ECONOMIA 2006

 

Ortis chiede la vendita di Stogit e Snam Rete Gas

 

Diana Pugliese

Brutta giornata  per i campioni italiani dell’energia Eni ed Enel ma non per la finanza. Il presidente dell’Autorità di controllo del settore, Alessandro Ortis, ha presentato al Parlamento la relazione annuale sul settore dell’elettricità e del gas e ha bacchettato li due gruppi chiedendo l’accelerazione del processo di liberalizzazione del mercato con la vendita di Stogit e Snam Rete Gas. Secondo il numero uno dell’Autorità di controllo, infatti, la posizione dominante di Eni ed Enel, ostacolando il funzionamento del meccanismo concorrenziale, impedisce la diminuzione delle tariffe.
Che il settore energetico, fondamentale per lo sviluppo e l’autonomia dell’Italia, fosse il prossimo bersaglio era già evidente da tempo; tanto più che la liberalizzazione totale del settore a partire da luglio 2007 è già stata decisa e accettata più o meno da tutti. Secondo il Garante, però, il processo di apertura deve essere implementato perché, a suo giudizio, per impedire il controllo dei due operatori dominanti e garantire agli acquirenti un ‘efficiente mercato concorrenziale’ e la realizzazione delle infrastrutture necessarie a soddisfare la crescita interna della domanda di gas ed elettricità.
Nel settore del gas, rileva Ortis, l’Eni domina sia la rete di trasporto che il mercato della vendita finale e dell’approvvigionamento dall’estero, imponendo ai clienti il prezzo e alle imprese del settore la commercializzazione del suo gas. La crescente dipendenza dalle importazioni dall’Algeria (37%), dalla Russia (32%) e dalla Libia (6%), ha detto il presidente, passa per strutture di adduzione controllate dall’Eni o da società estere controllare. Lo stesso avviene per l’attività di importazione e stoccaggio. Nel mercato dell’elettricità, invece, “il mercato all’ingrosso dell’energia elettrica presenta ancora un elevato potere di mercato in capo ad operatori dominanti primo fra questi l’Enel”. Ciò comporta, per il Garante, l’aumento del peso del caro-bollette sul bilancio di famiglie e imprese e, indirettamente, del sistema economico del Paese che, tra l’altro, dipende all’80% dall’estero per le forniture di petrolio e all’85% per quelle di gas. “Le imprese italiane - ha evidenziato Ortis - pagano prezzi al di sopra della media europea”. Gli aumenti registrati dal ‘99 (anno di inizio del processo di liberalizzazione) ad oggi sono per l’Autorità eccessivi: le tariffe elettriche sono cresciute del 41,1% in termini nominali e del 22,3% in termini reali; quelle del gas sono salite del 17,9% (2,7% in termini reali) per i piccoli consumatori rispetto al 2000 e del 25% rispetto all’anno scorso per le imprese. Aumenti che per Ortis sono attribuibili alle aziende del settore nonostante il greggio - a cui le quotazione del gas sono legate - sia in realtà aumentato dal ‘99 del 269% e che “oscurano i positivi risultati” ottenuti con le prime parziali fasi della liberalizzazione. Per questo, secondo il numero uno dell’Autorità di controllo, il processo di liberalizzazione deve essere accelerato per “migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti, l’economicità delle forniture, e garantire la tutela ambientale”.
Rivolgendosi alle massime cariche dello Stato e al gotha del settore, riunito nel Salone della Lupa a Montecitorio, Ortis ha poi indicato la sua soluzione ‘risolutrice’: vendere Snam Rete Gas, la società che gestisce le reti di trasporto del gas, e Stogit, quella che gestisce gli stoccaggi, nonché i diritti di transito transfrontalieri per il rifornimento dell’Italia. Come già accaduto per il mercato elettrico, insomma, nel settore del gas bisognerebbe introdurre al più presto la separazione societaria e proprietaria delle realtà della filiera. “Solo con una piena separazione di proprietà e gestione - ha detto Ortis - è possibile garantire la piena neutralità e trasparenza delle attività di trasporto e stoccaggio”.
La relazione pro-liberalizzazioni di Ortis, che va ad affiancare il governo nella già dimostrata strategia liberalizzatrice, sarà certamente piaciuta al gotha finanziario, pronto a mettere gli artigli su un settore che promette rapidi e ingenti guadagni. Lo stesso Ortis ha sottolineato infatti che le ‘nuove’ Snam e Stogit potrebbero sviluppare le infrastrutture necessarie per sostenere la gara per l’hub principale del Sud Europa, a cui peraltro stanno già lavorando imprese concorrenti dei Balcani e della Penisola Iberica. Un business decisamente allettante per i ‘ricconi’ di tutto il globo che promette di non trovare ostacoli da parte dei cittadini illusi di ‘guadagnare’ dal calo delle tariffe.
La cessione proposta da Ortis, infatti, dovrebbe riguardare in teoria un “assetto proprietario che non abbia interessi contrastanti con quelli nazionali”. Nella realtà però ciò è solo un’illusione: qualsiasi impresa che persegua i suoi interessi privati difficilmente guarderà contemporaneamente a quelli collettivi. Gli eventuali lauti guadagni dell’hub, alla cui costruzione prevedibilmente sarà chiamato a contribuire lo Stato e i contribuenti, passeranno direttamente nelle mani dei proprietari, lasciando i cittadini a mani vuote.

 

11/07/2006

 


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