ECONOMIA 2008

 

Privatomania: ma non è un’epidemia bipartisan?!

 

         Se non ci fossero alla base le  furibonde concorrenze personali, sarebbe il caso di chiedersi perché mai si siano spesi tanti soldi per rifare le elezioni. Infatti, maggioranza ed opposizione, di oggi come di ieri, si battono per uno stesso scopo comune: portare alle estreme conseguenze il liberismo nel contesto globale del mondo, ovvero – con parole meno cerimoniose – affidare le sorti del “welfare” (benessere!) e della vita (e sopravvivenza) del consorzio umano, agli uomini di affari, con in testa i banchieri, ciascuno dei quali è interessato solo a sé stesso e a coalizioni di mutua complicità.

         La privatocrazia – ovvero il potere dei più forti con Stato come “legittimatore giuridico di parte” – produce, da un lato, accumulatori di ricchezza senza limite, dall’altro, il bisogno, la fame, la disoccupazione, la precarietà, l’indigenza senile, l’insicurezza, la caduta dei valori, la violenza gratuita, la delinquenza e le varie mafie, contemporaneamente alla crescente offesa a madre-natura e alla inarrestabile destabilizzazione dell’habitat umano sulla Terra con rischio di morte della civiltà ed estinzione della specie, con o senza cataclisma radioattivo. Una terza e più estesa guerra mondiale è nell’ordine del sistema dissociale in questione.

         Tutto questo non è un’opinione ma è documentato quotidianamente dai fatti e valutato dalla ragione scientifica (di coloro che non l’hanno ancora ripudiata).

          Così essendo le cose, non è gratuito chiedersi che stiano a discutere (come a Ballarò di ieri sera, 6 maggio 2008) soloni da quattro soldi, burattinai e burattini indefinibili di questo teatrino di maschere tragico-comiche, ovvero i vari fautori ed attori ufficiali del liberismo globale – dell’armata di Berlusconi, invasato da non si sa quale spirito obnubilante, e della brutta copia – partito nichilocratico di Veltroni (sedicente di centro-sinistra solo per disposizione ludica delle parti) -  su come ovviare agli effetti prodotti dalla loro stessa (inscienza) politica (con tutto rispetto per loro demagogia scientifica!) e dalla loro pseudoeconomia, assimilata alla meteorologia (che non fa ridere i polli, ma sciogliersi le montagne di ghiaccio).

         Non so che sarà del prossimo avvenire e della sorte dei miei figli e nipoti (che mi riconosco il torto di avere prodotto). Io amo immaginarmi – in un forzato sogno ad occhi aperti – un movimento giustiziere (non giustizialista), che rinchiuda i responsabili di cotanta disfatta antropologica in “manicomi rieducativi” a tempo indeterminato, facendo loro leggere – e meditare – anche qualche pagina di quanti, come me, hanno combattuto tutta una vita per un’utopia possibile: quella del vero socialismo, antidoto della follia umanicida della libera predazione, detta capitalismo.

 

(N-l . La privatomania – 07.05.08 – 2470)

 

                                                                                    Carmelo R. Viola

 

17/05/2008


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