ECONOMIA 2007

Siamo alla paranoia neoliberista

 

LA SOCIALIZZAZIONE DELLA PREDONOMIA:

(parola di Bersani)

 

di Carmelo R. Viola

 

         On.le Bersani, Lei mi sembra una persona accattivante e sincera e vorrei aggiungere simpatica, ma ho la ferma certezza che si stia movendo lungo una linea  totalmente sbagliata, antistorica, anticrescita, a ritroso! La cosa è tanto più grave quanto più essa venga propinata come prodotto di una sinistra riveduta e corretta. Non in senso nazionale ma in senso paranoicamente globale. E sta proprio qui l’errore fatale che vede persone serie come Lei zelantemente impegnate a demolire la civiltà. Non penso che io calchi la mano per il piacere di fare il facile profeta di sventure. Mi spiace e mi duole dire che Lei, come la maggior parte dei sinistrorsi, non conoscete, o fate finta di non conoscere, i rudimenti della cognizione scientifica del processo di maturazione della nostra specie, che si estrinseca in quei fenomeni di “natura culturale”, che si suole chiamare appunto civiltà.

         Lo studio di questa ci mostra una molteplicità di usi e costumi che ci farebbero pensare, per via delle enormi diversità, perfino a più specie, ma la prima scoperta della scienza sociale – versione umana della “scienza del vivente” – è proprio  che il modo di comportarsi di tutti i soggetti bio-organici avviene, fino a quello che riteniamo livello animale, in forza di una reattività istintiva finalizzata alla soddisfazione della fame e alla conservazione della specie secondo un reciproco equilibrio di distruzione limitata e comunque “compensata”.

         Una modalità caratteristica è la predazione che le specie non carnivore esercitano a danno del regno vegetale mentre le carnivore a danno di quello animale. Questo il nocciolo della questione in linea di massima ma è quanto basta al nostro discorso.

         Poiché l’uomo nasce animale onnivoro, anch’egli esercita la predazione che, dopo millenni di evoluzione, chiamerà capitalismo e identificherà, sbagliando, con l’economia. In realtà si tratterà – e si tratta – di predonomia, cioè di predazione regolamentata, ma non troppo. Con l’intervento della ragione e della tecnologia la specie umana produce una distruzione – anche all’interno della propria specie – senza limite e, quel ch’è peggio, senza “compensazione”. La ragione, sovrapponendosi all’istinto e fondendosi con questo, ha il potere non solo di limitare la distruzione, intra- ed extraspecifica (naturale) ma addirittura di eliminarla. Anzi, questa è l’unica via perché la nostra specie cresca fino alla vetta di compimento dell’autocoscienza etica – che è anche sentimento di fraternità naturale (sintonia bioaffettiva o empatia) come alternativa ad un’estinzione della specie stessa per saturazione di conflittualità scompensata (già in atto).

         Ebbene, tale via di crescita e di salvezza (di cui ci parlano saggi e mistici  - da Buddha a Cristo) è la sostituzione della predonomia con l’economia vera e propria che consiste non nel produrre checchessia per trarne profitti a proprio vantaggio e in concorrenza con gli altri – il che è un modo trasfigurato dell’agonismo animale – ma nel produrre beni e servizi secondo il fabbisogno della collettività e l’emergenza del singolo ovvero del benessere di tutti come condizione del benessere di ciascuno.

         Questo è il socialismo, che è stato intuito dalla Rivoluzione Francese del 1789 con la trilogia “libertà-fraternità-uguaglianza”: è stato sperimentato con successo in varie parti del mondo con la resistenza soffocatrice del capitalismo che, invece di collaborare, ha alimentato errori e crimini all’interno degli esperimenti fino alla dissoluzione degli stessi.

         Il problema della salvezza (terrena, s’intende) si ripresenta più drammatico che mai. In Italia la Prima Repubblica ha realizzato cenni di socialismo. Con la Seconda si è passati alla rinnegazione del socialismo. Con la Terza – quella di cui Lei, On.le Bersani, è fautore e responsabile – è in corso una sistematica esortazione al capitalismo selvaggio, al cosiddetto neoliberismo globale (cioè senza confini nazionali). E’ come esplosa una vera e propria follia. Eminenti ex-socialisti hanno scoperto  nella predazione  l’anima della vera economia ovvero il modo naturale di essere-divenire della civiltà e dell’evoluzione della specie! Ci ritroviamo, mi perdoni, in una corsia di clinica psichiatrica dove pazzi schizofrenici in avanzato stato degenerativo pretendono di curare gli specialisti e il personale sanitario.

