare nel capitale della Deutsche Telekom. Secondo il Financial Times Deutschland le due società avrebbero già avviato i primi colloqui informali per sondare uno scambio di partecipazioni nel settore della telefonia. Sul tavolo delle trattative ci starebbe un cambio fra azioni del colosso tedesco delle telecomunicazioni e Mobile Telesystems il principale operatore russo di telefonia mobile, che Deutsche Telekom vorrebbe poi fondere con la T-Mobile.
Il controllo dell’importante compagnia telefonica russa costerebbe però caro a Deutsche Telekom. Mosca vorrebbero entrare con il 10-20% nella compagnia tedesca, scalzando la quota della Kfw, l’equivalente della nostra cassa Depositi e Prestiti, diventando così l’azionista di riferimento di DT surclassando lo Stato tedesco. A quel punto la panoramica diventerebbe anche di natura politica.
Le mire espansionistiche russe diventano, dunque, più frequenti e mirate. Lo scopo di questi afflussi di capitale che si sovrappongono in senso inverso a quelli in provenienza dall’Europa sembrano essere più che di pura natura economica, di natura politica e strategica. Mosca e le principali capitali europee stanno infatti tessendo un legame sempre più stretto e complice, che rende queste due realtà sempre più unite e complementari.

  
04/11/2006


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