         La privatizzazione-liberalizzazione è la “socializzazione della predonomia”: esortare  i giovani a intraprendere l’imprenditoria – come per dire che tutti possano diventare padroni e benestanti! – è una triste barzelletta per i più cretini. Privatizzare-liberalizzare significa affidare le sorti della vita sociale e privata ai più forti, in una guerra di tutti contro tutti, ovvero a pochi vincitori, affaristi, finanzieri, banchieri e magnati dell’industria multinazionale e dell’internazionale bancaria, il cui unico scopo è quello di diventare sempre più potenti coperti dall’”onore” di dare  (comprare) lavoro,  per la necessità (effetto secondaria dell’impresa) di sfruttare i poveri per conservare ed aumentare la propria ricchezza.

         E’ ovvio che i supremi in un cotale quadro di competitività universale, temeranno di essere depredati a loro volta e mentiranno per inventare pretesti di autodifesa preventiva ed assicurarsi la sudditanza dei più pavidi., E’ quanto fanno gli USA da oltre mezzo secolo. Ciò rientra rigorosamente nella logica di una specie i cui soggetti – a differenza delle specie animali “a relativa solidarietà intraspecifica” – sono gli uni contro gli altri armati.

         Lei, On.le Bersani, sembra perfino orgoglioso di quello che fa ma la vera economia – che è poi il vero socialismo – presuppone un potere pubblico che, “come un buon padre di famiglia” (locuzione giuridica!), organizza il lavoro e ne distribuisce i prodotti ricorrendo, per i rapporti nazionali, all’uso di una moneta passiva che serva perfettamente allo scopo senza debito pubblico interno. In altre parole, lo Stato, che solo in questo caso è “di diritto”, oltre ai tre poteri classici basilari e strumentali, realizza quanti dicasteri occorrano per la gestione di ogni servizio pubblico (da quello alimentare a quello sanitario) e tutela l’attività creativa, artigianale e artistica (per definizione, esente da lucro) in modo che tutti – nessuno escluso – sin dalla nascita possa avere il meglio dal contesto sociale.  Lei, On.le Bersani, ha ingranato la retromarcia e sta correndo – come gli altri e gli immediati antecedenti – verso la giungla!

         Pare che non se ne renda conto il Consiglio Superiore della Magistratura che lamenta molta corruzione nella pubblica amministrazione e la Corte dei Conti che consiglia di innalzare l’età pensionabile! Sintomi di quanto si è lontani dal comprendere che affidare le sorti dell’economia alla competitività amorale degli affaristi significa alimentare la corruzione, il ladrocinio, le differenze abissali, la criminalità comune e quella paralegale (mafia, camorra e simili), la violenza per futili motivi, i disoccupati, i non pensionati, gli spacciatori di droga, il disagio esistenziale, le turbe mentali, le associazione per delinquere di stampo neoliberista camuffate da enti gestori di servizi pubblici, la inutilità dell’antitrust e della “ridicola antimafia”,le esilaranti “mancanze di fondi”, i conti al millesimo per i lavoro-dipendenti, la ricchezza sempre più spropositata dei pochi grandi ladroni della Terra, gli scassinatori delle ville dei signori, l’accattonaggio, la prostituzione, la bellicosità criminale e terroristica degli imperialisti, la risposta cataclismica (già in vista!) della natura offesa dalle violenze del capitalismo, le menzogne di chi non vuole cambiare la dinamica della nostra specie che, nella sua totalità, è, come un organismo dove ogni organo o distretto è interattivo con tutti gli altri.

         Vada avanti, On.le Bersani, e sia orgoglioso del futuro che, assieme ad altri “pazienti”, sta costruendo (si fa per dire) per  Suoi successori. Tuttavia, non farebbe male a fermarsi un momento per riflettere…

 

Carmelo R. Viola – csbs@tiscali.it

 

06/02/2007


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